Un pianeta simile alla Terra nel cortile di casa

Il sistema stellare più vicino al sole ha un pianeta, e non un gigante gassoso, ma un mondo con una massa paragonabile a quella terrestre.

In orbita attorno a Proxima Centauri ingrandisci

Certo, noi appassionati lo sapevamo da tempo, quante spedizioni interstellari sono partite dalle pagine dei romanzi di fantascienza verso Alpha Centauri? E anche se gli astronauti protagonisti di La fine dell'arcobaleno (Starbust, 1982), capolavoro di Frederick Pohl, non trovano alla fine del viaggio Alpha Aleph, poco male, si limitano a costruirselo.

 

Del resto Alpha Centauri è davvero il nostro cortile di casa. Solo 4,3 anni luce ci separano dalle tre stelle del sistema. Naturale che gli scrittori di fantascienza si siano sempre sentiti attratti da un obiettivo tanto a portata di mano. Il sistema è formato da due stelle simili al sole, Alpha Centauri A e B, che girano attorno a un vicino centro di gravità comune, e da una debole stella rossa, Proxima Centauri, distante 0,12 anni luce dalla coppia principale.

 

Ora la scienza conferma la presenza di un pianeta con una massa appena più grande di quella terrestre, che gira in un'orbita molto ravvicinata attorno ad Alpha Centauri B. Si tratta del più piccolo pianeta extrasolare scoperto finora. La scoperta del pianeta è stata effettuata dallo strumento HARPS installato sul telescopio da 3,6 metri all'Osservatorio di La Silla, in Cile, che ha rivelato le quasi impercettibili oscillazioni nel moto di Alpha Centauri B.

 

A una distanza di circa sei milioni di chilometri dalla sua primaria (per confronto la minima distanza di Mercurio dal sole è di 46 milioni di chilometri) la superficie del pianeta è un buon surrogato dell'inferno, anche se da Alpha Centauri B è leggermente meno calda del nostro beneamato astro.

 

Resta la possibilità che ci siano altri corpi celesti non ancora scoperti, magari situati in una zona che permetta lo sviluppo della vita. Insomma, una visitina ad Alpha Centauri andrebbe proprio fatta.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 24 ottobre 2012 - Fonte: www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature11572.html

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Commenti

1 Trovare un pianeta simile alla Terra così vicino a noi può voler dire solo una cosa: che i pianeti simili alla Terra sono abbastanza comuni e quindi anche la vita non dovrebbe essere rara.Chissà quante civiltà ci aspettano là fuori!!!

» postato da (michele d.) alle 08:54 del 24-10-2012

2 Quando si parte?

» postato da Giandomenico Clementi alle 09:20 del 24-10-2012

3 Cosa aspettano i Vulcaniani a venirci a trovare ?

» postato da (Enrico R) alle 11:05 del 24-10-2012

4 "Trovare un pianeta simile alla Terra così vicino a noi può voler dire solo una cosa: che i pianeti simili alla Terra sono abbastanza comuni e quindi anche la vita non dovrebbe essere rara.Chissà quante civiltà ci aspettano là fuori!!!"; spirito giusto, ma ottimismo esagerato: non basta neanche minimamente che si trovi un pianeta roccioso; distanza dalla stella, orbita regolare, inclinazione dell'asse di rotazione, un satellite, presenza di acqua liquida, molecole organiche e tanto altro ci è voluto per far nascere la vita e far si che si sviluppasse in forme successive ai batteri, sulla Terra; la vita è una possibilità dell'Universo, ma necessariamente rara e altre civiltà (che dovrebbero essere contemporanee a noi, cosa già incredibilmente difficile) molto più rare ancora; sperare non costa nulla...

» postato da mikronimo alle 17:57 del 24-10-2012

5 Hai ragione Mikronimo, non basta trovare pianeti simili al nostro, simile non è uguale, ma la statistica è dalla nostra parte.Nella nostra galassia ci sono 300 miliardi di stelle di cui il 20-25%( 70 miliardi) è simile al nostro sole e sapere che che almeno l'1% di esse ha un pianeta simile al nostro vuol dire 700 milioni di terre solo nella nostra galassia. Dato che ci sono alcune centinaia di miliardi di galassie più o meno come la nostra vuol dire alcuni milioni di miliardi di pianeti come il nostro nell'universo. Sarebbe proprio una sfiga pazzesca se solo sul nostro ci fosse vita (più o meno) intelligente. Se poi ci aggiugiamo che secondo molti scienziati il nostro non è uno che fra molti multiversi....

