Volete perdere tempo al cinema con un film brutto, ma non così brutto da "fare il giro"? 

Onslaught – Assalto finale è il film che vi farà sprecare il vostro tempo e i vostri soldi.

Adam Wingard (Godzilla vs Kong) dirige un film che sembra un trashone anni '80, il cui pitch potrebbe essere "Una ex soldatessa cazzuta contro soldati zombie geneticamente potenziati da uno scienziato pazzo al soldo del governo USA".

Film del genere, più testosteronici a dire il vero, erano prodotti negli anni '80, B movie interpretati da Jean Claude Van Damme, Chuck Norris, Arnold Schwarznegger, Dolph Lundgren e Michael Paré (alzi la mano chi se lo ricorda) tra i tanti, e in tempi più recenti da Jason Statham.

Onslaught - Assalto finale
Onslaught - Assalto finale

Il principio base era stare lì a vedere come il protagonista sbaragliava tutti. Lundgren e Van Damme erano in effetti nel cast di un film che mi ha ricordato Onslaught, che è Universal Soldier, noto in Italia con l'improbabile titolo I Nuovi Eroi, B movie a bassissimo costo del quasi esordiente Roland Emmerich, un regista che non ha mai perso di vista la sua "poetica trash" neanche quando ha avuto budget faraonici.

Wingard, e il suo sceneggiatore Simon Barrett sembrano non sapere che farsene di un discreto budget e di un cast non proprio di sconosciuti, composto non solo dalla protagonista Adria Arjona (Andor, Hit Man), ma anche da volti noti come Dan Stevens (Legion, Downton Abbey), Rebecca Hall (Iron Man 3, Godzilla Vs Kong) e Michael Biehn (Terminator, Aliens). 

Onslaught - Assalto finale
Onslaught - Assalto finale

Il loro lavoro accosta una serie di attesi luoghi comuni, senza però innescare la molla del divertimento che dovrebbe essere la principale in operazioni del genere.  Il tentativo di spiazzare, realizzando la "versione A24" dell'action trash, naufraga perché per sovvertire le regole un po' bisogna anche rispettarle.

Per esempio, se proprio vuoi citare quel genere, non devi dimenticarti l'orgasmico finale a base di armi. La protagonista è una ex soldatessa, sia pure vittima di sindrome post-traumatica, e contro i super soldati si trova alla fine con armi di fortuna, con un arsenale rimasto inutilizzato.

Onslaught - Assalto finale
Onslaught - Assalto finale

Non è improbabile che sia una scelta volutamente anticlimatica, ma in realtà delude perché è come se il film non sapesse dove andare. Ellen Ripley nel primo Alien, per esempio, non era una soldatessa, e si poteva comprendere che si salvasse con un pizzico di fortuna. La Celeste di Onslaught, sia pure in un certo senso zavorrata dal dover proteggere se stessa e la figlia dalla furia dei soldati zombie geneticamente modificati, oscilla tra la damigella in pericolo e la furia combattente solo per generare pretestuosi momenti, senza costruire un vero personaggio.

Onslaught - Assalto finale
Onslaught - Assalto finale

Peggio ancora è il trattamento per gli antagonisti. Dallo scienzato di Dan Stevens meramente funzionale, a una Rebecca Hall in formato mistress che serve solo far mostra di sé, fino a un funzionario governativo, interpretato da Drew Starkey, mandato a ripulire che alla fine mostra però casuali sprazzi di una coscienza mai annunciata.

Se Onslaught – Assalto finale è uno di quei film in cui le cose "succedono perché devono succedere", si prende troppo sul serio perché questo gioco risulti divertente. Il finale aperto verso un possibile sequel appare a questo punto una minaccia, più che una promessa.