All’inizio del Terzo Millennio, l’immagine della fantascienza è ancora quella di un macrogenere della letteratura non mimetica che continua a evolversi, a mescolarsi con altri generi, a proporre nuove traiettorie. In termini di sottogeneri, si registra il ritorno di alcuni filoni storici e altri più contemporanei che continuano a mutare, mentre taluni emergono come novità.
Il passaggio dal vecchio Novecento e il nuovo Millennio è prima di tutto segnato da un manipolo di scrittori britannici che tra cyberpunk, new space opera e scenari a metà tra il fantasy e la fantascienza danno vita a un vero e proprio boom. Non sono una nuova “scuola” e neanche un movimento, ma le loro opere riportano il fulcro della science fiction nella vecchia Europa. I loro nomi? Iain Banks, M. John Harrison, Ken Macleod, Richard K. Morgan, Ian McDonald, Geoff Ryman, Alastair Reynolds, Charles Stross e China Miéville.
Banks continuerà a lavorare sul ciclo dell cultura, pubblicando i romanzi Inversioni (Inversions, 1998), Volgi lo sguardo al vento (Look to Windward, 2000), Matter (2008), Surface Detail (2010) e The Hydrogen Sonata (2012).
Redattore della rivista “New Worlds”, dal 1968 al 1975, M. John Harrison (1945-) esordisce alla fine degli anni Sessanta, ma è noto per due cicli di storie: la saga di Viriconium, i cui primi romanzi sono La città del lontanissimo futuro (The Pastel City, 1971), A Storm of Wings (1980) e In Viriconium (1982), ambientati in un universo che assomiglia al nostro medioevo ma di stampo tecnologico, e il Ciclo del Kefahuci Tract, composto dai romanzi Luce dell'universo (Light, 2002), Nova Swing (2006) e Lo spazio deserto (Empty Space, 2012), con al centro la singolarità astronomica denominata Fascio Kefahuchi.
Sulla scia del cyberpunk, invece, Richard K. Morgan (1965-) scrive una trilogia di romanzi a metà tra il noir e il cyberpunk, con i romanzi Bay City (Altered Carbon, 2002), Angeli spezzati (Broken Angels, 2003) e Il ritorno delle furie (Woken Furies, 2005), in un mondo futuro dove a detenere il potere sono degli esseri umani immortali, che attraverso una sofisticata tecnologia sono in grado di trasferire la propria coscienza in un altro corpo.
Con i suoi romanzi, lo scrittore scozzese Ken MacLeod (1954-) ha messo in luce la sua personale propensione a creare scenari epici e alo stesso tempo profondamente politici. I suoi romanzi, infatti, sono debitori di idee politiche attinte al socialismo, al comunismo e all’anarchismo, senza tralasciare temi più squisitamente fantascientifici come la singolarità tecnologica, l’evoluzione della razza umana. Di questi temi sono intrisi i romanzi del ciclo della Rivoluzione d'autunno (The Fall Revolution), che comprende Il piano clandestino (The Star Fraction, 1995), The Stone Canal (1996), La divisione Cassini (The Cassini Division, 1998) e The Sky Road (1999) e quelli della trilogia Engines of Light, composta dai romanzo La fortezza dei cosmonauti (Cosmonaut Keep, 2000), Luce nera (Dark Light, 2002) e Engine City (2002), in cui sul lontano pianeta Mingulay i coloni di origine terrestre vivono, insieme a una razza di rettili, nella vecchia rocca costruita dagli alieni. Apparentemente si accontentano di commerciare con i kraken, un popolo di abili piloti d'astronavi, ma hanno un sogno: riportare gli esseri umani nello spazio alla guida di astronavi proprie.
Nel 2000 irrompe sulla scena della space opera lo scrittore Alastair Reynolds (1966-), che in questo momento può esserne considerato il maggior esponente, con il ciclo della Rivelazione che comprende romanzi, racconti e romanzi brevi, tra cui ricordiamo Rivelazione (Revelation Space, 2000), La città del cratere (Chasm City, 2001), Redemption Ark (2002), Absolution Gap (2003), Il Prefetto (The Prefect, 2007) e I fuochi di Elysium (Elysium fire, 2018). Si tratta di un grande affresco, in cui in un prossimo futuro l’umanità è sparsa nell’universo, ma l’universo stesso è stato abitato in passato da varie razze, alcune estinte e altre che hanno lasciato tracce della loro esistenza. Si tratta di una space opera, o per meglio dire una New Space Opera, ossia romanzi che usano l’armamentario classico di questo filone della science fiction innestandola, però, con la nuova sensibilità della fantascienza cyberpunk e posthuman e con la hard science fiction.
