Robot 62, numero tutto canadese

Tre racconti e uno speciale per dimostrare che la fantascienza canadese c'è e conta più di quanto ci si aspetti. E poi, il grande ritorno di Vittorio Curtoni.

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La grande notizia di questo numero di Robot è lui: Vittorio Curtoni dopo le tante traversie di salute che lui stesso ha raccontato nei suoi editoriali torna a occupare il palcoscenico con un nuovo racconto, inedito, scritto nei primi mesi del 2011. Ed è solo l'inizio: altri racconti sono in lavorazione, tanto che è già annunciata per settembre una nuova antologia personale, la terza dopo Retrofuturo (Shake) e Ciao Futuro (Urania). Uscirà in Odissea Fantascienza e si intitolerà probabilmente Bianco su Nero.

Il numero 62 di Robot è per la prima volta un po' uno speciale, quasi monotematico. L'argomento è il Canada: questa grande nazione di cui si parla molto poco, spesso senza rendersi conto che molti autori, protagonisti o produzioni che per default classifichiamo come "americane" vengono in realtà dalla porzione più settentrionale del continente americano.

Scrittori come A.E. Van Vogt o William Gibson, attori come William Shatner, serie tv come Andromeda, Blood Ties, Regenesis, vanno ad arricchire il parco già cospicuo di autori e prodotti la cui origine è decisamente più evidente. Come i tra grandi autori che ospita questo numero, l'acclamato Robert J. Sawyer, uno degli autori di science fiction più popolari, qui presente con un bellissimo racconto seguito di Furto d'identità;;, Tanya Huff, che ambienta le storie dei suoi vampiri a Toronto e che qui ci offre un racconto di fantascienza; entrambi li incontreremo di persona a giugno all'Italcon a Milano. E Peter Watts, vincitore del Premio Hugo col racconto L'isola, che ha persino avuto guai al confine con gli USA.

Ma soprattutto c'è il lungo e appassionato saggio sulla fantascienza canadese di Salvatore Proietti, che in Canada ha vissuto per un periodo e che non ha cessato di amare quella fredda ma affascinante terra lontana.

Per il cinema l'intervista è con Zach Snyder, di cui esce in questi giorni in Italia Sucker Punch. Giuseppe Lippi invece intervista due editori che provengono in modi diversi dall'amatorialità: Andrea Vaccaro di Hypnos e Silvio Sosio di Delos Books.

La splendida illustrazione di copertina è di Brian Despain.

Robot 62, Delos Books, 192 pagine, 9,90 euro.

 

Autore: Angelo Rossi - Data: 25 marzo 2011

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Commenti

1 Direi che è il momento di ordinarlo e recuperare anche il paio di numeri che mi mancano. (non sapevo Shatner fosse Canadese :o )

» postato da Lord of Chaos alle 04:40 del 25-03-2011

2 «Direi che è il momento di ordinarlo e recuperare anche il paio di numeri che mi mancano. (non sapevo Shatner fosse Canadese :o (modo documentario di guerra sulle quinte colonne ON) Sono decenni che i canadesi zitti,zitti si infiltrano negli USA. Dan Aykroyd ? E' un canuck! John Candy? Era un canuck! Nelly Furtado? Pure lei è canuck! Justin Bieber? Pure lui un canadese (anche se sembra più una canadese). Jim Carrey! Pure lui un infiltrato canuck! Michael Cera? Idem. Nicole De boer? Pure lei (e come Shatner ha infiltrato Star Trek). Michael J. Fox? Pure marty McFly è un canuck. Brendan Fraser? 'Sti canuck infiltrano Hollywood come le piattole, peggio dei comunisti negli anni '50. Glenn Ford? Uno con un nome stelle-striscie come Ford? Invece si, pure lui. Tricia Helfer? Oltre a fare la cylon infiltrata e' una vera infiltrata canuck. Leslie Nielsen? Era canuck pure lui. Grace Park? Pure lei, i cylon sono stati infiltrati in massa dagli infiltrati canuck! Alexander Graham Bell? Canuck pure lui (si, proprio quello della disputa con Meucci sull'invenzione del telefono). Quindi occhio! Se ad un simpatico americano di vostra conoscenza ogni tanto sfugge di terminare le frasi con "Eh!" oppure è inspiegabilmente appassionato di Hockey anche se dice di essere della florida, potrebbe essere un infiltrato canuck! Quindi state all' occhio, eh? :wink: (modo documentario di guerra sulle quinte colonne OFF)

» postato da L.MCH alle 05:50 del 25-03-2011

3 Be', i telefilm recenti sono stracolmi di canadesi anche perché li girano in Canada. Già dai tempi di SG1 (due su quattro, Shanks e Tapping). In BSG: Grace Park mi risulta americana, come pure Olmos, McDonnell, Sackhoff, Trucco, Hatch, Stockwell Sono canadesi Helfer, Hogan (Tigh), Douglas (capo Tyrol), Penikett, Juliani (Gaeta), Sharma (Tory), Vernon (Hellen), Bennett (Doral) Bamber, Callis, Rennie (Leoben) sono UK. McClure è sudafricana. Lucy "Xena" Lawless ovviamente è neozelandese. S*

» postato da S* alle 08:18 del 25-03-2011

4 Avete allegato una confezione di sciroppo d'acero?

» postato da Anacho alle 08:52 del 25-03-2011

5 «Avete allegato una confezione di sciroppo d'acero?» Ehi, questa è un'idea, all'Italcon potremmo fare i pancakes. S*

» postato da S* alle 10:17 del 25-03-2011

6 « Grace Park mi risulta americana» http://en.wikipedia.org/wiki/Grace_Park_%28actress%29 "Born Jee Un Park in Los Angeles, California to Korean-American parents, Park and her family moved to Canada when she was 22 months old. She was raised in the Vancouver neighbourhood of Kerrisdale." E' stata riprogrammata dai canadesi quando era piccola, sono suuubdolii 'sti canadesi. :twisted: :lol:

» postato da L.MCH alle 21:52 del 25-03-2011

7 «« Grace Park mi risulta americana» http://en.wikipedia.org/wiki/Grace_Park_%28actress%29 "Born Jee Un Park in Los Angeles, California to Korean-American parents, Park and her family moved to Canada when she was 22 months old. She was raised in the Vancouver neighbourhood of Kerrisdale." E' stata riprogrammata dai canadesi quando era piccola, sono suuubdolii 'sti canadesi. :twisted: :lol:» Ah ecco, allora sì, te la dò buona :-) S*

» postato da S* alle 22:53 del 25-03-2011

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