Com'è stata la prima Italcon versione Sticcon

Si è conclusa domenica la Sticcon di Bellaria, che includeva la 38ma edizione della Italcon. Ecco un breve resoconto, i pro (molti) e i contro (pochi) della nuova formula

Paul Di Filippo e Silvio Sosio ingrandisci

Siamo tornati da poche ore da Bellaria, e ci sembra il caso di buttare giù qualche riga di commento alla convention. Non tanto per fare un report o riportare le nostre impressioni, quanto per rispondere, da giornalisti, alla domanda che chi non ha partecipato certamente si pone riguardo a questa convention: l'incontro tra le due convention ha funzionato, è stato vantaggioso o deleterio, e che prospettive si intravvedono per il futuro?

Italcon e Sticcon sono già state insieme in passato, ma a ruoli invertiti: all'epoca l'Italcon era la convention principale, la Sticcon una sottosezione popolata da strani personaggi che apprezzavano una serie tv sconosciuta ai più.

Oggi, nonostante Star Trek come fenomeno si sia da tempo lasciato alle spalle il culmine del suo successo (e il film di Abrams non sembra aver portato cambi di tendenza), la Sticcon è ancora una convention di grandi dimensioni, con diverse centinaia di partecipanti. Ma più ancora della folla, ciò che colpisce è la professionalità dell'organizzazione, che si percepisce nella qualità e nella quantità della comunicazione verso la stampa (noi stessi abbiamo ricevuto numerosi comunicati stampa), nella tecnologia e preparazione della regia, nella qualità degli arredi, nella gestione degli ospiti e altri dettagli. Alcuni, non nascondiamolo, anche fastidiosi per chi è abituato a convention più "alla mano", come la necessità di farsi leggere il codice a barre del badge ogni volta che si entra e si esce, o il percorso obbligato nella galleria dei negozi.

La parte Italcon ha goduto certamente dell'organizzazione di base, ma ha aggiunto del suo; Armando Corridore — rappresentante di Elara e brains della parte più letteraria della convention — ha fatto un lavoro eccellente sia nella preparazione del programma che nella conduzione degli interventi nei quali appariva in prima persona. Per quanto riguarda il programma, non possiamo non notare che è stato riservato quasi tutto il pomeriggio del sabato (il giorno più importante) a tre interventi che riguardavano in gran parte Delos Books, cosa di cui ringraziamo.

Gli ospiti

Scelte valide e numerose. Strepitoso l'ospite principale dell'Italcon, Paul Di Filippo, sia dal punto di vista umano che da quello professionale: Di Filippo non è solo uno scrittore, è anche uno dei critici più apprezzati in USA e conosce benissimo il suo campo. I suoi interventi erano sempre lucidi e molto chiari, sia dal punto di vista concettuale che linguistico.

Meno brillante ci è apparso David Gerrold, ospite in realtà della Sticcon, simpatico e alla mano ma totalmente calato nel suo ruolo di rappresentante di Star Trek; il suo intervento è stato in sostanza una narrazione della storia del telefilm, e durante il dibattito con Paul Di Filippo sembrava recitasse un copione scritto da Gene Roddenberry: pace, progresso e ottimismo, la fantascienza è il futuro dell'umanità, e i dettagliucci come il fatto che non si riescano più a vendere i libri li lasciamo eventualmente ai posteri. 

Può suscitare anche forti reazioni contrarie quando esprime le sue opinioni sempre nette e taglienti, ma è sempre indubbiamente un personaggio notevole Roberto Vacca, già ospite dell'Italcon in altre occasioni. Alfredo CastelliGiuseppe Lippi, Luigi Cozzi, Alan Altieri hanno portato i loro incredibili bagagli di esperienza, ed è stata una interessante novità anche ritrovare dopo molti anni Gianni Montanari e sentirlo duettare con Lippi sugli aspetti della cura di Urania.

La location

Bellaria è indubbiamente un sito eccellente per organizzare convention: perfetto il Palazzo Europeo dei Congressi, completo di ogni servizio inclusa area giochi per i bimbi, eccellente l'offerta alberghiera, vastissima ed economica, così come economici e di ottima qualità erano i ristoranti. Il mare e un po' di bel tempo poi aggiungevano ulteriore motivo di apprezzamento. Molto apprezzabile anche la possibilità di iscriversi alla convention con quote molto economiche: un evento alla portata di tutti, come già si era riusciti a fare a Milano lo scorso anno.

I premi

I Premi Italia hanno avuto un protagonista: Vittorio Curtoni, al quale sono andati tre premi (curatore, romanzo e racconto), più un quarto alla sua creatura, la rivista Robot. Un dettaglio che non viene divulgato ufficialmente ma di cui siamo a conoscenza (curando la gestione informatica del premio) e che ci sentiamo di poter rivelare senza offendere nessuno è che in tutte e quattro le categorie Curtoni ha vinto con enorme distacco: se normalmente il Premio Italia è un premio alla popolarità, questa edizione è stata soprattutto una grande dimostrazione di affetto per l'amico scomparso.

Il fenomeno "affettivo" non ha invece influito sui risultati del premio organizzato dalla World SF, il Premio Vegetti, che ha ignorato il libro di Curtoni per premiare Donato Altomare. Scelta che non condividiamo né dal punto di vista letterario né dal punto di vista dell'opportunità, ma ovviamente la nostra è solo un'opinione personale. La presidenza della World SF ha comunque ritenuto di onorare Curtoni con una targa speciale, voluta dai vicepresidenti Riccardo Valla e Vittorio Catani e presentata da quest'ultimo. 

Le prossime edizioni

Durante la riunione ufficiale dell'Italcon la domenica mattina è stato proposto l'abbandono del metodo di voto Australian Ballot, che era stato voluto da Ernesto Vegetti e inserito nel regolamento del premio stilato nel 1998. Dopo una vivace discussione la proposta è stata approvata sostituendo il vecchio metodo con un più semplice e banale conteggio: verrà espressa una sola preferenza, chi avrà più preferenze vincerà. Purtroppo, se l'Australian Ballot contribuiva a limitare i danni causati dal lobbying, fenomeno dal quale il Premio Italia è sempre stato più o meno afflitto, la sua cancellazione proprio in un'epoca come quella in cui si sta entrando in cui i votanti saranno in gran numero soci di uno stesso club — lo Star Trek Italian Club — lascia prevedere per le prossime edizioni gravi sbilanciamenti che comprometteranno qual poco di credibilità che il premio si stava riconquistando anno dopo anno. Anche con le migliori intenzioni e anche senza giochi di squadra (peraltro legittimi) è chiaro che col solo numero di votanti le produzioni Stic saranno regolarmente favorite.

La prossima edizione dell'Italcon è stata assegnata nuovamente a Bellaria, risultato obiettivamente scontato sia visto l'ottimo risultato di questa edizione sia vista la mancanza di proposte alternative compiute. Ci auguriamo che sia possibile in futuro spostare altrove l'Italcon, magari per singole occasioni o per alternanze con altri organizzatori, ed evitare che questa storica manifestazione diventi solo un marchio di una saletta della Sticcon. 

Ma ciò che è stato servito sul piatto Italcon è stato ottimo e abbondante, e preoccuparsi ora del pericolo di dover mangiare ogni anno la stessa cosa è per il momento fuori luogo.

 

 

Autore: S* - Data: 29 maggio 2012

Vota questo articolo

Voti dei lettori

9 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Articolo in larghissima parte condivisibile. Note positive: Di Filippo e gli altri ospiti, il trionfo di Curtoni, la location. Aggiungo solo la mia nota personale al discorso del meccanismo di voto alla fase finale del Premio Italia. A larghissima maggioranza (70 voti su 110-120, se non ricordo male), si è votata una proposta che in sostanza è stata motivata nei seguenti termini: "Non si può pretendere che gli aventi diritto al voto esprimano il loro parere su più di un'opera in ogni singola categoria. Sarebbe chiedere troppo alla loro bontà". L'apoteosi della democrazia, del senso di responsabilità e della fiducia nelle facoltà degli uomini. Per non parlare dell'autostima. Il Premio Italia ha abbandonato l'Australian Ballot per il voto unico. Pazienza. Al metodo adottato dal premio Hugo, a cui sarebbe stato comprensibile ispirarci, si è preferito quello in vigore nei condomini di tutta Italia, con cui forse la maggior parte del corpo votante sente maggiore affinità. E forse è quello che meritavamo, se volevamo screditarci definitivamente. Hasta siempre! X

» postato da X alle 00:45 del 29-05-2012

2 E' un vero peccato che sia stato abbandonato l'australian ballot. Ci sono motivi spiegabili attraverso la matematica ben sintetizzati nella frase "l'Australian Ballot contribuiva a limitare i danni causati dal lobbying", ma la matematica viene spesso snobbata dal mondo letterario e queste sono le conseguenze. Peggio per voi.

