L'X-File del volo AF 447

Leggendo e ascoltando le notizie relative alla scomparsa dell’Airbus Air France 447 in volo da Rio De Janeiro a Parigi si ha l’impressione di trovarsi in un episodio di X-Files o di Lost.

Dove è finito il volo AF 447?

Leggendo e ascoltando le notizie relative alla scomparsa dell’Airbus Air France 447 in volo da Rio De Janeiro a Parigi si ha l’impressione di trovarsi in un episodio di X-Files o di Lost.

Un incubo da cui, nonostante tutto, non riusciamo a svegliarci che ci commuove e ci preoccupa fortemente come esseri umani e come cittadini di un mondo che si trova, forse, per la prima volta senza risposte adeguate all’intelligenza e all’evoluzione tecnica e culturale dell’epoca in cui viviamo.

Decine di esperti chiamati a spiegare quello che può essere successo, infatti, suggeriscono la peraltro fastidiosa idea che Fox Mulder avesse ragione quando diceva alla sua collega Dana Scully ‘Trust No One’, ovvero ‘Non fidarti di nessuno’, nella serie X-Files creata da Chris Carter.

L’enigma rispetto a quello che è accaduto domenica notte è ancora irrisolto e le domande restano tutte aperte e senza risposta.

 

Essere scettici rispetto alla presenza degli UFO sul nostro pianeta è qualcosa di abbastanza consueto, eppure, a sentire i presunti esperti e investigatori chiamati in causa dai telegiornali di tutto il mondo, la spiegazione di una ‘Alien abudction’ ovvero di un rapimento alieno o di una distorsione spazio temporale che avrebbe proiettato il volo (speriamo intatto) in un’altra dimensione, rimangono spiegazioni, forse, più fantasiose e inattendibili, ma sicuramente più ‘probabili’ rispetto a quello che sentiamo dire in Tv.

Sono molti, infatti, gli elementi che suggeriscono l’idea di una sorta di “Conspiracy theory”, ovvero di una ‘teoria del complotto’ messo in atto da qualcuno per nascondere qualcosa che non è dato sapere, ma che, forse, non è così impossibile provare ad immaginare.

 

Da un lato, il fatto che nonostante sia quasi una settimana che l’aereo è scomparso dai radar (senza lanciare un mayday, ovvero una distress call, una richiesta di aiuto) tutti in molti si affannano a dare spiegazioni sinceramente poco plausibili senza un riscontro oggettivo.

Dall'altro il Brasile esclude l’esplosione in volo dovuta a una bomba. Il governo brasiliano, lo stesso che peraltro ha pensato che detriti di legno potessero fare parte della dotazione di bordo di un aereo costruito nel ventunesimo secolo, ha immediatamente affermato che era impossibile si trattasse di una bomba.

Su che basi non si sa, ma il perché, invece, è facile intuirlo: una possibile ripercussione sul turismo nel paese latino americano sarebbe, infatti, immediata, così come un’inchiesta sulla sicurezza dello scalo di Rio De Janeiro da dove l’aereo è decollato.

 

Ma andiamo con ordine: lunedì sera e per tutto martedì abbiamo sentito parlare di una tempesta di fulmini come causa principale del presunto disastro.

Il 95% dei piloti interpellati ha, però, detto che è normale essere colpiti dai fulmini mentre si vola e che questo non dovrebbe creare particolari danni a un aereo modernissimo e supersicuro al punto da avere tre impianti elettrici indipendenti.

Poi si è parlato di ‘cedimento strutturale’ dovuto al maltempo e a correnti ascensionali fortissime. Sta di fatto, però, che almeno altri sei aerei hanno attraversato le medesime condizioni atmosferiche e nessuno ha riportato danni più o meno gravi o segnalato particolari problemi.

Adesso, come capita sempre negli incidenti di cui non c’è spiegazione, si dà la colpa al pur espertissimo pilota che avrebbe affrontato la tempesta a massima velocità a causa della mancanza di un presunto nuovo sensore il cui acquisto era stato 'raccomandato' da Airbus..

Anche qui non ci sono basi per questa affermazione, perché nessuno sa cosa è accaduto sull’aereo nelle ore precedenti alla sua sparizione.

 

Nel frattempo i Francesi hanno fatto partire un sommergibile nucleare con un sonar molto sensibile per ritrovare la scatola nera. Peccato che oltre alla scatola nera, manchi tutto il resto dell’aereo e che, in un certo senso, è come se ci si apprestasse a fare una sorta di autopsia senza, malauguratamente, avere alcun cadavere a disposizione.

Sono moltissimi gli elementi che non tornano e questo non solo in nome del buon senso, ma anche perché noi Italiani conviviamo ancora oggi con lo spettro di quel mistero tragico di Ustica per cui non sono stati ancora rinviati a giudizio i veri responsabili.

 

Il presunto cover up della nostra aereonautica, come spesso capita in Italia, abbastanza maldestro e plateale ha, in ogni caso, innescato una serie di indagini giornalistiche per cui la tesi più accreditata a spiegare lo scenario di guerra sul Mediterraneo nella notte di giugno di quasi trenta anni fa, riguarda il possibile abbattimento del DC 9 Itavia da parte di un caccia Mirage francese partito per colpire in volo, invece, l’aereo dove volava il colonnello Gheddafi. Con il caso del AF 447 ci sono una serie di analogie: da un lato l’immediato spegnersi di tutte le comunicazioni dall’aereo verso la base (una situazione notata anche dal giudice del caso Ustica, Rosario Priore), dall’altro l’assenza dello sguardo dei radar.

