L'uomo che non c'era

GIALLO, The man who wasn't there, USA, 2001 - regia di Joel Coen - scritto da Joel e Etan Coen - con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Tony Shaloub, Michael Badalucco - durata: 116 minuti - distribuito da Medusa - giudizio: ottimo

La tematica esistenzialista proposta dal titolo di questo ennesimo piccolo capolavoro di ironia e di arguzia dei fratelli Joel e Etan Coen si inserisce perfettamente nel contesto di una pellicola omaggio al cinema noir che parla di dischi volanti e di tradimenti, affrontandoli alla luce del senso di spaesamento del protagonista. Un uomo che — come barbiere — è più esposto di altri dinanzi al bombardamento di domande (più o meno intelligenti) riguardo l'esistenza. Interpretato da un Billy Bob Thorton che definire straordinario sarebbe riduttivo, L'uomo che non c'era è un noir dall'impianto molto classico filtrato attraverso la voce off del protagonista in un flusso di coscienza lucido e dalle suggestioni surreali. Un film carico di humour in cui l'incontro dei protagonisti con volti, luoghi e situazioni esilaranti è controbilanciato da un'inesplicabile noia dell'esistenza e dell'essere che rende tutto molto vacuo e — in fondo — privo di significato. Tra mogli alcolizzate, amanti focosi, imbroglioni da quattro soldi e laconici barbieri, il film si snoda in un'intricata serie di rivoli e cunicoli umanisti ed esistenziali dentro cui esiste se non tutta almeno una serie di frammenti e pezzettini della nostra modernità. Del noir classico ha la stessa ingenuità narrativa con cui ammantare questioni ben più profonde, nonché la medesima conturbante visualità in bianco e nero. A differenza del passato, però, il personaggio di Billy Bob Thornton è una vittima consapevole di un mondo che non lo interessa e che non lo scuote, mentre lui è alla disperata, ma al tempo stesso rilassata ricerca di qualcos'altro. Perfino di un amore di cui non si è mai davvero accorto, mediato attraverso una sensibilità molto americana. In questo senso stesso Roswell e l'invasione dei dischi volanti nell'immaginario dei cittadini ancora prima che nei cieli americani è il simbolo di momento e di un potere destabilizzante, emblema di una cultura di serie B come quella dei giornaletti scandalistici che chiedevano a uomini come il protagonista del film, di raccontare particolari piccanti e orripilanti delle loro malefatte. Un film trasversale alla coscienza di un'epoca e di un momento storico con un protagonista che si mette in ascolto nei confronti di un mondo e di un'umanità che, forse, non hanno davvero nulla da dire.

Autore: MS - Data: 13 dicembre 2001

L'uomo che non c'era: dai il tuo voto

Voti dei lettori

ancora nessun voto

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Vota questa recensione

Voti dei lettori

ancora nessun voto

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

Questo articolo non è stato ancora commentato. Vuoi essere il primo?

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.