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Koenig: Star Wars ha spinto Star Trek e viceversa

Mancava solo lui tra gli interpreti di Star Trek, ma ora anche Walter Koenig ha la sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Nell'occasione, è stato intervistato da The Hollywood Reporter. Ecco cos'ha detto.

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Alla fine anche Walter Koenig (76 anni), che tutti ricorderanno sempre come il Pavel Chekov della serie originale di Star Trek, ha avuto la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame al 6679 di Hollywood Boulevard. Rimaneva solo lui, tra i sette interpreti principali, a non aver ancora ricevuto questo riconoscimento alla carriera.

 

Forse colpa del fatto che era il più giovane? Forse perché era entrato un poco in ritardo nel cast rispetto agli altri? Forse perché non ha fatto pesare, come altri, la sua carriera? In occasione dell'onoreficenza dedicata alle stelle del cinema e della televisione, The Hollywood Reporter ha intervistato l'attore, ripercorrendo con lui Star Trek e le altre sue esperienze.

 

Koenig era stato chiamato a interpretare un ruolo creato per attirare il pubblico più giovane sulla serie: "Dovevo essere il più giovane. Chekov doveva avere solo 22 anni, ma io ne avevo già 31", e la sua rassomiglianza con l'attore Davy Jones dei Monkees, idolo dei giovani del periodo, fu il dettaglio che gli diede la parte. "E non avevo idea di come sarebbero proseguite le cose," aggiunge Koenig. "Sapevo che lo stipendio sarebbe stato modesto e che il mio ruolo sarebbe stato intermittente. Non ci facevo molto affidamento."

 

Per quanto fosse già apparso in televisione nella serie Mr. Novak, ma interpretando tre persone differenti, Koenig era alla sua prima vera esperienza. Il suo accento, basato su quello molto forte di suo padre, immigrato dalla Lituania, servì però a caratterizzare Pavel Checkov e a dare un ulteriore spunto a Gene Roddenberry, che voleva creare una serie in cui le diverse nazioni del mondo fossero riunite in una comunità. "Aveva un'afro-americana e uno scozzese e, proprio sul finire della Guerra Fredda, introdusse un russo che non era una minaccia e che non corrispondeva allo stereotipo del militare che tutti avevano in mente a proposito dei russi."

 

"E quando la serie finì, nel 1969, pensavamo fosse la fine di Star Trek. Invece George Lucas notò l'effetto che avevamo sul pubblico e si ispirò per creare Star Wars. Il suo successo spinse la Paramount a chiedersi se dovevano realizzare un film e creare un franchise. E si ricordarono che avevano Star Trek. Una cosa ha alimentato l'altra."

 

Il primo film (Star Trek The Motion Picture, 1979) non fu un passaggio facile. "Ci furono molte false partenze e ogni volta che il progetto veniva rimandato, accadde tre o quattro volte, pensai che la cosa sarebbe finita lì. Solo dopo che furono girate tre scene, mi convinsi che a quel punto nessuno mi avrebbe detto di tornare a casa."

 

Anche la strada per arrivare alla stella della Walk of Fame non è stata breve. "Deve essere iniziata prima del 2000. Avevo un fan club che riuscì a raccogliere il denaro necessario — 3000 dollari — ma il comitato della Walk of Fame decise di non scegliermi. Non che girassi a distribuire volantini nella speranza di convincerli a votare per me. La maggioranza di chi mi voleva era composta da fan e io pensavo che fosse un onore, accettato nella prospettiva che è arrivato tardi e non tanto per il solo lavoro svolto, ma per il fatto di essere diventato un'icona della cultura pop."

 

Autore: Alberto Priora - Data: 25 settembre 2012 - Fonte: hollywoodreporter.com

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Commenti

1 Adesso in Star Trek Renegades: http://www.treknews.net/wp-content/uploads/2012/09/walter-koenig-star-trek-renegades.jpg

» postato da Micronaut alle 23:06 del 25-09-2012

2 «Koenig: Star Wars ha spinto Star Trek e viceversa Mancava solo lui tra gli interpreti di Star Trek, ma ora anche Walter Koenig ha la sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Nell'occasione, è stato intervistato da The Hollywood Reporter. Ecco cos'ha detto. Leggi l'articolo.» Chissà cosa ne pensa il fratello John 8)

» postato da jetscrander alle 15:00 del 26-09-2012

3 « "...io pensavo che fosse un onore, accettato (...) per il fatto di essere diventato un'icona della cultura pop."» E vabbe', perché non dare un premio pure a lui... ma sì, ci sta. 8) Anche se, a parte il significato simbolico dell'equipaggio multietnico, non vedo per cosa si siano distinti personaggi di contorno come Chekov, Sulu, Uhura... Oltre ad aver fatto parte dell'arredamento dell'Enterprise, e aver passeggiato su qualche pianeta dietro Kirk e Spock, non è che abbiano poi espresso chissà che. Sono diventati icone per aver brillato di luce riflessa ( quella dei due personaggi-mito della serie classica ).

» postato da psicostorico alle 17:26 del 26-09-2012

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