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C'era una volta internet. Con i suoi protocolli, la sua libertà, i suoi plug in per vedere video, i suoi codici embed per diffonderli, tutti contenti, autori, editori, utenti.
Poi è arrivata la SIAE e ha detto no. Vi siete dimenticati di un dettaglio: mi dovete pagare.
Se vi siete persi le puntate precedenti, tutto è cominciato un paio di giorni fa, quando la SIAE ha contattato telefonicamente Fantascienza.com informandoci che eravamo illegali, perché per poter pubblicare trailer sul nostro sito dovevamo pagare una licenza apposita presso la SIAE stessa. Noi abbiamo indagato e abbiamo appurato che non si trattava dell'eccesso di solerzia di un impiegato ma della politica ufficiale della società. Che ha deciso di dare un bel giro di vite alla rete.
Dopo le nostre proteste online altri siti si sono occupati dell'argomento, Punto Informatico aveva la notizia come argomento principale di oggi. Ma in particolare Il Post ha pubblicato un articolo molto completo che riporta anche dichiarazioni della SIAE stessa, nella persona di Stefania Ercolani, responsabile SIAE per la multimedialità. Che è molto importante, perché finora c'era solo la nostra testimonianza e le nostre supposizioni. Qualcuno dopo aver letto gli articoli nostri e di Horror.it o quando riportato su altri siti aveva avuto reazioni di incredulità (simili del resto alle nostre alla comunicazione della SIAE). Ora queste sono le parole della SIAE, nero su bianco.
Varrà la pena di sottolineare alcuni punti:
"l’operazione è volta semplicemente a regolarizzare situazioni esistenti di siti che pubblicano da anni video musicali, trailer cinematografici e altri contenuti multimediali che contengono musica protetta dal diritto d’autore" (parole della Ercolani): quindi non si parla solo di trailer ma di qualunque video contenente musica.
Dice l'articolo del Post: "Secondo quanto stabilisce la SIAE, per pubblicare video in streaming è necessario compilare un’apposita domanda che presenta due categorie separate: da una parte streaming a richiesta gratuito e downloading gratuito di opere intere, dall’altra streaming a richiesta gratuito di frammenti di opere inferiori a 45′;. Considerato che la maggior parte dei trailer cinematografici ha una lunghezza superiore ai 2 minuti, quindi superiore ai 45 secondi massimi del frammento, questi ricadono sotto la classificazione di opere intere."
"Il documento non fa mai riferimento a testate registrate, ma solo a generici siti, quindi si può presumere che non esista differenza, per la SIAE, tra una testata giornalistica, un sito personale che ricava profitti dalla pubblicità e un sito personale amatoriale" dice ancora il Post. "Lo conferma la stessa Ercolani, spiegando che per la SIAE non esiste differenza tra siti personali e commerciali, conta solo la tutela del diritto d’autore." Insomma, tutto ciò vale anche per blog e siti amatoriali.
"Inoltre non viene fatta alcuna differenza tra i trailer caricati sui propri server e quelli caricati su YouTube e inseriti su un’altra pagina attraverso il codice embed: YouTube ha sottoscritto una licenza con la SIAE per i contenuti dei video pubblicati dagli utenti, siti esterni che incorporano gli stessi video devono regolarizzare la loro posizione indipendentemente."
Nulla d'altra parte impedisce di linkare trailer pubblicati su altri siti. Né è censurabile il webmaster che scelga di linkare siti esteri, in modo da non correre il rischio che la SIAE possa percepire qualcosa ugualmente.
In sostanza quindi chiunque posti video più lunghi di 45 secondi con musica deve pagare la SIAE.
Quanto?
Si va da 250 euro a trimestre per siti generici a 450 euro a trimestre per magazine e siti generalisti o musicali. Questi sono in realtà compensi minimi: il valore reale andrebbe calcolato in percentuale sugli "introiti lordi" (in assenza dei quali scatta il minimo indicato). Il tutto per poter pubblicare un massimo di 30 video.
La preoccupazione nel mondo editoriale di internet è palpabile, e certo ci saranno altre puntate della vicenda.
Un paio di annotazioni conclusive. Qualcuno sostiene che possa valere un diritto di cronaca o di critica che solleva dall'obbligo di pagare diritti. Ci sembra che tale diritto permetta di pubblicare stralci o citazioni, non opere intere come la SIAE considera i trailer.
Seconda annotazione: in tutto questo discorso non rientra la pubblicità. Per la quale la disciplina è del tutto diversa. Infatti qui nel nostro sito vedrete ancora qualche trailer e qualche filmato, negli spot pubblicitari.
Insomma, il problema si risolve da solo: signori della Disney, della Sony, della Universal: i trailer ve li possiamo ancora pubblicare, basta che ci pagate. Solo percependo soldi da voi non siamo obbligati a pagare la SIAE.
E poi qualcuno crede ancora che l'Italia sia un paese normale?
2 Non ho parole. Anzi no, ho un'idea: perché anziché togliere del tutto i trailer, non li pubblicate con volume azzerato e non modificabile? Niente audio, niente colonna sonora, niente diritti d'autore... e gli spettatori si fanno comunque un'idea del film a livello visivo!
» postato da (Paolo Bassino) alle 01:23 del 27-10-2011
3 Io mi chiedo poi di quei soldi quanto arrivi all'autore visto che già da un bollino siae il compositore(solo egli senza etichette ed editori alle spalle) prende meno di un terzo. Sembra sempre più un ente parassita che un ente di tutela dei diritti d'autore. Parlo pur essendo iscritto siae come compositore e dico che di tutte quelle tassazioni e licenze da pagare dovrebbero almeno rendere di più a chi realmente ha realizzato l'opera e non a chi "li tutela". Poi veniamo ai trailers: Non sono pubblicità di film che dovrebbero uscire al cinema? Ma sono impazziti o cosa? Danneggeranno la diffusione di quest'ultimi. Le major potranno anche pagare queste licenze però perderanno un importante passaparola che fino adesso era diffuso in siti come il vostro.