» postato da (michele d.) alle 20:03 del 24-10-2012

6 Dice bene mikronimo: scusate siamo in grado di captare segnali radio da quanto? 100 anni? Meno penso. Quanto vivrà ancora la nostra civiltà prima che azzeriamo le risorse naturali? 1000 anni? Vuol dire che sulla tera la vita intelligente, in grado di comunicare inviare segnali radio, ha avuto una finestra di solo 1000 anni su milioni complessivi. Non è solo trovare il pianeta giusto, ma beccarlo anche in quei 1000 anni, un pulviscolo rispeto l'età dell'universo.

» postato da (Nnever 2000) alle 20:30 del 24-10-2012

7 «"Trovare un pianeta simile alla Terra così vicino a noi può voler dire solo una cosa: che i pianeti simili alla Terra sono abbastanza comuni e quindi anche la vita non dovrebbe essere rara.Chissà quante civiltà ci aspettano là fuori!!!"; spirito giusto, ma ottimismo esagerato: non basta neanche minimamente che si trovi un pianeta roccioso; distanza dalla stella, orbita regolare, inclinazione dell'asse di rotazione, un satellite, presenza di acqua liquida, molecole organiche e tanto altro ci è voluto per far nascere la vita e far si che si sviluppasse in forme successive ai batteri, sulla Terra; la vita è una possibilità dell'Universo, ma necessariamente rara e altre civiltà (che dovrebbero essere contemporanee a noi, cosa già incredibilmente difficile) molto più rare ancora; sperare non costa nulla...» per quanto sia il linea di massima daccordo, pensavo che le stelle nel raggio di qualche decina di anni luce della stessa classe di quella del nostro sole potrebbero avere pianeti tipo Terra che hanno seguito più o meno lo stesso iter, sarebbero stelle nate dalla stessa inseminazione di supernova quindi più o meno coeve e con lo stesso equilibrio di elementi pesanti. Potrebbe darsi il caso che in un volume di un centinaio di anni luce, diverse specie intelligenti siano più o meno al nostro stesso livello e quindi ancora "invisibili" le une per le altre :)

» postato da Paolocosmico alle 20:37 del 24-10-2012

8 «Dice bene mikronimo: scusate siamo in grado di captare segnali radio da quanto? 100 anni? Meno penso. Quanto vivrà ancora la nostra civiltà prima che azzeriamo le risorse naturali? 1000 anni? Vuol dire che sulla tera la vita intelligente, in grado di comunicare inviare segnali radio, ha avuto una finestra di solo 1000 anni su milioni complessivi. Non è solo trovare il pianeta giusto, ma beccarlo anche in quei 1000 anni, un pulviscolo rispeto l'età dell'universo. » quali risorse naturali? 1000 anni fa le risorse naturali utili erano il legno, le pietre e pochi metalli, oggi sono altre quelle strategiche... idrocarburi e metalli abbondano nel nostro sistema solare e sappiamo come fare a prenderle, solo che per adesso costa motlo più che sfruttare quelle che abbiamo. Se ci sono motivi per il pessimismo ci sono anche motivi per sperare nel futuro in un fiorire di una civiltà non più planetaria ma estesa a tutto il sitema solare.