Tra Brasile e Senegal, dove — sorpresa, sorpresa — l’esercito francese ha una sua base, i radar sono del tutto assenti. D'altronde la Guiana francese è una base militare per esperimenti aerospaziali e, forse, test nucleari.

Va notato che anche per Ustica si era parlato immediatamente di ‘cedimento strutturale’…

 

Cosa è successo la notte di domenica scorsa, purtroppo, forse, davvero nessuno lo sa, ma ci sono una serie di domande aperte: è possibile che un aereo grande un palazzo di diversi piani, scompaia in mare senza lasciare alcuna traccia?

Qualsiasi cosa sia accaduta è immaginabile che i piloti non abbiamo avuto il tempo di lanciare un messaggio di SOS?

E, ancora, come può succedere che le tante navi presenti nella zona poche ore dopo il disastro, gli aerei radar e perfino i satelliti del Pentagono non riescano a trovare nulla?

Ieri, finalmente, l'esercito brasiliano ha annunciato, senza particolare entusiasmo, di avere ripescato due corpi di uomini, con due valigie in mezzo a 'qualche' detrito. Sarà, finalmente, la prova che tutti, purtroppo attendiamo?

Un Ministro brasiliano, alcuni giorni fa, con un tatto che rende perfino le tragicomiche vicende italiane più eleganti e meno trucide, ha insistito sul fatto che i corpi dei passeggeri potrebbero essere stati mangiati dagli squali!!! Per quello che ne sappiamo, squali dotati di apriscatole visto che dell’aereo in quel momento non vi era alcuna traccia, così come ancora adesso non è chiaro se l'aereo abbia avuto un impatto sull’Oceano o sia ammarato in tempesta.

Affermazioni semplicemente vergognose: perfino delle sporcizie di pescherecci sono state scambiate per il kerosene fuoriuscito dal presunto relitto di un aereo su cui non funzionava nulla.

Nemmeno le luci di posizione in acqua!

Ora, ci troviamo davanti a tre ipotesi: o è successo qualcosa che scopriremo nelle prossime ore in tutto il suo orrore, o è accaduto qualcos’altro che risulta inspiegabile per leggi della fisica così come la conosciamo oggi.

Oppure ancora, tesi per cui è più facile propendere, di questi tempi, c’è forse un complotto per nascondere quello che è realmente accaduto?

Sappiamo come tutte le compagnie coinvolte in disastri risentono di questi al punto di fallire, ebbene Airbus è una delle società francesi più importanti. È possibile che il governo voglia proteggere determinati interessi? È presumibile che ci sia qualcosa che il mondo non debba sapere?

È bene sottolinearlo: si tratta di mere illazioni tanto infondate quanto, però, le spiegazioni che ci vengono ammannite da media che, per una ragione o per l’altra, stanno facendo scivolare sempre più in basso la notizia della scomparsa di questo volo aereo, dei suoi passeggeri e del suo equipaggio. Idee che, forse, non vanno prese alla lettera, ma il cui intento è quello di ricondurre il dibattito ad una discussione seria:

 

Una società mobile come la nostra, dove prendere l’aereo è un qualcosa di continuo e necessario, non può accettare né mancanza di chiarezza, né tantomeno il pressapochismo di chi fa informazione senza porre domande concrete.

Le famiglie vogliono risposte così come le vogliamo tutti quanti ci domandiamo come sia possibile, nel ventunesimo secolo, sparire senza lasciare una traccia di alcun genere.

La verità è ancora ‘là fuori’ e noi abbiamo bisogno di conoscerla senza storture e senza le cialtronaggini che ascoltiamo dire per rassicurare la gente che si sta facendo qualcosa, anche se questo qualcosa corrisponde, loro malgrado, veramente al nulla.

 

Quindi?

Che cosa ne è dei passeggeri dell’AF 447, delle loro vite, dei loro affetti, delle loro storie, delle cose che avevano da fare? Dove sono finiti e dove sono i rottami di un aereo che sembra scomparso nel nulla?

Cosa è successo?

Il tempo delle ipotesi è finito, bisogna avere delle risposte, perché ci troviamo, altrimenti, di fronte a qualcosa di ancora più spaventoso di una morte senza spiegazione: la minaccia che un evento del genere possa ripetersi, qualsiasi cosa essa sia…

La maniera migliore per onorare la memoria di tutte le persone coinvolte in questo disastro è quella di conoscere la verità. Qualsiasi essa sia, senza coperture di alcun genere…

È vero, noi non abbiamo risposte, ma se c’è qualcosa che il cinema e la televisione ci hanno insegnato è quella di potere porre delle domande che mettano in luce quelle che non sono altro se non evidenti bugie, delle palesi e grossolane inesattezze.

Più queste persone parlano proponendoci ipotesi rocambolesche e inverosimili, più ci sembra che sul divano di casa nostra ci sia seduto anche Fox Moulder e ci mormori ancora una volta all'orecchio: “Trust no one!”

Autore: Marco Spagnoli - Data: 8 giugno 2009

Vota questo articolo

Voti dei lettori

56 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Eccellente, bravo Marco.

