Quando Isaac Asimov e Gene Roddenberry discussero di Star Trek

Ovvero, una diatriba tra autori sulle (in)esattezze scientifiche della saga trekkiana

Il cast del Star Trek TOS ingrandisci

Diciamo la verità: Star Trek ha sempre fatto discutere. Fin dagli esordi nel lontano settembre 1966, dato che la NBC, il network che produceva e trasmetteva la serie, non ne fu mai particolarmente convinta. Tanto che alla fine di ogni stagione il suo rinnovo era sempre messo in dubbio. E poi le perplessità di parte del team di Gene Roddenberry, che la serie l'aveva ideata e costruita pezzo per pezzo, e gli ascolti che non decollavano nonosante gli indici di gradimento fossero alti e gli autori degli episodi pescati tra il meglio che la fantascienza di quegli anni proponeva, da Richard Matheson a Robert Bloch, da Theodore Sturgeon ad Harlan Ellison, da Norman Spinrad a David Gerrold e altri ancora. Ciononostante le critiche piovvero un po' da dovunque, e questa è la storia di una critica che coinvolse uno dei mostri sacri della letteratura fantascientifica, vale a dire Isaac Asimov.

 

Ancora una volta è stato il sito Letters of Note a portare all'attenzione della rete la vicenda, riportata a sua volta nel volume Star Trek Creator: The Authorized Biography of Gene Roddenberry uscito nel 1995. La cosa andò in questi termini: dopo il debutto della serie, nel novembre dello stesso anno Asimov scrisse un articolo per TV Guide dal titolo Cosa sono poche galassie tra amici? in cui faceva l'elenco delle inesattezze scientifiche riscontrate in Star Trek e nelle altre serie tv fantascientifiche in onda in quel periodo. Il punto centrale dell'articolo di Asimov, riportato dal sito, è il seguente: "Non mi disturba piegare un pochino le sacre leggi della scienza per il bene della trama, per aggiungere un po' di suspense o per permettere al buono di salvare la ragazza all'ultimo minuto. Ho fatto cose del genere io stesso. E' l'assurdità scientifica che nasce dalla mera ignoranza a diciotto carati e che non ha nulla a che fare con la trama che mi graffia la spina dorsale come un'unghia sul vetro di una finestra."

 

Una critica bella schietta, quindi. Roddenberry, che notoriamente aveva il caratterino pepato, nonostante ammirasse Asimov non la mandò giù e scrisse al Buon Dottore una lunga lettera, cortese ma ferma, in cui spiegava le difficoltà incontrate nel portare sullo schermo l'idea che aveva concepito diversi anni prima.

 


Isaac Asimov ingrandisci
Superati i convenevoli, nell'incipit della lettera Roddenberry mette subito in chiaro le cose: "L'ho apprezzato [l'articolo N.d.A.] così come apprezzo la tua scrittura. E che sarà un utile riferimento per tutti quegli autori di Star Trek che non hanno un background fantascientifico. Anche se, a essere onesti, quelli con background ed esperienza fantascientifica tendono a commettere gli stessi errori. Ho trovato che la miglior fs non è garanzia di accuratezza scientifica. [...] Per quanto mi sia piaciuto il tuo articolo, sono ossessionato dal bisogno di scriverti per alcune delle tue considerazioni che non trovo giuste. E, come ogni scrittore di scienza sa cos'è una galassia, ogni autore televisivo dovrebbe conoscere gli aspetti rilevanti di quel campo. In tutta amicizia, e con sincero ringraziamento per le centinaia di ore di lettura che mi hai dato, mi sembra che il tuo articolo abbia trascurato del tutto i problemi pratici, fattuali e scientifici che si affrontano per mandare in onda uno show televisivo e mantenercelo. La tv merita molte critiche, e non solo quella di fantascienza, ma la critica dovrebbe essere finalizzata e non una fucilazione sul posto. Ad esempio, Star Trek non è quasi andata in onda perché ha rifiutato di diventare uno show per ragazzi, perché ha rifiutato di mettere un "Lassie" a bordo della nave, e perché ha insistito sulle assunzioni di Dick Matheson, Harlan Ellison, A.E. Van Vogt, Phil Farmer e così via (non tutti sono poi entrati perché lo scripiting televisivo è un lavoro difficile, ma molti ci sono riusciti."

 

Insomma, Roddenbery dice chiaro e tondo cosa non gli va nelle critiche di Asimov: "Nello specifico, il riferimento alla misteriosa nube situata 'a mezzo anno luce fuori dalla galassia' [nell'episodio Oltre la galassia, N.d.A.] sono d'accordo che è stato detto male. D'altra parte, abbiamo assunto un fisico della Rand Corporation per rivedere tutte le sceneggiature, e successivamente le abbiamo fatte rivedere alla Kellum deForest Research. E, neanche a dirlo, ce le hanno passate. Spendiamo diverse centinaia di dollari la settimana per garantire l'accuratezza scientifica degli script, e altre centinaia per garantire altre forme di accuratezza, progressioni logiche, eccetera. Prima di andare in produzione abbiamo costruito la Writer's Guide con tutti questi elementi, e l'aggiorniamo in continuazione con elenchi, terminologie, estratti di articoli che mandiamo regolarmente ai nostri autori. E ai nostri amministratori. E diamo specifiche informazioni scientifiche agli attori a seconda del lavoro che devono svolgere. Ad esempio, in questo momento stiamo preparando un file sulla mecidina nello spazio per DeForest Kelley, mentre William Shatner e Leonard Nimoy passano gran parte del loro tempo libero leggendo articoli, ritagli, racconti scifi che gli mandiamo."