» postato da Luigi Rosa alle 06:11 del 29-05-2012

3 Il confronto sul sistema di votazione in certi momenti ha raggiunto punte esilaranti. La pretesa di esprimere il solo vincitore (mediamente l'amico) ed evitare così (tanto non le avrei lette, mica posso perdere tempo a votare!) una valutazione seria, obiettiva e completa delle opere letterarie finaliste (possibilmente leggendole) è indicativa del modo di pensare, mi viene da dire calcistico, della nostra società. Ovviamente l'assemblea era piena di gente iscritta esclusivamente per la Sticcon e che con ogni probabilità non sapeva neanche cosa fosse l'Italcon, evento del quale continuerà a importargliene un bel nulla, tranne quando dovrà votare il prossimo anno per l'amico.

» postato da Alco99 alle 08:10 del 29-05-2012

4 "...Purtroppo, se l'Australian Ballot contribuiva a limitare i danni causati dal lobbying, fenomeno dal quale il Premio Italia è sempre stato più o meno afflitto, la sua cancellazione proprio in un'epoca come quella in cui si sta entrando in cui i votanti saranno in gran numero soci di uno stesso club — lo Star Trek Italian Club — lascia prevedere per le prossime edizioni gravi sbilanciamenti..." MA MI FACCIA IL PIACERE!!! Forse chi scrive sarà dispiaciuto del fatto che il bilancio del "lobbying" non è più a suo favore come è sempre stato...

» postato da Short Stories alle 08:21 del 29-05-2012

5 Addendum: non che il "lobbying" di qualcuno non ci sarà anche in futuro, come in tutti i premi di settore del mondo, SOPRATUTTO ED IN PARTICLARE QUELLI ITALIANI... ;)

» postato da Short Stories alle 08:30 del 29-05-2012

6 Giuria del Premio Vegetti: Presidente Matteo Vegetti (Figlio di Ernesto); Adalberto Cersosimo (scrittore, miglior amico di Ernesto); Renato Prestiniero (decano tra gli scrittori italiani); Giuseppe Lippi (Non c'è spazio in questa sede per il suo curriculum); Alberto Lisiero (Presidente del più grande fandom club di appassionati di fantascienza d'Italia, fonte del dato: questo articolo). Che hanno letto e votato le opere senza sapere l'uno i voti dell'altro. Non c'è altro da aggiungere. Ps: le ultime due Italcon (2011 Milano e 2012 Bellaria) eccezionali, il nuovo Rinascimento della fantascienza Italiana. x-2y=3z

» postato da (x-2y=3z x-2y=3z) alle 08:50 del 29-05-2012

7 Una domanda che mi sorge spontanea avendo avuto in passato a che fare con il Premio Italia, e come allora anche oggi, semplicemente mi chiedo: perchè il voto deve essere limitato ai soli partecipanti della Con, sia essa la Sticcon o, ai tempi, la Deepcon? Basterebbe aggiungere la possibilità del voto on-line per avere da una parte meno lobbies e dall'altra più popolarità in termini di quantità di voti. Non è che chi non partecipa alle Con non capisca nulla di SF (anzi: IMO!), anche perchè, viste la pessime condizioni economiche italiche penso che saranno sempre meno i "fortunati" che potranno permettersele, andando avanti.

» postato da Giorgio_ alle 09:04 del 29-05-2012

8 «Forse chi scrive sarà dispiaciuto del fatto che il bilancio del "lobbying" non è più a suo favore come è sempre stato...» È senz'altro così, Luca. Complimenti per l'approfondimento. S*

» postato da S* alle 09:12 del 29-05-2012

9 «Non c'è altro da aggiungere.» C'è sempre da aggiungere. Anche se fossero stati cinque premi nobel, uno può comunque non essere d'accordo col risultato. Inoltre, personalmente ho abbastanza esperienza di premi letterari da sapere bene che quasi mai le giurie premiano realmente l'eccellenza. In genere vince chi va più o meno bene a tutti. S*

» postato da S* alle 09:14 del 29-05-2012

10 «Una domanda che mi sorge spontanea avendo avuto in passato a che fare con il Premio Italia, e come allora anche oggi, semplicemente mi chiedo: perchè il voto deve essere limitato ai soli partecipanti della Con, sia essa la Sticcon o, ai tempi, la Deepcon? Basterebbe aggiungere la possibilità del voto on-line per avere da una parte meno lobbies e dall'altra più popolarità in termini di quantità di voti.» Il Premio Italia è il premio dell'Italcon. Per sua natura quindi è il premio assegnato dai partecipanti all'Italcon. Unica deroga, il voto concesso ai soci della World SF. Se si aggiungesse il voto online come suggerisci, a parte la difficoltà di identificazione dei votanti, problema non banale, sbilanceresti comunque in altri modi. Fantascienza.com, per dire, ha un numero di utenti cento volte superiore ai soci dello Stic, e per quanto Fantascienza.com dia spazio a tutti e parli delle produzioni Delos Books quasi meno che di quelle di altri editori, è chiaro che avrebbe la possibilità almeno teorica di influenzare il voto. S*

» postato da S* alle 09:19 del 29-05-2012

11 Indipendentemente dalla questione metodo di votazione, la cosa che mi ha dato fastidio è stata la massiccia presenza al voto di persone che forse per la prima volta hanno messo piede a una Italcon e che magari mai hanno votato per il Premio Italia (soprattutto se tale votazione è in direzione di un cambiamento, se non sostanziale, quanto meno rilevante per il premio stesso). Mi riferisco ovviamente non a chi ha proposto la variazione o ad alcuni dei votanti, ma a quanti si trovavano all'Italcon solo perché associata alla Sticcon. A mio parere il problema sta nella modalità che permette a tutti i partecipanti all'Italcon di votare per decisioni a volte sostanziali, decisioni che dovrebbero essere prese più da un organo come la World SF, che è comunque formata da esperti o persone rappresentative del settore. Altrimenti, ogni volta che una convention viene associata a un altro evento (Sticcon o Deepcon o Qualunquecon che sia), si rischia questa situazione.

» postato da ajarok alle 10:33 del 29-05-2012

12 «Giuria del Premio Vegetti: Presidente Matteo Vegetti (Figlio di Ernesto); Adalberto Cersosimo (scrittore, miglior amico di Ernesto); Renato Prestiniero (decano tra gli scrittori italiani); Giuseppe Lippi (Non c'è spazio in questa sede per il suo curriculum); Alberto Lisiero (Presidente del più grande fandom club di appassionati di fantascienza d'Italia, fonte del dato: questo articolo). Che hanno letto e votato le opere senza sapere l'uno i voti dell'altro. Non c'è altro da aggiungere. x-2y=3z» In verità un paio di osservazioni da aggiungere le avrei. Il premio è stato istituito come premio da assegnare al miglior romanzo (o antologia personale) di fantascienza, da parte di una giuria selezionata di esperti, in alternativa a un premio "popolare" come il premio Italia. Si tratta di un premio letterario e quindi ci si aspetta una giuria scelta in tal senso. Non so se Matteo Vegetti fosse solo presidente "onorario" o abbia anche lui votato (dalle sue parole durante la premiazione mi sembrava che si rivolgesse alla giuria come qualcosa di esterno a sé, ma forse mi sbaglio). Sta di fatto che l'essere parente o amico di Ernesto Vegetti, non mi sembra un requisito per l'appartenenza alla giuria. Cersosimo è uno scrittore esperto e di spicco, ma a quanto ricordo, più indirizzato verso la fantasy e il fantastico. Le parole su Alberto Lisiero sono veritiere, ma non mi sentirei di definirlo, con tutto il rispetto, tra i più esperti o attivi all'interno della fantascienza letteraria in Italia. Su Pestriniero e Lippi nulla da dire. Quindi, indipendentemente dal risultato finale, la scelta della giuria mi sembra piuttosto opinabile. Seconda cosa: mi ha lasciato molto l'amaro in bocca la consegna del premio speciale a Vittorio Curtoni. La mia personale impressione è stata che si sia trattato di una sorta di "riparazione" per non aver assegnato il premio ufficiale. Spero vivamente non sia così.

» postato da ajarok alle 10:57 del 29-05-2012

13 « Ps: le ultime due Italcon (2011 Milano e 2012 Bellaria) eccezionali, il nuovo Rinascimento della fantascienza Italiana. x-2y=3z» Parlare di Rinasciemnto mi sembra esagerato, in ogni caso mi sono sembrate due ottime convention.