» postato da Maurizio Del Santo alle 00:38 del 08-06-2009

2 Grazie. Ma è uno sfogo necessario, dettato dalla perplessità di assistere a conferenze stampa imprecise e, forse, perfino dalla vocazione 'depistratrice'.

» postato da (Marco Spagnoli) alle 01:00 del 08-06-2009

3 La faciloneria di una stampa largamente ignorante in ogni campo tecnico-scientifico è l'unica evidenza, a mio parere. Non ci sono X-Files, solo voli in condizioni molto diverse da quanto le patinate brochure delle linee aeree vogliono raccontare. In mezzo all'oceano non vi è copertura radar, e se l'impianto radio abbandona i piloti "nessuno può sentirvi urlare" per quei lunghi minuti nei quali precipitate da 10mila metri alla superficie del mare. Tragico, non misterioso. Più interessante e fantascientifico sarebbe stato enfatizzare che non solo i data e voice recorder (le "scatole nere";) hanno tracciato il disastro che accadeva: questa volta un sistema automatico di diagnostica ha inviato in tempo reale dati alla centrale di manutenzione in Francia. Forse tra breve tutti i dati di ogni velivolo verranno inviati in flusso continuo a centrali di raccolta, veri mega storage (Google, dove sei?), che saranno quasi i sostituiti dei recorder di bordo (necessari giusto in caso di totale black-out dei collegamenti). Sapranno tutto, in ogni minuto. Mentre noi voleremo in un enorme trasmettitore RFID e qualcuno potrà, con un replay e due montaggi al simulatore, mostrare a Hollywood la fine della nostra vita.

» postato da Naismith alle 01:15 del 08-06-2009

4 Gli x-files li creano i mass media con il loro modo di riportare le notizie. overzzzz...

» postato da jetscrander alle 10:50 del 08-06-2009

5 Pare per ora che, a logica, proprio l'esplosione sia la cosa più possibile: - era 11.000 metri, un secondo dopo l'aereo non c'è più; - nessun may day; Contro tale ipotesi: - era 11.000 metri, un secondo dopo l'aereo non c'è più: questo lo dicono i brasiliani, che hanno detto una serie di cazzate impressionanti; - nessun may day: e questo chi lo dice? Straordinario come un giorno si è detto che andava troppo piano (!!) e il giorno dopo troppo forte (!!!!), qualcuno ha pure detto che un aereo ha una fascia di velocità strettissima, oltre la quale cede, e sotto la quale cade. Insomma, pochi nodi di velocità e sei fregato. Quest'ultima è forse la stronzata più grossa, in un campionario da collezione.

» postato da Tobanis alle 11:05 del 08-06-2009

6 Uno dei migliori articoli di giornale che abbia mai letto in vita mia!

» postato da (L a M) alle 13:12 del 08-06-2009

7 Beh c'è da tenere conto che l'aereo è caduto a migliaia di km dalla riva nel bel mezzo dell'oceano, quindi delineare un'area dell'incidente in Km quadrati ti fa pensare ad una zona molto ampia, tipo il film Cast Away.... altra cosa importante è che l'aereo con l'impatto probabilmente si è separato, visti i ritrovamenti di vari pezzi sparpagliati che spiegano anche il motivo dei 17 corpi senza vita ritrovati a galla. Altra cosa è che un aereo ammarato senza danni alla struttura resta a galla 1-2 ore dopodichè cola giu a picco. Segnalazioni di anomalie ne sono state inviate 24. Quindi non credo proprio ad un Xfiles..

» postato da (Marco Scully) alle 16:11 del 08-06-2009

8 Vorrei far presente che il punto di Marco non è certo sostenere che l'aereo sia stato rapito dagli alieni, quanto la qualità di un'informazione al riguardo che anche in assenza di dati certi si lancia in conclusioni pressapochiste e basate su zero fatti. S*

» postato da S* alle 16:49 del 08-06-2009

9 citiamo anche l'odissea del volo 33 de Ai Confini della Realta' .... per i piu' veci...

» postato da Giobatta65 alle 17:53 del 08-06-2009

10 Grazie Silvio, il tema è proprio questo: evitare di dare spiegazioni affrettate senza conoscere davvero i fatti. Casualmente ho visto due documentari dedicati a disastri aerei su National Geographic e ho scoperto che nel caso di un incidente non immediatamente spiegabile la colpa viene sempre data al pilota... In più, la mia generazione è cresciuta con il 'fantasma di Ustica', credo che, oggi come oggi, dubitare sia non solo la regola, ma obiettivamente un 'atto dovuto'.

» postato da (Marco Spagnoli) alle 19:53 del 08-06-2009

11 quello che strideva fin da principio era "non si hanno notizie del volo AF 447, non si sa cosa sia successo" e SUBITO tutto il mondo che si mobilita per predisporre la ricerca delle scatole nere... se non si sa niente, la prima preoccupazione è cercare se ci sono dei sopravvissuti, poteva essere stato costretto a un ammaraggio d'emergenza, invece implicitamente si diceva già che era precipitato, mentre i parenti allo scalo d'arrivo sono stati quasi "sequestrati" da sarkò e un esercito di psicologi. qualunque cosa sia successa (probabilmente un guasto, probabilmente qualche particolare tecnico avrebbe dovuto essere gestito con più rigore), la comunicazione è stata mal impostata fin da principio, ed è sufficiente per essere inquieti, perchè si fa strada l'impressione che sia più importante difendere qualche interesse che evitare che certe cose si ripetano...