 


Gene Roddenberry ingrandisci
"Nonostante tutto facciamo errori e probabilmente continueremo a farli. La programmazione del giovedì è un giorno terribile, e girare un episodio in cinque giorni è un peso enorme, quasi impossibile. La meraviglia non è che sbagliamo, ma che riusciamo a mandare fuori una volta alla settimana della fantascienza che (almeno a detta degli scrittori e degli appassionati che ci seguono in numero crescente) è la prima vera serie fs mai apparsa in televisione. Ci piace pensare che è questo che stiamo facendo, e lo facciamo con grande orgoglio. E suppongo che diventiamo suscettibili quando pensiamo di essere criticati ingiustamente, o come nel caso del tuo articolo, che ci sparino addosso. Citando Ted Sturgeon, che con noi ha realizzato il suo primo script, mandare in onda Star Trek era impossibile, fare uno show come questo con un budget televisivo era impossibile, raggiungere il grande pubblico senza alienarsi gli appassionati di fantascienza era impossibile, non soccombere alle pressioni della rete per trasformarlo in un programma per ragazzi era impossibile, mantenerlo in onda era impossibile. Eppure ci siamo riusciti. Magari qualcuno avrebbe potuto fare di meglio, ma finora nessuno l'ha fatto."

 

Insieme al riconoscimento dei limiti, abbastanza evidenti, traspare però anche tutto l'orgoglio di Roddenberry per l'impresa portata a termine. "Ancora, se dobbiamo credere alle lettere che ci arrivano, stiamo portando verso la fantascienza un numero sempre maggiore di appassionati. Stiamo costruendo dei fan, futuri acquirenti di riviste e romanzi, incassi certi per i prossimi film. Stiamo, e lo spero veramente, aiutando a vendere ancora più copie dei romanzi della Fondazione, di Io, Robot e degli altri tuoi eccellenti lavori. Tutti noi, e io personalmente, a modo nostro e affrontando gli sconvolgenti problemi di questo strano mondo dei media, stiamo lavorando duramente come nessun altro autore di fantascienza ha fatto finora. Se dovevamo essere menzionati per la fs televisiva, avremmo meritato molto di meglio. E per questo, pur ammirando il tuo lavoro, ho sentito il bisogno di risponderti. E penso che il grande pubblico abbia bisogno di un articolo più dettagliato sull'argomento. Forse TV Guide non è il mezzo più adatto, ma se ti verrà voglia di gettare la tua mente asimoviana su un articolo definitivo sull'argomento, conta su di noi per avere informazioni, cifre, elementi, esempi di script e delle pressioni dell'ambiente."

 

Roddenberry mise a punto una difesa a tutto campo del suo lavoro. E fu talmente convincente che Asimov riconobbe la frettolosità delle sue critiche. Successivamente i due diventarono amici e Asimov addirittura consulente per la serie, come dimostra un'altra fitta corrispondenza, sempre riportata dal sito (e il cui link si trova nelle Risorse in rete), in cui Asimov e Roddenberry discussero di come far evolvere i ruoli di Kirk e Spock, con il Buon Dottore a dare il suggerimento decisivo. Il che non impedì alla serie di scivolare sempre più indietro nel gradimento del network e di cedere alle pressioni per renderla più appetibile agli adolescenti con l'introduzione del personaggio di Cechov, fino alla chiusura definitiva al termine della terza stagione trasmessa nel famigerato slot del venerdì. La corrispondenza tra Asimov e Roddenberry è però interessante perché rivela, da un lato, alcuni retroscena e soprattutto le enormi difficoltà affrontate da Roddenberry per la realizzazione dello show; e dall'altro, la difficoltà di chi fa critica, anche dall'alto di una indiscussa competenza, senza avere il polso completo della situazione. Resta lo scontro-incontro tra due innegabili titani, Asimov e Roddenberry, che rinunciarono rispettivamente alla carriera accademica e a quella nella polizia per inseguire il sogno di rendere la fantascienza un genere, letterario e televisivo, amato dal grande pubblico. E riuscendoci alla grande.

 

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 2 luglio 2012 - Fonte: lettersofnote.com; blastr.com

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Commenti

1 Due grandi, chi l'avrebbe mai detto :)

» postato da el_dambro alle 10:29 del 02-07-2012

2 — "Non mi disturba piegare un pochino le sacre leggi della scienza per il bene della trama, per aggiungere un po' di suspance o per permettere al buono di salvare la ragazza all'ultimo minuto. Ho fatto cose del genere io stesso. E' l'assurdità scientifica che nasce dalla mera ignoranza a diciotto carati e che non ha nulla a che fare con la trama che mi graffia la spina dorsale come un'unghia sul vetro di una finestra." — Parla l'uomo che non calcolava la possibilità di specie aliene nonostante interi spazi galattici colonizzati.