» postato da (Marco Giardina) alle 01:28 del 27-10-2011
4 Non pubblicate più i trailer gratis. Si fot..no le sanguisughe. Vedrò qualche film in meno (non compro a scatola chiusa) e spenderò il tempo risparmiato inviando orribili maledizioni inca a chi ha dato poteri insensati ad un ente sempre più staccato dalla realtà. Signori, sembra di stare nel film "L'invasione degli ultracorpi", ovunque ci si gira c'è un onesto essere umano trasformato in un esattore!
» postato da Naismith alle 01:44 del 27-10-2011
5 «Non pubblicate più i trailer gratis. Si fot..no le sanguisughe. Vedrò qualche film in meno (non compro a scatola chiusa) e spenderò il tempo risparmiato inviando orribili maledizioni inca a chi ha dato poteri insensati ad un ente sempre più staccato dalla realtà. Signori, sembra di stare nel film "L'invasione degli ultracorpi", ovunque ci si gira c'è un onesto essere umano trasformato in un esattore!» Anche in Robin Hood!
» postato da cristinalattaro alle 02:05 del 27-10-2011
6 Mi sembra che questi della Siae si diano la zappa sui piedi. Con questa loro presa di posizione rinunciano ad avere pubblicità gratis. Una volta si diceva che la pubblictà è l'anima del commercio. Ma in Italia dove non abbiamo un mercato veramente libero si cerca di foraggiare il più possibile con balzelli inutili. "Quanti siete, dove andate, 1 fiorino". Considerare poi i trailer opere di ingegno ci vuole molta fantasia. Dal mio punto di vista però non cambia molto. Io navigo sul vostro sito per essere aggiornato sulle novità che escono nel campo della fantascienza. Quindi la mia decisione di acquistare un film o un libro dipenderà anche da quello che c'è scritto su questo sito. Dei trailer non mi importa poi tanto, mi bastano le vostre ottime recensioni. Ai tempi di oggi la Siae è qualcosa di obsleto e vetusto che ha ormai perso da tempo la sua funzione di difendere i diritti d'autore. E' più una saguisughe che vessa sia i fruitori che gli artisti.
» postato da (Daniele Dragoni) alle 08:37 del 27-10-2011
7 Mi domando se il discorso vale anche per i video amatoriali publicati su Youtube, tra un po' verranno a bussare alle nostre porte anche su quel canale e a censurare tutti i nostri video solo perché abbiamo usato una canzone come sottofondo. Sono sconvolta.
» postato da Luisa Iori alle 08:37 del 27-10-2011
8 «Mi domando se il discorso vale anche per i video amatoriali publicati su Youtube, tra un po' verranno a bussare alle nostre porte anche su quel canale e a censurare tutti i nostri video solo perché abbiamo usato una canzone come sottofondo. Sono sconvolta.» YouTube paga già un conto salato alla SIAE per coprire queste cose. Quindi finché stanno su YouTube non ci sono problemi. S*
» postato da S* alle 08:56 del 27-10-2011
9 mi stupisce la miopia di questa gente. ma pensano davvero di trarre un vantaggio da questa manovra?
» postato da Piscu alle 09:18 del 27-10-2011
10 In effeti non ne trarranno nessun vantaggio, anche se qualche sito accetterà di pagare le somme incassate saranno minime. Per contro minor visibilità vuol dire meno spettatori, e questo colpirà sia la SIAE che le case cinematografiche. Quello che suggerisco è fare uno "sciopero degli spettacoli" nel mese di novembre, ovvero non andare a nessun tipo di spettacolo per un intero mese, in modo da far capire a SIAE che non sempre i dittatori hanno vita facile. Io lo faccio, con i soldi risparmiati mi comprerò quelche libro in più.
» postato da Anacho alle 09:31 del 27-10-2011
11 beh parlano di "streaming" (l'hanno imparato l'altro ieri)
prendendolo alla lettera basta mettere uno shot
che sia un link ad un download di un file
si e' e' pessimo e preistorico lo so'.... ma meglio che niente
PS parlando "dell'altro ieri", topica da commerciale giacca+cravatta+ovvia audi indicando un ipad: "ho il TOUCH CREAM"
almeno fate un sorriso ![]()
» postato da Giobatta65 alle 09:32 del 27-10-2011
12 è la rivoluzione liberale e la semplificazione che il nostro governo ci ha promesso da anni
» postato da CobbAnderson alle 09:46 del 27-10-2011
13 Scopriamo che pensando di rimpinguare la cassa i furboni della Siae considerano il trailer l'opera intera... e noi stupidotti che pensavamo che l'opera intera fosse il film! (Tra l'altro, ci saranno meno trailer sui siti, meno gente vedrà i promo e sarà incuriosita da qualche nuovo film in uscita, meno gente pagherà il biglietto e meno soldi entreranno nelle casse della Siae. Italia, a che livello d'imbecillità siamo sprofondati...)
» postato da Roberto Taddeucci alle 09:58 del 27-10-2011
14 Ma le major e compagnia resteranno a guardare? Unitevi come testate e parlate con loro, spingetele a fare battaglia contro la SIAE, è una vergogna.
» postato da Sbandieratore alle 11:04 del 27-10-2011
15 Io per scrupolo ho agito sui miei pochi video su Youtube togliendo quelli con traccia audio o eliminando la medesima. Dove lavoro il "rapporto SIAE" esisteva da sempre e non mi stupisce che, aumentando le possibilità di uso della musica con Facebook, YouTube o MySpace, si sia arrivati a questa stretta. Posso giudicarla come credo, ma è giusto pagare i diritti di un'opera dell'ingegno altrui se la si prende a prestito per un video. Altrimenti ci sono le musiche in creative commons. Vale anche per quelle?
» postato da ammiraglio_naismith alle 11:13 del 27-10-2011
16 «Posso giudicarla come credo, ma è giusto pagare i diritti di un'opera dell'ingegno altrui se la si prende a prestito per un video. » Si, tutto vero. Ma è una mossa strategicamente valida quella della SIAE? Non è che chiedere il pagamento dei diritti d'autore a chi fa pubblicità gratuita ai cinema non sia, alla fin fine, per la siae come mettere il piede su un rastrello? Meno Trailer = Meno pubblicità = Meno biglietti del cinema venduti = Meno diritti sugli stessi per la SIAE. A conti fatti... è una furbata?