» postato da (a w) alle 02:33 del 09-06-2009

12 Guardate su Wikipedia gli Airbus 320, versione più piccola del 330! Sono quelli che cadono di più, sembra che abbiano un interfaccia differente da quella degli altri aerei e più difficile da gestire per i piloti. La nuova Alitalia ha una flotta di aerei come quelli... Ustica... ancora un'altra Ustica...

» postato da (Ruggero Dede) alle 03:13 del 09-06-2009

13 come si fa a scrivere un articolo come questo? hanno rinvenuto 17 corpi e anche il timone. nessun rispetto per le famiglie delle vittime, il compito di un giornalista è la tempestività. hai pubblicato ieri e già ieri si era a conoscenza del rinvenimento di diversi cadaveri. ok siamo su fantascienza.com ma la fantasia, a volte, è giusto che abbia dei limiti!

» postato da (Gianni Ravelli) alle 08:06 del 09-06-2009

14 Anzi mi correggo, a stamani sono 24 i corpi

» postato da (Gianni Ravelli) alle 08:09 del 09-06-2009

15 «come si fa a scrivere un articolo come questo? hanno rinvenuto 17 corpi e anche il timone. nessun rispetto per le famiglie delle vittime, il compito di un giornalista è la tempestività. hai pubblicato ieri e già ieri si era a conoscenza del rinvenimento di diversi cadaveri. ok siamo su fantascienza.com ma la fantasia, a volte, è giusto che abbia dei limiti!» Ma invece di sbraitare a vanvera, l'hai letto l'articolo, hai capito minimamente di cosa parla? Dov'è il "nessun rispetto per le famiglie?"? Non se ne può più di gente che viene a censurare senza sapere di cosa sta parlando. S*

» postato da S* alle 08:21 del 09-06-2009

16 «Guardate su Wikipedia gli Airbus 320, versione più piccola del 330! Sono quelli che cadono di più, sembra che abbiano un interfaccia differente da quella degli altri aerei e più difficile da gestire per i piloti. La nuova Alitalia ha una flotta di aerei come quelli... » Non si capisce cosa c'entri tutto ciò. Il 320 ha avuto qualche incidente, per il 330, che è in attività da 15 anni, questo è il primo. E personalmente preferisco prendere un airbus 320 che quei MD vecchi di quasi trent'anni, di cui davvero Alitalia ne ha una quantità. S*

» postato da S* alle 08:23 del 09-06-2009

17 «quello che strideva fin da principio era "non si hanno notizie del volo AF 447, non si sa cosa sia successo" e SUBITO tutto il mondo che si mobilita per predisporre la ricerca delle scatole nere... se non si sa niente, la prima preoccupazione è cercare se ci sono dei sopravvissuti, poteva essere stato costretto a un ammaraggio d'emergenza, invece implicitamente si diceva già che era precipitato. qualunque cosa sia successa (probabilmente un guasto, probabilmente qualche particolare tecnico avrebbe dovuto essere gestito con più rigore), la comunicazione è stata mal impostata fin da principio, ed è sufficiente per essere inquieti, perché si fa strada l'impressione che sia più importante difendere qualche interesse che evitare che certe cose si ripetano...» Capisco che mi sto ripetendo ma sento di dover dire ancora qualche cosa. a) la stampa, in assenza di informazioni, ha inventato spesso e volentieri travisando frasi lette "a c.lo" qua e la, probabilmente su internet. b) non esistono ammaraggi d'emergenza da 11mila metri di quota di volo. Chi conosce il campo aeronautica sa che un aereo in volo sull'oceano a quella quota, quando interrompe le comunicazioni e non si presenta ad alcun aeroporto entro una data ora (compatibile con il carburante a bordo) è un aereo precipitato senza superstiti. Ecco perché le autorità non hanno alimentato false speranze: non sono misteri, ma verità troppo crude per venir dette apertamente in TV. c) gli aerei hanno una resistenza strutturale ben testata, ma comunque soggetta a eventi che la possono compromettere improvvisamente, per esempio per un cedimento che provoca la decompressione esplosiva della fusoliera. In quel caso il materiale strappato verso l'esterno trancia comandi, reti elettriche, sistemi ausiliari, può colpire ali e motori, insomma lasciare una carcassa che precipita senza alcun possibile "Mayday" che raggiunga le stazioni di controllo a terra. Il "fattore umano" in caso d'incidente esiste, anche se può essere un comodo paravento per coprire altre responsabilità. Ustica ci "brucia" perché è palesemente stato un enorme paravento, ma è inutile parlarne in questo contesto. La sicurezza aeronautica in genere non è presa alla leggera, perché a nessuna compagnia decente conviene un incidente aereo: la perdita di clienti nei mesi successivi è già un bel danno economico, oltre alle indagini, le ispezioni aggiuntive agli altri velivoli dello stesso tipo, ecc. Poi chi vuole vivere di complotti non cambierà idea per queste mie parole, ma almeno io ho provato a spiegare quanto so.

» postato da Naismith alle 10:25 del 09-06-2009

18 In ogni caso i corpi ci sono, ed anche i rottami stanno venendo fuori. E' una tragedia, tutta da definire, non di certo un X file... Salute e Latinum per tutti ! ps: e perché non colpito da un piccolo meteorite, allora ?