» postato da Andras Eris alle 10:32 del 02-07-2012

3 In realtà la (quasi) totale assenza di forme di vita aliene nell'universo per Asimov non era una semplice "mancanza" ma una conclusione empirica statistica a cui era giunto. Nei suoi libri però compaiono pianeti senzienti (Nemesis), universi paralleli abitati (Neanche gli Dei), forme di vita provenienti da altre galassie (Fondazione e Terra), ecc. Grandi uomini e grandi menti comunque, normale che si siano scontrati almeno in un'occasione :) Quest'articolo me li ha fatti apprezzare ancora di più entrambi, se possibile!

» postato da Requiem Solitario alle 11:14 del 02-07-2012

4 Ciao. In realtà, tutto il ciclo della fondazione è privo di alieni perché John Campbell voleva che gli alieni fossero subalterni all'uomo. Asimov non volendo cedere su questo punto creò una galassia abitata solo da uomini. In ogni caso, trovo che questo aspetto dia un fascino particolare all'universo della Fondazione. Inoltre, se ricordo bene "La fine dell'Eternità" in parte motiva questo "vuoto". Angelo

» postato da Angelo F. alle 11:15 del 02-07-2012

5 «Inoltre, se ricordo bene "La fine dell'Eternità" in parte motiva questo "vuoto".» Ciao, A cosa ti riferisci con questa affermazione? Sono molto curioso, anche perchè ufficialmente quel romanzo non è legato agli altri dei suoi 3 cicli...

» postato da Requiem Solitario alle 11:41 del 02-07-2012

6 Il problema di Star Trek era il budget limitatissimo in quanto Paramount non si rese conto dell'enorme potenziale della serie per colpa dei dirigenti arroccati a pensare che solo le donne tra i 35 ed 75 vedessero la tv mentre agli uomini interessasse solo lo sport per cui tutti i programmi tv erano pensati per la massaia.Molte " scorciatoie" scientifiche furono prese non perchè gli autori ci credessero ma perchè erano più economiche e veloci da girare, ciò nonostante è diventato un mito.

» postato da (michele d.) alle 12:09 del 02-07-2012

7 Ricordavo l'eccezione di "Neanche gli dei" e il fatto che non aggiungesse alieni come una ripicca nei confronti di Campbell (non circoscritto soltanto alla fondazione), quindi un motivo abbastanza stupido o per lo meno fastidioso e antiscientifico.

» postato da Andras Eris alle 12:10 del 02-07-2012

8 « Molte " scorciatoie" scientifiche furono prese non perchè gli autori ci credessero ma perchè erano più economiche e veloci da girare, ciò nonostante è diventato un mito.» D'altra parte, il mito di Star Trek si può dire sia basato in parte proprio su una di queste "scorciatoie" (stavolta nel vero senso della parola): il teletrasporto. Non mi ricordo in che film o telefilm veniva data una definizione meravigliosa di Star Trek: "gente in pigiama che spara cazzate". Niente di più azzeccato, anche dal punto di vista di un fan storico come me.

» postato da Gianlu alle 12:38 del 02-07-2012

9 «« Molte " scorciatoie" scientifiche furono prese non perchè gli autori ci credessero ma perchè erano più economiche e veloci da girare, ciò nonostante è diventato un mito.» D'altra parte, il mito di Star Trek si può dire sia basato in parte proprio su una di queste "scorciatoie" (stavolta nel vero senso della parola): il teletrasporto. Non mi ricordo in che film o telefilm veniva data una definizione meravigliosa di Star Trek: "gente in pigiama che spara cazzate". Niente di più azzeccato, anche dal punto di vista di un fan storico come me.» Non sono d'accordo su quella definizione. Se diamo per inteso di parlare non di "Star Trek" ma solo della Serie Classica (la differenza tra le prime due ere di Star Trek è enorme e innegabile), le inesattezze scientifiche come è già stato detto erano dovute a carenze di budget o a esigenze particolari della sceneggiatura, ma "cazzate" palesi io non ne ho mai viste. Anche il teletrasporto, che citi, è infatti solo uno stratagemma inventato inizialmente per risparmiare sulle scene di atterraggio sui pianeti, ma il fatto che non ne venga fornita una esplicita giustificazione scientifica (cosa che piano piano verrà fatta più tardi) non lo accredita automaticamente come "cazzata". Sarebbe la stessa cosa, secondo il tuo ragionamento, screditare qualsiasi film o libro contengano scene in auto, aeroplano o treno, solo perchè non esplicitano i fenomeni fisici e chimici che determinano il funzionamento di tali mezzi.

» postato da Requiem Solitario alle 12:53 del 02-07-2012

10 « Non sono d'accordo su quella definizione. Se diamo per inteso di parlare non di "Star Trek" ma solo della Serie Classica (la differenza tra le prime due ere di Star Trek è enorme e innegabile), le inesattezze scientifiche come è già stato detto erano dovute a carenze di budget o a esigenze particolari della sceneggiatura, ma "cazzate" palesi io non ne ho mai viste. » Ah no? Non dimenticare che stiamo parlando di un universo in cui tutti parlano inglese (e non venirmi a parlare del fantomatico traduttore universale, che nella serie classica doveva probabilmente essere impiantato sotto pelle, anche nelle specie aliene primitive...). E potremmo andare avanti per giorni, parlando di strane idee circa la vastità di una galassia, o di come sia facile viaggiare nel tempo girando per esempio in senso contrario al sole (finendo peraltro con inspiegabile ed estrema precisione nell'anno e nel mese desiderati)... Detto ciò, volevo puntualizzare che la definizione che ho riportato è nulla di più che affettuosamente ironica, almeno per quanto riguarda me. Comunque, a proposito di "cazzate palesi", ci tengo a ricordarti che Star Trek ha l'onore di un termine coniato appositamente per le sue serie e per i suoi film: YATI, che si riferisce comunque non tanto alle inesattezze scientifiche quanto ai buchi e alle incongruenze di continuity e sceneggiatura. Ciao.