» postato da ajarok alle 10:59 del 29-05-2012

14 «« Ps: le ultime due Italcon (2011 Milano e 2012 Bellaria) eccezionali, il nuovo Rinascimento della fantascienza Italiana. x-2y=3z» Parlare di Rinasciemnto mi sembra esagerato, in ogni caso mi sono sembrate due ottime convention.» Se c'è una tendenza da recepire, a mio avviso è quella che le prime edizioni delle convention tendono a essere migliori. Anche la prima Italcon a Fiuggi era stata straordinaria, con ospiti del calibro di Harry Harrison e Ann McCaffrey. Così come erano state ottime le prime Courmayeur e San Marino. Il problema della convention che resta fissa in un posto è proprio questo: col tempo subentra stanchezza, la creatività diminuisce, tutto diventa routine, e la qualità ne risente. È uno dei motivi per i quali a mio avviso un'Italcon itinerante o quanto meno a sedi alternate sarebbe più promettente. S*

» postato da S* alle 11:18 del 29-05-2012

15 Condivido quasi tutti i rilievi: questa è la seconda Italcon a cui partecipo, e ho preferito quella di Milano, naturalmente, perché c'è stato più spazio per l'approfondimento letterario (ma non solo) e per la gestione più alla mano, come si diceva. Ma comunque non ho perplessità tali da disegnare di partecipare alla prossima edizione di Bellaria. Ho comprato il romanzo di Altomare, proprio per decidere autonoamente la sua qualità; non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti. Dato che siamo nel campo delle opinioni personali, l'antologia di Curtoni non mi sembrava comunque da pioggia di premi, così come il romanzo di Morellini (comunque godibile). Devo solo vedere se Altomare regge il confronto con Tonani. Sul sistema di voto, vedremo gli effetti nella prossima edizione, ma è difficile credere che non ci saranno forti squilibri dovuti alla massiccia partecipazione STIC.

» postato da Roberto Paura alle 11:39 del 29-05-2012

16 «Può suscitare anche forti reazioni contrarie quando esprime le sue opinioni sempre nette e taglienti, ma è sempre indubbiamente un personaggio notevole Roberto Vacca» Cioè? In quali nuove uscite (o riciclate) si è distinto?

» postato da Paolo7 alle 11:48 del 29-05-2012

17 Personalmente ritengo che la banale introduzione della preferenza unica in un sistema concepito in altro modo sia stato molto anti scientifico, e demagogico. E' stata promessa come una versione "for dummies del premio". Molto più interessante è stata la proposta, da parte tra l'altro di persone dello STIC, del metodo Schulze (http://en.wikipedia.org/wiki/Schulze_method), che forse, e mi ci metto anche io, non abbiamo approfondito quanto meritava, impegnati a discutere con i semplicisti. Non che sarebbe cambiato molto, la somma di voti delle due opzioni è stata comunque inferiore. Però trovo che questo metodo sarebbe stato un giusto compromesso tra le esigenze di non votare per forza tutto e quella di avere un sistema solido e ben strutturato. Quando a un sistema si tolgono o sottraggono parti in modo arbitrario, quello che si ottiene è sempre un ibrido malfunzionante.

» postato da Manex alle 11:50 del 29-05-2012

18 «Condivido quasi tutti i rilievi: questa è la seconda Italcon a cui partecipo» Ehi, ma tu farti riconoscere e fare due chiacchiere mai, eh?! «Dato che siamo nel campo delle opinioni personali, l'antologia di Curtoni non mi sembrava comunque da pioggia di premi, così come il romanzo di Morellini (comunque godibile).» È comunque difficile confrontare un'antologia con dei romanzi, penso (la pioggia l'ha presa Curtoni, comunque, non il libro). Io probabilmente avrei premiato Tonani, ma ovviamente sono solo i miei gusti. L'inopportunità di premiare Altomare dipende da altre considerazioni, altrettanto soggettive. Sulla scelta dei giudici, personalmente trovo sbagliato scegliere scrittori per valutare altri scrittori. Gli scrittori scrivono, i critici giudicano. Io avrei fatto una giuria con Darko Suvin, Salvatore Proietti, Riccardo Valla, Gianfranco de Turris, toh. Lippi non lo avrei incluso non per la preparazione - indiscutibile - ma perché due dei romanzi finalisti li ha pubblicati lui, e il suo voto secondo me non poteva essere sereno. S*

» postato da S* alle 12:12 del 29-05-2012

19 E' vero, mea culpa, recuperiamo alla prossima! La giuria che proponi sarebbe la migliore possibile, in effetti: con nomi del genere sarebbe difficile contestare l'esio della scelta.

» postato da Roberto Paura alle 12:22 del 29-05-2012

20 mah...ho capito quello che dici, Silvio, ma resto dell'idea che se la possibilità di votare non viene allargata resterà cmq un premio confinato e confinabile solo tra "pochi intimi". Questo, ovvio, non esclude che vada a tutti bene così. Lo dico in quanto ormai sono 10 anni che bazzico da "queste parti" e vedo che bene o male i candidati sono sempre gli stessi, più o meno e il premio sembra un pò come lo scudetto in Italia: a vincerlo sono sempre quelle 3/4 squadre. ^_^ Per il discorso della rintracciabilità di chi vota, direi che in qualche maniera si potrebbe sicuramente fare. Cmq, oh, dormo lo stesso, eh! ^_^

» postato da Giorgio_ alle 12:32 del 29-05-2012

21 Caro Silvio, la tua osservazione ironica e sempre pungente come tu sai fare ha ragione di essere e me ne scuso. La mia osservazione e' stata sicuramente frettolosa, quindi correggo la parte in cui dichiaro "forse chi scrive scrive sara' dispiaciuto del fatto che il bilancio del "lobbying" non e' più a suo favore come e' sempre stato" con "forse ai soliti noti (che sono poi solo sempre quei 3: Mondadori, Delos e Elara) sarà dispiaciuto che il bilancio del "lobbying" sarà più sbilanciato verso l'Emilia piuttosto che verso la Lombardia". Quello che mi fa specie è che si sottintenda (o sbaglio?) che visto che ora possono votare i numerosi soci dello Stic (ma anche i numerosi soci di Yavin4) il premio Italia perda di una supposta "credibilità", solo perché vi potranno votare dei nuovi "soliti noti" che magari oltre che votare le proprie produzioni e/o sponsorizzare i propri "uomini" nelle varie categorie, potrebbero pure votare anche realtà editoriali e non grandi e piccole e/o diverse da quelle proposte dal tradizionale "triumvirato", visto che Stic e Yavin4 non coprono di certo tutte le categorie di votazione (anzi pochissime) con le loro produzioni... ;)

» postato da Short Stories alle 15:00 del 29-05-2012

22 Addendum: ovviamente Elara essendo di Bologna ne sarà ovviamente avvantaggiata ;) E' giusto? Non è giusto? In ogni caso non lo era neanche prima. :)

» postato da Short Stories alle 15:04 del 29-05-2012

23 Sul premio Vegetti. Matteo di e' limitato a coordinare i lavori della giuria, non ha votato. Cersosimo o fantasy o Sf sempre uno scrittore di provata esperienza e'. Lidirro e' curatore di una delle poche riviste di sf che va in edicola, ha scritto fumetti per la Bonelli, e' traduttore e curatore delle localizzazioni dei telefilm di Star Trek... Vi basta? Comunque, qui mi sembra che qualunque metodo non premi i libri di una parte fa schifo, e qualunque invece li premi e' meritevole...non so cosa dire! 2x-4y=z.

» postato da (2x -4y=z) alle 15:36 del 29-05-2012

24 «Quello che mi fa specie è che si sottintenda (o sbaglio?) che visto che ora possono votare i numerosi soci dello Stic (ma anche i numerosi soci di Yavin4) il premio Italia perda di una supposta "credibilità", solo perché vi potranno votare dei nuovi "soliti noti" che magari oltre che votare le proprie produzioni e/o sponsorizzare i propri "uomini" nelle varie categorie, potrebbero pure votare anche realtà editoriali e non grandi e piccole e/o diverse da quelle proposte dal tradizionale "triumvirato", visto che Stic e Yavin4 non coprono di certo tutte le categorie di votazione (anzi pochissime) con le loro produzioni... ;) » A mio parere più aumenta il numero di persone interessate e votanti, meglio è. La mia osservazione era relativa al fatto che la mia impressione è che una discreta parte dei votanti non hanno partecipato neanche a un evento Italcon se non all'assemblea stessa (e agli incontri nella sala principale). Senza nessuna volontà polemica, è questo che ho trovato strano o quanto meno "fastidioso". Come ho detto anche nella riunione spero vivamente che il gran numero di persone che ha affollato il salone durante l'assemblea, sia poi così presente anche durante gli eventi.

