Paradosso cosmico

Charles Leonard Harness , Paradosso cosmico (The paradox men, 1953) - FANTASCIENZA - Mondadori - Urania Collezione - 2010 - traduttore: Beata della Frattina - pagine 264 - prezzo 5,90 euro - giudizio: eccellente

Tra poco più di centocinquanta anni il mondo uscito dalla terza guerra mondiale sarà molto diverso da quello che conosciamo: l'Impero Americano e la Federazione Orientale saranno le due potenze dominanti, l'uomo avrà iniziato a sfruttare una immensa fonte di energia che preleva direttamente dal sole, ma saranno tornate in auge reliquie del passato come la schiavitù e i duelli con la spada.

In questo scenario si muovono i personaggi di Paradosso cosmico, il primo romanzo scritto da Charles Leonard Harness.    

 

Nell'anno 2177 ill dispotico Impero Americano governa con pugno di ferro una vasta parte del mondo e sta iniziando a colonizzare il sistema solare.

I solarion, costosissime stazioni spaziali che operano sulla superficie solare, permettono ai tecnici spaziali di sintetizzare il Muirio, una sostanza con un potere energetico immenso, grazie al quale sarà possibile colonizzare anche lo spazio esterno e preparare armi più devastanti delle bombe al plutonio.

Solo la Federazione Asiatica resiste all'Impero, ma i veri problemi sono costituiti dalla misteriosa e inafferrabile la Società dei Ladri, organizzazione clandestina che deruba i ricchi per liberare gli schiavi.

Nonostante la vita del Ladro sia talmente rischiosa da giustificare il motto della Società "Nessun Ladro muore di morte naturale", questa forza di opposizione sta diventando un problema serio per le forze imperiali.

I Ladri sono infatti in possesso di un campo di forze individuale che dissipa l'energia cinetica dei proiettili su una vasta area, rendendo di fatto inutili le armi da fuoco: questa avanzatissima tecnologia ha portato alla riscoperta della spada come arma, e riportato in auge i duelli tra l'aristocrazia imperiale.

Alar è un Ladro, uno dei migliori, ma il suo passato è avvolto nel mistero, i suoi primi ricordi risalgono a cinque anni prima, quando venne trovato in stato confusionale sulle rive del fiume Ohio, nei pressi del punto di caduta di una misteriosa astronave.

Egli sta cercando di sollevare il velo di tenebre che grava sul suo passato, e nel frattempo sfrutta le sue superiori abilità nella mortale partita a scacchi con il Cancelliere dell'Impero, il potente Haze-Gaunt.

Del tutto privo di scrupoli il Cancelliere ha eliminato tutti i suoi avversari, tra loro Kennicot Muir, geniale scienziato ed esploratore spaziale, nonché creatore del metodo per sintetizzare il Muirio.

Haze-Gaunt è sempre stato ossessionato dalla rivalità con Muir, tanto che dopo averlo ucciso ha reso schiava la moglie Keiris, in modo da poterla minacciare e tormentare.

La donna non ha abbandonato la speranza che l'ex marito non sia morto, dopotutto il corpo di Muir non è mai stato trovato, e nei bassifondi si mormora che sia lui il fondatore della Società dei Ladri.

Haze-Gaunt può contare su Thurmond, provetto spadaccino e capo della polizia, e il Conte Shey, sadico psicologo imperiale, che costituiscono assieme a lui una triade mortale al vertice dell'Impero,

Inoltre il Cancelliere ha a disposizione la Mente Microfilmica, un artista di circo sfigurato da un incendio ma in grado di apprendere e correlare fatti con una velocità sorprendente.

Mentre le forze imperiali lo braccano e perfino la Società dei Ladri inizia a dubitare di lui Alar sviluppa sempre nuove abilità, ma la ricerca del suo passato e la lotta contro l'impero sembrano compiti impossibili anche per lui.

 

Non so quanti appassionati lettori di fantascienza inserirebbero Paradosso cosmico tra le loro venti storie preferite, forse il romanzo di Harness non troverebbe posto nemmeno allargando a cinquanta le possibili scelte.

Eppure si tratta di un romanzo dove ci sono più idee che crema in un krapfen, pieno di colpi di scena e avventura, un vero e proprio "turn-page" modellato sullo stile di Alfred Van Vogt.

Harness ha la stessa propensione dello scrittore canadese per il sense of wonder, ma è più logico e rigoroso nello svolgimento della storia, Paradosso cosmico per molti aspetti ricorda molto I ribelli dei 50 soli (The Mixed Men, 1952), una delle opere più solide di Van Vogt, la stessa grandiosità degli scenari, gli stessi personaggi non molto definiti, la stessa complessità della trama.