» postato da Gianlu alle 13:37 del 02-07-2012

11 «Comunque, a proposito di "cazzate palesi", ci tengo a ricordarti che Star Trek ha l'onore di un termine coniato appositamente per le sue serie e per i suoi film: YATI, che si riferisce comunque non tanto alle inesattezze scientifiche quanto ai buchi e alle incongruenze di continuity e sceneggiatura. Ciao.» Questo perchè è lo show che più di tutti è stato sottoposto al vaglio di milioni di fan e aspiranti scientisti :wink: Le inesattezze ci sono, certo, ma io non me la sento di infierire. Come detto da Roddemberry stesso Star Trek Classico è stato il primo vero prodotto televisivo seriale di fantascienza hardcore IN THE WORLD. Poi nelle sue incarnazioni successive è migliorato molto, ma resta il fatto che la serie classica è sostanzialmente un calderone di belle idee realizzate alla bell'e meglio, un embrione. Dire della TOS che è una serie "incongruente" per le sue inesattezze è come dare dello stupido a un bambino perchè non conosce le tabelline, o le poesie del Leopardi. Col tempo, se ha voglia, le imparerà, ed è quello che è successo con Star Trek. La volontà di Star Trek di migliorare sè stessa è tale e tanta che gran parte, se non tutte, delle incongruenze della TOS sono state poi spiegate dalle serie successive. - come mai tutte o quasi le specie sono umanoidi (TNG) - come mai i klingon non avevano la cresta frontale (ENT) - la storia del traduttore universale (un episodio su tanti, "Little green men" di DS9) ecc ecc ecc :D

» postato da Requiem Solitario alle 14:52 del 02-07-2012

12 « Ah no? Non dimenticare che stiamo parlando di un universo in cui tutti parlano inglese... CUT... E potremmo andare avanti per giorni, parlando di strane idee circa la vastità di una galassia, o di come sia facile viaggiare nel tempo girando per esempio in senso contrario al sole (finendo peraltro con inspiegabile ed estrema precisione nell'anno e nel mese desiderati)... » Roddenberry l'ha sempre detto, non solo ad Asimov, produrre Star Trek è stata una impresa titanica. Nessuno credeva nell'idea di uno show televisivo di fantascienza, con cadenza episodica settimanale che nel contempo potesse essere credibile. Tutti pensavano che per fare fantascienza ci volessero tanti soldi e tanto tempo. Roddenberry invece ha dimostrato che si poteva fare; si poteva realizzare un episodio a settimana con un budget limitato e nonostante tutto dare l'impressione di vedere dei veri astronauti, a bordo di una grande astronave, intenti a viaggiare per il cosmo. E lo ha dimostrato così bene che riuscì, caso unico nella storia della TV americana, a farsi commissionare un secondo episodio pilota. Per questo comprendo l'irritazione di Roddenberry nei confronti non solo delle critiche di Asimov, ma di tutti quei giudizi rilasciati con grande superficialità. E' vero, Star Trek non è mai stato un prodotto perfetto. Il primo ad ammetterlo fu lo stesso Roddenberry. Ma il motivo era ovvio, se avessero voluto pensare ad ogni possibile dettaglio, come quello di invetare una lingua aliena sempre diversa, probabilmente avrebbero impiegato mesi e mesi per realizzare un singolo episodio. E questo avrebbe reso uno show come Star Trek impossibile da mettere in pista. E non oso immaginare che cosa avrebbe significato per Star Trek se gli autori si fossero messi in testa di trovare una spiegazione plausibile per ogni singolo pezzo di tecnologia inventato nello show. Quasi sicuramente non avrebbero scritto nemmeno una storia, occupati com'erano a spiegare perché diavolo stessero parlando tutti in inglese e perché bastava spostare tre leve per fare su e giù dal pianeta.

» postato da MiaPiccolina alle 17:17 del 02-07-2012

13 Cari MiaPiccolina e Requiem... ci tengo a precisare che con me state sfondando la classica porta aperta :-) Le inesattezze e le ingenuità di cui parlo non mi renderebbero di certo insopportabile la (ennesima) visione di serie come la TOS o TNG, al contrario. Ammettiamolo: Star Trek è quel che è anche in virtù dei suoi numerosi difetti e delle tante ingenuità, che lo hanno reso un mito, ma anche il bersaglio di eccellenti parodie (Jim Carrey e se non sbaglio anche John Belushi). Nessuno si sprecherebbe infatti a fare parodie di cose senza importanza. Ciao.

