La space opera da leggere secondo Gregory Benford

Ovvero un elenco parziale di romanzi che gli appassionati di fantascienza spaziale non dovrebbero farsi mancare, partendo da Robert A. Heinlein per arrivare a Joan Slonczewski, unica autrice citata.

Gregory Benford

I tempi duri per la fantascienza non sono certo una novità: praticamente in ogni periodo storico il genere ha dovuto battersi contro ogni sorta di ostacolo, traendone però anche numerosi spunti creativi. I tempi attuali di crisi economica mondiale non fanno eccezione, e una parte consistente della fantascienza sembra subirne particolarmente gli effetti. Parliamo della fantascienza spaziale, o space opera (anche se questa definizione è piuttosto ampia), cioè quel filone che racconta di viaggi ed esplorazioni spaziali, e che è stato forse uno dei punti principali di partenza del genere. Cioé uno dei motivi per cui la fantascienza è nata e si è sviluppata: il mito della frontiera da esplorare, e che gli scrittori USA, terra di frontiera per eccellenza, hanno saputo descrivere in ogni ramificazione.

 

I numerosi ridimensionamenti dei programmi spaziali mondiali, primi fra tutti quelli della NASA, hanno un po' tarpato le ali a tutti coloro che sognavano una progressiva espansione dell'umanità nello spazio. Allora diventa necessario tenere viva quest'aspirazione, a partire proprio dalle migliori opere del genere. Ci pensa Gregory Benford a fare un breve elenco di romanzi a suo dire irrinunciabili per chi ama l'esplorazione spaziale. Benford, nato sessantuno anni fa in Alabama, fisico e astronomo, si è dedicato interamente alla fantascienza dalla fine degli anni Sessanta, caratterizzandosi per un approccio scientifico e razionale tipico della fantascienza hard. Il suo più grande successo è stato Timescape, del 1980, storia del tentativo di evitare una catastrofe mondiale inviando un messaggio agli scienziati del passato, e che vinse vari premi tra cui il Nebula e il John W. Campbell Memorial Awards. Ma Benford ha pubblicato decine tra romanzi e antologie di racconti, partecipando insieme a David Brin e Greg Bear anche al progetto di sequel del ciclo asimoviano della Fondazione.

 

Ecco quindi l'elenco, in ordine cronologico, dei romanzi indicati da Benford sul sito del periodico americano Reason.com:

 

I sopravvissuti dello spazio (Time for the stars), 1956, di Robert A. Heinlein: uno dei tanti romanzi young adult, come si definiscono oggi, scritti da Heinlein, e diventato un classico del suo genere. Gemelli identici vengono arruolati per il programma di espansione spaziale dell'umanità come "radio" viventi, sfruttando il collegamento telepatico tra essi: uno resterà a Terra e l'altro viaggerà su un'astronave a velocità relativistica;

 

Terra (Earth), 1990, di David Brin: un piccolo buco nero sfugge al controllo del laboratorio in cui è stato creato, rischiando di devastare la Terra. Un romanzo che esplora i limiti delle capacità scientifiche dell'umanità e delle sue possibilità di sopravvivenza;

 

Universo incostante (A fire upon the deep), 1992, di Vernor Vinge: ormai diventato un classico della sci-fi spaziale, con la sua descrizione di un universo a velocità variabile regolato da una suprema entità pensante contro cui civiltà a diverso livello di progresso avranno a che fare, tra idee estreme e parecchia azione;

 

Red Mars, Green Mars, Blue Mars, 1992-1996, di Kim Stanley Robinson: la pluripremiata trilogia che descrive il futuro della colonizzazione di Marte, uno dei temi classici della fantascienza spaziale, tra intrighi e utopie di indipendenza;

 

Voyage, 1996, di Stephen Baxter: un altro classico della colonizzazione marziana, ambientato in un'America alternativa in cui il presidente Kennedy è sopravvissuto all'attentato di Dallas, dando un ulteriore impulso al programma spaziale;

 

Mars Crossing, 2000, di Geoffrey A. Landis: ancora Marte per un'avventura in cui un gruppo di astronauti dovrà affrontare un'estenuante marcia per raggiungere una nave che potrà riportare a casa solo metà di loro;

 

Coyote, 2002, di Allen Steele: primo di un ciclo di ben otto romanzi, racconta della fuga di un gruppo di disadattati a bordo di un'astronave rubata da un'America futura autoritaria e oscura, accompagnati dalll'utopia di fondare un nuovo mondo;

 

Red Thunder, 2003, di John Varley: ancora il Pianeta Rosso oggetto di contesa tra americani e cinesi, in una competizione in cui non c'è in gioco solo la colonizzazione di un nuovo mondo;

 

Hull Zero Three, 2010, di Greg Bear: il classico tema della "nave generazionale", un'esplorazione alla ricerca di un mondo abitabile tra problemi tecnici e complotti misteriosi;

 

The Highest Frontier, 2011, di Joan Slonczewski: unica scrittrice del gruppo, il romanzo racconta di un'altra catastrofe globale climatica e della vita dei sopravvissuti in nuovi habitat spaziali.

