Oltre a intrattenere generazioni di lettori, queste opere hanno anticipato dinamiche tecnologiche e sociali che oggi consideriamo acquisite. Pensiamo alla dematerializzazione dei luoghi fisici o alla nascita di ambienti interattivi digitali gestiti da algoritmi complessi; una transizione che oggi caratterizza l'intrattenimento su Internet, inclusi i moderni tavoli in streaming di un casino live o le complesse simulazioni grafiche dei videogiochi. Ecco i cinque romanzi di fantascienza più venduti di sempre.

1984 di George Orwell

Il capolavoro di George Orwell del 1949 è un romanzo distopico che continua a essere citato spessissimo oggi da politici, giornalisti, operatori di ogni settore perché in quello che descrive possiamo ritrovare una parte della nostra società. Il Grande Fratello è espressione comunissima oggi e in 1984 indica il dittatore onnipresente e invisibile di uno stato totalitario che vuole controllare tutto, comprese le menti e i sentimenti dei suoi sudditi. Riscrive continuamente la storia e perfino la lingua piegandole alle sue esigenze. La sorveglianza costante è la manipolazione della realtà descritte da Orwell attraverso la sua opera di fantascienza sono in realtà concetti spaventosamente attuali nella nostra società sempre connessa. Oltre 30 milioni di copie si stima siano state vendute.

Dune di Frank Herbert

Il romanzo di fantascienza epica Dune di Frank Herbert più famoso e venduto (oltre 20 milioni di copie) è quello pubblicato nel 1965, ma si tratta in realtà di una serie che comprende altri cinque libri pubblicati fino al 1985 più numerosi altri pubblicati negli anni seguenti, scritti dal figlio Brian e da Kevin Anderson in parte sulla base degli appunti di Frank Herbert. Sull’inospitale pianeta Arrakis, o Dune, è prodotta la Spezia, l’unica sostanza che permette i viaggi interstellari e che pertanto risulta fondamentale per l’economia dell’intera galassia. Tutti gli eventi narrati avvengono in un futuro lontanissimo e si susseguono per migliaia di anni, dando vita a un romanzo molto complesso nella sua costruzione che ha influenzato come pochi altri il genere fantascientifico non solo letterario ma anche cinematografico.

Fondazione di Isaac Asimov

Fondazione di Isaac Asimov nasce come una serie di racconti che furono scritti a partire dal 1942 e poi pubblicati nel 1951 nella cosiddetta Trilogia della Fondazione a cui seguirono altri quattro romanzi, l’ultimo dei quali è stato pubblicato nel 1993. Viene descritto il crollo dell'Impero Galattico, ispirato per stessa ammissione di Asimov a quello dell’Impero Romano d’Occidente, e il tentativo dello scienziato Hari Seldon di attenuare le conseguenze drammatiche del periodo di barbarie che sarebbe seguito come lui stesso aveva previsto grazie a una scienza statistica chiamata psicostoria. Vengono gettate le basi della nascita di una Fondazione per preservare il sapere universale e quindi di un nuovo Impero con migliaia di anni di anticipo. In Fondazioni non si parla tanto di alieni o di battaglie intergalattiche ma di politica, diplomazia, religione: tutti temi assolutamente conosciuti all’epoca dello scrittore così come oggi. Questa costante ricerca di logica e algoritmi predittivi si riflette anche nell'evoluzione del web moderno; non è un caso, per esempio, che oggi le piattaforme dedicate ai giochi d’azzardo in Italia o i software finanziari utilizzino evoluti calcoli probabilistici per garantire ambienti sicuri e perfettamente bilanciati, riprendendo quell'ideale asimoviano di ordine matematico applicato ai sistemi digitali.

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams

Questo romanzo del 1979 da oltre 15 milioni di copie nasce come serie radiofonica dello stesso autore che diventa poi anche serie tv, film, videogioco. Considerato il capolavoro della fantascienza umoristica, racconta del progetto di demolizione della Terra per fare spazio a una circonvallazione iperspaziale. È così che cominciano le avventure dei due protagonisti in fuga, il terrestre Arthur Dent e l'alieno Ford Prefect, che si imbattono in personaggi surreali come robot depressi, presidenti di galassie, specie aliene di ogni tipo, ma affronta anche temi come il senso della vita che si scopre essere… 42.

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

In questo classico distopico del 1953 da oltre 10 milioni di copie, Bradbury immagina un futuro non lontano in cui la lettura è severamente vietata e il compito dei vigili del fuoco non è spegnere gli incendi, ma bruciare i libri alla temperatura di 451 gradi Fahrenheit. Conosciuto in Italia anche come Gli anni della fenice, è un romanzo sulla propaganda, l’autoritarismo e la censura. Il protagonista del libro si chiama Guy Montag ed è proprio uno dei pompieri, la cui disillusione lo porta però a salvare un libro che parla di libertà di espressione e di pensiero e di lotta all'omologazione di massa. Montag approfondisce così le ragioni di chi è disposto a perdere tutto pur di salvare i libri e finisce aiutando attivamente le persone oppresse fino a uccidere col lanciafiamme il suo capo.