» postato da HappyCactus alle 11:24 del 27-10-2011
17 «Io per scrupolo ho agito sui miei pochi video su Youtube togliendo quelli con traccia audio o eliminando la medesima. Dove lavoro il "rapporto SIAE" esisteva da sempre e non mi stupisce che, aumentando le possibilità di uso della musica con Facebook, YouTube o MySpace, si sia arrivati a questa stretta. Posso giudicarla come credo, ma è giusto pagare i diritti di un'opera dell'ingegno altrui se la si prende a prestito per un video. Altrimenti ci sono le musiche in creative commons. Vale anche per quelle? » A oggi la SIAE non riconosce il creative commons. Devi pagare lo stesso, il minimo ma lo devi pagare. Devi pagare anche se ti metti in piazza a cantare Bella Ciao... S*
» postato da S* alle 11:44 del 27-10-2011
18 Non vado al cinema da anni, e con quest'ultima furbata mi hanno definitivamente fatto passare la voglia di tornarci. Complimenti.
» postato da (Pedante Spaziale ) alle 11:45 del 27-10-2011
19 Ovviamente il discorso vale solo se sei iscritto alla Siae... se non lo sei e produci qualcosa puoi cantarlo/ballarlo/distribuirlo dove e come vuoi. Il problema nasce la prima volta che ti affidi a loro... poi non ne esci più!
» postato da Andrea Pagani alle 12:03 del 27-10-2011
20 La lettura dell'art. 70, della Legge sul Diritto d'Autore (sicuramente di valore superiore a qualsiasi regolamento e gabella SIAE) porta a ritenere che, per citare o riprodurre lecitamente parti d'opera (come as esempio un trailer), debbano ricorrere i seguenti presupposti: Art. 70, LdA (limite teleologico e dell'utilizzazione economica): la citazione o riproduzione di brani o parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi qualora siano effettuati per uso di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica entro i limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera citata o riprodotta. Da qui si evince che è possibile riprodurre liberamente a mo'di "citazione" (e secondo me anche senza nulla dovere) parti d'opera protetta dal diritto di autore, come appunto il trailer di un film.
» postato da Short Stories alle 12:19 del 27-10-2011
21 Addendum: che un trailer sia possa considerare un opera a se stante (come tenta di far passare la SIAE), è una cosa indimostrabile davanti ad un tribunale. Il problema è che la maggior parte di quelli colpiti sono pecoroni e pagano (o si ritirano) invece di appellarsi alla giustizia, ma vedrai che qualcuno intenterà una causa e i nodi verranno al pettine. Anche una "class action" non sarebbe male.
» postato da Short Stories alle 12:31 del 27-10-2011
22 Ma postare video musicali o trailer sul proprio profilo Facebook?
» postato da Mauro Appiani alle 13:07 del 27-10-2011
23 «Ma postare video musicali o trailer sul proprio profilo Facebook?» Non si può: "Per ora la SIAE non sta monitorando gli account personali dei social network, ma dice Ercolani che anche quelli, come qualsiasi altro sito, sono soggetti al pagamento dei diritti d'autore e prima o poi verranno regolarizzati. Molti account di personaggi pubblici e pagine aziendali avrebbero già sottoscritto la licenza SIAE." ( http://www.ilpost.it/2011/10/26/i-trailer-online-sono-illegali/2/ )
» postato da HappyCactus alle 13:17 del 27-10-2011
24 Inoltre, poiché un trailer ha finalità per sua stessa natura promozionali, non dovrebbe ricadere nella pubblicità a titolo gratuito? Anche se Universal, Dinsney e quant'altri non mi pagano, io faccio loro pubblicità gratis. Non è così?
» postato da Frankesko alle 13:29 del 27-10-2011
25 « A oggi la SIAE non riconosce il creative commons. Devi pagare lo stesso, il minimo ma lo devi pagare. Devi pagare anche se ti metti in piazza a cantare Bella Ciao... S*» Ho letto che la SIAE non consente ai propri iscritti di rilasciare le loro opere con licenza Creative Commons. Ma per quanto riguarda i non iscritti, mi sfugge come sia possibile per la SIAE rifiutarsi di riconoscere qualsivoglia licenza. Se io sono il detentore dei diritti non sono forse io ad avere il diritto di stabilire in che termini la mia opera può essere diffusa ed eseguita? Inoltre, a che titolo la SIAE potrebbe chiedere gabelle sull'esecuzione di opere cadute in pubblico dominio? A giudicare dalla loro faq non potrebbe in quanto L'opera caduta in pubblico dominio è liberamente utilizzabile senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per diritto d'autore. E allora perché deve capitarmi di leggere notizie di estorsioni ai danni di vecchietti che cantano canzoni popolari e bande che suonano l'Inno di Mameli?
» postato da AKKA alle 14:16 del 27-10-2011
26 un giorno forse capiranno di essere obsoleti... e forse spariranno.
la rete ti da tutto, e loro non possono più riscuotere la loro decima.
arriverà il giorno in cui anche cantanti e attori andranno a lavorare
(considerando il fatto che la maggior parte di loro, quella non famosa, già va a lavorare).
» postato da nemo73 alle 14:40 del 27-10-2011
27 A me cmq sfugge una cosa: il TRAILER è studiato apposta per essere fatto girare. Il Trailer NON contiene una canzone INTERA ma solo dei frammenti. Il Trailer è fatto anche di parole e suoni del film. E' per questo che si chiama "trailer" ... SIAE credo stia muovendosi sull'ignoranza sua soprattutto!
Io ho un magazine amatoriale, condivido di solito tre o quattro trailer di film al mese perchè parlo SOLO di quelli che interessano a me. Io non ho la pubblicità, non ci guadagno nulla. Sono sotto CC e sono .com.
Quindi? Che si fa?
Tolgo l'audio? Metto solo foto? Racconto il trailer? ... Metto trailer in lingua originale? ... Le soluzioni sono molte
Non sapevo cmq che in SIAE fossero masochisti, facendo così s'affosseranno da soli. Facciano un po' loro.