Perdido Street Station (2000) di China Miéville (1972-), primo di una trilogia, è un romanzo che letteralmente “gioca” con almeno tre generi della narrativa dell’immaginazione: il fantasy, la fantascienza e il weird. New Crobuzon è una gigantesca metropoli in cui vivono umani, mutanti ed esseri viventi di molte razze diverse. Nella megalopoli, accanto agli operai delle fabbriche vivono criminali, prostitute, mercenari, commercianti, scienziati, artisti, maghi e spie. A governare tutti ci pensa un Parlamento che può contare sul fondamentale aiuto dei militari, per quanto concerne l’ordine pubblico. Il ciclo di romanzi, denominato Bas-Lag, oltre a Perdido Street Station è composto anche da La città delle navi (The Scar, 2002) e Il treno degli dèi (Iron Council, 2004).
Canadese di nascita, ma ha vissuto a lungo in Inghilterra, Geoff Ryman (1951-) è emerso nel 1984, con l'uscita del suo brillante romanzo breve The Unconquered Country, che lo ha consacrato come uno degli scrittori più talentuosi della sua generazione, facendogli vincere sia il British Science Fiction Award che il World Fantasy Award. Il suo romanzo The Child Garden: A Low Comedy ha vinto sia il prestigioso Arthur C. Clarke Award che il John W. Campbell Memorial Award; e anche il suo romanzo successivo, Air, ha vinto l'Arthur C. Clarke Award.
Charles Stross (1964-) debutta sulla rivista britannica “Interzone” nel 1987, con il racconto The Boys, ma s’impone all’attenzione della scena fantascientifica britannica e non solo prima con il romanzo Singularity Sky (2003), nominato al premio Hugo, e poi con il romanzo, formato da una serie di racconti, Accelerando (2005), che narra l’epopea di una famiglia che è testimone proprio di una singolarità tecnologica che ha luogo nel corso del ventunesimo secolo. Una singolarità tecnologica è anche alla base del romanzo L’alba del disastro (Iron Sunrise, 2004). Il romanzo breve Rapporto sulle atrocità (The Atrocity Archives, 2004) è il primo del ciclo della Lavanderia (The Laundry Files), che ha al centro delle sue storie un’agenzia segreta che si occupa di tenere occultate attività paranormali e che mescola fantascienza, narrativa lovecraftiana e satira. Il romanzo Giungla di cemento (The Concrete Jungle, 2005), appartenente alla stessa seria ha vinto il premio Hugo.
Anche il britannico Stephen Baxter (1957-) è autore tra i più prolifici nell’ambito della fantascienza hard, essendo un matematico e ingegnere. Numerose sono le saghe da lui create, tra cui il quella della Sequenza Xeelee, in cui l’umanità è la seconda razza più importante dell’universo, mentre gli Xeelee sono quasi degli dèi; c’è poi la saga dell'Odissea del tempo (Time Odyssey), scritta con Arthur C. Clarke e formata dai romanzi L'occhio del tempo (Time's Eye, 2003), L'occhio del sole (Sunstorm, 2005) e L'occhio dell'universo (Firstborn, 2008); infine, non possiamo non citare il lungo ciclo dell’Evoluzione, formata da racconti che poi sono stati raccolti insieme a formare un romanzo, che racconta di l’evoluzione dell’umanità nel corso di oltre 500 milioni di anni.
L'americano John Scalzi (1969-) rinvigorisce la space opera di stampo militare con la saga Old Man's War, di cui il romanzo Morire per vivere (Old Man's War, 2005) è il primo, e con il ciclo di opere denominate The Interdependency, che ha ne Il collasso dell'Impero (The Collapsing Empire, 2017) la sua primigenia opera. Nel primo romanzo di Old Man's War seguiamo le gesta di un uomo anziano che viene ringiovanito e si arruola Forze di Difesa Coloniale per difendere i terrestri da alieni bellicosi. Nel secondo ciclo, Scalzi tratteggia un'umanità che si è espansa nella galassia per creare un impero.