» postato da ajarok alle 15:44 del 29-05-2012

25 «Comunque, qui mi sembra che qualunque metodo non premi i libri di una parte fa schifo, e qualunque invece li premi e' meritevole...non so cosa dire! 2x-4y=z.» Questo non è affatto vero (almeno non per me). Avevo già espresso, anche se non in questo luogo, le mie perplessità sulla scelta della giuria. E le motivazioni erano le stesse che ho già riportato. Non discuto la scelta del vincitore. Sia ben chiaro che non ho certo detto che il resto della giuria non fosse di per sé meritevole, ma solo che trattandosi di critica di fantascienza (se non erro il premio è legato alla sola SF, ma potrei sbagliarmi), ci sarebbero stati altri nomi più plausibili (mi vengono alla mente Riccardo Valla, Sandro Pergameno, Salvatore Proietti, Gianfranco De Turris, Alessandro Fambrini...). Può anche essere che alcuni di essi siano stati contattati e abbiano rifiutato, non so.

» postato da ajarok alle 15:52 del 29-05-2012

26 Concordo con i contenuti dell'articolo. Mi spiace per la modifica del regolamento del voto (banalmente, in una uninominale secca spesso vince qualcuno che raccoglie meno della maggioranza delle preferenze, anche se non dei voti). Vorrei domandare a chi ha più presente il regolamento se è ancora valida la regola che le modifiche hanno effetto non l'anno immediatamente seguente a quello dell'assemblea ma il successivo (oppure si riferiva solo alle categorie?). Comunque, direi che è stata un'ottima convention.

» postato da Paolo Arosio alle 16:36 del 29-05-2012

27 «Sul premio Vegetti. Matteo di e' limitato a coordinare i lavori della giuria, non ha votato. Cersosimo o fantasy o Sf sempre uno scrittore di provata esperienza e'. Lidirro e' curatore di una delle poche riviste di sf che va in edicola, ha scritto fumetti per la Bonelli, e' traduttore e curatore delle localizzazioni dei telefilm di Star Trek... Vi basta?» Non voglio togliere nulla a Lisiero che è una persona di provate capacità, ma non cura una rivista di narrativa, tradurre telefilm o scrivere fumetti non mi pare abbia nulla a che fare con la valutazione critica della letteratura. «Comunque, qui mi sembra che qualunque metodo non premi i libri di una parte fa schifo, e qualunque invece li premi e' meritevole...non so cosa dire! 2x-4y=z.» Certo, alla fine ogni critica è sempre perché "non si premiano i libri di una parte", quale che sia. No, anzi, Luca l'ha indicata: ora esiste la lobby "lombarda", o forse padana? Io ho espresso compiutamente i motivi del mio disaccordo. L'ho espressi anche due anni fa quando il premio Sidera - poi chiamato Vegetti - è stato varato, prima ancora che i libri che sono stati premiati o non premiati venissero scritti. Se c'è uno che fa discorsi ipocriti, scusa ma non sono io. S*

» postato da S* alle 18:02 del 29-05-2012

28 «Caro Silvio, la tua osservazione ironica e sempre pungente» Non era ironica, Luca, era amareggiata. «quindi correggo la parte in cui dichiaro "forse chi scrive scrive sara' dispiaciuto del fatto che il bilancio del "lobbying" non e' più a suo favore come e' sempre stato"» Sarà meglio. Delos gode ovviamente di un vantaggio competitivo avendo una larga community e un largo seguito, ma chi mi conosce sa che ho sempre cercato di evitare di sfruttare questo vantaggio, anzi spesso ho cercato di diminuirlo. Puoi chiedere a chi vuoi. « con "forse ai soliti noti (che sono poi solo sempre quei 3: Mondadori, Delos e Elara) sarà dispiaciuto che il bilancio del "lobbying" sarà più sbilanciato verso l'Emilia piuttosto che verso la Lombardia".» Sei al corrente del fatto che la sede dello Stic è in provincia di Venezia? E che Elara è di Bologna? Comunque sia, mi sembra un po' ridicolo questo discorso, no? Spero che tu stia scherzando. Lo Stic ha soci in tutta Italia isole comprese, lo stesso vale per Delos, di sicuro non sussiste nessun genere di regionalizzazione delle lobby. «Quello che mi fa specie è che si sottintenda (o sbaglio?) che visto che ora possono votare i numerosi soci dello Stic (ma anche i numerosi soci di Yavin4) il premio Italia perda di una supposta "credibilità", solo perché vi potranno votare dei nuovi "soliti noti" che magari oltre che votare le proprie produzioni e/o sponsorizzare i propri "uomini" nelle varie categorie, potrebbero pure votare anche realtà editoriali e non grandi e piccole e/o diverse da quelle proposte dal tradizionale "triumvirato", visto che Stic e Yavin4 non coprono di certo tutte le categorie di votazione (anzi pochissime) con le loro produzioni...» Il premio Italia perde credibilità nel momento in cui appare dominato da una lobby in modo evidente. L'anno scorso a Milano per esempio i premi sono stati abbastanza ben distribuiti e il premio ne è uscito bene. Quest'anno era obiettivamente un po' troppo inclinato verso Delos Books, ma può essere stato anche il fatto di Curtoni. A me personalmente di vincere o non vincere interessa abbastanza poco. Mi fa piacere il riconoscimento intrinseco, ma ho la casa piena di Premi Italia per quasi tutte le categorie, la mia "fame" di queste cose è ormai saziata da anni... Lo Stic tra attività dei soci, del club e della casa editrice Ultimo avamposto può coprire praticamente tutte le categorie. Non so come fai a dire "pochissime". Dimmi una categoria in cui non possono avere candidati... S*

» postato da S* alle 18:17 del 29-05-2012

29 ««Quello che mi fa specie è che si sottintenda (o sbaglio?) che visto che ora possono votare i numerosi soci dello Stic (ma anche i numerosi soci di Yavin4) il premio Italia perda di una supposta "credibilità", solo perché vi potranno votare dei nuovi "soliti noti" che magari oltre che votare le proprie produzioni e/o sponsorizzare i propri "uomini" nelle varie categorie, potrebbero pure votare anche realtà editoriali e non grandi e piccole e/o diverse da quelle proposte dal tradizionale "triumvirato", visto che Stic e Yavin4 non coprono di certo tutte le categorie di votazione (anzi pochissime) con le loro produzioni... ;) » A mio parere più aumenta il numero di persone interessate e votanti, meglio è. La mia osservazione era relativa al fatto che la mia impressione è che una discreta parte dei votanti non hanno partecipato neanche a un evento Italcon se non all'assemblea stessa (e agli incontri nella sala principale). Senza nessuna volontà polemica, è questo che ho trovato strano o quanto meno "fastidioso". Come ho detto anche nella riunione spero vivamente che il gran numero di persone che ha affollato il salone durante l'assemblea, sia poi così presente anche durante gli eventi.» Tanto è vero che immediatamente dopo, nella stessa sala, c'è stato un interessante dibattito tra Gerrold e Di Filippo e a occhio c'è rimasto sì e no un terzo delle persone che un attimo prima avevano votato per l'assegnazione dell'Italcon e le modifiche al regolamento del premio Italia.

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 23:27 del 29-05-2012

30 Fantascienza.com dimostra in modo inequivocabile come la fantascienza sia un insieme a volte anche eterogeneo di temi e spunti differenti. La TV, come la letteratura, i videogiochi come il cinema, il fumetto come la semplice scienza. Lasciare fuori una sola di queste componenti è sminuire il tutto. Lo STIC è una di queste componenti, ed era ora che entrasse a far parte di questo mondo in modo attivo. E' la parte più numerosa? Puo' darsi. Ma questo è un male? E' un male che una parte significativa di amanti della fantascienza e del fantastico italiano possano esprimere una loro opinione, magari votando al premio Italia o semplicemente partecipando alla scelta della sede della prossima Italcon? Sarebbe opportuno rispondere di no. Io ritengo Urania, Fantascienza.com, l'Elara, Delos, lo STiC e perfino la mia Fondazione una parte significativa di questo mondo, perchè, ribadisco, sminuirlo negando ad una sola parte di queste di non partecipare? Perchè essendo in tanti e ben organizzati "rischiano" di far valere più di altri la loro voce? E allora? Non è questo il senso della democrazia? O mi sono perso qualcosa? Poi, possiamo anche ipotizzare, e sottolineo, ipotizzare, cosa accadrà domani, ma prima facciamolo accadere. Se giudichiamo ora sembriamo come se volessimo mettere le mani avanti, e questo non mi sembra opportuno. Infine, e questa è una mia considerazione personalissima, io ho il massimo rispetto per chi non la pensa come me. Durante la convention mi è capitato di discutere civilmente e significativamente con Andrea J. e con altri con cui avevo smesso di "accapigliarmi" in sede di riunione Italcon, cosa ho fatto: gli ho tolto il saluto? Ma non mi passa neanche per l'anticamera del cervello perché è solo nel dialolgo, senza scendere nel personale, che si puo' realmente fare qualcosa di costruttivo; fare tutti un passo indietro sarebbe la cosa migliore, perché nei giochi al "massacro" l'unica cosa che si ottiene è, appunto, un "massacro"...

