All’avvicinarsi della mezzanotte su una spiaggia di Lagos, in Nigeria, tre sconosciuti si avvicinano tra di loro, lanciandosi occhiate circospette mentre camminano lentamente verso il punto in cui le loro strade si incroceranno. Sono Adaora (una biologa marina il cui matrimonio sta passando una fase difficile), Anthony (un rapper ghaniano famoso in tutta l’Africa, che ha appena finito un concerto) e Agu (un soldato il cui spiccato senso della giustizia rende complicata la sua vita). Dalle acque oscure dell’oceano Atlantico di fronte a loro un boato improvviso li fa sobbalzare. Quando scorgono un’onda di vari metri d’altezza si mettono tutti e tre a correre verso l’interno, ma vengono travolti dall’acqua. Riprendendo i sensi i tre si accorgono che con loro adesso c’è una donna dai lunghi capelli e dagli occhi scuri e penetranti, che però ha qualcosa di misterioso e indefinibile. Non ha un nome – la chiameranno Ayodele – e ha bisogno di un posto dove stare…   

Inizia così Laguna, insolito romanzo col quale la scrittrice Nnedi Okorafor ha fatto il suo debutto nel mercato librario italiano. Sebbene rientri nel filone che racconta il primo contatto tra l’umanità e altre forme di vita, Laguna lo fa in modo molto diverso rispetto ai soliti standard e cliché del genere. Innanzitutto per la scelta dell’ambientazione, Lagos, megalopoli nigeriana situata su un’isola della quale gran parte dei lettori in occidente magari sa poco o niente. I personaggi principali poi offrono ciascuno un punto di vista diverso agli eventi sorprendenti che scombussolano non solo le loro vite, ma anche quelle di tutti coloro che vivono in un Paese complesso e problematico quanto ricco e vitale.

Okorafor è nata e cresciuta negli Stati Uniti da genitori nigeriani, il suo quindi è un punto di vista che è al tempo stesso interno ed esterno, avvantaggiata dunque nel proporre al lettore l’ottica aliena pur essendo profondamente consapevole della cultura e tradizioni locali nonché delle mille contraddizioni di quella gente, dunque più in generale di tutte le genti. Ad arricchire una narrazione già stimolante e viva di situazioni insolite e interessanti c’è il contributo degli animali e delle altre creature che si affacciano in questo affascinante romanzo, ciascuna di queste contribuendo alla stesura di un mosaico colorato e sfaccettato.

Ci sono misteri terrestri ed extraterrestri in queste pagine che scorrono agili, scritte con grande vivacità e immaginazione, il tutto raccontato con tocco leggero e stile mai pesante. Ci sono i miti e le leggende del passato che si incontrano e interagiscono con un'umanità variegata e diversificata. Lo è sempre stata, ma sin troppo a lungo a parte di essa non è stata concessa visibilità e rappresentanza.  Sulla spiaggia di Bar Beach inizia una vicenda magica e piena di vita (umana e non), una cacofonia di voci confuse che, volendo, possono creare un canto. Perché dal caos del mutamento emerga un ritmo che unisce e che possa dar vita a un futuro ricco di possibilità.

L’autrice

Nnedi Okorafor è nata nel 1974 a Cincinnati, in Ohio, da genitori nigeriani. Ha cominciato a pubblicare racconti dall’inizio degli anni 2000 e oggi insegna scrittura creativa all'università di Buffalo. Ha pubblicato vari libri per adulti e ragazzi, tra i quali ricordiamo Chi teme la morte (Gargoyle, 2015, miglior romanzo al World Fantasy Award e attualmente in corso di adattamento come serie televisiva HBO), Laguna (Zona 42, 2017, romanzo finalista al British Science Fiction Association Award) e Binti (Mondadori, 2019, vincitore dei premi Hugo e Nebula).

 L’estratto

Nonostante le Unità galleggianti di produzione, stoccaggio e scarico di Mystra perdano greggio, l’acqua dell’oceano appena al di fuori di Lagos, in Nigeria, è diventata così pulita che un bicchiere d’acqua di questa prelibatezza al tempo stesso dolce e salata guarirebbe persino le peggiori malattie, causandone al contempo centinaia di altre, ancora sconosciute all’umanità.  E’ più viva di quanto lo sia stata da centinaia di anni e pullula di mostri e alieni.