» postato da Paolocosmico alle 20:45 del 24-10-2012

9 ««Dice bene mikronimo: scusate siamo in grado di captare segnali radio da quanto? 100 anni? Meno penso. Quanto vivrà ancora la nostra civiltà prima che azzeriamo le risorse naturali? 1000 anni? Vuol dire che sulla tera la vita intelligente, in grado di comunicare inviare segnali radio, ha avuto una finestra di solo 1000 anni su milioni complessivi. Non è solo trovare il pianeta giusto, ma beccarlo anche in quei 1000 anni, un pulviscolo rispeto l'età dell'universo. » quali risorse naturali? 1000 anni fa le risorse naturali utili erano il legno, le pietre e pochi metalli, oggi sono altre quelle strategiche... idrocarburi e metalli abbondano nel nostro sistema solare e sappiamo come fare a prenderle, solo che per adesso costa motlo più che sfruttare quelle che abbiamo. Se ci sono motivi per il pessimismo ci sono anche motivi per sperare nel futuro in un fiorire di una civiltà non più planetaria ma estesa a tutto il sitema solare.» hai esattamente centrato il punto... è secondo me impossibile regredire finendo le risorse terrestri, senza intaccare quelle sparse per il nostro sistema planetario. tra l'altro l'approvigionamento all'interno del nostro spazio, estenderebbe di milioni di anni la nostra capacità di continuare e progredire come civiltà tecnologicamente avanzata. possiamo tuttavia (forse...) escludere che vi siano civiltà tecnologicamente almeno come la nostra nel raggio di anni luce compatibile con quando siamo in grado di ricevere e trasmettere su apparecchi radio/televisivi (un centinaio d'anni?). comunque vi si potrebbero trovare civiltà pre-industriali, o pianeti ricchi solo di vita selvaggia, come è stato il nostro per gran parte della sua esistenza fino a un nanosecondo cosmologico fa: condivido quindi l'opinione di mikronimo sulla severa improbabilità di un incontro... probabilità che muterebbero solo dopo un'importante colonizzazione almeno di una parte del nostro braccio di spirale. invece non concordo con lui sulla rarità di pianeti simili alla terra... in fondo l'acqua sembra essere abbastanza comune nell'universo... e ogni stella ha una zona abitabile, quasi ogni stella ha un sistema planetario, parecchie stelle hanno una metallicità simile a quella della nostra, comprese le nane rosse, che potrebbero rappresentare una chiave interessante, essendo molto numerose nella galassia, ma soprattutto, presentando una longevità centinaia di volte superiore ai 'miseri' 10/12 miliardi di anni di vita del nostro sole... direi che un'altra casa si trova. è solo questione di tempo... potremmo addirittura scoprirne qualcuna entro i prossimi vent'anni... o addirittura potremmo averla già scoperta... chissà...

» postato da nemo73 alle 01:02 del 25-10-2012

10 «possiamo tuttavia (forse...) escludere che vi siano civiltà tecnologicamente almeno come la nostra nel raggio di anni luce compatibile con quando siamo in grado di ricevere e trasmettere su apparecchi radio/televisivi (un centinaio d'anni?).» Mah, io non riesco a vedere Iris e Cartoonito, che sono trasmessi da 0,0000001 anni luce di distanza, non ho mai capito perché dovrei captare i segnali della tv di Alfa Centauri... S*

» postato da S* alle 08:11 del 25-10-2012

11 Ho fatto un breve riassunto della lunga serie di caratteristiche che sono state necessarie a portarci (noi esseri umani), saltando le varie estinzioni di massa, pure quelle necessarie, a scrivere in un forum; la rarità di pianieti come la Terra (cioè esattamente come la Terra) è un fatto, come lo è la possibilità statistica che da qualche parte si siano verificate TUTTE le condizioni necessarie; potrebbe esserici un pianeta identico nel raggio di 10 anni luce, come essercene uno ai confini dell'universo in questo esatto momento; oppure una qualsiasi via di mezzo tra "qui vicino ed ora" e "un miliardo di anni fa, ad un miliardo di anni luce da qui"; anche Marte e Venere sono simili alla Terra, ma per il semplice fatto di essere fuori dalla fascia di distanza giusta e della massa sbagliata, sono inadatti alla vita simile alla nostra; ora sono inadatti, ma forse per un breve periodo lo sono stati; dire che data la vastità del numero delle stelle gialle o rosse c'è la possibilità che la vita si sia sviluppata è giustissimo, ma è la combinazione di distanza e contemporaneità che possono permetterci di entrare in contatto; se poi cerchiamo solo un pianeta alternativo, allora le cose si semplificano (ma anche arrivare su un'eventuale pianeta adatto che giri intorno a Proxima Centauri, richiederebbe comunicazioni con pause di oltre 4 anni o centinaia di anni di viaggio); in merito al problema delle risorse: voglio sperare che l'unica possibilità di salvezza della nostra civiltà non si basi sugli idrocarburi (sono ragionevolmente sicuro che non sarà così) extraterrestri, altrimenti siamo spacciati: non abbiamo le tecnologie spaziali per recuperare le quantità necessarie neanche dall'orbita lunare (o dalla Luna) e sarebbe una prosecuzione delle devastazioni ambientali attuali; se vogliamo progredire, dobbiamo guardare oltre, sia come tecnologie energetiche che spaziali, ma per le seconde la vedo male: siamo tornati ai missili, invece che portare avanti teconologie riusabili...