» postato da Gianlu alle 17:47 del 02-07-2012

14 Hehehe Gianlu, io Star Trek la metto sopra un piedistallo (letteralmente, nel caso dei cofanetti), quindi la difenderò sempre a spada tratta e con gli occhi bendati! :lol:

» postato da Requiem Solitario alle 17:54 del 02-07-2012

15 Capisco Asimov, ma non posso giustificarlo; è chiaro che non aveva la minima idea di cosa potesse comportare uno show televisivo praticamente in diretta (ora le serie vengono prodotte e POI trasmesse, se non sbaglio, con lavorazioni anche piuttosto lunghe, per ogni singolo episodio); ma con quel poco che posso sapere (non essendo un laureato in fisica, ma sono uno appassionato di sf e scienza), ogni tanto faccio un salto sul divano (dopo tanti anni sto riguardando TOS su Rai4), per le palesi assurdità che vengono propinate per giustificare tutte le mirabolanti situazioni che avvengono nei vari episodi; alla fine vale sempre la pena, xé le storie non sono un compendio universitario sulla scienza del 23° secolo, ma la scienza mostrata è solo un mezzo per raccontare una storia; TNG (che mi piacerebbe rivedere), aveva evidentemente un budget molto più alto e tempo per fare le cose per bene e con tutte le altre serie del periodo (VOY, DS9) ha dato una bella spinta in senso realistico nelle spiegazioni scientifiche; con ENT si è provato anche a tappare qualche buco (il traduttore universale, traduceva e sovrapponeva i suoni tradotti al parlato originale, ma anche questa spiegazione era lacunosa: provate ad ascoltare CONTEMPORANEAMENTE un cinese che parla mandarino e una traduzione italiana sovrapposta e poi raccontate cosa avete capito...); insomma, la parte centrale di tutto il progetto STAR TREK, dal 1966 in poi, sta nelle storie, e le inesattezze scientifiche, non mi pare abbiano inficiato il successo di tutto l'Universo Trek.

» postato da mikronimo alle 18:01 del 02-07-2012

16 Leggo molte cose sensate nei vostri post. In particolare, appoggio con convinzione questa: « (...)la scienza mostrata è solo un mezzo per raccontare una storia (...) la parte centrale di tutto il progetto STAR TREK sta nelle Storie » E che storie... La veste scientifico-tecnologica di Star Trek riesce a creare una illusione di plausibilità soprattutto grazie al fatto che viene maniacalmente descritta e "spiegata" nei minimi dettagli ( da Tng in poi ). In questo senso riesce ad essere 'convincente', se la si guarda senza soffermarcisi troppo. Ma ciò che secondo me ha fatto di Star Trek qualcosa di davvero speciale è la sua sostanza. Le storie, appunto, la loro profondità, e la maniera elegante e raffinata con cui sono state raccontate.

» postato da psicostorico alle 18:48 del 02-07-2012

17 Asimov doveva dire sempre la sua. Fu molto critico anche verso Spazio 1999, serie per me stupenda, con tutti i suoi difetti.

» postato da Robin3000 alle 20:13 del 02-07-2012

18 Voi pensate che Star trek avesse delle incongruenze scientifiche? Ma avete visto la serie " padre" di Star Trek? Bè per chi non l'avesse viste " le fantastiche avventure dell'astronave Orion"( del 1963) erano quanto di più incongruente ci fosse ( scaricatele da E-MULE) ma comunque per l'epoca e per il budget che avevano( addirittura uno degli strumenti scientifici era un ferro da stiro) era un bello spettacolo, peccato che chiuse dopo appena 8 episodi. In un episodio una nova attraversava il sistema solare ed in un altro un pianeta esplodeva( in realtà era un pallocino caricato con farina e chicchi di riso) per dirvi a che livello erano gli episodi e gli "effetti speciali"!!

» postato da (michele d.) alle 21:29 del 02-07-2012

19 ««Inoltre, se ricordo bene "La fine dell'Eternità" in parte motiva questo "vuoto".» Ciao, A cosa ti riferisci con questa affermazione? Sono molto curioso, anche perchè ufficialmente quel romanzo non è legato agli altri dei suoi 3 cicli...» Oooh! Maestro delle Citazioni! Io ti invoco! Oooh! Ecco! Sento che il Tuo potere si sta manifestando dentro di me! _____ - Capisco il vostro discorso e riesco anche a immaginarmi quanto teorizzate - disse Trevize. - ma non credo neppure lontanamente che una cosa del genere possa verificarsi sul serio. - Nemmeno io, in linea di massima - disse Dom. - ed è per questo che dico che si tratta molto probabilmente di una leggenda. In ogni modo, la leggenda dice che esistevano persone le quali erano in grado effettivamente di uscire dal tempo e di esaminare le innumerevoli gugliate di realtà potenziale. Queste persone erano dette gli Eterni e quando erano fuori dal tempo si diceva fossero nell'Eternità. "Loro compito era scegliere una Realtà che fosse particolarmente adatta agli esseri umani. Operarono infinite modifiche, descritte dettagliatamente dalla leggenda, che è in forma di interminabile poema epico. Alla fine trovarono un universo in cui la Terra era l'unico pianeta della Galassia ad avere un sistema ecologico complesso e a ospitare una specie intelligente capace di evolversi e di sviluppare una tecnologia avanzata. "Decisero che quella era la situazione più sicura per gli uomini. Congelarono quel particolare concatenamento di avvenimenti, definendolo Realtà, e poi sospesero ogni intervento. Oggi viviamo in una Galassia che é stata colonizzata soltanto dagli esseri umani e, fino a un certo grado, dalle piante, dagli animali e dagli organismi microscopici che gli umani hanno portato volontariamente o involontariamente con sé nella loro odissea spaziale, e che in genere hanno avuto il sopravvento sulle forme di vita indigena. "Da qualche parte tra le nebbie vaghe della probabilità ci sono altre Realtà in cui la Galassia ospita molte intelligenze, ma tali Realtà non sono raggiungibili. Noi, nella nostra, siamo soli. Da ogni azione e da ogni evento di questa Realtà si dipartono nuove diramazioni, fra le quali, in ciascun caso separato, solo una è la continuazione della Realtà stessa. Così, ci sono innumerevoli, forse addirittura infiniti universi potenziali che derivano dal nostro, ma tutti quanti probabilmente hanno, come noi, una Galassia dove domina un'unica intelligenza. O magari dovrei dire invece che solo una percentuale infinitesima di universi potenziali è accomunata dalla suddetta caratteristica, perché è pericoloso escludere ipotesi quando si è di fronte a un numero pressoché infinito di possibilità. (Isaac Asimov, L'Orlo della Fondazione)