» postato da Kruaxi the ferengi alle 17:12 del 09-06-2009

19 «Guardate su Wikipedia gli Airbus 320, versione più piccola del 330! Sono quelli che cadono di più, sembra che abbiano un interfaccia differente da quella degli altri aerei e più difficile da gestire per i piloti. La nuova Alitalia ha una flotta di aerei come quelli... Ustica... ancora un'altra Ustica... » :shock: ma cosa c'entra ustica, questo è proprio scrivere tanto per scrivere.

» postato da jetscrander alle 17:52 del 09-06-2009

20 « :shock: ma cosa c'entra ustica, questo è proprio scrivere tanto per scrivere.» Credo che fosse una specie di interiezione, sul genere: "ieri ho avuto il mal di denti" -- "ustica! e ora ti è passato?" S*

» postato da S* alle 19:03 del 09-06-2009

21 In genere non rispondo mai ai commenti ai miei articoli, perché rispetto le opinioni di tutti: Trovo inaccettabili frasi come questa: 'Come si fa a scrivere cose del genere?'... cosa c'entra Ustica? Leggete cosa scrive l'Express che fa un'inchiesta e non delle mere domande come faccio io che, sebbene faccia il giornalista, mi occupo di altro. "Nella lista dei passeggeri comparirebbero due persone legate all'estremismo islamico. E rispunta l'ipotesi terrorismo..." E' un X file nel senso che non c'entrano gli alieni o la fantascienza, ma la realtà è, probabilmente, più complessa di quello che può apparire. Il nostro lavoro è cercare la verità e raccontarla ponendo delle domande sensate e rispettose. Cosa che ho fatto. Il rispetto per le persone decedute e onorare la loro memoria può avvenire solo attraverso il riconoscimento della verità e non tramite la mera accettazione di qualcosa di possibile. Marco Spagnoli

» postato da (Marco Spagnoli) alle 11:30 del 10-06-2009

22 Marco, hai ragione ma presupponi che chi posta commenti abbia letto l'articolo. Secondo me questa gente si è limitata a leggere il titolo, a interpretarlo come "l'aereo l'hanno rapito gli alieni", e questo gli è bastato per sentirsi moralmente obbligati a esprimere la loro benpensante recriminazione. S*

» postato da S* alle 11:48 del 10-06-2009

23 Caro Silvio ti ringrazio, allora in futuro cercherò un titolo di minore effetto e di maggiore respiro... M.

» postato da (Marco Spagnoli) alle 11:55 del 10-06-2009

24 «In genere non rispondo mai ai commenti ai miei articoli, perché rispetto le opinioni di tutti: Trovo inaccettabili frasi come questa: 'Come si fa a scrivere cose del genere?'... cosa c'entra Ustica? (SNIP) Marco Spagnoli » Personalmente spero che i miei interventi non siano suonati offensivi nei confronti del tuo intervento (anche se dissenzienti dalla tua ipotesi). In caso contrario mi scuso fin d'ora. :-)

» postato da Naismith alle 14:57 del 10-06-2009

25 caro s*. ovviamente ho letto l'articolo e ho espresso, come lei, la mia opinione. le pare che ho sbraitato? le pare che ho censurato? mi è solo sembrato indelicato, visto che i corpi sono stati ritrovati, fare parallelismi con telefilm tipo lost, tutto qua. la ricerca della verità viene dopo l'accettazione di ciò che purtroppo è successo ovvero la morte di centinaia di persone e nell'articolo, con tutto rispetto all'autore, non c'è il minimo cordoglio alle famiglie...

» postato da (Gianni Ravelli) alle 22:06 del 10-06-2009

26 «caro s*. ovviamente ho letto l'articolo e ho espresso, come lei, la mia opinione. le pare che ho sbraitato? le pare che ho censurato? mi è solo sembrato indelicato, visto che i corpi sono stati ritrovati, fare parallelismi con telefilm tipo lost, tutto qua. la ricerca della verità viene dopo l'accettazione di ciò che purtroppo è successo ovvero la morte di centinaia di persone e nell'articolo, con tutto rispetto all'autore, non c'è il minimo cordoglio alle famiglie...» Forse hai letto, ma il commento evidenzia che non hai capito quello che hai letto, perché la tua critica non ha nulla a che fare col senso dell'articolo. I commenti perbenistici sul cordoglio alle famiglie non sono solo fuori luogo, ma sono un uso volgare e strumentale di sentimenti altrui dei quali non hai alcun diritto di servirti per avanzare le tue critiche. Per finire, nei forum ci si dà del tu. S*

» postato da S* alle 23:04 del 10-06-2009

27 Caro Naismith, non ti preoccupare. Io non mi offendo mai, anche perché se avessi conosciuto la mia ex suocera ti renderesti conto che siamo tutti dilettanti in confronto. Le offese riguardano l'intelligenza (non la mia, evidentemente...) e la possibilità di dubitare (non di me, aggiungo...). Credo che dubitare di quello che ci viene raccontato sia sano per tutti, ma chi si è scelto il mio mestiere sia addirittura necessario o è meglio lasciare perdere. Grazie, semmai di avere letto il mio articolo e di averlo commentato. Dissentire è altrettanto sano quanto dubitare, a patto che si tratti di un intento dialogico e non normalizzatore. Grazie