 

Come tutti gli elenchi, quello di Benford è di fatto solo una proposta, e ognuno è libero di infilarci dentro tutti gli altri romanzi che conosce e che ritiene importanti. I dieci libri scelti rappresentano comunque tutti i temi più importanti della fantascienza d'esplorazione, trattati quasi tutti da scienziati e in modo abbastanza rigoroso. Dieci cavalcate oltre il sole, per rinverdire il mito della frontiera che spesso viene dimenticato.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 8 febbraio 2012 - Fonte: reason.com

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Commenti

1 Credo che più della metà non siano nemmeno mai stati tradotti in italiano :(

» postato da Requiem alle 09:23 del 08-02-2012

2 Caro Maurizio del Santo, posso chiedere una revisione di questo articolo alla luce del commento di Requiem? Personalmente il tema mi interessa molto, ma senza un pò di ricerca su quanti di questi libri siano stati tradotti in italiano (e da chi), mi pare sinceramente incompleto. ciao e grazie

» postato da (Lettore fedele) alle 09:39 del 08-02-2012

3 Dove sono I sovrani delle stelle e Capitan Futuro di Hamilton? I Dorsai e la Fondazione? Lo spazio conosciuto di Niven. il ciclo dei Vor e la Legione dello Spazio? Insomma la lista doveva essere allungata a 20, almeno. :-)

» postato da Anacho alle 09:53 del 08-02-2012

4 A parte Universo Incostante, non ho letto nessuno degli altri ma dalle brevi sinossi non mi ispira manco uno. Generi di SF che non mi piacciono molto.

» postato da senji alle 09:55 del 08-02-2012

5 Preciso che la mia non era una critica all'articolo, solo un pensiero vagabondo: non so se e quanti dei titoli siano effettivamente mai stati tradotti. Anzi, sicuramente la lettura in lingua originale ne trarrebbe beneficio. Rimpiango solo di avere una conoscenza linguistica alla pari di Totò... :sweat:

» postato da Requiem alle 10:07 del 08-02-2012

6 «Preciso che la mia non era una critica all'articolo, solo un pensiero vagabondo: non so se e quanti dei titoli siano effettivamente mai stati tradotti. Anzi, sicuramente la lettura in lingua originale ne trarrebbe beneficio. Rimpiango solo di avere una conoscenza linguistica alla pari di Totò... :sweat:» per esperienza, te comincia, poi mano a mano migliori il all'inizio giravo con il dizionario tascabile e lo consultavo spesso ho cercato di iniziare con un paio di tomi di cui avevo anche la versione italiana, poi bon, mi sono lanciata ora con il reader è più comodo, clicci e trovi al parola certo con la sf è più difficile, i termini tecnici non ce stanno proprio ci verrebbe un dizionario sf specifico :lol:

» postato da Jirel alle 10:37 del 08-02-2012

7 Spero che il ciclo della Fondazione lo desse come scontato. Ma... Dune?? E Hyperion?

» postato da Andrea Montesi alle 10:43 del 08-02-2012

8 Effettivamente, una lista "filtrata" per quelli publicati in Italia gioverebbe non poco...

» postato da Franius alle 13:06 del 08-02-2012

9 «Effettivamente, una lista "filtrata" per quelli publicati in Italia gioverebbe non poco...» www.fantascienza.com/forum Se non sono li'... non sono mai stati scritti :lol:

» postato da Davide Siccardi alle 14:11 del 08-02-2012

10 ««Effettivamente, una lista "filtrata" per quelli publicati in Italia gioverebbe non poco...» www.fantascienza.com/catalogo Ops

» postato da Davide Siccardi alle 14:18 del 08-02-2012

11 "Terra" di David Brin, per quanto molto bello, non c'entra un bel niente dato che si svolge completamente sulla terra!

» postato da Frank Zappa alle 20:04 del 08-02-2012

12 ....probabilmente Benford ha stilato la lista tra quelli che ha letto lui...

» postato da Antha alle 17:23 del 11-02-2012

13 «....probabilmente Benford ha stilato la lista tra quelli che ha letto lui...» Piu' che altro tra quelli che rispondono alla sua visione della fantascienza ed al suo percorso di scrittore. Le "classifiche" stilate dagli autori sono piu' interessanti quanto piu' sono faziose: danno il segno della base culturale da cui ne discendono i redattori e dei legami di questi con i loro contemporanei. Di quelli elencati da Benford ho letto Heinlein (e non lo ricordo gran che', ma raramente ho trovato deludente un suo romanzo) e Vinge (Universo incostante e' molto bello, la singolarita' e' solo una sfumatura intrigante di un romanzo decisamente riuscito). Brin mi annoia, Allen Steele proprio non lo reggo, mi incuriosiscono i romanzi di Robinson e Varley (scrittori di cui non sono mai riuscito a trovare libri). Gli altri, magari a torto, non mi incuriosiscono.

» postato da Davide Siccardi alle 22:20 del 11-02-2012

14 Romanzi come Terra o la Trilogia di Marte di Robinson, non mi paiono space opera, poi vale sicuramente la pena leggerle (li metto tra le mie opere preferite in assoluto), anche se per la trilogia di marte se uno non sa bene l'inglese si tratta veramente di un'impresa non da poco (io ho iniziato a leggere in inglese per finirla, ma iniziare con Green mars ... manco il dizionario ti salva). Quello che mi pare strano che in un elenco di space opera vi siano 4 romanzi relativi alla colonizzazione di Marte, che sarà anche il primo passo verso spazio, ma con il mio concetto di space opera non lega molto Per le edizioni italiane vedo che non è stata seganalata quella di Red Mars (Il rosso di Marte) anche se poi leggerlo senza i due seguiti è un peccato.

» postato da Nirgal alle 16:05 del 12-02-2012

15 « Per le edizioni italiane vedo che non è stata seganalata quella di Red Mars (Il rosso di Marte) anche se poi leggerlo senza i due seguiti è un peccato. » ...se si trovasse da qualche parte! Ed è assurdo che non venga ristampato, e che non vengano tradotti i due seguiti. Speriamo che Fanucci si dia una mossa anche qui!

» postato da Frank Zappa alle 09:59 del 15-02-2012

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