Paradosso cosmico alterna alle scene di azione momenti di discussione sul destino dell'uomo e delle civiltà, i seguaci di Arnold Joseph Toynbee postulano il declino dell'Impero, visto come la ventunesima grande civiltà terrestre, altri studiosi si interrogano su come interrompere la spirale della violenza nella storia umana, qualcuno semplicemente evade nella follia, come gli equipaggi dei solarion.

Mentre la storia procede gli interrogativi si accumulano, i ruoli di figure come la Mente Microfilmica e Keiris diventani ambigui, lo stesso Alar potrebbe avere un'origine inaspettata, che dire poi dello strano lemuride che accompagna sempre Haze-Gaunt, la bestiola ritrovata sulla stessa astronave con cui è precipitato Alar?

E che fine ha fatto davvero Muir, il suo corpo è stato trafugato o egli vive ancora e guida la resistenza?

Alla fine tutti i fili della trama si raccoglieranno in una soluzione impossibile, che genera il paradosso del titolo, ma Harness riesce a ottenere la sospensione dell'incredulità in modo impeccabile, e il finale sembra logico e razionale.

Un grande romanzo, completato da una interessante postfazione in cui lo stesso Harness parla della genesi della sua opera e introdotto da una copertina che richiama in modo geniale quella di Karel Thole per la prima edizione di questa grande opera.

 

Charles L. Harness è nato in Texas nel 1915, si è laureato in chimica e in giurisprudenza, per poi lavorare come specialista in brevetti nel Connecticut e poi a Washington D.C..

A partire dal 1948, anno in cui venne pubblicato il racconto Time Trap sono stati pubblicati diversi suoi romanzi e racconti, alcuni dei quali nominati per i premi Hugo e Nebula.

Harness non è mai diventato uno scrittore professionista, nonostante ciò nel 2004 la SFWA lo ha nominato "autore emerito".

Charles Harness ci ha lasciato nel 2005.

 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 1 maggio 2012

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Commenti

1 capolavoro come questo romanzo in giro non si trovano,penso che ogni appassionato di fs dovrebbe averne una copia nella propria biblioteca.

» postato da odisseakubrick alle 11:04 del 02-05-2012

2 Ma se i Ladri hanno "campo di forze individuale che dissipa l'energia cinetica dei proiettili su una vasta area, rendendo di fatto inutili le armi da fuoco" perchè tale campo non dovrebbe dissipare anche l'energia cinetica dei colpi di spada ? Ecco un esempio tipico dell'ingenuità della fantascienza dei primordi, dettato probabilmente dalla voglia dell'autore di fare un romanzo di cappa e spada fantascientifico.

» postato da (L D) alle 16:01 del 02-05-2012

3 La dissipazione è proporzionale al quadrato della velocità di arrivo del proiettile e direttamente proporzionale alla sua massa, per cui piccoli oggetti che viaggiano a meno di 20 metri al secondo non hanno praticamente nessuna dissipazione. Ovviamente il campo non ferma gas e fuoco, inoltre un colpo sufficientemente potente non paasa lo shermo ma uccide ugualmente il Ladro.

» postato da Anacho alle 17:08 del 02-05-2012

4 La dissipazione è proporzionale alla energia cinetica del proiettile (sia esso una cartuccia di pistola o la lama di una spada) punto e basta. E' noto a tutti che l'energia cinetica è maggiormente "influenzata" dalla velocità (proporzionale al quadarato) che dalla massa (proporzione lineare) però non va dimenticato che una spada medievale pesava almeno 1-2 kg a fronte di 10 g di un proiettile da pistola, quindi il rapporto di massa spada/proiettile è 100-200. Ne consegue che una spada (o un martello, o un tavolo) che non rientrano nella categoria "piccoli oggetti" che anche andasse a soli 20 m/s avrebbe un energia cinetica pari alla metà di quella un proiettile di pistola (400 m/s beretta). E se si usasse una spada più pesante (a due mani) o un ascia o altro del peso di soli 4 kg si eguaglierebbe l'energia cinetica del proiettile. In soldoni, se il campo smorza l'energia cinetica allora oggetti di adeguata massa anche non troppo veloci sarebbero smorzati. Sennò l'autore doveva inventarsi uno "smorzatore di velocità".

» postato da (L D) alle 18:33 del 02-05-2012

5 Ma una cosa simile non c'è anche in Dune? Palomino.

» postato da Palomino alle 21:15 del 02-05-2012

6 «Ma una cosa simile non c'è anche in Dune? Palomino.» sì qualcosa del genere, blocca i proiettili ma non i colpi di lama a basa velocità, e inoltre se colpito da un laser può generare una pericolosa esplosione.