» postato da (Marco Spagnoli) alle 00:40 del 11-06-2009

28 Con tutto il rispetto per l'autore dell'articolo, pur essendo un grande amante della fantascienza e un moderato asseritore dell'ipotesi extraterrestre ho trovato pure io abbastanza fuori luogo e di cattivo gusto il paragone tra una vicenda umana, frutto dei limiti tecnologici o di casualità naturali, e l'apertura ad ipotesi fantasiose o pseudo-complottistiche. Cosa ci sarebbe inoltre di strano se in un'ex colonia francese fossero tuttora presenti basi militari? Temo che le derive del postmoderno, con la continua commistione tra fatti reali, pseudo-teorie scientifiche, distorsioni mediatiche e contaminazioni letterarie abbiano influito notevolmente al generale imbarbarimento della nostra società, dove gli eventi più privati e, per ci ancora ci crede, "sacri", come la morte, possono diventare tranquillamente spunto per divagazioni letterarie di discutibile finalità. Parafrasando un successo dei Depeche Mode, riappropriamoci del Silenzio e riprendiamo ad apprezzarlo. (Danilo)

» postato da DANILO ARRIGONI alle 03:15 del 11-06-2009

29 Comincio a sospettare che quanto un articolo è un po' più complesso del solito sia necessario aggiungere un bigino per spiegarne il senso. Se leggo ancora un commento di qualcuno che si sbraccia ad affermare che è un'offesa alle vittime pensare che siano state rapite dagli UFO chiudo i commenti all'articolo. Evidentemente è scritto troppo difficile, o la gente non davvero non riesce a leggere tutte le parole ma solo una ogni tanto. S*

» postato da S* alle 09:50 del 11-06-2009

30 «In genere non rispondo mai ai commenti ai miei articoli, perché rispetto le opinioni di tutti: Trovo inaccettabili frasi come questa: 'Come si fa a scrivere cose del genere?'... cosa c'entra Ustica? Leggete cosa scrive l'Express che fa un'inchiesta e non delle mere domande come faccio io che, sebbene faccia il giornalista, mi occupo di altro. "Nella lista dei passeggeri comparirebbero due persone legate all'estremismo islamico. E rispunta l'ipotesi terrorismo..." E' un X file nel senso che non c'entrano gli alieni o la fantascienza, ma la realtà è, probabilmente, più complessa di quello che può apparire. Il nostro lavoro è cercare la verità e raccontarla ponendo delle domande sensate e rispettose. Cosa che ho fatto. Il rispetto per le persone decedute e onorare la loro memoria può avvenire solo attraverso il riconoscimento della verità e non tramite la mera accettazione di qualcosa di possibile. Marco Spagnoli » La locuzione "cosa c'entra ustica" l'ho scritta in risposta ad un altro post e non al tuo articolo se poi sei d'accordo con quanto scritto da questo utente magari potresti argomentarlo. Il tuo articolo è ottimo ed interessante anche se sicuramente presta il fianco a interpretazioni errate. zaludozzz

» postato da jetscrander alle 10:16 del 11-06-2009

31 Complimenti per lo spirito democratico e pluralista con il quale vengono accolti i pareri discordanti dei lettori! Minacciare la chiusura dei commenti unicamente per il palesarsi di civilissime obiezioni nei confronti di un articolo non è di certo il modo migliore per rendere giustizia ad uno dei migliori siti web per contenuti e grafica. Per fortuna che questo piccolo rammarico è mitigato dal sollievo per aver scoperto una persona che può aiutarmi ad interpretare i sensi oscuri che ogni testo letterario racchiude...

» postato da DANILO ARRIGONI alle 18:09 del 13-06-2009

32 «Complimenti per lo spirito democratico e pluralista con il quale vengono accolti i pareri discordanti dei lettori! Minacciare la chiusura dei commenti unicamente per il palesarsi di civilissime obiezioni nei confronti di un articolo non è di certo il modo migliore per rendere giustizia ad uno dei migliori siti web per contenuti e grafica. Per fortuna che questo piccolo rammarico è mitigato dal sollievo per aver scoperto una persona che può aiutarmi ad interpretare i sensi oscuri che ogni testo letterario racchiude... » Bravo Danilo: non hai capito nulla dell'articolo e non hai capito nulla del mio commento sulla chiusura dei commenti. Sei coerente fino in fondo: continua così. S*

» postato da S* alle 09:29 del 14-06-2009

33 Bravo Marco, aldilà dell'articolo sul disastro aereo dell'airfrance AF447, trovo interessantissmo il tuo discorso. Io ho scritto, dopo 26 anni di indagini personali e raccolte di documenti, un dossier sull'abbattiemnto del Dc9 Itavia la sera del 27 giugno 1980: nessuno, ripeto nessuno ha voluto credermi. Capisco bene come possano sentirsi i familiari delle vittime, anche se un giorno, dico un giorno si accertassero le responsabilità e quindi risarcite, chi gli ridarà i propri cari? Lascio ogni commento agli altri, con la A maiuscola e non coloro che non sanno nemmeno cosa è un aereo, se un uccello volante o un'invenzione del maestro leonardo da Vinci. A presto Carmelo