» postato da mikronimo alle 15:37 del 25-10-2012

12 ««possiamo tuttavia (forse...) escludere che vi siano civiltà tecnologicamente almeno come la nostra nel raggio di anni luce compatibile con quando siamo in grado di ricevere e trasmettere su apparecchi radio/televisivi (un centinaio d'anni?).» Mah, io non riesco a vedere Iris e Cartoonito, che sono trasmessi da 0,0000001 anni luce di distanza, non ho mai capito perché dovrei captare i segnali della tv di Alfa Centauri... S*» Tra l'altro , metti che su Alfabeta Centauri beccano la trasmissione della De Filippi...mica è detto che gli venga tutta sta gran voglia di contattarci...

» postato da Tobanis alle 16:35 del 25-10-2012

13 Che poi il fatto di captare le trasmissioni TV dallo spazio era anche praticabile (in linea teorica) con il metodo di trasmissione analogico (bello l'esempio citato in Contact), non sono sicuro che sia ancora valido con il digitale...

» postato da Requiem alle 17:48 del 25-10-2012

14 «Ho fatto un breve riassunto della lunga serie di caratteristiche che sono state necessarie a portarci (noi esseri umani), saltando le varie estinzioni di massa, pure quelle necessarie, a scrivere in un forum; la rarità di pianieti come la Terra (cioè esattamente come la Terra) è un fatto, come lo è la possibilità statistica che da qualche parte si siano verificate TUTTE le condizioni necessarie; potrebbe esserici un pianeta identico nel raggio di 10 anni luce, come essercene uno ai confini dell'universo in questo esatto momento; oppure una qualsiasi via di mezzo tra "qui vicino ed ora" e "un miliardo di anni fa, ad un miliardo di anni luce da qui"; anche Marte e Venere sono simili alla Terra, ma per il semplice fatto di essere fuori dalla fascia di distanza giusta e della massa sbagliata, sono inadatti alla vita simile alla nostra; ora sono inadatti, ma forse per un breve periodo lo sono stati; dire che data la vastità del numero delle stelle gialle o rosse c'è la possibilità che la vita si sia sviluppata è giustissimo, ma è la combinazione di distanza e contemporaneità che possono permetterci di entrare in contatto; se poi cerchiamo solo un pianeta alternativo, allora le cose si semplificano (ma anche arrivare su un'eventuale pianeta adatto che giri intorno a Proxima Centauri, richiederebbe comunicazioni con pause di oltre 4 anni o centinaia di anni di viaggio); in merito al problema delle risorse: voglio sperare che l'unica possibilità di salvezza della nostra civiltà non si basi sugli idrocarburi (sono ragionevolmente sicuro che non sarà così) extraterrestri, altrimenti siamo spacciati: non abbiamo le tecnologie spaziali per recuperare le quantità necessarie neanche dall'orbita lunare (o dalla Luna) e sarebbe una prosecuzione delle devastazioni ambientali attuali; se vogliamo progredire, dobbiamo guardare oltre, sia come tecnologie energetiche che spaziali, ma per le seconde la vedo male: siamo tornati ai missili, invece che portare avanti teconologie riusabili...» Questa è una visione da vecchia scuola di astronomia che pecca non tanto di logica, quanto di terracentrismo... intanto la cosiddetta fascia abitabile è chiamata così in riferimento ai nostri parametri, La Terra però, prima di venire colonizzata dalla vita era un inferno di gas"venefici" e alte temperature... in altre parole era un pianeta che oggi considereremo inabitabile. Nessuno può escludere poi che la vita possa essere diversissima dalla nostra nella sua chimica interna, pur producendo schemi di pensiero simili: per esempio vita basata sul ciclo del metano o dell'idrogeno superfluido, così potremmo estendere di molto gli habitat adatti alla vita, tanto sui giganti gassosi che sulle lune ghiacciate di pianeti alla perferia dei sistemi. L'aspetto temporale invece è quello che da più da pensare, giocoforza solo civiltà molto avanzate possono sperare di sussistere per molto tempo, cioè civiltà che hanno risolto il problema delle materie prime, dell'energia e della demografia... se simili civiltà esistono, capaci di durare milioni d'anni, pensiamo davvero che potrebbero essere interessate a contattare altra vita nell'universo talmente poco progredita da non poter garantire a se stessa neanche la mera esistenza per poche centinaia di anni? Magari è per questo che nessuno ci contatta, viste le nostre caratteristiche sanno già che fra poco ci estingueremo e perciò non si prendono la briga :roll:

» postato da Paolocosmico alle 19:21 del 25-10-2012

15 «Ho fatto un breve riassunto della lunga serie di caratteristiche che sono state necessarie a portarci (noi esseri umani), saltando le varie estinzioni di massa, pure quelle necessarie, a scrivere in un forum; la rarità di pianieti come la Terra (cioè esattamente come la Terra) è un fatto, come lo è la possibilità statistica che da qualche parte si siano verificate TUTTE le condizioni necessarie; potrebbe esserici un pianeta identico nel raggio di 10 anni luce, come essercene uno ai confini dell'universo in questo esatto momento; oppure una qualsiasi via di mezzo tra "qui vicino ed ora" e "un miliardo di anni fa, ad un miliardo di anni luce da qui"; anche Marte e Venere sono simili alla Terra, ma per il semplice fatto di essere fuori dalla fascia di distanza giusta e della massa sbagliata, sono inadatti alla vita simile alla nostra; ora sono inadatti, ma forse per un breve periodo lo sono stati; dire che data la vastità del numero delle stelle gialle o rosse c'è la possibilità che la vita si sia sviluppata è giustissimo, ma è la combinazione di distanza e contemporaneità che possono permetterci di entrare in contatto; se poi cerchiamo solo un pianeta alternativo, allora le cose si semplificano (ma anche arrivare su un'eventuale pianeta adatto che giri intorno a Proxima Centauri, richiederebbe comunicazioni con pause di oltre 4 anni o centinaia di anni di viaggio); in merito al problema delle risorse: voglio sperare che l'unica possibilità di salvezza della nostra civiltà non si basi sugli idrocarburi (sono ragionevolmente sicuro che non sarà così) extraterrestri, altrimenti siamo spacciati: non abbiamo le tecnologie spaziali per recuperare le quantità necessarie neanche dall'orbita lunare (o dalla Luna) e sarebbe una prosecuzione delle devastazioni ambientali attuali; se vogliamo progredire, dobbiamo guardare oltre, sia come tecnologie energetiche che spaziali, ma per le seconde la vedo male: siamo tornati ai missili, invece che portare avanti teconologie riusabili...» Questa è una visione da vecchia scuola di astronomia che pecca non tanto di logica, quanto di terracentrismo... intanto la cosiddetta fascia abitabile è chiamata così in riferimento ai nostri parametri, La Terra però, prima di venire colonizzata dalla vita era un inferno di gas"venefici" e alte temperature... in altre parole era un pianeta che oggi considereremo inabitabile. Nessuno può escludere poi che la vita possa essere diversissima dalla nostra nella sua chimica interna, pur producendo schemi di pensiero simili: per esempio vita basata sul ciclo del metano o dell'idrogeno superfluido, così potremmo estendere di molto gli habitat adatti alla vita, tanto sui giganti gassosi che sulle lune ghiacciate di pianeti alla perferia dei sistemi. L'aspetto temporale invece è quello che da più da pensare, giocoforza solo civiltà molto avanzate possono sperare di sussistere per molto tempo, cioè civiltà che hanno risolto il problema delle materie prime, dell'energia e della demografia... se simili civiltà esistono, capaci di durare milioni d'anni, pensiamo davvero che potrebbero essere interessate a contattare altra vita nell'universo talmente poco progredita da non poter garantire a se stessa neanche la mera esistenza per poche centinaia di anni? Magari è per questo che nessuno ci contatta, viste le nostre caratteristiche sanno già che fra poco ci estingueremo e perciò non si prendono la briga :roll:

» postato da Paolocosmico alle 19:21 del 25-10-2012

16 @paolocosmico: si parlava di pianeti come la Terra e presumevo si intendesse riferirsi a forme di vita senzienti paragonabili alla nostra; se ci mettiamo ad estendere il ragionamento alla possiblità di forme di vta basate su altre combinazioni di atomi e molecole della tabella degli elementi, tutto o quasi diventa possibile, ma decisamente più complicato; il concetto della contemporaneità stesso puntava al fatto che per durate di una civiltà paragonabili alla nostra (come o più avanzate della nostra), che possono essere di alcune migliaia di anni, data la durata dell'esistenza dell'Universo stesso può benissimo essere che siano già estinte o non ancora in grado si accendere fuochi fuori dalle loro caverne, sempre per rimanere a condizioni paragonabili alle nostre; come per il primo concetto, se consideriamo civlità che hanno superato i nostri limiti tecnologici, nuovamente tutto diventa possibile.

» postato da mikronimo alle 12:25 del 26-10-2012

17 A favore della vita intelligente, sono i numeri enormi in campo. Parliamo di 200 miliardi di stelle per galassia, e centinaia di miliardi di galassie. Anche considerando casi enormemente sfigati, il numero di civiltà al momento presenti (che "al momento", nello spazio tempo, non vuol dire nulla) sono incredibili. Consideriamo il caso super limite: in tutta la Via Lattea, tra tutti questi miliardi, siamo l'unica civiltà senziente tecnologicamente avanzata. Ebbene, ce ne fosse una per galassia, parliamo di decine e decine di miliardi di civiltà nell'Universo. E parliamo di solo noi nella nostra Galassia, un'ipotesi di una sfiga senza limiti. Che poi, si faccia un tantino fatica a comunicare, non si può avere tutto.

» postato da Tobanis alle 12:35 del 26-10-2012

18 Il ragionamento (perché è di questo che stiamo parlando) è che la "vita" come la intendiamo noi non è detto che sia l'unica possibile. Un esempio stupido: anche su pianeti rocciosi e con temperature in superficie altissime potrebbe (potrebbe!) essersi sviluppata (o migrata da altrove) una forma di "vita" (avanzata tecnologicamente) in profondità che sfrutta forme di energia presenti la sotto..... Eccetera, eccetera....