La regolamentazione in FB o MySpace già rido al pensiero... ![]()
» postato da Samy alle 14:43 del 27-10-2011
28 Spezzate i trailer a 40 secondi ciascuno. Se un trailer è di 2 minuti = 120 secondi, bastano tre spezzoni... Ema
» postato da (Emanuele Ornella) alle 14:55 del 27-10-2011
29 Nonostante tutti i precedenti, non riesco a credere che SIAE non si renda conto di quanto sia suicida la mossa. Di quanto il ricavo sarà meno che zero, e anzi decrescerà. A muoverli deve esserci qualcuno più su. E' un bavaglio indiretto alla rete. La ragione non è monetaria ma politica.
» postato da (Una Opinione) alle 15:39 del 27-10-2011
30 «Nonostante tutti i precedenti, non riesco a credere che SIAE non si renda conto di quanto sia suicida la mossa.» Io riesco a crederlo senza problemi. La SIAE ha già dimostrato la sua lungimiranza in innumerevoli occasioni. S*
» postato da S* alle 15:40 del 27-10-2011
31 E' la dimostrazione di come la SIAE sia soltanto un carrozzone inutile, fatto apposta per distribuire poltrone. Il diritto d'autore si può tutelare in modo più snello, come fanno in altri paesi.
» postato da Maurizio Del Santo alle 17:23 del 27-10-2011
32 ««Nonostante tutti i precedenti, non riesco a credere che SIAE non si renda conto di quanto sia suicida la mossa.» Io riesco a crederlo senza problemi. La SIAE ha già dimostrato la sua lungimiranza in innumerevoli occasioni. S*» Comunque penso che l'unica mossa pratica valida sia di rimuovere in toto i trailer e quant'altro è "fuorilegge" per la SIAE, non di metterli senza musica per svicolare. Oltre al fatto che diventa una specie di legittimazione per la stessa SIAE. Facendolo sapere il più possibile, ovvio, perché temo che solo se le major produttrici capiranno il danno in immagine e in ritorno pubblicitario faranno qualcosa per far cambiare la situazione.
» postato da Otrebla alle 17:36 del 27-10-2011
33 A me sembra assurda una cosa: ma se YouTube paga già per i video ospitati sui suoi server, perché se inserisco un video embedded di YouTube sul mio sito devo pagare? Questi prendono i soldi due volte? E ancora: se il video è ospitato su YouTube, non è sua esclusiva responsabilità essere in regola? Il video è sempre lo stesso, sia se lo guardo su YouTube, sia se lo guardo su un sito che lo integra... bah. Questi vogliono solo fare cassa e/o proclamare una nuova forma di bavaglio.
» postato da (roberto andreani) alle 20:30 del 27-10-2011
34 Ma la SIAE è l'unica è l'unica che può gestire i diritti d'autore? Non è un monopolio? Se per esempio un gruppo di artisti decide di riunirsi e gestirsi da solo i propri diritti cosa rischia? Palomino.
» postato da KVT Palomino alle 21:14 del 27-10-2011
35 Roba da matti, così non otterranno né soldi, né la pubblicità gratuita di prima. Anzi danneggeranno invece i loro "clienti". Da quel che ho letto finora, mi sembra davvero assurdo e capisco che ci siano state reazioni di incredulità: oltre ad essere un altro balzello e neanche da poco per blog e piccoli siti, risulta anche insensato e controproducente per le case cinematografiche. Pubblicare i trailer gratis era un win-win, invece così non ci guadagna nessuno, neanche la SIAE. Fa solo danno.
» postato da (Al Ien) alle 21:17 del 27-10-2011
36 S* scusami... dirò una mega-stupidaggine alla quale avrai sicuramente già pensato. ma chiudere il sito per riaprirlo da un paese con una differente legislazione in materia?
» postato da nemo73 alle 21:42 del 27-10-2011
37 «S* scusami... dirò una mega-stupidaggine alla quale avrai sicuramente già pensato. ma chiudere il sito per riaprirlo da un paese con una differente legislazione in materia?» Ci sto pensando. Davvero. S*
» postato da S* alle 22:00 del 27-10-2011
38 «A me sembra assurda una cosa: ma se YouTube paga già per i video ospitati sui suoi server, perché se inserisco un video embedded di YouTube sul mio sito devo pagare? Questi prendono i soldi due volte? E ancora: se il video è ospitato su YouTube, non è sua esclusiva responsabilità essere in regola? Il video è sempre lo stesso, sia se lo guardo su YouTube, sia se lo guardo su un sito che lo integra... bah. Questi vogliono solo fare cassa e/o proclamare una nuova forma di bavaglio.» Si paga per il diritto di pubblicare un filmato. Non è che una volta pubblicato sia di pubblico dominio. YouTube paga per pubblicare sul suo sito; se un altro editore lo pubblica sul suo sito deve pagare pure lui. Come avvenga la cosa dal punto di vista tecnico è ininfluente. S*
» postato da S* alle 22:02 del 27-10-2011
39 «Ma la SIAE è l'unica è l'unica che può gestire i diritti d'autore? Non è un monopolio?» È stato monopolio fin quando l'Unione Europea non ha detto che non poteva esserci monopolio. Tutt'ora comunque per legge di SIAE in Italia può esserci solo la SIAE. Un artista italiano può associarsi a una cosa analoga di un altro paese europeo, ma non fondarne un'altra in Italia. S*
» postato da S* alle 22:04 del 27-10-2011
40 «
Tutt'ora comunque per legge di SIAE in Italia può esserci solo la SIAE.
Un artista italiano può associarsi a una cosa analoga di un altro paese europeo, ma non fondarne un'altra in Italia.
