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Jeff Hawke
La potente Federazione Galattica controlla la vita di tutti gli abitanti del Cosmo. La Terra è considerata un pianeta periferico, barbaro, incivile e pericoloso. A causa dell'arretratezza tecnologica, il nostro mondo non ha rappresentanti al Consiglio Galattico ed è ignaro della vasta popolazione dell'Universo. Dopo un rocambolesco incontro con un alieno, un terrestre viene a conoscenza dell'esistenza extraterrestre e grazie alla sua abilità diplomatica, diventa un formidabile ambasciatore. E' Jeff Hawke.
LeggiLe balle di Ballard
Ridendo e scherzando, cari perfidi lettori, la vostra rubrica preferita ha compiuto un anno di vita. E' stato (parafrasando una nota pellicola statunitense) un anno vissuto parodisticamente: in questi mesi abbiamo osato irridere e beffeggiare i mostri sacri della fantascienza internazionale, da Asimov a Clarke, da Gibson a Dick, da Heinlein alla LeGuin. Ma, naturalmente, non finisce qui: molte altre potenziali vittime attendono inconsapevoli gli artigli della nostra satira. Accendiamo dunque la candelina (il candelotto?) commemorativa aggiungendo alla collezione dei vasetti sotto spirito l'albionico profeta dell'inner space, l'inesausto cantore di scenari catastrofici, l'evocativo, poetico, intimista e metafisico James Graham Ballard
LeggiLa Le Guin senza veli
"Niente donne né bambini" dichiarava l'ombroso e cazzuto Leon nell'omonimo film del transalpino Luc Besson. E forse, essendo giunti alla nona puntata di "Sotto spirito" senza aver visto neppure una vittima del gentil sesso, qualche lettore può aver pensato che tale massima sia stata fatta propria anche da chi vi scrive. Nulla di più falso: la parità dei diritti, ormai, vale anche per la satira. Nonché per la perfidia. Ragion per cui, questo mese la vostra rubrica preferita, senza scrupoli né ipocrite cavallerie, inscatolerà nella confettura sotto spirito una delle più importanti esponenti femminili della fantascienza americana: la bravissima e fascinosa Ursula K. Le Guin
LeggiAgentz intervista con Françoise Duvivier
Françoise Duvivier è l'artista che ha realizzato le opere da cui è tratto l'Arcivescovo, il personaggio sintetico che prende vita in AgentZ. Duvivier è un'artista di origine francese dal gusto molto forte e provocatorio. Si sente molto vicina alla cultura popolare, e molto poco legata ai cliché dell'arte "alta". La collaborazione con Equizzi è nata dalla stima per il suo precedente lavoro, "Syrena", ed è iniziata la fruttuosa collaborazione con Equizzi.
LeggiAgentz la fantascienza rende liberi
Circolano su cassetta, proiettati in mostre e rassegne alternative, o addirittura in formato Quicktime su cd-rom. Eppure fanno molto parlare: sono i "corti" di Mariano Equizzi, piccoli film fantascientifici, cyberpunk-onirici. Girati in autonomia e praticamente senza budget: niente a che fare col il (finto) "cinema-bricolage" di Blair Witch Project, ma piuttosto un florilegio di effetti speciali, di CGI, di effetti visivi e sonori. Dopo Syrena ora arriva AgentZ. E nel cast c'è anche Valerio Evangelisti.
LeggiHammer
In un futuro dominato dalla conquista spaziale, un gruppo di fuggiaschi cerca disperatamente di rifarsi una vita a bordo di un cargo chiamato Hammer. Ma la vastità dell'Universo non farà altro che alimentare la loro necessità di viaggiare senza meta, portandoli negli angoli più remoti e misteriosi della galassia.
LeggiIl codice dell'invasore
5 su 5
di Alessandro Vietti
Editrice Nord, 1999
La moglie dell'astronauta
2 su 5
2
The Astronaut's Wife, USA, 1999, Fantascienza
di Rand Ravich con Charlize Theron Johnny Depp Joe Morton
L'uomo che diede in leasing la Luna
"Puntate sul bersaglio grosso!", come gridavano i franchi tiratori del governo Berlusconi quando impallinavano Giuliano Ferrara. Che c'azzecca? Ci azzecca, ci azzecca. Mirare all'obiettivo appariscente è anche la strategia di "Sotto Spirito": la vostra rubrica favorita, infatti, anche questo mese indirizza i suoi strali satirici su un grande nome della SF internazionale. Tale scelta si giustifica in parte con pretesti "forattiniani": la parodia di un personaggio universalmente noto risulta immediatamente fruibile da tutti. Ma si spiega soprattutto considerando che l'ammirazione e il rispetto verso il Grande Nome è talmente fuori discussione che qualsiasi cattiveria (arte in cui eccelliamo) è in fin dei conti concessa. Detto questo, veniamo al sodo: il quarto trofeo da collezionare "sotto spirito" è lo scalpo (si fa per dire) del celeberrimo, mitico, riverito e idolatrato, immortale ancorché buonanima Robert Anson Heinlein
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