» postato da (Carmelo Lo Curto) alle 00:12 del 15-06-2009

34 «Bravo Marco, aldilà dell'articolo sul disastro aereo dell'airfrance AF447, trovo interessantissmo il tuo discorso. Io ho scritto, dopo 26 anni di indagini personali e raccolte di documenti, un dossier sull'abbattiemnto del Dc9 Itavia la sera del 27 giugno 1980: nessuno, ripeto nessuno ha voluto credermi. Capisco bene come possano sentirsi i familiari delle vittime, anche se un giorno, dico un giorno si accertassero le responsabilità e quindi risarcite, chi gli ridarà i propri cari? Lascio ogni commento agli altri, con la A maiuscola e non coloro che non sanno nemmeno cosa è un aereo, se un uccello volante o un'invenzione del maestro leonardo da Vinci. A presto Carmelo» Sarebbe interessante leggere questa tua personale indagine sull'abbattimento dell'Itavia anche se al momento (ripeto al momento) non vedo somiglianze tra le due tragedie salvo il fatto che l'aereo si sarebbe frantumato in cielo cosa peraltro non rara purtroppo, ci furono parecchi altri incidenti del genere, il caso Itavia è una peculiarità tutta italiana. zaludozzzz

» postato da jetscrander alle 12:30 del 15-06-2009

35 Caro Marco, quello che mi fa sorridere è la scarsa tempestività del suo articolo, pubblicato quando già alcuni resti dell'aereo erano stati ritrovati ed erano stati ritrovati addirittura alcuni dei corpi, non male come "buco" per un giornalista. Mi sembra di capire che l'aviazione civile non sia il suo settore e tanto meno la geopolitica. quindi, invece di gridare subito al cospirazionismo ed al complotto internazionale perché non si informa meglio su quali abbiano potuto essere le cause tecniche, su come vengano normalmente affrontate queste ricerche e le relative tempistiche ? Altrimenti sarebbe forse meglio se si limitasse a scrivere di fantascienza, per non creare informazione falsa e inopportuna. Per il signor LoCurto, sarei molto interessato a leggere i risultati dei suoi approfondimenti, mi può contattare via email? grazie, Fabio misterjingle(at)infinito(punto)it

» postato da (Fabio ) alle 12:25 del 16-06-2009

36 Se siamo convinti che un A330 possa disintegrarsi in volo senza dare tempo a piloti addestrati di dare un allarme, come mai nel frattempo non vengono messi a terra tutti gli A 330?

» postato da Tobanis alle 14:22 del 16-06-2009

37 «Se siamo convinti che un A330 possa disintegrarsi in volo senza dare tempo a piloti addestrati di dare un allarme, come mai nel frattempo non vengono messi a terra tutti gli A 330?» Me lo sono chiesto anch'io ricordo in passato i casi degli atr-42 o dei vecchi DC-10 o di vari tipi di aerei militari. zaludozzz

» postato da jetscrander alle 15:19 del 16-06-2009

38 «Caro Marco, quello che mi fa sorridere è la scarsa tempestività del suo articolo, pubblicato quando già alcuni resti dell'aereo erano stati ritrovati ed erano stati ritrovati addirittura alcuni dei corpi, non male come "buco" per un giornalista. Mi sembra di capire che l'aviazione civile non sia il suo settore e tanto meno la geopolitica. quindi, invece di gridare subito al cospirazionismo ed al complotto internazionale perché non si informa meglio su quali abbiano potuto essere le cause tecniche, su come vengano normalmente affrontate queste ricerche e le relative tempistiche ? Altrimenti sarebbe forse meglio se si limitasse a scrivere di fantascienza, per non creare informazione falsa e inopportuna.» Per quanto riguarda la tempestività, l'articolo di Marco in effetti era arrivato in redazione almeno 36 ore prima, ma non era stato possibile farlo uscire prima per motivi legati a come vengono preparate le edizioni della testata. "Informazione" l'articolo di Marco non pretende di darne. Si limita a porre delle domande e a chiedersi come mai ci sia gente così pronta a dare risposte quando oggettivamente ancora non c'è alcun dato su cui basarle. E vorrei farti presente, caro Fabio, che nonostante il ripescaggio di corpi e frammenti, tutt'ora non c'è la minima indicazione su cosa possa aver causato il disastro. L'articolo di Marco quindi è ancora validissimo. L'articolo non è certo cospirazionista, perché non dà risposte, come in genere fanno i cospirazionisti. Pone domande, e per quanto ne so, l'unico modo sano di affrontare le cose che non si sanno è porre domande. Dare risposte basate sul nulla o venire a dare lezioni tacciando un giornalista professionista dicendogli di dedicarsi solo alla fantascienza che è meglio (forse informandoti meglio avresti scoperto che Marco è un giornalista che si occupa di spettacolo a tutto campo, non solo su Fantascienza.com ma su una quantità di altre testate) non la considero una pratica altrettanto sana. S*

» postato da S* alle 15:57 del 16-06-2009

39 Forse l'unica analogia con Ustica stia nella serie di informazioni varie e vaghe che stanno accompagnando questo incidente. Del DC-9 Itavia è stato recuperato moltissimo, tanto che l'aereo è stato quasi ricostruito e sui reperti si è potuto lavorare per trovare una verità che però non è definitiva. In questo caso siamo nel pieno delle ipotesi. Anche perché difficilmente si ritroveranno altri pezzi dell'aereo (la zona e vasta e non credo che siano rimasti pezzi di grandi dimensioni) e tutte le risorse sono destinate al ritrovamento delle scatole nere. Comunque non capisco la diatriba sull'articolo e sulla presunta offesa hai parenti delle vittime. Più che parlare dell'incidente in se stesso, mi è sembrato un esempio di come un fatto di cui non si hanno documenti visivi o audio venga trattato da stampa e dalle parti in causa. Un po' come sapere che un albero e caduto e cercare di spiegare perché è caduto non sapendo neanche dove era. Palomino.