S*»
non è esattamente così.
per trasmettere la radio nel negozio io devo pagare la
SIAE
e
la
SCF
www.scfitalia.it
http://www.scfitalia.it/showPage.php?template=faq&id=1
Per poter diffondere la radio in ambienti pubblici ora devi pagare sia la Siae e che la Scf.
la scf è saltata fuori all'improvviso due anni fa dopo aver vinto una causa giudiziaria.
altri soldi buttanti nel cesso.
quindi dopo la Siae aspettati la telefonata della SCF. ![]()
» postato da Jabbafar alle 22:25 del 27-10-2011
41 A parte il delirio per recuperare utili proprio in questo momento, ci sono diverse cose che non tornano in questa richiesta. Credo sia giustissimo invocare l'art. 70 del testo sul diritto d'autore come già indicato da Short Stories, perchè la presenza di trailer in fondo serve ad integrazione all'informazione e al dibattito culturale che normalmente si svolge qui, non è certo un espediente per ascoltare musica. Temo però che l'attività di "tutela" da parte di Siae in tribunale venga considerata prioritaria rispetto al diritto di informazione. Purtroppo temo occorra la consulenza di un fior fior di avvocato, che sia in grado di dare una risposta "forte" a questo sopruso (perchè di questo si tratta), oppure spostare tutto in un server collocato in un paese civile, dove le associazioni culturali siano tutelate e non invitate a chiudere baracca. La Scandinavia (Svezia e Islanda in particolare) mi pare siano buoni esempi. La seconda opzione è di gran lunga la più economica e la più rapida.
» postato da Zaroff alle 22:37 del 27-10-2011
42 Ma si, spostiamo tutti i siti all'estero e che vadano a quel paese. Poi capiranno che qualcosa non va, no?
» postato da Mauro Appiani alle 22:58 del 27-10-2011
43 Una prima replica di siae: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10669
» postato da Zaroff alle 23:08 del 27-10-2011
44 «Una prima replica di siae: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10669» "La questione dei trailer e più in generale dei contenuti audiovisivi promozionali è stata trattata con l'AGIS e con l'ANICA, che rappresenta produttori e distributori, ovvero coloro che sono anche i proprietari originali dei trailer." Ah, be', se non ci arrivano nemmeno loro a capire l'autogol che si stanno facendo, non vedo cosa poter aggiungere...
» postato da Paolo7 alle 23:33 del 27-10-2011
45 Cmq, visto che la stessa SIAE parla di musica contenuta nei trailer, questa è inferiore al limite dei 45 secondi, nel senso che nei trailers, possono essere si inclusi, complessivamente, brani musicali per oltre 45 secondi, ma la durata dei singoli brani, che dovrebbero essere oggetto della SIAE, sono sempre inferiori ai 45 secondi. In sostanza non credo esista, all'interno di un trailer, un singolo brano di colonna sonora che duri, continuativamente, oltre 45 secondi. O sbaglio? Bye Phant
» postato da phant alle 00:58 del 28-10-2011
46 ««Una prima replica di siae: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10669» "La questione dei trailer e più in generale dei contenuti audiovisivi promozionali è stata trattata con l'AGIS e con l'ANICA, che rappresenta produttori e distributori, ovvero coloro che sono anche i proprietari originali dei trailer." Ah, be', se non ci arrivano nemmeno loro a capire l'autogol che si stanno facendo, non vedo cosa poter aggiungere...» Sono rimasto zitto in questi giorni perché non avevo niente da dire, se non parolacce. Però leggere questi comunicati e ravvisare in essi la mentalità decadente che circonda queste persone è smembrante. Ti lascia davvero senza parole. Senza nemmeno le parolacce. Stiamo parlando di trailer, santi numi! L'unica matrioska piccola che ne contiene una maggiore. È un amo per gli spettatori. È promozione: una delle forme più antiche. Il business delle major non ci sarebbe senza quello dei siti che contengono trailer, e viceversa. Sono patti commerciali indiretti. Io davvero non so che pensare di questa gente, se non che con la scusa di difendere un diritto battono cassa nella maniera più goffa che abbia mai visto dai tempi della tassa sui sopporti di massa. Ridicoli.
» postato da Sergio Donato alle 10:52 del 28-10-2011
47 Un po' come se volessi fare pubblicità gratis a qualche multinazionale, pure allegando fotografie (fatte da loro!!) e commenti leccaculosi, e mi venisse proibito... Data la potenza di alcune multinazionali, non sarebbe male gustarsi in tribunale MAJOR USA (Warner? 20th Century? Paramount? Disney? fate voi) VS SIAE (italia). Anche solo per vedere il precipitoso dietrofront...
» postato da Tobanis alle 10:57 del 28-10-2011
48 Non ho seguito la discussione da subito, non so se qualcuno l'ha già detto: io penso che quest'azione finisca inevitabilmente per danneggiare da un punto di vista pubblicitario/promozionale più i film indipendenti che le grandi produzioni, pensiamo in tempi passati a film low budget tipo "The Blair Witch Project" che sul tam tam in rete hanno fatto la loro fortuna o in tempi più recenti il Viral marketing fatto per "District 9" che ha saputo cmq far salire l'attesa per un film di un regista praticamente sconosciuto (anche se con il plauso di Jackson)... Le mega produzioni solitamente travalicano i confini della rete e fanno comunque una campagna pubblicitaria che coinvolge la televisione e la stampa, produzioni minori hanno ovviamente maggiori difficoltà ed internet da questo punto di vista le ha aiutate.
» postato da Micronaut alle 11:23 del 28-10-2011
49 Questi stralcio della comunicazione della SIAE poi mi fa morire di depressione: «Dov'è la sorpresa se un'impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all'uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell'argomento.» Da questo estratto si capisce che, secondo la SIAE, c'è gente che si mette a guardare i trailer sui siti con i pop-corn e ne trae godimento, senza sentire la necessità di andare al cinema o comprarsi un blu-ray. Certo che il sito ci guadagna! Ma ci guadagna anche il produttore! Perché non esiste un solo imbecille sulla Terra che guarda i trailer e BASTA. Se poi vogliono intendere che non tutti i trailer si tradurranno in spettatori al cinema, mi viene da rispondere che è la legge della domanda, dell'offerta e soprattutto, in questo caso, della qualità. Accidenti se sono arrabbiato!