Americano di nascita, ma cresciuto in Canada, Robert Charles Wilson (1953-) ha cominciato a pubblicare nella seconda metà degli anni Ottanta, vincendo il premio Hugo nel 2006 con il romanzo Spin, primo di una trilogia composta dai romanzi Axis (2007) e Vortex (2011), in cui la Terra è stata avvolta da una oscura membrana nera che lascia passare poca luce solare e ha nascosto la Luna e le stelle.
Canadese è anche Robert J. Sawyer (1960-), uno dei migliori scrittori di fantascienza dell’ultima generazione. Ha vinto un premio Nebula nel 1996, con uno dei suoi primi romanzi, Killer Online (1996), e nel 2003 ha ottenuto anche il Premio Hugo con La genesi della specie (Hominids, 2002). Scrittore di fantascienza di stampo classico, con una particolare attenzione agli aspetti scientifici, Sawyer affronta spesso temi legati all’evoluzione, all’antrolopologia, all’impatto dell’uomo con le grandi rivelazioni e rivoluzioni portate dalla scienza o dal contatto con intelligenze diverse.
Nel 2007, escono due antologie che consacrano la New Space Opera: The New Space Opera, curata da Gardner Dozois e Jonathan Strahan (sempre con gli stessi curatori, nel 2009 uscirà un seguito dal titolo The New Space Opera 2) e The Space Opera Renaissance a cura di Kathryn Cramer e David G. Hartwell.
Ancora un autore britannico s’impone nel 2002 all’attenzione della scena fantastica e fantascientifica, vincendo sia l’Hugo sia il Nebula. Stiamo parlando di Neil Gaiman (1960-) e del suo romanzo American Gods, in cui racconta l’America degli immigrati, dei loro déi, della Babele di lingue su cui si è nata la nazione e dove i vecchi déi si scontrano con i nuovi: Internet, la televisione, il commercio elettronico.
Un’antologia, questa volta dedicata al post-cyberpunk curata da James Patrick Kelly e John Kessel, esce nel 2007 con il titolo Rewired: The Post-Cyberpunk Anthology, che raccoglie storie brevi di molti degli autori che hanno dato vita al cyberpunk.
Lo statunitense Ted Chiang, pseudonimo di Chiang Fengnan (1967), ha costruito la sua fama di autore cult con pochi racconti, raccolti in due antologie: Storie della tua vita (Stories of Your Life, and Others, 2002) e Respiro (Exhalation: Stories, 2019) e il romanzo breve Il ciclo di vita degli oggetti software (The Lifecycle of Software Objects, 2010). Quest'ultimo sviluppa il tema dell’intelligenza artificiale, attraverso il processo di apprendimento. Con le sue storie, Chiang è riuscito a raccogliere una quantità di consensi e di premi straordinari, tra cui quattro premi Nebula, quattro premi Hugo, due premi Locus, un premio Sidewise, un premio Sturgeon e altri. Tra i suoi migliori racconti ci sono Torre di Babilonia (Tower of Babylon, 1990), Divisione per zero (Division by Zero, 1991), Storia della tua vita (Story of Your Life, 1998) e L'inferno è l'assenza di Dio (Hell is the Absence of God, 2001).
Le antologie Steampunk (2008), Steampunk II: Steampunk Reloaded (2010) di Ann e Jeff VanderMeer, Steampunk III: Steampunk Revolution di Ann VanderMeer (2012) e The Mammoth Book of Steampunk (2012) di Sean Wallace tentano, riuscendovi, di fare il punto su un filone della narrativa che nel decennio 2000-2010 è ancora vitale.
Sotto la forma del romanzo young adult, cioè scritto per adolescenti, all’inizio degli anni Duemila torna prepotentemente la distopia, genere che aveva le sue radici nel romanzo utopico e che aveva prodotto le sue migliori opere nei primi decenni del Novecento. La distopia young adult ha come presupposti da un lato una critica verso la società oppressiva, che nega diritti e libertà, e dall’altro la ricerca da parte dei protagonisti/adolescenti di un loro posto nel mondo, un mondo che è sostanzialmente a misura di adulto. Il primo romanzo di questo filone è considerato The Tomorrow City (1978) della scrittrice britannica Monica Hughes, ma i primi romanzi che hanno riportato in auge la distopia young adult sono quelli della saga The Giver della scrittrice americana Lois Lowry, il cu nome vero è Lois Ann Hammersburg (1937-), formata dai romanzi The Giver – Il donatore (The Giver, 1993), La rivincita – Gathering Blue (Gathering Blue, 2000), Il messaggero (Messenger, 2004) e Il figlio (Son, 2012), in cui la premessa è che i sentimenti sono annullati fin dalla nascita grazie a delle pillole e la società risulta così ordinata e guidata da regole molto rigide, che permettono ad ogni cittadino di essere inquadrato in un ruolo preciso.
