Elara, dalle ceneri della Perseo

Apre una nuova casa editrice, condotta da Armando Corridore, per proseguire l'opera della Perseo. Ugo Malaguti direttore di Nova SF*

Non si è ancora spenta l'eco della chiusura della Perseo Libri, all'inizio di novembre, che già prende il via una nuova casa editrice che si propone di portare avanti l'eredità della Perseo e della precedente Libra.

Si chiama Elara (nome tratto da una delle lune minori di Giove), ed è diretta da Armando Corridore, noto soprattutto per le traduzioni pubblicate da Perseo e altri editori, già tempo fa indicato da Malaguti stesso come proprio "delfino". Ma aderiscono all'iniziativa tutti i collaboratori storici della Perseo, da Giovanni Mongini a Giuseppe Panella, da Alessandro Fambrini a Riccardo Gramantieri, da Riccardo Valla a Nino Salamone, da Giorgio Sangiorgi ad Antonino Fazio.  E naturalmente lo stesso Ugo Malaguti, il cui ruolo in questa nuova avventura appare limitato alla direzione editoriale delle collane e di Nova SF*. Sul sito del nuovo editore, all'indirizzo www.elaralibri.it, sono presenti un editoriale e un messaggio di benvenuto, piuttosto brevi (almeno rispetto agli standard della Perseo), uno dei quali firmato da Corridore stesso.

La casa editrice si propone di continuare la pubblicazione delle collane storiche della Perseo e delle due riviste, Nova SF* e Futuro Europa. Già in preparazione il numero 77 di Nova SF* e un romanzo di Bruno Vitiello, Semen.

La nuova società riceve anche in dote tutto il catalogo della Perseo, che continuerà quindi a essere venduto tramite il nuovo sito.

Autore: S* - Data: 27 novembre 2007

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Commenti

1 ma il sito chi glielo ha fatto? Eta Beta dopo essersi bucato con la naftalina!? per il resto, aspetto di vedere cosa sforneranno ;)

» postato da Andrea Pagani alle 08:21 del 27-11-2007

2 ??? Quindi tutti i piagnistei... erano solo scena? Già era tutto pronto per uno scioglimento societario sotto gli aspetti puramente legali e amministrativi, giusto per risanare la situazione? Nulla di male. Lo fanno molte piccole società. Ma perché nel frattempo inondare di lacrime i lettori?

» postato da metalupo alle 09:38 del 27-11-2007

3 «??? Quindi tutti i piagnistei... erano solo scena? Già era tutto pronto per uno scioglimento societario sotto gli aspetti puramente legali e amministrativi, giusto per risanare la situazione? Nulla di male. Lo fanno molte piccole società. Ma perché nel frattempo inondare di lacrime i lettori?» Beh... nulla di male... io non sono esperto di economia... ma... non è una specie di "truffa"??? oppure sbaglio???

» postato da Jonathan Frakes alle 10:10 del 27-11-2007

4 «Beh... nulla di male... io non sono esperto di economia... ma... non è una specie di "truffa"??? oppure sbaglio???» Ehi, andiamoci piano. Chiudere una società e aprirne un'altra non ha ovviamente nulla di illegale. E' probabile che la nuova società abbia regolarmente acquistato dalla vecchia le copie dei libri avanzate e le testate. Tra l'altro se non ho capito male sono nuovi soci (non si capisce neppure se Malaguti è socio o meno, comunque non è presidente o amministratore). S*

» postato da S* alle 10:16 del 27-11-2007

5 ««Beh... nulla di male... io non sono esperto di economia... ma... non è una specie di "truffa"??? oppure sbaglio???» Ehi, andiamoci piano. Chiudere una società e aprirne un'altra non ha ovviamente nulla di illegale. E' probabile che la nuova società abbia regolarmente acquistato dalla vecchia le copie dei libri avanzate e le testate. Tra l'altro se non ho capito male sono nuovi soci (non si capisce neppure se Malaguti è socio o meno, comunque non è presidente o amministratore). S*» se è fallita credo che il titolare non possa aprire un'altra attività per un tot di anni (mi pare 5), altrimenti è sufficiente fare i documenti opportuni e aprire quella nuova ;) o, in alternativa, se l'ex azienda di Malaguti risulta fallita è sufficiente che quella nuova la apra un altro e lui può comunque far parte dello staff...