» postato da (Claudio Chillemi) alle 08:05 del 30-05-2012

31 «Concordo con i contenuti dell'articolo. Mi spiace per la modifica del regolamento del voto (banalmente, in una uninominale secca spesso vince qualcuno che raccoglie meno della maggioranza delle preferenze, anche se non dei voti). Vorrei domandare a chi ha più presente il regolamento se è ancora valida la regola che le modifiche hanno effetto non l'anno immediatamente seguente a quello dell'assemblea ma il successivo (oppure si riferiva solo alle categorie?). Comunque, direi che è stata un'ottima convention.» La regola che richiami si riferiva soltanto alle categorie. Il premio viene pagato dagli organizzatori della convention in cui viene assegnato. Visto che c'è stato un periodo in cui le convention si assegnavano due anni prima, visto che in quello stesso periodo le categorie venivano create e disfatte continuativamente, si poteva creare il caso in cui un organizzatore che prendeva una con aspettandosi di dover scucire i soldi per 10 premi si ritrovasse a doverne pagare 20. Quindi era stata fatta la regola per cui le variazioni nel numero delle categorie andavano in vigore soltanto nell'anno successivo (credo ad esempio che una variazione nel nome di una categoria non rientri in questa regola). Non sono sicuro se le variazioni in riduzione dovessero attendere un anno. Ogni variazione procedurale invece è immediatamente esecutiva. Tranne per il fatto che essendo la World SF Italia quella che materialmente organizza procedure di voto e spoglio, su mandato dell'assemblea della Italcon, nel caso in cui ritenesse che delle modifiche procedurali impattassero gravemente sulla corretta assegnazione del premio potrebbe anche dire: "grazie cari, da adesso, con queste regole, ve lo organizzate da soli perché io non voglio averci nulla a che spartire". Naturalmente si tratta di una possibilità assolutamente teorica, anche perché la WorldSF si riunisce nell'unica riunione annuale il giorno prima dell'assemblea dell'Italcon e quindi si potrebbe trattare soltanto di una decisione del direttivo dopo una veloce consultazione con alcuni membri, ma la decisione non avrebbe l'avallo di una votazione in assemblea, quindi nessuno si prenderebbe una tale responsabilità. Giusto per chiarire eventuali dubbi.

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 08:19 del 30-05-2012

32 «Fantascienza.com dimostra in modo inequivocabile come la fantascienza sia un insieme a volte anche eterogeneo di temi e spunti differenti. La TV, come la letteratura, i videogiochi come il cinema, il fumetto come la semplice scienza. Lasciare fuori una sola di queste componenti è sminuire il tutto.» Claudio, vorrei che fosse chiaro e fuori da ogni dubbio che nessuno vuole lasciare fuori nessuno. A me personalmente fa anche piacere che una componente importante del fandom come lo Stic, rimasta isolata per vari motivi tanto a lungo, rientri in qualche modo a farne parte. Il discorso sulle componenti che fai però non vedo che attinenza abbia: il premio Italia non premia videogiochi, serie tv o film, è un premio essenzialmente dedicato alla letteratura. «Lo STIC è una di queste componenti, ed era ora che entrasse a far parte di questo mondo in modo attivo. E' la parte più numerosa? Puo' darsi. Ma questo è un male? E' un male che una parte significativa di amanti della fantascienza e del fantastico italiano possano esprimere una loro opinione, magari votando al premio Italia o semplicemente partecipando alla scelta della sede della prossima Italcon?» In linea teorica ovviamente no. Ma guardiamo alla linea pratica: i soci dello Stic che voteranno sono un numero probabilmente superiore al numero di votanti totale degli anni scorsi. Lo Stic non è un club dedicato alla fantascienza in generale ma a un settore molto specifico; ogni individuo è a se stante, ma è lecito aspettarsi che molti soci dello Stic abbiano una approfondita conoscenza delle produzioni dello Stic e molto meno approfondita di tutto il resto del panorama del genere. «perchè, ribadisco, sminuirlo negando ad una sola parte di queste di non partecipare?» Io vorrei tanto, ma tanto, che mi chiarissi in che modo "Australian Ballot" nella tua lingua si traduce "lo Stic non deve partecipare". Perché proprio non ci arrivo. Forse devi portare il traduttore universale a riparare. «O mi sono perso qualcosa?» Be', sì... Provo a rispiegarlo: il Premio Italia non ha valore di per sé, non dà premi in denaro o gettoni d'oro. Dà premi che hanno un valore solo di immagine, e questo tipo di premi hanno un valore solo finché i risultati del premio sono sensati. Un buon indicatore di un premio sensato è l'equilibrio e la distribuzione dei premi nel più ampio numero di direzioni possibili. Se l'anno prossimo, per fare un'ipotesi, Ultimo avamposto vincerà nella categoria rivista e collana, se un romanzo di Star Trek vincerà la categoria romanzo internazionale, se racconti e articoli usciti sulla STIM vinceranno nelle rispettive categorie e altri racconti e articoli usciti su siti Trek vinceranno in quelle amatoriali, l'operatore artistico sarà Lisiero, il traduttore Gabriella Cordone, il curatore Lisiero di nuovo e l'artista l'illustratore delle copertine dello STIM, quanto sarà realmente gratificante questo per lo stesso Stic? L'unica cosa che dirà un premio di quel tipo sarà che i votanti dello Stic sono di più. Sai che soddisfazione. Ovviamente, non è detto che con l'Australian Ballot sarebbe andata diversamente. Anzi, magari in qualche caso col metodo "uninominale" diverse proposte Stic potrebbero danneggiarsi a vicenda. Ma statisticamente l'Australian Ballot limita il peso delle lobby, quindi avrebbe potuto in qualche misura limitare i danni. Ci sta e probabilmente è anche giusto che lo Stic vinca un certo numero di premi, così come li vinceva DS1 quando organizzavano loro; un numero eccessivo però rende il premio non più credibile, e allora ci perdono tutti. «Infine, e questa è una mia considerazione personalissima, io ho il massimo rispetto per chi non la pensa come me. Durante la convention mi è capitato di discutere civilmente e significativamente con Andrea J. e con altri con cui avevo smesso di "accapigliarmi" in sede di riunione Italcon, cosa ho fatto: gli ho tolto il saluto? Ma non mi passa neanche per l'anticamera del cervello perché è solo nel dialolgo, senza scendere nel personale, che si puo' realmente fare qualcosa di costruttivo; fare tutti un passo indietro sarebbe la cosa migliore, perché nei giochi al "massacro" l'unica cosa che si ottiene è, appunto, un "massacro"...» Questo è del tutto condivo, ci mancherebbe. In tutta franchezza penso che la tua proposta sia stata una sciocchezza e volutamente non ammorbidisco il termine. Ma tutti facciamo sciocchezze e questo non toglie nulla alla stima per la persona e per il lavoro pregevolissimo che fate con Fondazione e le altre attività. E restando sul tema, ribadisco ancora una volta: le mie opinioni sul voto non sono contro lo Stic, non ho nulla contro lo Stic e non lo accuso assolutamente di nulla. Allo stesso modo in cui un'astronave in orbita di Giove deve compensare e calcolare esattamente l'orbita per evitare di finirci dentro: non è mica che Giove sia cattivo, brutto o indesiderabile. Si cerca semplicemente di evitare di restare schiacciati dal suo peso. S*

» postato da S* alle 09:16 del 30-05-2012

33 Claudio, non credo proprio che l'oggetto della discussione sia il numero più o meno rilevante di questi o di quelli, ma la modifica del sistema di voto per la sua presunta difficoltà poi virata sulla mancanza di voglia di esprimere un voto serio e compiuto. A mio modo di vedere sarebbe stato più logico mantenere l'AB, prendersi un anno per verificare lo Schulze e poi decidere con più cognizione di causa.