» postato da Sergio Donato alle 11:51 del 28-10-2011
50 L'art. 70, della Legge sul Diritto d'Autore non stabilisce nessun limite di tempo ma indica solo "riproduzione di brani o parti di opera". Ovviamente non si può riprodurre tutta l'opera e come già detto, che un trailer sia possa considerare un opera a se stante e non un "brano o parti di opera" di un film (come in realtà è) è una cosa indimostrabile davanti ad un tribunale. Far passare questi "concetti" della SIAE e molto pericoloso, in quanto passati questi, loro si allargheranno su qualsiasi cosa. Per questo bisogna opporsi legalmente.
» postato da Short Stories alle 12:49 del 28-10-2011
51 Scusate una domanda ma se uno trasmette lo spot di un detersivo deve pagare i diritti all'autore dello spot e a quello della musica? Se sì (si!?) al regista o al committente?
» postato da Micronaut alle 13:07 del 28-10-2011
52 «Scusate una domanda ma se uno trasmette lo spot di un detersivo deve pagare i diritti all'autore dello spot e a quello della musica? Se sì (si!?) al regista o al committente?» Bisogna vedere se la musica è di proprietà del committente o questo ne ha comprato solo i diritti di riproduzione all'interno di uno spot. Se non ricordo male in Report usavano l'esempio della sigla di Onda Verde. L'autore è un impiegato Rai e quindi il pezzo è della Rai che non paga i diritti. Ma se per caso era di un esterno, allora per ogni passaggio all'autore sarebbe dovuto un compenso basato sul calcolo di quanto viene fatto sentire in primo piano e quanto come sottofondo. Seguendo la logica Siae e di alcune major, si dovrebbe pagare il diritto d'autore per tutto. Canti una canzone attorno al falò? paghi. Al compleanno del tuo bambino canti "Tanti auguri"? paghi. Poco, ma paghi. Una mia amica per un certo periodo aveva deciso di pagare la SIAE nel caso un cliente volesse usare il pianoforte che aveva nel suo locale. Da loro punto di vista perfino la foto che usi come sfondo è tassabile. Palomino
» postato da KVT Palomino alle 13:58 del 28-10-2011
53 S* hai visto l'articolo di oggi su PI? http://punto-informatico.it/3319948/PI/Interviste/trailer-risposte-della-siae.aspx «SIAE specifica, inoltre, che non basta neanche rimuovere i contenuti trovati in violazione: la licenza andrebbe chiesta prima, quindi chi ha già in passato pubblicato un trailer deve comunque pagare.» Hai la baionetta pronta?
» postato da Botolo alle 14:38 del 28-10-2011
54 Lega Nerd rimuove tutti i video dal suo sito per protesta contro la SIAE
» postato da (Fabio Cristi) alle 15:11 del 28-10-2011
55 NEWS!!! YouTube spiega la regolarità dei propri video a seguito delle accuse che la SIAE sta lanciando contro chi ospita trailer sui propri siti Web. Vedi: http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/
» postato da Short Stories alle 15:50 del 28-10-2011
56 «NEWS!!! YouTube spiega la regolarità dei propri video a seguito delle accuse che la SIAE sta lanciando contro chi ospita trailer sui propri siti Web. Vedi: http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/» Attenzione, però. Nell'intervista di PI alla signora Ercolani si legge questo: «PI: Si applica anche ai casi in cui un trailer non è caricato sui server del sito ma semplicemente embeddato da YouTube (considerate, insomma, una violazione di diritto d'autore anche indicare il video contenuto su un'altra piattaforma)? SE: Le modalità tecnologiche di comunicazione dei contenuti audiovisivi sono indifferenti. Per quanto riguarda la responsabilità per diritto d'autore risulta indifferente se ciò avviene attraverso embedding o inserimento nel sito o se il sito ospita direttamente il video nella propria banca dati. Questa responsabilità sussiste per ogni comunicazione di opere musicali, sia nell'ambito di un trailer embeddato sia in video caricato dagli utenti oppure mediante ritrasmissione attraverso il sito da una qualsiasi fonte esterna. »
» postato da Sergio Donato alle 16:23 del 28-10-2011
57 A questo indirizzo si possono trovare i contatti per l'Ufficio Multimedialità della SIAE: http://www.ndro.eu/attractions.html Caso mai qualcuno volesse avere spiegazioni più approfondite.
» postato da Sergio Donato alle 16:31 del 28-10-2011
58 Ragazzi il discorso è chiaro: il trailer costituisce un'opera intera? Beh, allora da oggi basta che guardiamo il trailer e non c'è bisogno di andare al cinema a vedere il film. Ben gli sta.
» postato da Recenso alle 17:01 del 28-10-2011
59 «http://punto-informatico.it/3319948/PI/Interviste/trailer-risposte-della-siae.aspx «SIAE specifica, inoltre, che non basta neanche rimuovere i contenuti trovati in violazione: la licenza andrebbe chiesta prima, quindi chi ha già in passato pubblicato un trailer deve comunque pagare.» » E' incredibile! Decidere, di punto in bianco, che un trailer e' un'opera intera e che ci si deve pagare i diritti d'autore e' decisamente un atto autolesionistico, ma posso anche prendere in considerazione l'ipotesi che sia lecito. Contestualmente chiedere di pagare per il pregresso... dal punto di vista morale mi sembra chiaramente intollerabile, ma voglio sperare che anche dal punto di vista legale sia insostenibile. Mi spiace solo che non posso iniziare lo sciopero del cinema: e da piu' di un anno che non ci vado. S*: tieni duro; non cedere a questa assurdita'.
» postato da A.B.Normal alle 17:31 del 28-10-2011
60 Dai che allora vi dico questa, alla festa all'aperto di mio figlio di 6 anni, non abbiamo potuto sentire musica perchè il bar vicino era preoccupato per la possibile visita della SIAE (siccome già gli era capitato). E non ci ha permesso l'allacciamento. Ora, di mestieri di merda ce ne saranno chissà quanti, da pulire il culo ai cavalli, a annusare ascelle pezzate, ma dare multe a un compleanno di bambini piccoli per evasi diritti SIAE, li batte tutti. Ecco che aveva ragione quel filosofo, che diceva che talvolta vorrebbe essere un cannibale, non tanto per divorare alcuni simili, ma per poterli poi vomitare. Al compleanno il mio disprezzo era tale. Non dovrei meravigliarmi dunque per quest'ultima troiata con bollino SIAE.
