Tratto dai romanzi di Kan Shimozawa incentrati sulle avventure dello spadaccino cieco dotato della preveggenza, Zatoichi celebra lo spirito dei samurai distillandolo in una sorta di equivalente del romanzo picaresco del sedicesimo secolo. Ma Zatoichi non è certo sprovveduto come Lazarillo da Tormes. Anzi. E' un saggio assetato di vendetta di cui Kitano racconta una grande avventura combattuta a colpi di lame. Una storia non di Kitano che - da molti anni - ha scritto e diretto materiale personale e non adattato dal lavoro di altri. Ambientato nel Giappone del diciannovesimo secolo il film racconta di Zatoichi un vagabondo cieco, che vive giocando d'azzardo e facendo il massaggiatore. Dietro a questa umile facciata, però, si nasconde un esperto maestro di spada, capace di sfoderare una lama con la velocità della luce e di usarla per infliggere colpi di una precisione letale. Durante i suoi pellegrinaggi, Zatoichi giunge in una sperduta cittadina di montagna e scopre presto che l'intera popolazione è in balia della crudele banda dei Ginzo. Con l'aiuto del potente samurai-ronin Hattori, il più recente acquisto della banda, gli spietati Ginzo fanno sparire chiunque osi intralciare i loro piani
In una bisca clandestina, Zatoichi ed il suo giovane e fidato amico Shinkichi incontrano un'affascinante coppia di geishe: Okinu e sua sorella Osei, bellissime quanto pericolose che hanno più di una sopresa in serbo per chiunque commetta l'errore di sottovalutarle. Sono giunte nella cittadina per vendicare la morte dei loro genitori con un unico indizio: il misterioso nome Kuchinawa. Tra loro e la vendetta c'è, però, un Ronin, un samurai senza padrone, abilissimo e afflitto dal dolore per la malattia della donna che ama. Un film divertente in cui splatter e azione 'alla Kitano' (un genere che riscuote sempre più appassionati di recente) conquistano lo spettatore per intelligenza e gusto. Ovviamente il regista giapponese puntella - come suo solito - l'azione con momenti esilaranti e altri commoventi, facendo di quella di Zatoichi una vera e propria saga che trova una sponda epica anche nella colonna sonora del fedelissimo Joe Hisaishi.











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