» postato da Paolocosmico alle 22:39 del 02-05-2012

7 «Ma una cosa simile non c'è anche in Dune? Palomino.» si gli scudi che permettevano solo il passaggio delle cose lente, quali un pugnale o l'ago di un cercatore ed innescavano esplosioni nucleari se colpite dal laser...

» postato da Jirel alle 23:19 del 02-05-2012

8 Una spada da un chilo? Un moderno fioretto costruito dalle Manifatture Imperiali in sintoalluminio pesa circa 4 etti, e la parte che entra nello scudo è ancora più leggera. Leggiti il fondamentale trattato di Muir "Penetrazione in un campo inerziale"... se non sei un Ladro puoi dare uno sguardo agli studi effettuati dal reparto scientifico della Impol. Ma sono tutti discorsi accademici, chi ha visto uno scudo all'opera non ha dubbi, i proiettili non passano proprio. Quanto a Dune Herbert ha preso l'idea dello scudo proprio da Harness. :-)

» postato da Anacho alle 09:55 del 03-05-2012

9 Una spada stile medievale costruita con tecniche moderne pesa 1-2 kg. Se invece parliamo di fioretto la minor massa verrebbe comunque controbilanciata da una maggiore velocità (guardati un combattimento di scherma ed uno con spade medievali) e quindi verrebbe comunque smorzato. Il discorso rimane sempre lo stesso. In più: se uno usasse proiettili leggeri (5 g) con una pistola penetrerebbe il campo di forza. L'energia è energia. E lo sa anche un liceale, senza scomodare le accademie.

» postato da (L D) alle 11:41 del 03-05-2012

10 Molto interessante, ma, scusate, stiamo parlando di un romanzo fantastico-avventuroso non di un trattato di Meccanica Razionale. Valutati unicamente sotto il profilo tecnico o scientifico ben poche opere della fantascienza si salvano, anche tra i capolavori più attenti alla plausibilità.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 16:20 del 03-05-2012

11 «Molto interessante, ma, scusate, stiamo parlando di un romanzo fantastico-avventuroso non di un trattato di Meccanica Razionale. Valutati unicamente sotto il profilo tecnico o scientifico ben poche opere della fantascienza si salvano, anche tra i capolavori più attenti alla plausibilità.» non lo volevo far notare, però... :lol: :lol: :lol:

» postato da Jirel alle 16:30 del 03-05-2012

12 «Molto interessante, ma, scusate, stiamo parlando di un romanzo fantastico-avventuroso non di un trattato di Meccanica Razionale. Valutati unicamente sotto il profilo tecnico o scientifico ben poche opere della fantascienza si salvano, anche tra i capolavori più attenti alla plausibilità.» Ivo, è tipico dei geek fantascientifici dissertare gli aspetti scientifici e tecnici delle invenzioni della fantascienza, televisiva o letteraria. Per punizione guardati cinque stagioni di Big Bang Theory di filato. In inglese, se no rischi di perdere qualche battuta :-D S*

» postato da S* alle 18:45 del 03-05-2012

13 E' la parte più divertente di una discussione: reale o no? Un po' come parlare del vermiciattolo di Star Wars. Palomino.

» postato da Palomino alle 21:19 del 03-05-2012

14 Ma stiamo parlando delle spade del medioevo o delle moderne lame costruite nel 2177? Perché sono due cose diverse, uno spadaccino abile come Thurmond sa bene come penetrare uno scudo, e una volta entrata la punta, che parte dallo spessore di un atomo, perfora il corpo del Ladro senza lasciargli scampo. Allo stesso modo un coltello penetrava nei giubbotti antiproiettile usati prima della guerra, che fermavano una pallottola. Tuttavia se non sei convinto vediamoci dietro il palazzo imperiale alle sei di domenica mattina, a te la scelta delle armi... ti sconsiglio le pistole.

» postato da Anacho alle 00:08 del 04-05-2012

15 Nooo, pure la spada con la punta "dello spessore di un atomo" noo! Quindi per questo sarebbe super affilata secondo te vero ? Non ci siamo proprio. Vabbè io me ne lavo le mani. Klaatu, barada nikto !

» postato da (L D) alle 19:00 del 06-05-2012

16 «Nooo, pure la spada con la punta "dello spessore di un atomo" noo! Quindi per questo sarebbe super affilata secondo te vero ? Non ci siamo proprio. Vabbè io me ne lavo le mani. Klaatu, barada nikto ! » Beh, questo dice la pubblicità.

» postato da Anacho alle 13:20 del 07-05-2012

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