» postato da Andrea Pagani alle 10:19 del 27-11-2007

6 ««Beh... nulla di male... io non sono esperto di economia... ma... non è una specie di "truffa"??? oppure sbaglio???» Ehi, andiamoci piano. Chiudere una società e aprirne un'altra non ha ovviamente nulla di illegale. E' probabile che la nuova società abbia regolarmente acquistato dalla vecchia le copie dei libri avanzate e le testate. Tra l'altro se non ho capito male sono nuovi soci (non si capisce neppure se Malaguti è socio o meno, comunque non è presidente o amministratore). S*» certo...certo... ho detto che non ne so niente di economia... e ho messo la parola "truffa" tra virgolette proprio perchè non volevo accusare nessuno... volevo solo capire se è la solita "mossa all'Italiana" per rendere legale qualcosa di "moralmente illegale" oppure se è una cosa "moralmente legale"... (prendete le mie parole con le pinze, non sono esperto di economia ne di burocratese )

» postato da Jonathan Frakes alle 10:23 del 27-11-2007

7 « se è fallita credo che il titolare non possa aprire un'altra attività per un tot di anni (mi pare 5), altrimenti è sufficiente fare i documenti opportuni e aprire quella nuova ;) o, in alternativa, se l'ex azienda di Malaguti risulta fallita è sufficiente che quella nuova la apra un altro e lui può comunque far parte dello staff...» A quanto è stato comunicato la Perseo è stata liquidata, quindi non dovrebbe essere fallita. Comunque a quanto pare la società nuova è proprio di persone diverse. S*

» postato da S* alle 10:29 del 27-11-2007

8 «« se è fallita credo che il titolare non possa aprire un'altra attività per un tot di anni (mi pare 5), altrimenti è sufficiente fare i documenti opportuni e aprire quella nuova ;) o, in alternativa, se l'ex azienda di Malaguti risulta fallita è sufficiente che quella nuova la apra un altro e lui può comunque far parte dello staff...» A quanto è stato comunicato la Perseo è stata liquidata, quindi non dovrebbe essere fallita. Comunque a quanto pare la società nuova è proprio di persone diverse. S*» Bene... bene! Speriamo possa fare moltissimo successo... non c'è mai abbastanza Sci-Fi in giro... 8)

» postato da Jonathan Frakes alle 10:37 del 27-11-2007

9 «« se è fallita credo che il titolare non possa aprire un'altra attività per un tot di anni (mi pare 5), altrimenti è sufficiente fare i documenti opportuni e aprire quella nuova ;) o, in alternativa, se l'ex azienda di Malaguti risulta fallita è sufficiente che quella nuova la apra un altro e lui può comunque far parte dello staff...» A quanto è stato comunicato la Perseo è stata liquidata, quindi non dovrebbe essere fallita. Comunque a quanto pare la società nuova è proprio di persone diverse. S*» Perfetto! Speriamo solo che la nuova nata abbia maggiore "fortuna"...

» postato da Andrea Pagani alle 10:37 del 27-11-2007

10 «Speriamo solo che la nuova nata abbia maggiore "fortuna"...» Be', è durata quasi trent'anni. Tanto sfortunata non è stata, via. Magari la nuova casa editrice potrà permettersi di spendere qualche centinaio di euro e dotare i suoi libri di codice ISBN, così faranno pure dei libri "veri". S*

» postato da S* alle 10:45 del 27-11-2007

11 « volevo solo capire se è la solita "mossa all'Italiana" per rendere legale qualcosa di "moralmente illegale" oppure se è una cosa "moralmente legale"... » Direi che è legale anche sul piano etico. Se fallisci, dichiarandoti incapace di pagare i creditori (mentre i soldi ce li hai ma nascosti nel conto di un prestanome) è cosa discutibile. Ma anche in quel caso il fisco ti tartassa così tanto, e a vita, che è meglio pensarci su quattro volte prima di farlo. Non è questo il caso della Perseo. Non è fallita. E non era in forte passivo, quindi penso abbia potuto saldare tutti i debiti eventuali. Chiudere significa solo prendere atto di non poter sostenere a lungo certi ritmi. Riaprire in altra veste permette di ricalcolare i "ritmi" realisticamente sostenibili (capitali sociali inferiori, ex-soci che continuano a collaborare ma come dipendenti). Non c'è proprio niente di male. Anzi, esprime, oltre che la volontà di non "distruggersi" finanziariamente, anche la volontà di non ingannare i fornitori sulle possibilità future della società. Sostenersi a furia di debiti su debiti (magari cercando di piazzare la "fregatura" a qualche azionista) come fanno certi grossi gruppi societari... quella è la cosa immorale. :wink:

» postato da metalupo alle 10:57 del 27-11-2007

12 ««Speriamo solo che la nuova nata abbia maggiore "fortuna"...» Be', è durata quasi trent'anni. Tanto sfortunata non è stata, via. Magari la nuova casa editrice potrà permettersi di spendere qualche centinaio di euro e dotare i suoi libri di codice ISBN, così faranno pure dei libri "veri". S*» sì be', mi riferivo all'ultimo anno di vita della casa editrice... ah, non avevano il codice ISBN? :shock: all'atto pratico, cosa comporta?

» postato da Andrea Pagani alle 10:58 del 27-11-2007

13 «« volevo solo capire se è la solita "mossa all'Italiana" per rendere legale qualcosa di "moralmente illegale" oppure se è una cosa "moralmente legale"... » Direi che è legale anche sul piano etico. Se fallisci, dichiarandoti incapace di pagare i debitori (mentre i soldi ce li hai ma nascosti nel conto di un prestanome) è cosa discutibile. Ma anche in quel caso il fisco ti tartassa così tanto, e a vita, che è meglio pensarci su quattro volte prima di farlo. Non è questo il caso della Perseo. Non è fallita. E non era in forte passivo, quindi penso abbia potuto saldare tutti i debiti eventuali. Chiudere significa solo prendere atto di non poter sostenere a lungo certi ritmi. Riaprire in altra veste permette di ricalcolare i "ritmi" realisticamente sostenibili (capitali sociali inferiori, ex-soci che continuano a colaborare ma come dipendenti). Non c'è proprio niente di male. Anzi, esprime, oltre che la volontà di non "distruggersi" finanziariamente anche la volontà di non ingannare i fornitori sulle possibilità future della società. Sostenersi a furia di debiti su debiti (magari cercando di piazzare la "fregatura" a qualche azionista) come fanno certi grossi gruppi societari... quella è la cosa immorale. :wink:» Benissimo! Grazie Mille della spiegazione! Sono felice che non tutti sono disonesti qui in Italia!

» postato da Jonathan Frakes alle 11:00 del 27-11-2007

14 Io l'ho seguita molto dall'esterno, anche perché se una casa editrice decide di non andare in libreria (cosa più che legittima) perde ovviamente in visibilità e in vendite non mirate (quando sei in giro e ti compri il libro dallo scaffale che ti attira per l'autore o il titolo). La Perseo era impostata come la Libra. In generale o la seguivi in toto (o seguivi totalmente alcune delle sue collane) o la lasciavi perdere. Mio padre ha sempre fatto così. Sbaglierò poi, ma avevo questa impressione: che l'attività libraria in sè fosse in attivo o in pareggio, ma che i debiti fossero sulle altre attività collegate (qualla storia dell'azienda software che forse all'inizio aveva messo del capitale) che per motivi che non c'entrano aveva ormai più costi che benefici. Spesso le ditte finiscono male per questo. Dopodiché auguri a chiunque voglia provarci seriamente a fare l'editore di SF (ed è sicuramente gente che la SF la conosce), ma tra le innovazioni spero che mettano sul sito il pagamento con la carta di credito!

» postato da Otrebla alle 11:56 del 27-11-2007

15 dal mio punto di vista ogni iniziativa editoriale scifi-e-affini in un paese disgraziato come il nostro va applaudita per il coraggio.

» postato da Angelo.Rossi alle 16:31 del 27-11-2007

16 «ma tra le innovazioni spero che mettano sul sito il pagamento con la carta di credito!» E che tolgano l'effetto neon rosso al logo... S*

» postato da S* alle 18:02 del 27-11-2007

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