» postato da AKKA alle 21:34 del 02-07-2012

20 «Voi pensate che Star trek avesse delle incongruenze scientifiche? Ma avete visto la serie " padre" di Star Trek? Bè per chi non l'avesse viste " le fantastiche avventure dell'astronave Orion"( del 1963)» Escludo che Raumspatroille abbia qualsiasi grado di parentela, padre, zio, fratello o cugino, con Star Trek. L'unica cosa che li accomuna è di aver debuttato nello stesso mese, a un oceano e mezzo continente di distanza l'una dall'altra. S*

» postato da S* alle 22:21 del 02-07-2012

21 State tutti sorvolando su una rivelazione sconvolgente... abbiamo rischiato di avere un Lassie a bordo! E dove c'è un Lassie, c'è un bimbetto che finisce sempre in qualche casino, tipo venir risucchiato in un buco nero ;-)

» postato da (Diego de Felice) alle 23:21 del 02-07-2012

22 «State tutti sorvolando su una rivelazione sconvolgente... abbiamo rischiato di avere un Lassie a bordo! E dove c'è un Lassie, c'è un bimbetto che finisce sempre in qualche casino, tipo venir risucchiato in un buco nero ;-)» Ah, giusto... considerando che Lassie la chiamo "il cane demente": fischia e mugola in continuazione, cosa che i cani normali non fanno; infatti eravamo in tema "cose anormali"... ;); comunque grazie-a-Dio non è successo... Portos era un cane simpatico, sia come atteggiamento che come razza (chissà se poi lo hanno rintracciato...); il collie, anche no!

» postato da mikronimo alle 01:45 del 03-07-2012

23 «Leggo molte cose sensate nei vostri post. In particolare, appoggio con convinzione questa: « (...)la scienza mostrata è solo un mezzo per raccontare una storia (...) la parte centrale di tutto il progetto STAR TREK sta nelle Storie » E che storie... La veste scientifico-tecnologica di Star Trek riesce a creare una illusione di plausibilità soprattutto grazie al fatto che viene maniacalmente descritta e "spiegata" nei minimi dettagli ( da Tng in poi ). In questo senso riesce ad essere 'convincente', se la si guarda senza soffermarcisi troppo. Ma ciò che secondo me ha fatto di Star Trek qualcosa di davvero speciale è la sua sostanza. Le storie, appunto, la loro profondità, e la maniera elegante e raffinata con cui sono state raccontate.» Sono sulla tua stessa lunghezza d'onda.

» postato da Paolo7 alle 15:46 del 03-07-2012

24 «««Inoltre, se ricordo bene "La fine dell'Eternità" in parte motiva questo "vuoto".» Ciao, A cosa ti riferisci con questa affermazione? Sono molto curioso, anche perchè ufficialmente quel romanzo non è legato agli altri dei suoi 3 cicli...» Oooh! Maestro delle Citazioni! Io ti invoco! Oooh! Ecco! Sento che il Tuo potere si sta manifestando dentro di me! _____ - Capisco il vostro discorso e riesco anche a immaginarmi quanto teorizzate - disse Trevize. - ma non credo neppure lontanamente che una cosa del genere possa verificarsi sul serio. CUT (Isaac Asimov, L'Orlo della Fondazione)» Mitico il maetro delle citazioni!! Anche nella fine dell'Eternità, ricordo veniva spiegata più o meno la stessa cosa. Purtroppo non sono in grado di invocare il Maestro delle Citazioni :'( , ma direi che quella dell'Orlo della Fondazione è più che soddisfacente... Ciao Angelo

» postato da Angelo F. alle 16:02 del 03-07-2012

25 Come fai a dire che Roddenberry non si è ispirato all'astronave Orion, S*? Ma se persino i capitani si somigliano e si pettinano uguale col ciuffo ribelle. Ed il secondo del capitano? Lui tutto istinto e lei tutta fredda logica ed obbedienza ai regolamenti?E' universalmente accettato che Raumpatroille( in italiano "le fantastiche avventure del'astronave Orion")sia il padre di tutte le serie fantascientifiche compreso Star Trek, Spazio 1999 e UFO.