Un impatto notevole lo ha avuto un’altra trilogia, ad opera sempre di una scrittrice americana. Stiamo parlando della trilogia Hunger Games, composta dai romanzi Hunger Games (The Hunger Games, 2008), La ragazza di fuoco (Catching Fire, 2009) e Il canto della rivolta (Mockingjay, 2010) di Suzanne Collins (1962-). Come per molti romanzi di questo tipo, la protagonista è l'adolescente Katniss che si offre al posto della sorella minore per partecipare agli “Hunger Games”, un reality show in cui ragazzi tra i 12 e i 18 anni, provenienti da vari distretti, combattono fra di loro con ogni mezzo al solo scopo di sopravvivere, perché alla fine solo uno sarà il vincitore e tutti gli altri sono destinati a morire. È questo il tributo che viene richiesto dalla società totalitaria che ha per fulcro la metropoli di Capitol City.
Altra saga distopica di enorme successo è stata quella dello scrittore americano James Dashner (1972-), ovvero The Maze Runner, che comprende le opere Il Labirinto (The Maze Runner, 2009), La Fuga (The Scorch Trials, 2010) e La Rivelazione (The Death Cure, 2011) e i romanzi prequel La Mutazione (The Kill Order, 2012) e Il Codice (The Fever Code, 2016). Anche qui siamo in una distopia senza se e senza ma, in cui dei ragazzi vengono introdotti in un vasto luogo delimitato da enormi mura, senza memoria del loro passato e consci solo del nome, come accade al protagonista del romanzo, Thomas. Sulla stessa scia s’inserisce il ciclo di romanzi Matched, formata dai romanzi Matched – La scelta (Matched, 2010), Crossed – La fuga (Crossed, 2011) e Reached – L’arrivo (Reached, 2012) della scrittrice americana Ally Condie, il cui nome completo è Allyson Braithwaite Condie (1978-).
Veronica Roth (1988-) è un'altra scrittrice americana che ha conosciuto grande popolarità grazie alla saga di distopica The Divergent, che comprende i romanzi Divergent (2011), Insurgent (2013) e Allegiant (2014), in cui si narra di una società che seleziona i suoi giovani in precise categorie grazie al DNA, ma ogni tanto nascono dei divergenti, persone che possono avere capacità per essere assegnati a più categorie.
Lo scrittore e blogger canadese Cory Doctorow (1971-) dà alle stampe nel 2008 il romanzo Little Brother, una originale distopia young adult, in cui sono quattro ragazzi che passano le loro giornate tra scuola e videogiochi virtuali, che però si trovano al posto e nel momento sbagliato dopo un attacco terroristico a San Francisco. I quattro vengono arrestati e per uno di loro, Marcus, si spalancano le porte di un incubo ad occhi aperti, tra interrogatori e torture psicologiche.
Un adolescente è il protagonista, invece, di Player One (Ready Player One, 2011) dello scrittore americano Ernest Cline (1972-), ambientato in futuro non troppo lontano dal presente (siamo nel 2045), in cui la maggior parte delle persone vivono in povertà, a causa del sovrappopolamento, dell’inquinamento e dell'esaurimento delle fonti energetiche. Per Wade Owen Watts, un diciottenne nerd appassionato di videogame e della cultura degli anni Ottanta, e per milioni di altri indigenti, l’unico rifugio per la mente è OASIS (Ontologically Anthropocentric Sensory Immersive Simulation, “Simulazione di Immersione Sensoriale Ontologicamente Antropocentrica”), una realtà virtuale dove si può condurre una vita normale.
L’americana Kristine Kathryn Rusch (1960-) è una delle scrittrici di punta degli anni 2000, ma ha curato dal 1991 al 1997 la rivista Magazine of Fantasy & Science Fiction, vincendo anche un premio Hugo come miglior editor professionale. Tra le sue opere di fantascienza, ricordiamo Millennium Babies (premio Hugo 2001 come miglior novelette), The Retrieval Artist (2001, finalista al premio Hugo come miglior novella), Il recupero dell’Apollo 8 (Recovering Apollo 8, 2007), Un tuffo nel relitto (Diving into the Wreck, 2009).

















