Dopo aver giocato con burattini e uomini artificiali, Guillermo del Toro si è detto pronto per tornare ai robottoni. Durante un Ask Me Anything su Reddit in occasione del ritorno al cinema del film del 2006 Il labirinto del fauno, infatti, al regista è stato proprio chiesto se fosse interessato a tornare al lavoro sugli jaeger, i mecha creati insieme a Travis Beacham (Scontro tra titani) per il film del 2013. La domanda è stata accolta con entusiasmo e il regista e co-sceneggiatore di Pacific Rim ha confermato il suo interesse:
Mi piacerebbe moltissimo. L'incontro tra kaiju e mecha è uno dei miei punti deboli. È per questo che ho accettato di realizzare Pacific Rim, basandomi sul soggetto di Travis Beacham. L'unica cosa che ho subito voluto stabilire è che i robot dovessero essere pilotati da due persone: in questo modo, la storia avrebbe potuto incentrarsi su due individui che devono imparare a fidarsi l'uno dell'altro. Ho sperimentato così tante soluzioni inedite nel modo di riprendere i kaiju — come l'uso della notte, della pioggia e delle luci al neon — che ora ritrovo in altri film del genere. È stata una gioia immensa. Lo adoro, è uno dei film che ho realizzato a cui sono più legato.
Un nuovo film di Pacific Rim (dopo il sequel del 2017 che però ha visto del Toro coinvolto solo come produttore) potrebbe non essere un'idea troppo bizzarra, considerate le recenti collaborazione dell'artista messicano con Netflix (Pinocchio, Frankenstein), realtà che tra il 2021 e il 2022 ha prodotto e distribuito l'anime Pacific Rim – La zona oscura. Inoltre, l'esplorazione dei kaiju (argomento molto in voga negli ultimi anni grazie al Monsterverse di Legendary Pictures e ai film di Takashi Yamazaki) resta un tema caro a del Toro, da sempre dalla parte dei mostri:
Ci sono due aspetti che amo dei film sui kaiju. Alcuni di questi mostri possiedono una bellezza ornamentale e astratta. Sebbene certi kaiju si ispirino a creature reali — come un'aragosta, un rettile o uno squalo — altri nascono da design architettonici, splendidi e decorativi, quasi fossero opere di pop art. Prendiamo ad esempio Guiron, la cui forma ricorda quella di un coltello: volevo trasporre tutto questo nel film. Alcuni kaiju richiamano da vicino animali esistenti — ce n'è uno che assomiglia a un gorilla — mentre un altro è un'idea completamente folle: ha una lama sulla testa, ma fatta d'osso. C'è amore e affinità in tutto questo.