» postato da Tobanis alle 17:37 del 28-10-2011
61 « non è esattamente così. per trasmettere la radio nel negozio io devo pagare la SIAE e la SCF www.scfitalia.it » No Jabba, la SCF non è una concorrente della SIAE, è un'altra società che gestisce altri diritti. Se sottostai a queste cose, preparati a ricevere visite dei rappresentanti degli autori dei testi, dei musicisti, dei microfonisti e chiunque altro. Mi raccontavano anche di un'associazione di operatori del settore dell'operetta che chiede decine di migliaia di euro a chi tiene un televisore acceso in un luogo pubblico perché c'è la remota possibilità che possano trasmette brani d'opera. S*
» postato da S* alle 19:02 del 28-10-2011
62 Ma perché se il trailer è sotto forma di banner pubblicitario non deve pagare i diritti? No, vorrei capire perché così ci tuffiamo tutti a pescare quelli
» postato da Recenso alle 22:39 del 28-10-2011
63 SIAE è da abolire.
» postato da (Antonio xxx) alle 22:40 del 28-10-2011
64 Non è che con questo si abolisca la SIAE, ma sicuramente è rilevante ai fini del rilievo mediatico, Quindi FIRMATE!
http://www.firmiamo.it/aboliamo-la-siae
» postato da Short Stories alle 23:10 del 28-10-2011
65 « "Per ora la SIAE non sta monitorando gli account personali dei social network, ma dice Ercolani che anche quelli, come qualsiasi altro sito, sono soggetti al pagamento dei diritti d'autore e prima o poi verranno regolarizzati. Molti account di personaggi pubblici e pagine aziendali avrebbero già sottoscritto la licenza SIAE." » Noi siamo la SIAE. La vostra vita digitale come la conoscevate è finita. I vostri account verranno regolarizzati, i vostri video monetizzati e i vostri contanti assimilati. La resistenza è inutile.
» postato da AKKA alle 11:05 del 29-10-2011
66 L'ennesimo autogol di mostro burocratico di stampo medievale. Poveretti....non hanno capito proprio nulla.
» postato da Dreamax65 alle 13:59 del 29-10-2011
67 Da Il Centro di oggi, 29/10/2011. "Una regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali, per cui se una musica viene utilizzata l'autore di quella musica ha diritto ad un compenso." Non ci sono scappatoie. -parola di SIAE. Unicuique suum (Ulpiano, Digesto, 1,10,1) ovvero a ciascuno va dato quanto gli è dovuto. Siamo d'accordo. Tuttavia, in tutte le cose c'è una misura, vi sono confini e porsi al di qua o al di là di essi può essere ingiusto; è essenziale seguire un principio di moderazione e di equilibrio che rispetti gli interessi di tutte le parti in causa. Nel caso di specie, però, la SIAE è "Cicero pro domo sua" (Cicerone) nel senso che si batte egoisticamente solo per difendere il proprio interesse e non certo quello degli Autori o dei fruitori che da tutto ciò risultano, evidentemente, danneggiati. Vale!
» postato da FRINIA alle 15:54 del 29-10-2011
68 «NEWS!!! YouTube spiega la regolarità dei propri video a seguito delle accuse che la SIAE sta lanciando contro chi ospita trailer sui propri siti Web. Vedi: http://www.webnews.it/2011/10/28/trailer-affair-youtube-garante-embed/» Domandina: Se una mia opera è protetta su Youtube dalla SIAE (nel senso che non mi vengono ha chiedere i soldi), nel caso venga usata da un network per qualche trasmissione, potrei chiedere i diritti d'autore? Il fatto che non sono iscritto mi impedirebbe di fare tale richiesta, sospetto. Ma potrebbe farlo Youtube, soprattutto se fosse materiale originale? Ma probabilmente da qualche parte del regolamento del sito c'è una norma che permette l'uso del materiale caricato che non sia sotto copyright. Palomino.
» postato da KVT Palomino alle 22:48 del 29-10-2011
69 «Domandina: Se una mia opera è protetta su Youtube dalla SIAE (nel senso che non mi vengono ha chiedere i soldi), nel caso venga usata da un network per qualche trasmissione, potrei chiedere i diritti d'autore? Il fatto che non sono iscritto mi impedirebbe di fare tale richiesta, sospetto. Ma potrebbe farlo Youtube, soprattutto se fosse materiale originale? Ma probabilmente da qualche parte del regolamento del sito c'è una norma che permette l'uso del materiale caricato che non sia sotto copyright. Palomino.» Se una cosa non è sotto copyright, cioè è creative commons o public domain, chiunque può usarla e tu non puoi chiedere niente. Se l'hai fatta tu e non hai dichiarato che l'uso è libero nessuno può usarla senza autorizzazione. Se lo fa gliele puoi chiedere conto, che tu sia o meno iscritto alla SIAE. YouTube non ha nessun titolo né interesse ad agire in vece tua, devi cavartela da solo. S*
» postato da S* alle 22:55 del 29-10-2011
70 « ... Unicuique suum (Ulpiano, Digesto, 1,10,1) ovvero a ciascuno va dato quanto gli è dovuto. Siamo d'accordo. ...» Quanto la SIAE ritiene che gli sia dovuto, perché un autore dovrebbe poter decidere se avere oppure dare a scopo promozionale Un discorso è evitare l'abuso: altrimenti ognuno si fa le pubblilicità con le musiche di altri, un discorso è se io produco apposta qualcosa per promuovermi (o sono pagato per farlo) e ho l'interesse a distribuirlo il più possibile. Credo che qualsiasi economista (o la semplice realtà) dimostri che le esclusive sono buone solo sul breve periodo, poi risultano negative in fatto di vendite « Domandina: Se una mia opera è protetta su Youtube dalla SIAE (nel senso che non mi vengono ha chiedere i soldi), nel caso venga usata da un network per qualche trasmissione, potrei chiedere i diritti d'autore? Il fatto che non sono iscritto mi impedirebbe di fare tale richiesta, sospetto. ...» La SIAE ha 800 milioni di euro di insolvenza verso gli autori e il 65% degli autori iscritti paga più di quanto riceve in diritti (se arrivassero i soldi) In realtà è davvero una struttura solo per alimenatre sé stessa... come leva obbligatoria serviva nei decenni scorsi unicamente a giustificare lo stupendio di uno stuolo di ufficiali