» postato da (carlo s) alle 08:51 del 28-10-2012

19 «@paolocosmico: si parlava di pianeti come la Terra e presumevo si intendesse riferirsi a forme di vita senzienti paragonabili alla nostra; se ci mettiamo ad estendere il ragionamento alla possiblità di forme di vta basate su altre combinazioni di atomi e molecole della tabella degli elementi, tutto o quasi diventa possibile, ma decisamente più complicato; il concetto della contemporaneità stesso puntava al fatto che per durate di una civiltà paragonabili alla nostra (come o più avanzate della nostra), che possono essere di alcune migliaia di anni, data la durata dell'esistenza dell'Universo stesso può benissimo essere che siano già estinte o non ancora in grado si accendere fuochi fuori dalle loro caverne, sempre per rimanere a condizioni paragonabili alle nostre; come per il primo concetto, se consideriamo civlità che hanno superato i nostri limiti tecnologici, nuovamente tutto diventa possibile.» beh il pianeta Terra è stato plasmato dalla Vita per qualche miliardo di anni, non era così, era molto simile al Venere attuale. Quello che sappiamo è che l'acqua e le molecole organiche sono comuni nelle nubi interstellari, se osserviamo un pianeta extrasolare, di solito ha una orbita regolare perché altrimenti non potremmo dedurne l'esistenza dati i sistemi attuali che usiamo per rilevarlo. Possiamo osservare come la vita sulla Terra sussista in quasi tutte le possibili condizioni di temperatura e pressione, infatti, la troviamo a temperature che vanno da -90 a +110 C° e in vetta allle montagne più alte o in fondo ai mari più profondi. Troviamo la vita in ambienti fortemente acidi oppure basici, aridissimi e anossici. Tutti i dati in nostro possesso indicano che la vita può essere trasportata da una roccia sparata nello spazio da qualche cataclisma, viaggiare per milioni di anni in stato quiesciente e poi colonizzare nuovi habitat. Alcuni scienziati presumono persino che l'ambiente più adatto per la comparsa della vita non sia un pianeta ma le nubi di molecole organiche ionizzate dalla radiazione di stelle non troppo vicine... La notizia è importante non tanto perché è stato scoperto un pianeta roccioso ma perché è stato scoperto in un sistema triplo, cioè in un posto dove non si pensava di poter trovare pianeti in orbite stabili, questo ci fa sperare che i pianeti rocciosi siano molto comuni e non solo casi rari come pareva fosse il nostro pianeta agli occhi della scienza alcuni anni fa. In altre parole, scoperte del genere, insieme a tutte le altre, autorizzano a pensare che la Terra non è un caso raro ma anzi molto comune e nonostante ancora non abbiamo la tecnologia per acquisire statisticamente la reale percentuale di pianeti tipo Terra presenti nell'universo, possimo sperare con ragione che pianeti abitabili e vita siano cose molto comuni. Riguardo alla contemporaneità avevo già detto la mia, nel gruppo locale di stelle può essere che tutte le civiltà presenti siano più o meno allo stesso livello e quindi incapaci di comunicare le une con le altre. Se esistono civiltà galattiche capaci di sussitere per milioni di anni capaci di vaggiare in lungo e in largo per la galassia, probabilmente ignorano quelle che giudicano effimere.

» postato da Paolocosmico alle 09:56 del 28-10-2012

20 Beh ragazzi, se trovano tracce di vita su Marte o su Europa è fatta: se solo nel nostro sistema la vita si è sviluppata su più di un pianeta allora non è una rarità ma bensì la normale evoluzione (se le trovano poi su Europa poi è proprio la "fatality" se mi passate la citazione videoludica). Però può benissimo essere che la luce non si può superare davvero e allora ciao, ci sono davvero migliaia di civiltà e ognuno si coltiva il suo orticello e addio esplorazioni e astronavi. Certo è che la Terra non resterà abitabile a lungo (un milione di anni è una stima ottimistica se non ricordo male visto che per allora la luna si sarà così allontanata dalla terra da causare un certo numero di cataclismi), questa è solo una fase della sua esistenza, molto fortunata per noi, per cui se vogliamo sopravvivere bisognerà lavorarci un pò e sopratutto smettere di litigare. Per S* e il fatto che non prende cartoonito: con simili argomentazioni non posso che redimermi! :)

» postato da (Nnever 2000) alle 11:10 del 28-10-2012

21 «Certo è che la Terra non resterà abitabile a lungo (un milione di anni è una stima ottimistica se non ricordo male visto che per allora la luna si sarà così allontanata dalla terra da causare un certo numero di cataclismi),» Veramente prima della Luna dovremo pensare al nostro Sole (e prima ancora al Global Warming), anche se i tempi sono piuttosto ampi: The Moon is gradually receding from the Earth into a higher orbit, and calculations suggest that this would continue for about fifty billion years. By that time, the Earth and Moon would become caught up in what is called a "spin–orbit resonance" or "tidal locking" in which the Moon will circle the Earth in about 47 days (currently 27 days), and both Moon and Earth would rotate around their axes in the same time, always facing each other with the same side. (This has already happened to the Moon -- the same side always faces Earth. This is slowly happening to the Earth.) However, the slowdown of the Earth's rotation is not occurring fast enough for the rotation to lengthen to a month before other effects change the situation: about 2.3 billion years from now, the increase of the Sun's radiation will have caused the Earth's oceans to vaporize, removing the bulk of the tidal friction and acceleration. http://en.wikipedia.org/wiki/Orbit_of_the_Moon#Tidal_evolution Già entro meno di un miliardo di anni, comunque, la superficie del nostro pianeta dovrebbe essere resa inabitabile a organismi pluricellulari. E' lecito dubitare che per allora saremo ancora da queste parti...

» postato da Paolo7 alle 13:29 del 28-10-2012

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