» postato da Palomino alle 16:10 del 16-06-2009

40 Caro S* lei ha la capacità di capire nei post degli utenti solo quello che le fa comodo e stravolgere i commenti a sua difesa. Continui così, questo si che è giornalismo, questa si che è informazione. Fabio

» postato da (Fabio ) alle 12:32 del 17-06-2009

41 «Caro S* lei ha la capacità di capire nei post degli utenti solo quello che le fa comodo e stravolgere i commenti a sua difesa. Continui così, questo si che è giornalismo, questa si che è informazione» Caro Fabio, la ringrazio per averci riconosciuto almeno una capacità. Posso assicurarle che continueremo nel modo che riteniamo più opportuno, grazie comunque delle sue indicazioni. S*

» postato da S* alle 13:51 del 17-06-2009

42 «Forse l'unica analogia con Ustica stia nella serie di informazioni varie e vaghe che stanno accompagnando questo incidente. Del DC-9 Itavia è stato recuperato moltissimo, tanto che l'aereo è stato quasi ricostruito e sui reperti si è potuto lavorare per trovare una verità che però non è definitiva. In questo caso siamo nel pieno delle ipotesi. Anche perché difficilmente si ritroveranno altri pezzi dell'aereo (la zona e vasta e non credo che siano rimasti pezzi di grandi dimensioni) e tutte le risorse sono destinate al ritrovamento delle scatole nere. Comunque non capisco la diatriba sull'articolo e sulla presunta offesa hai parenti delle vittime. Più che parlare dell'incidente in se stesso, mi è sembrato un esempio di come un fatto di cui non si hanno documenti visivi o audio venga trattato da stampa e dalle parti in causa. Un po' come sapere che un albero e caduto e cercare di spiegare perché è caduto non sapendo neanche dove era. Palomino.» Complessivamente sono d'accordo, tieni conto però che la vicenda Itavia è molto più vecchia e si sviluppa nell'arco di circa 30 anni , solo per recuperare il relitto (tra mille polemiche) ci vollero anni, qui sono passate poche settimane non si possono fare paragoni in termini temporali. zaludozzz zaludozz

» postato da jetscrander alle 11:22 del 18-06-2009

43 questa è veramente incredibile, non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa simile, il livello di informazione stà diventando infima a livello globale, se non ci fossero dei morti in mezzo si potrebbe anche ridere invece :( http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_21/falso_tv_bolivia_burchia_6838 054c-5e6b-11de-8c08-00144f02aabc.shtml

» postato da jetscrander alle 10:57 del 22-06-2009

44 «questa è veramente incredibile, non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa simile, il livello di informazione stà diventando infima a livello globale, se non ci fossero dei morti in mezzo si potrebbe anche ridere invece :( http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_21/falso_tv_bolivia_burchia_6838 054c-5e6b-11de-8c08-00144f02aabc.shtml» Scusate non so per quale motivo non riesco a linkare bene, comunque è al momento ancora sulla home page del corriere. zaludozzz

» postato da jetscrander alle 11:30 del 22-06-2009

45 Pare che alla fine tutto sia stato dimenticato. Ancora oggi mi chiedo cosa sia potuto accadere. Pare cmq che sia stato definitivaente attribuito il fatto ad un malfunzionamento del ''Tubo di Pitot'', ricoperto di ghiaccio ed incapace di fornire informazioni esatte relative alla velocità da mantenere per poter superare la perturbazione (cosa che invece hanno fatto gli altri aerei che l'hanno affrontata). Pare che a causa di questi dati inesatti siano andati in panne gli impianti elettrici dell A330/200 che non potendo più associare in maniera esatta i dati, abbiano compromesso l'integrità strutturale del velivolo. Non sono un esperto ma per ciò che ho studiato so che i cumulonembi a sviluppo verticale sono estremamente pericolosi per gli aerei, anche se vengono superati dall'alto poichè le correnti ascensionali salgono e scendono a velocità di oltre 300 km/h. Un aereo fuori controllo o che comunque affronti la perturbazione con una velocità errata anche di poco, è notevolmente in pericolo ed ha scarse possibilità di venirne fuori integro. Vorrei che qualcuno che ne capisse più di me mi aiuti a chiarire....perchè ancora oggi nei forum cerco notizie o opinioni che mi aiutino a comprendere qualcosa di una tragedia che, anche non essendo direttamente interessato, ancora oggi mi dà i brividi. PS : credo anche che sarebbe stato impossibile recuperare le scatole nere anche se ce ne fosse stata la possibilità, data la vastità della zona interessata e la profondità proibitiva in quel punto, di circa 6000 metri. Grazie. Un caro saluto a tutti voi Giuseppe.

» postato da (Giuseppe Magrone) alle 17:14 del 08-11-2010

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.