» postato da (michele d.) alle 20:11 del 03-07-2012

26 «Come fai a dire che Roddenberry non si è ispirato all'astronave Orion, S*? Ma se persino i capitani si somigliano e si pettinano uguale col ciuffo ribelle. Ed il secondo del capitano? Lui tutto istinto e lei tutta fredda logica ed obbedienza ai regolamenti?E' universalmente accettato che Raumpatroille( in italiano "le fantastiche avventure del'astronave Orion";)sia il padre di tutte le serie fantascientifiche compreso Star Trek, Spazio 1999 e UFO.» Forse in un altro universo :lol: Una influenza ammessa da Roddenberry è: Il Pianeta Proibito; probabile che i produttori di Orion abbiano visto il film e che da qui arrivino le somiglianze E poi è cronologicamente impossibile: Orion è stato trasmesso alla fine del 1966 in tedeschia, ma il pilot di Star Trek è stato girato alla fine del '64 Spazio è la prosecuzione ideale di UFO (a livello di produzione) e semmai prendono da 2001 (ma aAnderson aveva già una lunga storia di fantascienza) Anche Lost in Space prende da Pianeta Proibito

» postato da Otrebla alle 20:35 del 03-07-2012

27 «Come fai a dire che Roddenberry non si è ispirato all'astronave Orion, S*? Ma se persino i capitani si somigliano e si pettinano uguale col ciuffo ribelle. Ed il secondo del capitano? Lui tutto istinto e lei tutta fredda logica ed obbedienza ai regolamenti?E' universalmente accettato che Raumpatroille( in italiano "le fantastiche avventure del'astronave Orion";)sia il padre di tutte le serie fantascientifiche compreso Star Trek, Spazio 1999 e UFO.» Universalmente da te e da chi altro? In questo universo, Raumspatrouille è andata in onda dal 17 settembre 1966, 11 giorni dopo il primo episodio di Star Trek. A parte la ovvia improbabilità che una serie americana si ispiri a una serie tedesca mai trasmessa negli Stati Uniti; è vero, Roddenberry era uno che viaggiava molto. Ma non nel tempo, temo. È vero, le due serie hanno svariate somiglianze, anche se ovviamente Orion è molto più rozza. Probabilmente ti sembra più antica perché era girata in bianco e nero: all'epoca il colore in Germania non era ancora arrivato. La scelta fu comunque improvvida, perché impedì alla serie di essere venduta all'estero e di essere replicata negli anni successivi. S*

» postato da S* alle 22:51 del 03-07-2012

28 «Una influenza ammessa da Roddenberry è: Il Pianeta Proibito; probabile che i produttori di Orion abbiano visto il film e che da qui arrivino le somiglianze» Sottoscrivo questa ipotesi. S*

» postato da S* alle 22:57 del 03-07-2012

29 «Una influenza ammessa da Roddenberry è: Il Pianeta Proibito; probabile che i produttori di Orion abbiano visto il film e che da qui arrivino le somiglianze» Grande film! L'ho visto qualche estate fa alle tre di notte su non so che rete, e nonostante più di cinquant'anni sulle spalle mi ha preso alla grande. E dire che non avevo neppure riconosciuto il sempre compianto Leslie...

» postato da SeanMacMalcom alle 23:57 del 03-07-2012

30 «State tutti sorvolando su una rivelazione sconvolgente... abbiamo rischiato di avere un Lassie a bordo! E dove c'è un Lassie, c'è un bimbetto che finisce sempre in qualche casino, tipo venir risucchiato in un buco nero ;-)» Ma quale pericolo scampato. Il bimbetto che si caccia nei guai e il cane sono stati solo rimandati... solo che per fortuna li hanno spalmati su due serie diverse... Wesley e Porthos nella stessa serie sarebbe stato troppo.

» postato da Gianlu alle 10:28 del 04-07-2012

31 « - Capisco il vostro discorso e riesco anche a immaginarmi quanto teorizzate - disse Trevize. - ma non credo neppure lontanamente che una cosa del genere possa verificarsi sul serio. - Nemmeno io, in linea di massima - disse Dom. - ed è per questo che dico che si tratta molto probabilmente di una leggenda. In ogni modo, la leggenda dice che esistevano persone le quali erano in grado effettivamente di uscire dal tempo e di esaminare le innumerevoli gugliate di realtà potenziale. Queste persone erano dette gli Eterni e quando erano fuori dal tempo si diceva fossero nell'Eternità. "Loro compito era scegliere una Realtà che fosse particolarmente adatta agli esseri umani. Operarono infinite modifiche, descritte dettagliatamente dalla leggenda, che è in forma di interminabile poema epico. Alla fine trovarono un universo in cui la Terra era l'unico pianeta della Galassia ad avere un sistema ecologico complesso e a ospitare una specie intelligente capace di evolversi e di sviluppare una tecnologia avanzata. "Decisero che quella era la situazione più sicura per gli uomini. Congelarono quel particolare concatenamento di avvenimenti, definendolo Realtà, e poi sospesero ogni intervento. Oggi viviamo in una Galassia che é stata colonizzata soltanto dagli esseri umani e, fino a un certo grado, dalle piante, dagli animali e dagli organismi microscopici che gli umani hanno portato volontariamente o involontariamente con sé nella loro odissea spaziale, e che in genere hanno avuto il sopravvento sulle forme di vita indigena. "Da qualche parte tra le nebbie vaghe della probabilità ci sono altre Realtà in cui la Galassia ospita molte intelligenze, ma tali Realtà non sono raggiungibili. Noi, nella nostra, siamo soli. Da ogni azione e da ogni evento di questa Realtà si dipartono nuove diramazioni, fra le quali, in ciascun caso separato, solo una è la continuazione della Realtà stessa. Così, ci sono innumerevoli, forse addirittura infiniti universi potenziali che derivano dal nostro, ma tutti quanti probabilmente hanno, come noi, una Galassia dove domina un'unica intelligenza. O magari dovrei dire invece che solo una percentuale infinitesima di universi potenziali è accomunata dalla suddetta caratteristica, perché è pericoloso escludere ipotesi quando si è di fronte a un numero pressoché infinito di possibilità. (Isaac Asimov, L'Orlo della Fondazione)» Non ricordavo questa parte (letta tanti anni fa); in pratica nel genio di Isaac Asimov si sono uniti antropocentrismo forte (il principio creatore, che crea condizioni apposite all'Uomo , contrapposto all'antropocentrismo debole: l'Universo in cui viviamo e che vediamo intorno a noi è quello che consente la vita e l'"intelligenza" umana, quindi è casuale e ovviamente adatto e presuppone l'esistenza di altre parti dell'Multiverso, in cui le condizioni non sono adatte) e Multiverso Quantistico... mica male! :o