» postato da Alco99 alle 10:26 del 30-05-2012

34 «E' un male che una parte significativa di amanti della fantascienza e del fantastico italiano possano esprimere una loro opinione, magari votando al premio Italia o semplicemente partecipando alla scelta della sede della prossima Italcon? Sarebbe opportuno rispondere di no.» Sono il primo a essere felice che il gruppo della fantascienza si amplii, e che non sia relegato sempre alle solite facce. Il parlarsi tra di noi è il problema che si è verificato sempre più negli ultimi anni durante le Italcon di Fiuggi, a causa soprattutto della difficoltà di raggiungere il posto in sé, oltre ai fattori di costo dovuti alla località. Difficoltà che abbiamo cercato di superare - e credo che in minima parte ciò sia accaduto - con l'Italcon milanese, raggiungibile e usufruibile non solo dagli addetti ai lavori. Quello che dico io è una cosa diversa. Come successo per molti, anche di voi - correggimi se sbaglio - uno si accosta alla novità di una manifestazione partecipandone attivamente, seguendola, entrando in un ambiente magari poco noto, e successivamente cominciare a partecipare attivamente anche alle possibili attività "decisionali". Chiaro che il discorso non si riferisce a te o a molti altri ormai del settore. Sarebbe come se io, avendo passato il mio tempo agli eventi Italcon o Yavin, dopo anni di assenza dalla Sticcon (la mia ultima partecipazione risale a un bel po' di anni fa) mi presentassi a votare a un'assemblea di soci stic su modifiche anche sostanziali. Tutto qui. Tieni conto che a me non importa più di tanto ballottaggi australiani o voti diretti italiani (anche se come avrai capito preferisco la prima soluzione, fosse solo per poter giudicare più candidati rispetto a uno solo). Poi sai, la mia tattica è molto più sottile: i messaggi subliminali ^___^

» postato da ajarok alle 12:14 del 30-05-2012

35 Innanzitutto ringrazio a nome di tutti gli organizzatori (e collaboratori) dell'evento di Bellaria per le lodi e le critiche, entrambe utili al miglioramento. Se l'Italcon rimarrà a Bellaria a lungo, cercheremo di fare il possibile per non "far subentrare stanchezza, o diminuire la creatività"! E conto anche sulle proposte di chi legge queste righe per far sì che ciò non avvenga. Vorrei solo fare qualche precisazione (assolutamente senza polemica: chi mi conosce sa che non mi appartiene). Circa la mia partecipazione alla giuria del Premio Vegetti, premetto che ha ragione chi dice che non sono tra i più esperti o attivi all'interno della fantascienza letteraria, ma mi sembra doveroso spiegare il motivo per cui ho accettato... All'inizio ero titubante, proprio perché, come è stato detto, non sono sicuramente un critico letterario, ma poi ho pensato che forse un elemento un po' fuori dal coro potesse dare al premio una sorta di visione esterna che - personalmente - ritengo debba esserci un po' in tutte le giurie, giusto per non cadere in quella pigrizia che potrebbe affliggere chi per anni ha a che fare con lo stesso mondo (nessuna critica, anzi, un esempio personale: dopo quasi 50 anni di storia di Star Trek mi accorgo con piacere che i fan giovanissimi vedono e interpretano film ed episodi della saga con una freschezza che noi "vecchi" forse non abbiamo più!)... Quindi, seppure assolutamente conscio di essere il meno indicato a dare un giudizio (considerando il livello di eccellenza degli altri giurati) ho umilmente pensato che forse un punto di vista un po' diverso (ho comunque letto la mia parte di narrativa e, in ogni caso, credo di avere una buona conoscenza dei temi della fantascienza) potesse contribuire in piccolissima parte alla positiva valutazione del premio. La mia scelta può ovviamente essere non condivisa e discussa, ma questa è stata. Per quanto riguarda l'abolizione dell'Australian Ballot dal Premio Italia, la discussione è stata sicuramente lunga e focosa. Ritengo molto valida la proposta del Metodo Schulze e mi auguro che il prossimo anno possa venire approvata. Nel fattempo, posso capire coloro che temono che una cieca partecipazione degli appassionati di Star Trek possa far pendere l'ago della bilancia da una parte anziché dall'altra (anche se personalmente ritengo che gran parte degli iscritti allo STIC - tra cui ci sono molti fruitori di fantascienza scritta - sia in grado di decidere con la propria testa), e per quanto mi riguarda farò il possibile affinché questo non avvenga, puntando soprattutto sulla comunicazione. Mi è sembrato di capire, infatti, che non esiste un organo informativo ufficiale (un bollettino? una newsletter?) della World SF che possa fornire un panorama completo e dettagliato dei candidati al Premio Italia... C'è il sito, ma mi sembra piuttosto scarno e non sufficiente a permettere di conoscere dettagli su opere e autori. Sono sicuro che siti come fantascienza.com diano ampia possibilità di informarsi, ma spesso la mancanza di tempo o la pigrizia (e io stesso ammetto di essere affetto da entrambe) impediscono di fare le dovute ricerche e portano inevitabilmente a votare l'amico, le sole opere che si conoscono o una certa "scuderia" sulla fiducia... Umanamente comprensibile, ma certamente deleterio per l'imparzialità e il prestigio di un premio. Non sarebbe forse il caso, quindi, di istituire una qualche forma di bollettino che arrivi ai votanti in modo da offrire l'opportunità a tutti di valutare il più oggettivamente possibile? Magari con schede delle opere, interviste agli autori o quant'altro possa agevolare una scelta? Leggendo queste righe ho l'impressione che la discussione sul Premio Italia penda troppo verso la preoccupazione dell'influenza di questa o quella parte anziché sul trovare un metodo che possa far conoscere a tutti le opere in concorso (che, presumo, dovrebbe essere la cosa più importante). In sostanza che cosa si vuole? Che il Premio Italia rimanga tra "i soliti quattro gatti" (frase non mia, ma sentita proprio da partecipanti dell'Italcon)? Vogliamo che si apra a un pubblico più vasto? Vogliamo che i premi li vincano i soliti noti? O vogliamo dare altre opportunità? Nessuna, e ribadisco nessuna, di queste opzioni di per sé è giusta o sbagliata... si deve solo decidere quale percorrere. E agire di conseguenza. Ecco, queste sono le mie opinioni... forse ovvie, forse già discusse, ma rispecchiano le mie sensazioni da esterno e ultimo arrivato. :-)

» postato da (Alberto Lisiero) alle 12:42 del 30-05-2012

36 «Non sarebbe forse il caso, quindi, di istituire una qualche forma di bollettino che arrivi ai votanti in modo da offrire l'opportunità a tutti di valutare il più oggettivamente possibile? Magari con schede delle opere, interviste agli autori o quant'altro possa agevolare una scelta? » Concordo pienamente. Credo che il problema vero stia nella fase precedente della votazione, quella delle segnalazioni. Tuttavia, mi rendo conto come possa essere difficile dare indicazioni generali sulle pubblicazioni votabili. Forse un lavoro più fattibile potrebbe essere quello di preparare del materiale informativo sui candidati nelle diverse sezioni, così da poter fornire un'idea più completa di quello che si va a votare. «In sostanza che cosa si vuole? Che il Premio Italia rimanga tra "i soliti quattro gatti" (frase non mia, ma sentita proprio da partecipanti dell'Italcon)? Vogliamo che si apra a un pubblico più vasto? Vogliamo che i premi li vincano i soliti noti? O vogliamo dare altre opportunità? Nessuna, e ribadisco nessuna, di queste opzioni di per sé è giusta o sbagliata... si deve solo decidere quale percorrere. E agire di conseguenza. » Che possa ampliarsi e soprattutto che l'Italcon raccolga sempre più partecipanti interessati. Ovviamente IMHO :)

» postato da ajarok alle 12:59 del 30-05-2012

37 Buongiorno a tutti, mi dispiace vedere che l'assegnazione del premio Vegetti sia stata l'occasione per nuove polemiche. Giusto per chiarire un paio di cose: - ho votato, ma il mio voto aveva un peso del 50% rispetto a quello degli altri giurati - a parte Adalberto Cersosimo, che è stato da me proposto (e sul quale non capisco bene le ragioni del dissenso vista l'esperienza in materia), tutti gli altri giurati mi sono stati indicati dalla presidenza della WSF: i conflitti di interessi e le competenze sono stati valutati e alla fine abbiamo deciso di procedere con questa composizione. - i libri finalisti sono stati proposti dagli iscritti alla WSF, quelli con più consensi sono passati al vaglio della giuria. Visto che il premio è alla sua prima edizione mi sembra giusto accogliere anche alcune legittime critiche, permettetemi però di farvi notare che se tra gli esperti citati bisogna togliere gli amici di mio padre... resterebbe ben magra giuria!

