Nel 2003, la casa editrice Doubleday pubblicava un romanzo che avrebbe stravolto per sempre il mondo dell'editoria. Il suo titolo era Il codice da vinci e forse (se non vivete nella foresta amazzonica o siete stati in coma fino a ieri) ne avete sentito parlare, motivo per cui non ricominceremo di certo adesso, ma per comodità tenete presente che finora ha venduto più di 60 milioni di copie nel mondo.

Quello che ne derivò furono due eventi uguali negli intenti, opposti nelle motivazioni: da una parte tutte le case editrici cercarono e pubblicarono qualsiasi romanzo simile a quello di Dan Brown, dall'altra la chiesa cattolica usò altri autori per far pubblicare pseudosaggi e romanzi in cui cercavano di ribaltare di nuovo la questione ( o dovremmo dire "involvere").

In mezzo a questo mischione di romanzi più o meno inutili compare all'improvviso, nel 2005, questo The Expected One, autopubblicato dall'autrice Kathleen McGowan e poi acquistato da una vera casa editrice e sparato in tutto il mondo.

La realtà che c'è intorno al romanzo è più eclettica del romanzo stesso, perché la McGowan dice di aver impiegato ben 20 anni di ricerche per scrivere questo romanzo, di avere avuto l'occasione di parlare con parecchi rappresentanti di varie logge massoniche e di aver visto parecchi documenti originali da loro custoditi, tra cui il vangelo del titolo italiano, che viene riportato a ogni inizio di capitolo.

Si può credere o meno che il mondo delle logge massoniche non avesse di meglio da fare che aprirle le porte (del resto non sappiamo davvero che conoscenze abbia), ma leggendo il suo romanzo quello che si ottiene è un enorme senso di dejà-vu.

A ciò si aggiunge la convinzione dell’autrice di essere la discendente diretta della Maddalena (e ovviamente del marito), ma almeno riporta il tutto su un piano molto pratico, dicendo che al giorno d’oggi di loro discendenti ce ne saranno milioni e sono persone normalissime.

La trama è la seguente: nel 1994, la protagonista femminile, Maureen Paschal, mentre compie delle ricerche sulla figura della Maddalena, inciampa in un certo anello e comincia ad avere delle visioni, nello specifico legate alla crocifissione. Da qui, senza apparente motivo, il romanzo fa un salto di 7 anni e poi di un altro ancora, fino ad arrivare al 2005.

Intorno a Maureen si stanno muovendo personaggi misteriosi, tutti attirati dal suo anello, perchè si sta avvicinando una certa data e lei potrebbe essere l'attesa che troverà il vangelo della sua antenata.Non temete, non si tratta di un qualche spoiler, perché l'autrice mette tutto in chiaro fin dall'inizio e l'unica sorpresa dovrebbe essere il ritrovamento degli scritti.

Nel dettaglio cerchiamo di scoprire cosa si può dire funzioni nel romanzo e cosa invece, decisamente no:Tutta la storia è talmente simile al Codice da vinci che risultare indistinguibile, tranne per il diverso approccio, ovvero è come seguire la trama dal punto di vista di Sophie Neveau.

Il problema è che dal momento in cui scopriamo il vangelo così ricercato, la storia cade in buco nero. Improvvisamente per 150 pagine ci ritroviamo a leggere la storia della vita di Easa (perché Gesù deve essere un marchio registrato probabilmente), del tutto identiche a quella che ci hanno propinato per anni, con la sola variante che già la conosciamo dal romanzo di Brown e dalla ampia anticipazione dell'autrice: Maddalena è la moglie di "Easa" e hanno tre bambini, di cui uno altro da un precedente matrimonio e che sarà la fonte di tutti i guai.

Ma arrivata al dunque, non ha il coraggio delle propri azioni, per cui "Easa" ha sì moglie e figli, ma è ancora un superuomo che compie miracoli in quantità industriali ma sembra non sia in grado di curarsi da solo e fa la fine che tutti conosciamo, inclusa la resurrezione. Il che sembra un tardivo tentativo di non inimicarsi la lobby cattolica.

Anche quando un altro personaggio chiede a Maureen perché la chiesa ci tenga tanto a rappresentare le donne come entità malvage e perché è così pericoloso dire che Easa ha fatto sesso, l'unica risposta è: lasciamo questa risposta alla fede di ognuno.

L'autrice sarebbe un'eccellente diplomatica, di quelli che parlano per anni mentre interi paesi scompaiono.

Infine, non può esimersi dal confronto con il libro di Brown e nemmeno può riprendere in mano Da Vinci allo stesso modo, così prima tira fuori il Botticelli e altri pittori italiani (che hanno fatto le stesse cose viste nel Codice), poi tira fuori una storia appiccicata con lo scotch secondo la quale Da Vinci faceva parte dei cattivi. Peccato che non ci creda nemmeno lei mentre lo dice.

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