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Al servizio segreto di sua maestà tra fantascienza e videogame

Esce oggi 007 Legends, lo sparatutto che celebra 50 anni di James Bond, icona pop a cavallo di più generi e di cui si parlerà anche sul prossimo numero di Robot

La copertina di 007 LEgends in versione Ps3 ingrandisci

I cinquant'anni li compie al cinema, dove a fine mese uscirà Skyfall, il 23° film della serie, ma il mito di James Bond viene festeggiato in questi giorni anche nei videogame: oggi Activision pubblica per Pc e console hd quello che è un vero e proprio episodio celebrativo, attraverso cui sarà possibile ripercorre mezzo secolo delle migliori spy story del più famoso agente segreto del grande schermo. Il gioco 007 Legends racchiude sei missioni, che citano altrettante pellicole, in una trama riadattata appositamente dallo sceneggiatore di Goldeneye, Bruce Feirstein, per raccontare una storia unita e coerente, con la quale mettere in scena l'evoluzione del personaggio, nei panni di spietato killer dell'Mi6.

 

Il Bond di 007 Legends non è infatti uno qualsiasi, ma quello degli anni Duemila immortalato tanto al cinema, come nel videogame da Daniel Craig, che per l'occasione si calerà dunque anche negli intrighi originariamente affrontati dai suoi “colleghi” nei lungometraggi del passato, ossia Goldfinger (con Sean Connery, del 1964), Al servizio segreto di Sua Maestà (con George Lazenby, del 1969), Moonraker — Operazione spazio (con Roger Moore, del 1979), Vendetta privata (con Timothy Dalton, del 1989) e La morte può attendere (con Pierce Brosnan, del 2002). Sono le tappe principali di una giostra d'azione che è a tutti gli effetti pure una specie di moderno remake, scritto da Feirstein — come già la versione Wii, Ps3 e Xbox 360 di Goldeneye sviluppata dallo stesso team, Eurocom — pensando al mondo di oggi e alle caratteristiche dell'agente interpretato dall'atletico attore inglese dagli occhi di ghiaccio. La sesta e ultima missione del gioco, dedicata a Skyfall, verrà resa disponibile in un secondo momento sotto forma di contenuto scaricabile gratuito.

 

“Anche se il mio preferito resta Sean Connery, sicuramente il Bond più Bond è proprio Daniel Craig” spiega il critico cinematografico Enzo Latronico, in un'intervista che potrete leggere sul numero 67 di Robot (www.delosstore.it/robot/). “Il primo Bond cinematografico è del 1962 ed è un po’ diverso da quello letterario del ’53 di Casinò Royale, ma ci ha accompagnato fino al 2006, anno dello stravolgimento totale del personaggio. Infatti, proprio nel 2006 Bond riparte con Casino Royale e lo 007 impersonato stavolta da Daniel Craig è il più simile caratterialmente all'agente creato in origine dallo scrittore Ian Fleming; uno stravolgimento necessario, per salvare il personaggio che stava accusando un po’ di stanchezza, ma che ha suscitato non pochi dubbi, ormai quasi tutti fugati. Il primo interprete della saga, Sean Connery, un uomo atletico e poco aggraziato, fu invece educato letteralmente al ruolo di 007 dal regista di Licenza di uccidere, Terence Young. In pratica, quando noi sullo schermo guardiamo James Bond/Sean Connery, in realtà stiamo vedendo Terence Young; l’eleganza, le movenze, la disinvoltura nel portare lo smoking (la divisa di 007) appartengono tutte a Terence Young, che voleva un personaggio più ammiccante e vicino al pubblico. Nei romanzi Bond non è così, piuttosto il contrario: freddo, risoluto e spietato esecutore; il suo doppio zero lo autorizza a uccidere, questo basta. All'epoca Fleming non gradì molto lo “stravolgimento”.”

 

 

Ma nell'intervista si tocca ovviamente anche il tema della fantascienza, un genere che si interseca a più livelli con l'epopea di 007. “Tutte le avventure di 007 partono da Londra, dall’Mi6, all’interno del quale facciamo la conoscenza di Q, il capo della sezione armi che ha il compito di equipaggiare Bond prima di ogni missione. Sicuramente Q — suggerisce Latronico — è l’elemento fantascientifico più forte. È uno che non scherza mai durante le ore di servizio e che fornisce a Bond i “giocattolini” che gli permettono di portare a casa la pelle ogni volta. Il primo gadget di 007, e quello più famoso, è l’Aston Martin DB5 che fa la sua comparsa nel film Goldfinger del 1964. Si tratta di una vettura inglese straordinaria e attrezzata con mitragliatrici che escono dai fari, cortina fumogena, rilascio di olio o chiodi sulla carreggiata, scudi e naturalmente vetri antiproiettile, accanto al sedile eiettabile del passeggero".

 

"Sempre negli anni ’60 — prosegue Latronico — Bond è il primo agente segreto a volare letteralmente con due bombole d’aria compressa sulle spalle, mentre negli anni ’70 l’Aston Martin viene sostituita da una Lotus che nel film 007 La spia che mi amava diventa un sottomarino. Inoltre capita sovente che Bond si scontri con antagonisti “distopici” come Goldfinger, un trafficante d’oro che mira a contaminare con l’atomica le riserve auree di Fort Knox per far schizzare le quotazioni del suo, oppure come Stromberg, uno scienziato biomarino che vuole dominare il mondo scatenando un conflitto tra i due blocchi. Nel 1955 Ian Fleming scrive Moonraker che arriva sugli schermi nel 1979 e qui per la prima e unica volta James Bond vive un’avventura spaziale muovendosi a bordo di piccoli shuttle. Dagli anni '80 in poi, tuttavia, quello che era un rapporto con la fantascienza si trasforma in un rapporto più stretto con la tecnologia”.

 

Dei cinquant'anni al cinema di James Bond, Enzo Latronico parlerà con Ilario Citton, presidente e fondatore dell'associazione “Le cercle” (www.jamesbondwebitalia.com), il club bondiano italiano, questa sera a Piacenza alle ore 21, all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via Sant'Eufemia, 12, in un incontro — a ingresso libero — dal titolo Tutti pazzi per 007. Il mito non muore mai.

 

Qui sotto, invece, il trailer di lancio di 007 Legends, che esce oggi nei formati Pc, Ps3 e Xbox 360

 

 

Autore: Riccardo Anselmi - Data: 19 ottobre 2012

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