» postato da (Matteo Vegetti) alle 15:16 del 30-05-2012

38 «Circa la mia partecipazione alla giuria del Premio Vegetti, ... ma poi ho pensato che forse un elemento un po' fuori dal coro potesse dare al premio una sorta di visione esterna che - personalmente - ritengo debba esserci un po' in tutte le giurie» Ciao Alberto, in effetti credo (arguisco, non ho informazioni al riguardo) che alla base della scelta dei giudici ci fosse l'idea di scegliere diversi tipi di lettori; un operatore professionale, un appassionato (tu), uno scrittore (poi sono due, ma ci sta anche questa prevalenza) e un rappresentante della famiglia Vegetti. Io personalmente avevo idee abbastanza diverse, ma la scelta ha certamente una sua logica e in questa logica sei certamente più che qualificato. «Ritengo molto valida la proposta del Metodo Schulze e mi auguro che il prossimo anno possa venire approvata.» Mi fa piacere che lo dici, perché anche io ero molto interessato a questa idea. Mi ripropongo di studiarmi il sistema bene, poi eventualmente (nel senso, se ci riesco davvero) condividerò con te e la World le mie idee. «Nel fattempo, posso capire coloro che temono che una cieca partecipazione degli appassionati di Star Trek possa far pendere l'ago della bilancia da una parte anziché dall'altra (anche se personalmente ritengo che gran parte degli iscritti allo STIC - tra cui ci sono molti fruitori di fantascienza scritta - sia in grado di decidere con la propria testa)» Questo vale per ogni tipologia di gruppo che abbia votato al premio Italia (eccetto forse quelli dell'elenco telefonico di Amatrice), ma il "bias" si verifica sempre comunque :-) «Mi è sembrato di capire, infatti, che non esiste un organo informativo ufficiale (un bollettino? una newsletter?) della World SF che possa fornire un panorama completo e dettagliato dei candidati al Premio Italia... C'è il sito, ma mi sembra piuttosto scarno e non sufficiente a permettere di conoscere dettagli su opere e autori.» L'impresa è più difficile di quanto possa sembrare, ma certamente la appoggio e se posso contribuire sono a disposizione. S*

» postato da S* alle 16:31 del 30-05-2012

39 «Visto che il premio è alla sua prima edizione mi sembra giusto accogliere anche alcune legittime critiche, permettetemi però di farvi notare che se tra gli esperti citati bisogna togliere gli amici di mio padre... resterebbe ben magra giuria!» :-D No, probabilmente non restarebbe nessuno... Ma credo che il punto che è stato sollevato fosse che la condizione non è sufficiente... Altrimenti, per ribaltare la tua battuta, la giuria sarebbe stata sterminata... S*

» postato da S* alle 16:34 del 30-05-2012

40 Sono socia Stic; mi è sempre dispiaciuto non poter partecipare alle edizioni precedenti dell'Italcon perché mi toccava scegliere, per motivi familiari e di budget, e allora sceglievo gli amici dello Stic. Quest'anno finalmente ho potuto partecipare anche a un pochino di Italcon e sono stata molto contenta. La fantascienza mi piace tutta, ho iniziato leggendo i classici, da Asimov ad Heinlein, passando da Silveberg, Brown ecc ecc. A Star Trek sono arrivata dopo, e trovo che il club sia fantastico per le amicizie e la possibilità di giocare insieme. Amo anche la fantascienza italiana; non ho partecipato alla votazione sulle modalità di votazione, stavo facendo altre cose, però se ho l'opportunità di votare (e so quali autori partecipano, Alberto ha ragione) non voto per l'amico/a, ma per chi secondo me merita di vincere.(Lo so che sono strana, se no non mi piacerebbe la fantascienza, no?)

» postato da (Franca Scapellato) alle 22:04 del 30-05-2012

41 «però se ho l'opportunità di votare (e so quali autori partecipano, Alberto ha ragione) non voto per l'amico/a, ma per chi secondo me merita di vincere.(Lo so che sono strana, se no non mi piacerebbe la fantascienza, no?)» Ciao Franca, sono lieto che questa sinergia con la Sticcon porti volti nuovi alle Italcon. Ci terrei che fosse chiaro che nessuno accusa lo Stic di alcunché. Il fatto di "votare gli amici", come dici tu, è una cosa che al premio Italia si è sempre verificata; ma non è neppure per forza scorrettezza o superficialità, spesso è semplicemente dovuto al fatto che non si può conoscere tutto e aver letto tutto, ed è normale conoscere meglio ciò che fanno i propri amici. Asimovianamente, non si può dire nulla sul singolo individuo, ma sulle "masse" si possono fare previsioni statistiche. Se poi i soci dello Stic si dovessero dimostrare più preparati, corretti e scrupolosi della media dei votanti al premio Italia delle precedenti 38 edizioni saremo tutti felicissimi. Ci credo poco, perché temo che anche i soci Stic appartengano alla specie umana. Anche se a volte a giudicare dall'aspetto non si può essere del tutto sicuri :-) S*

» postato da S* alle 23:23 del 30-05-2012

42 Non vado più alle convention da parecchi anni, un pò per pigrizia, ma principalmente per il motivo che mi pare emerga sempre più evidente: ormai la SF letteraria non è più la protagonista principale degli incontri, degli articoli,, dei siti, che (almeno apparentemente) le sono dedicati. Il campo è ormai occupato per almeno l'ottanta per cento dalla televisione, dal cinema, dalla fantasy, dai giochi di ruolo ed altre cose del genere... Questo tendenza mi sembra deleteria e pericolosa, portando all'esaurimento del genere, come una monocoltura ripetuta per anni che esaurisce e sterilizza. Io negli anni ho sempre letto la SF perchè era un tipo di lettura che mi sfidava, che mi spingeva a pensare alle conseguenze delle cose, a non accontentarmi, ma adesso (parlo solo per me beninteso) mi sembra che questo aspetto (almeno mediaticamente) non ci sia più.

» postato da (Pier Filippo Idda) alle 23:33 del 31-05-2012

43 «Non vado più alle convention da parecchi anni, un pò per pigrizia, ma principalmente per il motivo che mi pare emerga sempre più evidente: ormai la SF letteraria non è più la protagonista principale degli incontri, degli articoli,, dei siti, che (almeno apparentemente) le sono dedicati. Il campo è ormai occupato per almeno l'ottanta per cento dalla televisione, dal cinema, dalla fantasy, dai giochi di ruolo ed altre cose del genere... Questo tendenza mi sembra deleteria e pericolosa, portando all'esaurimento del genere, come una monocoltura ripetuta per anni che esaurisce e sterilizza. Io negli anni ho sempre letto la SF perchè era un tipo di lettura che mi sfidava, che mi spingeva a pensare alle conseguenze delle cose, a non accontentarmi, ma adesso (parlo solo per me beninteso) mi sembra che questo aspetto (almeno mediaticamente) non ci sia più.» Francamente mi pare più una scusa che altro. Non si vede che importanza abbia quanto si parla di Star Trek in una sala quando c'è un programma pieno dedicato alla fantascienza letteraria in un'altra. A parte che non vedo come televisione o cinema debbano rappresentare l'esaurimento del genere. È il solito snobismo che dopo aver subito dalla cosiddetta "cultura ufficiale" alcuni ritengono di dover rigirare a loro volta su altre forme culturali. La verità, Pier Filippo, scusa la franchezza (vale anche per me, ovviamente) è che con l'età si perde entusiasmo e non si ha più voglia di fare e non si apprezzano più le cose per quello che sono. Ma certo è più difficile da ammettere: è più facile dare la colpa al mondo che a se stessi... S*