» postato da mikronimo alle 15:47 del 04-07-2012

32 « Non ricordavo questa parte (letta tanti anni fa); in pratica nel genio di Isaac Asimov si sono uniti antropocentrismo forte (il principio creatore, che crea condizioni apposite all'Uomo , contrapposto all'antropocentrismo debole: l'Universo in cui viviamo e che vediamo intorno a noi è quello che consente la vita e l'"intelligenza" umana, quindi è casuale e ovviamente adatto e presuppone l'esistenza di altre parti dell'Multiverso, in cui le condizioni non sono adatte) e Multiverso Quantistico... mica male! :o» Intendi dire 'principio antropico' forte e debole?

» postato da AKKA alle 15:50 del 04-07-2012

33 «« Non ricordavo questa parte (letta tanti anni fa); in pratica nel genio di Isaac Asimov si sono uniti antropocentrismo forte (il principio creatore, che crea condizioni apposite all'Uomo , contrapposto all'antropocentrismo debole: l'Universo in cui viviamo e che vediamo intorno a noi è quello che consente la vita e l'"intelligenza" umana, quindi è casuale e ovviamente adatto e presuppone l'esistenza di altre parti dell'Multiverso, in cui le condizioni non sono adatte) e Multiverso Quantistico... mica male! :o» Intendi dire 'principio antropico' forte e debole?» Bé, in effetti sarebbe più giusto così, come dici tu (è quella la dicitura); ho esteso (involontariamente) il concetto, dato che si parlava di Razza Umana, vista come centro di giustificazioni universali (se non addirittura dell'Universo stesso, nella versione "forte", ovviamente).

» postato da mikronimo alle 15:57 del 04-07-2012

34 «« Intendi dire 'principio antropico' forte e debole?» Bé, in effetti sarebbe più giusto così, come dici tu (è quella la dicitura); ho esteso (involontariamente) il concetto, dato che si parlava di Razza Umana, vista come centro di giustificazioni universali (se non addirittura dell'Universo stesso, nella versione "forte", ovviamente).» Non era per correggerti. Solo per sapere se stessi effettivamente parlando di quello.

» postato da AKKA alle 17:11 del 04-07-2012

35 Asimov non è stato tenero nemmeno con Guerre Stellari: non si spiegava perchè, in una realtà in cui i robot intelligenti erano all'ordine del giorno, i caccia fossero pilotati da fallaci entità organiche...... E devo dire che sarà pure divertente vedere Luke e Solo che sparano dal Millenium agli intercettori imperiali come fossero al Luna Park, ma è anche decisamente incoerente. O.K., poi si scopre che i cloni sono più creativi, che c'è la crisi e le fabbriche di droni chiudono, le produzioni si spostano sul pianeta Ro'mah'nià o sul terzo satellite di Ci'nnà, ma io resto perplesso e poco convinto, a meno che R. Daneel Olivaw non impedisca l'uso dei robot per finalità belliche nella realtà alternativa di Star Wars!

» postato da fabioli alle 17:42 del 04-07-2012

36 ««« Intendi dire 'principio antropico' forte e debole?» Bé, in effetti sarebbe più giusto così, come dici tu (è quella la dicitura); ho esteso (involontariamente) il concetto, dato che si parlava di Razza Umana, vista come centro di giustificazioni universali (se non addirittura dell'Universo stesso, nella versione "forte", ovviamente).» Non era per correggerti. Solo per sapere se stessi effettivamente parlando di quello.» Figurati, non c'è il minimo problema...

» postato da mikronimo alle 23:19 del 04-07-2012

37 «se non sbaglio anche John Belushi» ... e Dan Aykroyd: The last voyage of the starship Enterprise. :) http://3.bp.blogspot.com/_s8l-yu7AZLM/SW0EwBebrKI/AAAAAAAAFvs/v57XnJKgzuE/s400/snl_st_14.jpg

» postato da SeanMacMalcom alle 10:21 del 05-07-2012

38 Scusate ma... Checov era lì per attrarre i giovani!? xD

» postato da (MK M) alle 10:18 del 08-07-2012

39 «Scusate ma... Checov era lì per attrarre i giovani!? xD» Eh sì. Pare che somigliasse a questo tizio: http://en.wikipedia.org/wiki/Davy_Jones_(actor) (EDIT: Non è colpa mia. L'indirizzo è quello)

» postato da AKKA alle 11:45 del 08-07-2012

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