Ok, diciamo che in linea generale le persone che si occupano o scrivono di fantascienza non sono tra le più normali in assoluto. Riconosciamolo, ne facciamo parte.
La storia di F. Gwynplaine MacIntyre però supera ogni limite. Ne parla Annalee Newitz in un articolo su Gizmodo di un po' di anni fa che ci è capitato sott'occhio per caso.
F. Gwynplaine MacIntyre, la F dovrebbe stare per “Fergus”, è stato uno scrittore di fantascienza, non famosissimo ma con un certo seguito. Un paio di suoi racconti sono stati tradotti anche in Italia. Scriveva una fantascienza brillante, umoristica. È stato anche autore di un racconto steampunk pionieristico, The Woman Between The Worlds, e di numerosi racconti per riviste come Analog, Interzone, Weird Tales e Asimov’s.
Newitz riprende un articolo sul New York Times dedicato alla vita di questo scrittore caustico, noto nei forum dei fan come “Froggy”. Appassionato di neologismi, MacIntyre è stato persino citato da William Safire nella sua rubrica «About Language». E pare che MacIntyre sia stato anche un ghostwriter per alcune parti del romanzo di Jerzy Kosinski Pinball. Ha inoltre svolto lavori su commissione, scrivendo un romanzo della serie Tom Swift sotto pseudonimo.
Attenzione però, per MacIntyre gli pseudonimi non erano solo nomi d’arte: erano un vero e proprio stile di vita, un'ossessione. Fanatico della privacy, utilizzava diversi nomi per sé stesso, non solo quando scriveva ma anche nei documenti, sui moduli fiscali, sulla carta d’identità e nei suoi vari progetti di scrittura. Al punto che, ancora oggi, non c'è certezza su quale fosse il suo vero nome.
Raccontava storie di ogni genere sulla sua vita, sostenendo di essere nato in Scozia ma di essere stato mandato in un orfanotrofio in Australia per lavorare. Storia che avrebbe anche potuto essere vera, perché effettivmente esistevano programmi per mandare bambini indigenti dal Regno Unito in Australia durante l’infanzia di MacIntyre. McIntyre diceva di disprezzare la sua famiglia e i vicini affermavano di sentirlo urlare contro sua madre a tarda notte, accusandola di avergli rovinato la vita.
Era un accumulatore compulsivo, che riempiva il suo appartamento di strati di libri, riviste, manoscritti, fotografie e lettere di rifiuto.
Corey Kilgannon del Times scrive:
Newitz riporta che gli amici scrittori lo conoscevano come un bon vivant di mondo dotato di un umorismo caustico. Era in corrispondenza con molti personaggi del mondo letterario e condivideva fotografie di se stesso in posa con loro a Oxford e in altri scenari suggestivi durante le sue avventure europee.
Froggy si presentava sempre come un membro di un club inglese, un eccentrico che avrebbe potuto essere un viaggiatore del tempo proveniente dal XIX secolo
, ha detto il signor Schweitzer, suo amico e agente. Incontrava sempre qualcuno di famoso in qualche angolo remoto del mondo – Madre Teresa, Idi Amin – e non si poteva né confermare né smentire nulla di tutto ciò
.
Le sue opere erano pungenti ma spesso sciocche, e si diceva che Isaac Asimov fosse affezionato alla sua raccolta di versi intitolata MacIntyre’s Improbable Bestiary. Ma MacIntyre era tormentato da molto tempo.
La storia più truce che lo riguarda era avvenuta nel 2000, quando fu incriminato per il rapimento e la tortura di un vicino. Kilgannon scrive:
La storia più sordida che i vicini raccontavano sul signor MacIntyre riguardava Helene Lapointe, che viveva dall’altra parte del corridoio e alla quale il signor MacIntyre pagava per portare fuori i sacchi della spazzatura. Il 10 settembre 2000, secondo la signora Lapointe, il signor MacIntyre la afferrò, la legò con del nastro adesivo a una sedia e iniziò a torturarla e a minacciarla di morte.
«Mi ha spogliata, mi ha rasato la testa a zero e poi mi ha spruzzato della vernice nera su tutto il corpo», ha raccontato la signora Lapointe, che è riuscita a liberarsi ed è corsa a casa di un’amica.
Il signor MacIntyre è stato arrestato e alla fine si è dichiarato colpevole di aggressione di terzo grado, hanno riferito i pubblici ministeri di Brooklyn. La signora Lapointe, che ora ha 55 anni, si è trasferita immediatamente; è tornata nel palazzo dopo aver saputo dell’incendio mortale. Fissando quel cumulo di macerie carbonizzate, ha detto piangendo: «È quello che si merita, per quello che mi ha fatto».
Nel romanzo di MacIntyre, The Woman Between The Worlds, una donna invisibile chiede al protagonista di tatuarle tutto il corpo in modo da poter diventare visibile. Il ricordo di Lapointe della verniciatura con lo spray sembra una terrificante eco di qualcosa che l’autore aveva inizialmente immaginato nella finzione.
Sebbene MacIntyre cercasse di mostrare ai suoi amici della comunità dei fan una personalità gioviale e da uomo di mondo, c’era sempre qualcosa di oscuro in questa sua immagine romanzata. Spesso sosteneva di essere deforme e diceva di dover indossare i guanti a causa di un qualche problema alle mani. A volte diceva che le sue dita fossero palmate; altre volte accennava semplicemente a una «orribile malattia della pelle». Si lamentava anche di soffrire di sinestesia. Online, sosteneva di essersi sposato più di una volta e di avere figli.
Nel giugno del 2010 McIntyre ha dato fuoco alla sua collezione di libri e riviste per suicidarsi col fuoco. Quando il suo corpo è stato ritrovato, la polizia non è riuscita a rintracciare alcun parente – figli o altro. In realtà, nessuno è nemmeno sicuro di quale potesse essere il suo nome di battesimo.
C’è una cosa su cui tutti i suoi amici concordano: la sua morte è stata strana quanto la sua vita, e ha orchestrato i suoi ultimi giorni come se stesse scrivendo uno dei suoi racconti cupi e rabbiosi.