» postato da S* alle 08:42 del 01-06-2012

44 «Claudio, vorrei che fosse chiaro e fuori da ogni dubbio che nessuno vuole lasciare fuori nessuno. A me personalmente fa anche piacere che una componente importante del fandom come lo Stic, rimasta isolata per vari motivi tanto a lungo, rientri in qualche modo a farne parte. Il discorso sulle componenti che fai però non vedo che attinenza abbia: il premio Italia non premia videogiochi, serie tv o film, è un premio essenzialmente dedicato alla letteratura.» E' vero, ma pensa che il premio sul saggio può premiare un saggio che parla di questi argomenti, quello sull'articolo professionale anche, quello sull'articolo non professionale anche, un curatore, può essere un curatore di una rivista o di una collano dove si pubblicano saggi, storie e/o romanzi che hanno a che fare con questi argomenti (ad esempio i romanzi di Halo), un traduttore può esserlo anche di film, telefilm, opere a fumetti ed, infine, anche di racconti e romanzi si sf, un artista o un operatore artistico può illustrare fumetti, può interessarsi di cinema, di videogiochi, ecc...I votanti guardano il Trono di Spade in TV e poi si leggono i romanzi di Martin...Insomma, il Premio Italia credo che con ben 16 categorie comprenda molto di più della sola letteratura. Poi, è una mia opinione, ma non credo campata in aria. «In linea teorica ovviamente no. Ma guardiamo alla linea pratica: i soci dello Stic che voteranno sono un numero probabilmente superiore al numero di votanti totale degli anni scorsi. Lo Stic non è un club dedicato alla fantascienza in generale ma a un settore molto specifico; ogni individuo è a se stante, ma è lecito aspettarsi che molti soci dello Stic abbiano una approfondita conoscenza delle produzioni dello Stic e molto meno approfondita di tutto il resto del panorama del genere.» Anche questa è una opinione, ma tutta da dimostrare. Non la condivido. Una delle ragioni di essere dello STIC, contenuta nel sul statuto, credo che reciti: "per diffondere la fantascienza", non per "far conoscere Star Trek". Alberto Lisiero mi corregga. Dopo 12 Sticcon consecutive mi permetto di far conoscere la mia modesta esperienza: a Bellaria si parla di tutta, ma proprio tutta la Fantascienza e i miei "colleghi trekker" "suonano" a nomi come Asimov, Bradbury, Ellison, Gerrold, Sturgeon, Dick, ecc... «Io vorrei tanto, ma tanto, che mi chiarissi in che modo "Australian Ballot" nella tua lingua si traduce "lo Stic non deve partecipare". Perché proprio non ci arrivo. Forse devi portare il traduttore universale a riparare.» Hai ragione, forse mi sono spiegato male. L'AB non ha nulla a che vedere con lo STIC, la mia idea è che un metodo più semplice e facilmente spiegabile a tutti contribuisca a far votare più persone possibili, non solo coloro che fanno parte dello STIC. Un po' come la storia dei referendum, dove per votare si bisognava sbarrare il no e viceversa, quanti referendum sono andati in fumo perché la gente non ha capito fino in fondo il meccanismo? «Be', sì... Provo a rispiegarlo: il Premio Italia non ha valore di per sé, non dà premi in denaro o gettoni d'oro. Dà premi che hanno un valore solo di immagine, e questo tipo di premi hanno un valore solo finché i risultati del premio sono sensati. Un buon indicatore di un premio sensato è l'equilibrio e la distribuzione dei premi nel più ampio numero di direzioni possibili. Se l'anno prossimo, per fare un'ipotesi, Ultimo avamposto vincerà nella categoria rivista e collana, se un romanzo di Star Trek vincerà la categoria romanzo internazionale, se racconti e articoli usciti sulla STIM vinceranno nelle rispettive categorie e altri racconti e articoli usciti su siti Trek vinceranno in quelle amatoriali, l'operatore artistico sarà Lisiero, il traduttore Gabriella Cordone, il curatore Lisiero di nuovo e l'artista l'illustratore delle copertine dello STIM, quanto sarà realmente gratificante questo per lo stesso Stic? L'unica cosa che dirà un premio di quel tipo sarà che i votanti dello Stic sono di più. Sai che soddisfazione. Ovviamente, non è detto che con l'Australian Ballot sarebbe andata diversamente. Anzi, magari in qualche caso col metodo "uninominale" diverse proposte Stic potrebbero danneggiarsi a vicenda. Ma statisticamente l'Australian Ballot limita il peso delle lobby, quindi avrebbe potuto in qualche misura limitare i danni. Ci sta e probabilmente è anche giusto che lo Stic vinca un certo numero di premi, così come li vinceva DS1 quando organizzavano loro; un numero eccessivo però rende il premio non più credibile, e allora ci perdono tutti.» Qualcuno ha detto che la statistica è quella scienza per cui se io mangio tre polli e tu nessuno, abbiamo mangiato un pollo e mezzo a testa. Non mi fido della statistica e difatti ho paura dell'aereo :) Però, lo prendo perché ad ogni statistica va data una possibilità. Per 20 anni l'abbiamo data all'AB, proviamo a darla ad un altro metodo. «Questo è del tutto condivo, ci mancherebbe. In tutta franchezza penso che la tua proposta sia stata una sciocchezza e volutamente non ammorbidisco il termine. Ma tutti facciamo sciocchezze e questo non toglie nulla alla stima per la persona e per il lavoro pregevolissimo che fate con Fondazione e le altre attività.» Grazie della franchezza. Certo, tutti commettiamo sciocchezze, l'importante è riconoscere i propri errori. Io ho commesso una piccola sciocchezza? Forse, ma io ho solo fatto la proposta, senza 70 voti contro 30 (5 per lo Shulze) avrei potuto cantare come pavarotti nella Traviata, nessuno avrebbe fatto passare la mia "sciocchezza". Pensa tu che la mia proposta è stata contrastata da una persona "della regia" che è catanese come me, collabora con me per le Aetnacon e con Fondazione, che mi ha beatamente ignorato per fare una "sua personale proposta", questi sono i trekker dello STIC, gente che ragiona con la propria testa. «E restando sul tema, ribadisco ancora una volta: le mie opinioni sul voto non sono contro lo Stic, non ho nulla contro lo Stic e non lo accuso assolutamente di nulla. Allo stesso modo in cui un'astronave in orbita di Giove deve compensare e calcolare esattamente l'orbita per evitare di finirci dentro: non è mica che Giove sia cattivo, brutto o indesiderabile. Si cerca semplicemente di evitare di restare schiacciati dal suo peso.» Concordo, potrei citarti due frasi di Ghandi, una che forse ti da ragione una che forse ti da torto, ma che comunque, in un certo senso, fotografo la situazione, prima frase: Come pensate di vincere? (gli chiede un ufficiale inglese). Perché cinquantamila inglesi non possono proprio contringere un miliardo di indiani che non vogliono collaborare ad obbedire (risponde Ghandi); seconda frase: Occhio per Occhio, rende tutto il mondo cieco :wink: In conclusione, accogliamo volentieri la proposta di Alberto Lisiero, collaboriamo tra noi, cerchiamo di applicare la regola e il metodo migliore di tutti in qualunque concorso a premi: che tutte le opere meritevoli abbiano la stessa identica possibilità di vincere :) Claudio Chillemi

» postato da taurus alle 12:47 del 01-06-2012

45 «Anche questa è una opinione, ma tutta da dimostrare. Non la condivido. Una delle ragioni di essere dello STIC, contenuta nel sul statuto, credo che reciti: "per diffondere la fantascienza", non per "far conoscere Star Trek". Alberto Lisiero mi corregga. Dopo 12 Sticcon consecutive mi permetto di far conoscere la mia modesta esperienza: a Bellaria si parla di tutta, ma proprio tutta la Fantascienza e i miei "colleghi trekker" "suonano" a nomi come Asimov, Bradbury, Ellison, Gerrold, Sturgeon, Dick, ecc...» Va bene, questa te la do buona; dopotutto conosco tanti soci dello Stic e lo sono stato anch'io. «Hai ragione, forse mi sono spiegato male. L'AB non ha nulla a che vedere con lo STIC, la mia idea è che un metodo più semplice e facilmente spiegabile a tutti contribuisca a far votare più persone possibili, non solo coloro che fanno parte dello STIC. Un po' come la storia dei referendum, dove per votare si bisognava sbarrare il no e viceversa, quanti referendum sono andati in fumo perché la gente non ha capito fino in fondo il meccanismo?» No, questo è semplicemente un falso storico. Nella quasi totalità dei casi i referendum sono stati approvati o bocciati a larga maggioranza che non lasciava adito a dubbi se si fosse compreso o no dove mettere la croce. Diversi referendum sono falliti perché avevano quesiti troppo complessi da comprendere (ma non per la faccenda del sì e del no, ma perché affrontavano materie complesse sulle quali chiedere il voto popolare era un'assurdità) e altri sono falliti semplicemente perché sono stati oscurati e la gente non è andata a votare. «Qualcuno ha detto che la statistica è quella scienza per cui se io mangio tre polli e tu nessuno, abbiamo mangiato un pollo e mezzo a testa. Non mi fido della statistica e difatti ho paura dell'aereo :) Però, lo prendo perché ad ogni statistica va data una possibilità. Per 20 anni l'abbiamo data all'AB, proviamo a darla ad un altro metodo.» Va bene. Ma guarda che l'altro metodo di usava prima dell'australian ballot, e il premio Italia era decisamente peggio di oggi. Non è che questo sia un esperimento mai visto prima. «Concordo, potrei citarti due frasi di Ghandi, una che forse ti da ragione una che forse ti da torto, ma che comunque, in un certo senso, fotografo la situazione, prima frase: Come pensate di vincere? (gli chiede un ufficiale inglese). Perché cinquantamila inglesi non possono proprio contringere un miliardo di indiani che non vogliono collaborare ad obbedire (risponde Ghandi); seconda frase:» Certo, gli indiani avevano problemi un filo più impellenti del premio Italia :-) S*

» postato da S* alle 15:05 del 01-06-2012

46 « L'AB non ha nulla a che vedere con lo STIC, la mia idea è che un metodo più semplice e facilmente spiegabile a tutti contribuisca a far votare più persone possibili, non solo coloro che fanno parte dello STIC. Claudio Chillemi» L'argomento "forte" a favore dell'Australian Ballott (http://en.wikipedia.org/wiki/Instant_runoff_voting), è che è molto più vicino al Condorcet di quanto non sia il maggioritario puro. Nel Condorcet, il vincitore è il candidato in grado di battere ogni altro in un confronto a 2. Sostanzialmente, è il vincitore di un intero campionato svolto in una singola giornata (per usare un'analogia sportiva). Il metodo proposto dalla cabina di regia (http://en.wikipedia.org/wiki/Schulze_method) probabilmente risponde meglio alle legittime critiche di chi non vuole esprimersi su candidati che non conosce.

» postato da Paolo Arosio alle 12:41 del 04-06-2012

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.