The Box

FANTASCIENZA, The Box, Usa, 2009 - regia di Richard Kelly - scritto da Richard Kelly - con Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella - durata: 120 minuti - distribuito da Lucky Red - giudizio: buono

Dopo Donnie Darko e Southland Tales, Richard Kelly torna con un'altra storia originale e, forse, non pienamente comprensibile ad una prima lettura, ma dal sicuro impatto.

The Box è, infatti, un film sospeso a metà tra una fantascienza molto classica, ma visionaria e le suggestioni dei racconti gotici dell'orrore.

Una pellicola che, incredibilmente, racconta in parte la vera biografia dei genitori del regista: lei insegnante con un problema al piede, lui dipendente della Nasa con l'aspirazione di potere, un giorno, diventare astronauta.

La finzione, almeno crediamo, inizia, però,  quando alla porta di questa famiglia abbastanza normale bussa qualcuno che, all'alba, lascia una scatola apparentemente innocua nel cortile di casa.

Su di essa vi è solo un tasto.

Quando più tardi un inquietante uomo d'affari sfigurato si presenta dalla protagonista interpretata da Cameron Diaz, questo le spiega che se lei premerà quel pulsante qualcuno che non conosce, da qualche parte nel mondo, morirà.

In cambio, alla restituzione della scatola, la famiglia riceverà un milione di dollari...

Aperto l'oggetto apparentemente vuoto al suo interno, il marito raggiunge la conclusione che si tratta di uno scherzo, ma nonostante questo, in un crescendo angosciante di colpi di scena e con molte situazioni che richiamano apertamente la fantascienza politica degli anni Cinquanta, la coppia, insieme al figlio adolescente, si trova invischiata in una situazione seria e crudele senza un'apparente via di scampo.

 

Emozionante e dotato di un buon ritmo, The Box si perde, come sempre nel cinema di Kelly, nei mille rivoli di dettagli mai del tutto chiariti, sviluppati e mai spiegati apertamente, attraverso quella buona dose di ambiguità che caratterizza il lavoro e la visione di questo regista talentuoso e sregolato, capace di grandi messinscene, ma — al tempo stesso — apparentemente non interessato a chiarificare tutti gli elementi delle storie che racconta a scapito, spesso, della loro piena comprensione.

Un tratto distintivo che ben lungi dall'essere un difetto, impone una grande attenzione a un pubblico, spesso, distratto e maleducato da un cinema hollywoodiano, invece, quasi sempre obbligato dalle produzioni a dovere spiegare tutto. Anche quello che non serve...

 

The Box conquista lo spettatore con il suo ricreare dal punto di vista visivo gli anni Settanta in maniera interessante e per la sua capacità di mescolare elementi diversi provenienti dalle suggestioni della conquista dello spazio nell'era del programma Apollo a inquietudini cui diventa difficile dare un nome senza rivelare nulla della trama.

Un privilegio, quindi, che tocca allo spettatore più attento e pronto a perdersi nella visionarietà di questo regista il cui lavoro dimostra sempre una grande personalità e che — a dispetto di ogni possibile critica — rappresenta comunque una boccata d'aria fresca in un mondo del cinema afflitto da stereotipi ed esigenze di marketing che mal si combinano con una libertà artistica incapace di qualsiasi compromesso.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 22 luglio 2010

Altre recensioni di The Box

  • The Box: recensione di Pia Ferrara su FantasyMagazine (voto: ottimo)
  • The Box: recensione di Sergio Gualandi su ThrillerMagazine (voto: discreto)

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Commenti

1 E' la ripresa di una storia di Ai confini della Realtà - il succo è identico. Ciao, CyberG

» postato da (Paolo Paschetto) alle 10:50 del 23-07-2010

2 Più che altro è proprio lo stesso soggetto di una puntata di Ai confini della Realtà! ;)

» postato da Short Stories alle 15:44 del 23-07-2010

3 Il film The Box di Richard Kelly è tratto da un racconto di Richard Matheson che è stato portato sul piccolo schermo in una puntata di Ai Confini della Realtà del 1987 sempre dal titolo The Box. Il fatto che Kelly abbia riutilizzato lo stesso soggetto non è un male.. ;)

» postato da Short Stories alle 16:34 del 23-07-2010

4 Come dissi a suo tempo, è anche la trama, all'incirca, di una vecchia commedia di Garinei e Giovannini, con Walter Chiari, che si chiamava: 'Un mandarino per Teo' (1960). Quest'ultima esplicitamente ispirata dal romanzo 'Il mandarino' del portoghese Eca de Queiroz. Solo coincidenze ? Noi di Voyager pensiamo di no. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 12:25 del 24-07-2010

5 Come dissi a suo tempo, è anche la trama, all'incirca, di una vecchia commedia di Garinei e Giovannini, con Walter Chiari, che si chiamava: 'Un mandarino per Teo' (1960). Quest'ultima esplicitamente ispirata dal romanzo 'Il mandarino' del portoghese Eca de Queiroz. Solo coincidenze ? Noi di Voyager pensiamo di no. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 12:26 del 24-07-2010

6 Questa storia non era originale neanche quando Matheson la scrisse per Playboy nel 1970. Cambia soltanto la cifra: "più oro di quanto possa sognarne la cupidigia di un avaro" nel racconto di Eca De Queiroz che risale al 1880.Dieci milioni di lire per Walter Chiari nel '60.50 mila dollari nel racconto di Matheson del 1970.1 milione di dollari in "The Chinaman Button", racconto radiofonico del 1974 firmato da Henry Slesar ma con un titolo che confessa di aver copiato sia dal Mandarino che dal Pulsante.200 mila dollari nell'episodio di "Twilight Zone" del 1986.Ancora 1 milione di dollari in quest'ultima versione.Ogni tanto mi chiedo se verrà scritto mai più un soggetto originale o se dobbiamo accontentarci di rivedere sempre le stesse storie a risoluzioni diverse.

» postato da Professore alle 00:04 del 29-07-2010

7 Il racconto di Matheson era comunque tremendo, con un finale (come spesso capita con questo scrittore) folgorante. Come ci si possa tirare fuori un film di due ore mi sfugge. :-)

» postato da Anacho alle 16:57 del 29-07-2010

8 Visto ieri sera, film ottimo, andatelo a vedere. 3 stelle sono poche.

» postato da (Lee Kelso) alle 19:15 del 31-07-2010

9 «Visto ieri sera, film ottimo, andatelo a vedere. 3 stelle sono poche.» Ma non doveva uscire il sei agosto?

» postato da Maurizio Del Santo alle 16:18 del 01-08-2010

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