» postato da Otrebla alle 23:03 del 29-10-2011
71 Mi sembra oltre tutto che sfugga un punto fondamentale: quando la SIAE chiede i 1800 euro per tenere i trailer su un sito quei soldi se li intasca la SIAE, non gli autori delle musiche del trailer. Altrimenti sarebbe necessario che ciascun sito compilasse l'equivalente dei music cue-sheet, ovvero segnalasse esattamente quali trailer ha pubblicato, per quanto tempo, quali sono gli autori le cui musiche erano presenti su quel trailer, in modo che la SIAE possa verificare se sono suoi iscritti a dargli i soldi. Naturalmente la SIAE non ha chiesto nulla di tutto ciò, si accontenta dei 1800 euro che, non sapendo come distribuire, si tiene per sè. E questo è vero in moltissimi altri casi: se io pago la SIAE per tenere una radio accesa nel mio negozio dovrei anche dirgli quale canale ho ascoltato in che orari, quali brani musicali sono stati trasmessi, etc... Invece basta pagare ed è tutto OK. Ma allora dov'è la tutela degli autori e degli ediori? Qui mi sembra che di tutelata ci sia solo la SIAE. Saluti, Maab
» postato da Maab alle 11:58 del 30-10-2011
72 «Mi sembra oltre tutto che sfugga un punto fondamentale: quando la SIAE chiede i 1800 euro per tenere i trailer su un sito quei soldi se li intasca la SIAE, non gli autori delle musiche del trailer. Altrimenti sarebbe necessario che ciascun sito compilasse l'equivalente dei music cue-sheet» Non è proprio così; la SIAE ripartisce gli utili in base a suoi sistemi di calcolo. In linea teorica: tu artista vali l'1% del mercato, loro ti danno l'1% degli introiti raccolti in modo indiscriminato. Questo metodo è ovviamente molto impopolare, soprattutto tra gli artisti che valgolo percentuali ridotti (la stragrande maggioranza) ai quali arriva poco se non addirittura meno di quello che pagano per essere iscritti. S*
» postato da S* alle 12:07 del 30-10-2011
73 «Non è proprio così; la SIAE ripartisce gli utili in base a suoi sistemi di calcolo. In linea teorica: tu artista vali l'1% del mercato, loro ti danno l'1% degli introiti raccolti in modo indiscriminato. » Urka, non lo sapevo. Questo si che è un sistema equo. Più soldi hai e più te ne diamo. Bah... Saluti, Maab
» postato da Maab alle 16:50 del 31-10-2011
74 « La SIAE ha 800 milioni di euro di insolvenza verso gli autori e il 65% degli autori iscritti paga più di quanto riceve in diritti (se arrivassero i soldi) In realtà è davvero una struttura solo per alimenatre sé stessa... come leva obbligatoria serviva nei decenni scorsi unicamente a giustificare lo stupendio di uno stuolo di ufficiali» Ma come fa la SIAE ad essere insolvente? Quali costi dovra' mai sostenere? Ciao, Davide
» postato da Davide Siccardi alle 20:00 del 31-10-2011
75 secondo il collegio dei revisori il bilancio della siae del 2007 presenta un costo del personale pari al 43% e costi per servizi del 34%.
a tal fine il collegio dei revisori "consiglia alla siae":
1 - eliminazione del contributo straordinario del fondo pensioni
2 - contenimento del costo del personale aumentato del 12% in 5 anni, costo del personale lievitato a causa mancato turnover
3 - far lavorare i propri dipendenti senza dover esternalizzare l'inserimento dati
4 - vendere immobili non strumentali.
i costi della siae sono aumentati del 13% a fronte di un aumento degli introiti del 2%.
L'equilibrio contabile si è raggiunto grazie alla lievitazione dei proventi finanziari!
i dati si trovano sul sito della siae.
in poche parole, la siae incassa soldi, li mette da parte per il futuro pensionistico ordinario e straordinario dei propri dipendenti vecchi.
e la loro sopravvivenza deriva dagli interessi che prendono dagli investimenti finanziari (delle loro somme messe da parte)
lettura molto di parte ![]()
» postato da Jabbafar alle 07:54 del 01-11-2011
76 «
3 - far lavorare i propri dipendenti senza dover esternalizzare l'inserimento dati
»
di solito una frase del genere nasconde due cose: la prima sono pause caffé molto lunghe, la seconda è che si subappalta ad amici qualche lavoro
così si raddoppiano i costi ![]()
» postato da Otrebla alle 10:54 del 01-11-2011
77 E non essendoci concorrenza ed essendoci il capo di governo che incamera diritti .... Palomino.
» postato da KVT Palomino alle 17:38 del 01-11-2011
78 In genere è chi accusa che deve fornire le prove: la SIAE dovrebbe, per ogni sito da cui pretende la gabella, avere già stilato per conto suo l'elenco dei trailer contenenti le musiche degli autori iscritti alla SIAE che, secondo lei, erano sul sito in questione, oltre a documenti legali che dimostrino che quei trailer erano davvero su quel sito. E' la SIAE che deve dimostrare legalmente che i siti erano in difetto, non basta dire "Trailer" per rendere tutti colpevoli Io la vedo dura per la SIAE. Sta invitando i siti a regolarizzarsi perché, dice, li aiuta, ma sarà proprio così o perché sa che intraprendere una causa sarebbe costoso (con l'ammanco che ha già) e l'esito imprevedibile quando si parla di internet?
» postato da Recenso alle 02:43 del 02-11-2011
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1 Suggerisco una forma di protesta: continuate a postare i Trailer come al solito... MA ELIMINANDO LA TRACCIA AUDIO. Il testo delle battute degli attori può essere trascritto e inserito sotto il video in maniera da completarlo. Ovviamente non è una soluzione, solo una provocazione...
» postato da (Giulio ) alle 01:15 del 27-10-2011