Incontro con Rama

Arthur Charles Clarke, Incontro con Rama (Rendez-vous whit Rama, 1973) - FANTASCIENZA - Mondadori - Urania Collezione - 2012 - traduttore: Beata Della Frattina - pagine 308 - prezzo 5,90 euro - giudizio: eccellente

Quando nel nome hai la parola "scienza" è normale che gli scienziati si interessino a te, e nella storia della fantascienza sono innumerevoli i contributi di ricercatori e studiosi, alcuni dei quali stelle di prima grandezza.

Uno dei più significativi rappresentanti di questa categoria è Arthur Charles Clarke, autore inglese che ha raggiunto vette eccelse sia letterariamente che in campo scientifico, vero e proprio nume tutelare della fantascienza hard.

Quasi tutte opere dello scrittore inglese sono permeate dal rigore scientifico, la storia deve essere logica e credibile, senza bacchette magiche o deux ex machina miracolosi, tutto si deve svolgere nei limiti delle conoscenze tecnologiche e scientifiche ed è necessaria la massima verosimiglianza scientifica.

Questa concezione contiene un insidioso pericolo, quello di perdersi in noiose descrizioni di macchine e strumenti oppure in lunghe spiegazioni sui fenomeni che avvengono, facendo così collassare ritmo e tensione della storia.

Quasi sempre Clarke riesce a sfuggire all'insidiosa trappola della pedanteria con eleganza, mettendo la scienza e la tecnologia al servizio della storia, Incontro con Rama è uno dei suoi romanzi più riusciti.

 

Nel 2130 il sistema solare è stato in gran parte colonizzato, e il progetto Guardia Spaziale, nato dopo la distruzione di Venezia e di gran parte della pianura Padana a opera di un meteorite, controlla che l'umanità sia al sicuro da collisioni cosmiche.

In quell'anno il sistema di sorveglianza rileva un asteroide sconociuto, che viene ribattezzato Rama, dato che i nomi del pantheon greco-romano ormai sono finiti.

Una serie di fortunate coincidenze portano a scoprire alcune strane caratteristiche dell'intruso e al lancio di una sonda automatica, le prime immagini di Rama ne definiscono inequivocabilmente la natura di corpo artificiale, l'umanità ha finalmente la prova dell'esistenza di una civiltà aliena.

L'unica nave a poter raggiungere l'intruso proveniente dallo spazio esterno è l'Endeavour, il comandante Norton avrà il difficile compito di esplorare Rama, contattarne i costruttori e scoprire i loro scopi, un compito che eccitante e ricco di possibilità.

Ma non tutti, nel sistema solare, vedono opportunità in questo incontro, c'è chi sta pensando ai ramani come a una possibile minaccia, e sta prendendo contromisure estreme.

 

Incontro con Rama è uno strano romanzo, per gran parte del tempo non succede nulla, l'esplorazione della gigantesca astronave procede senza grossi pericoli, i ramani non si vedono mai, gli unici guai sono causati dall'uomo.

La coraggiosa missione e il naufragio di James Park sul continente meridionale e il tentativo da parte degli hermiani di eliminare quello che considerano un intruso  sono gli unici momenti dove sono a rischio vite umane, per il resto l'esplorazione di Rama riserva molte sorprese, ma non veri pericoli.

Il senso di mistero e il lento svegliarsi dell'astronave aliena sono tuttavia più che sufficienti a mantenere alta la tensione, per quanto piccolo su scala cosmica Rama è un intero mondo, molto differente dalla nostra esperienza, e i fenomeni che vi accadono sono una parte non piccola del fascino del romanzo, il disgelo dal basso del mare e la cascata deformata dalla forza di Coriolis ne sono ottimi esempi.

Inutile aspettarsi una buona caratterizzazione dei personaggi, a eccezione del comandante Norton, alle prese con una difficile esplorazione, due mogli su due pianeti diversi e complotti interplanetari.

Clarke voleva che il romanzo che privilegiasse la verosimiglianza scientifica, dove i misteri di Rama fossero il maggior punto di interesse, ed è riuscito perfettamente nello scopo, scrivendo una delle migliori opere di fantascienza hard.

Da quanto scritto sinora si ha l'impressione di un autore completamente dedito alla scienza e alla tecnologia, senza concessioni allla poesia o al fantastico, ma anche se quasi tutte le sue opere sono rigorosamente scientifiche Clarke ha anche un'altra faccia, forse inaspettata.

Opere come La città e le stelle (The city and the stars, 1956), Le guide del tramonto (Childhood's end, 1953), I canti della Terra lontana (The songs of distant earth, 1981), La stella (The star, 1955) o I nove miliardi di nomi di Dio (The nine billion names of God”, 1953) ci mostrano una sfaccettatura inaspettata, un Clarke meno dedito al culto della scienza, più visionario e poetico ma altrettanto efficace, uno dei più grandi scrittori che la fantascienza ci abbia donato.

 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 27 maggio 2012

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Commenti

1 Sì penso anche io che sia un romanzo molto ben riuscito; non sono proprio un gran lettore di Arthur C. Clarke anche perchè altri suoi libri mi avevano un poco deluso; tipo Città delle Stelle ha una prima parte favolosa, ma una seconda non altrettanto all'altezza; 2001 Odissea nello spazio, il romanzo, l'avevo trovato troppo asciutto e privo di pathos (l'opposto del film). Invece Incontro con Rama è veramente bello dall'inizio alla fine, si fa leggere tutto d'un fiato, sono d'accordo che: il senso di mistero e il lento svegliarsi dell'astronave aliena sono tuttavia più che sufficienti a mantenere alta la tensione... Volevo far notare che in qualche modo Incontro con Rama è stato anche ispiratore di altre storie di fantascienza, quelle dell'oggetto misterioso che arriva sulla Terra dallo spazio profondo; illustri follower sono stati ad esempio il ciclo Eon di Greg Bear; al cinema Viger di Star Trek The Motion Picture; la sonda aliena di Star Trek IV Rotta verso la Terra (quello delle balene), ecc... Mi ricordo anche un gioco per PC che permetteva di esplorare Rama con una grafica al tempo meravigliosa. Più volte poi si è parlato di portare il romanzo originale sul gran schermo, ma poi non se ne è fatto nulla, peccato.

» postato da Micronaut alle 12:00 del 28-05-2012

2 Non lo avevo mai letto, e sì che Clarke è uno dei miei preferiti. Beh è un capolavoro, comprato sabato mattina, sono tornato sabato sera e non ho dormito finchè non era finito. Avete letto i seguiti? valgono la pena? Temo che tanto li trovo solo in inglese.

» postato da (Simone Caverni) alle 12:54 del 28-05-2012

3 Già, spesso i romanzi di Clake dovrebbero terminare prima, oltre a La città e le stelle, che comunque resta un capolavoro nel complesso, anche I canti della terra lontana va letto nella versione corta, poi c'è l'esempio eclatante di Le guide del tramonto, dove il racconto poi ampliato nel romanzo aveva un finale assolutamente fulminante. Tra l'altro non ho citato Un leggero caso di insolazione (Stroke of the sun, 1962), dove un povero arbitro finisce arrostito, in barba alle leggi della fisica, oppure Superiorità (Superiority, 1951), dove emerge la vena ironica e divertente di Clarke. Per quanto riguardi i seguiti di Incontro con Rama non sono male, ma per me la storia finisce con un brusco risveglio. :-)

» postato da Anacho alle 17:03 del 28-05-2012

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