Mark Ruffalo, attore e produttore famoso per il ruolo di Hulk nei film del Marvel Cinematic Universe (e per molti altri ruoli in film come Povere creature, Now You See me, Foxcatcher), è tra le personalità del jet-set statunitense che più si è speso in favore della causa palestinese, parlandone in occasioni pubbliche e condannando il genocidio condotto da Israele nei territori occupati della Cisgiordania. Il suo attivismo lo ha portato anche a essere accusato di antisemitismo da parte di Paramount Skydance, criticata dall'attore nel corso dell'ultimo mese. Sui suoi social, infatti, Ruffalo mette in luce i legami tra Paramount Skydance, guidata dall'amministratore delegato David Ellison, e Oracle, l'azienda tecnologica diretta dal padre di Ellison, Larry. Oracle fornisce software all'esercito israeliano da decenni ed Ellison senior è il più grande donatore nella storia dell'organizzazione no-profit Friends of the Israel Defense Forces. In seguito alle accuse di Paramount, tuttavia, una nutrita schiera di intellettuali, attori e attrici, scrittori e scrittrici e altre figure dell'ambito culturale di origine o fede ebraica si sono schierate a difesa dell'attore in una lettera aperta che condanna la strumentalizzazione falsa e pericolosa delle accuse di antisemitismo contro chi ha il coraggio di far notare l'ovvio e approfondisce il legame tra il colosso cinematografico e la IDF:

La proposta fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery non è una semplice unione di due enormi multinazionali. […] Ma avverrà nell'ambito di un progetto più ampio di dominio guidato dalla tecnologia: un progetto che Larry Ellison e i suoi soci non hanno mai esitato a sbandierare, e che loro stessi hanno esplicitamente collegato al sostegno alle continue depredazioni subite dal popolo palestinese e all'opera di silenziare chiunque critichi tali orrori. Lo abbiamo visto tutti dopo l'acquisizione di TikTok mediata da Trump: un'operazione che, come hanno dichiarato apertamente, era motivata in gran parte dal desiderio di potenziare la propaganda filo-israeliana. Larry Ellison, in prima persona, attraverso finanziamenti e impegni di spesa per ben 350 milioni di dollari a favore del Tony Blair Institute for Global Change, è stato il principale sostenitore di Blair proprio mentre quest'ultimo assumeva un ruolo influente nel "Consiglio per la Pace" – ideato da Trump – per la gestione di Gaza; un territorio divenuto un laboratorio a cielo aperto per tecnologie di uccisione e controllo basate sull'intelligenza artificiale, come quelle esaltate dall'ex CEO di Oracle (e attuale membro del consiglio di amministrazione di Oracle e Paramount) Safra Catz. La strada dell'IA verso la "WarnerMount" passa per Gaza; Ellison ci ha spesso fatto capire quale mondo orwelliano abbia in serbo per noi mentre consolida il controllo su cosa guardiamo e come lo guardiamo, consapevole che, mentre noi guardiamo, lui e la sua corrotta cerchia staranno sempre osservando noi: "I cittadini si comporteranno al meglio perché noi registriamo e segnaliamo costantemente tutto".

Mettere in luce i legami cruciali tra ciò che accade a Gaza e ciò che accade a Hollywood è l'esatto opposto dell'antisemitismo. Per noi, rappresenta l'essenza stessa del dovere etico ebraico. Secondo un recente sondaggio del Washington Post, il 61% degli ebrei americani concorda ormai sul fatto che Israele stia commettendo crimini di guerra a Gaza; e quattro su dieci ritengono addirittura che tali crimini equivalgano a un genocidio. Coloro che accusano Mark Ruffalo di antisemitismo credono davvero che anche tutti questi ebrei americani siano antisemiti? O che non vediamo il nesso tra, da un lato, l’impunità criminale che ha trascinato Stati Uniti e Israele in un disastro senza fine e, dall’altro, le manovre di potere oligarchiche di personaggi come Musk, Ellison, Thiel e altri, che lavorano per smantellare la nostra democrazia?

A firmare la lettera, che si conclude ripetendo il sostegno a Mark Ruffalo e a tutte le persone perbene che si stanno coraggiosamente esponendo per dire la verità in faccia al potere troviamo, tra gli altri, i nomi di Emma Seligman (Shiva Baby), Larry Charles (Borat), Joel Coen (Fargo), Todd Haynes (May December), e Tony Kushner (The Fabelmans).