Il giovane attore Matt Hagen (Tom Rhys Harries) è in un momento sfavillante della sua carriera. Ha interpretato film con successo di pubblico e di critica ed è stato appena candidato agli Oscar. Ma cade in un tranello e il suo volto viene sfigurato da un boss della Malavita di Gotham City. Il boss del West Side, il malfamato quartiere da cui Matt era riuscito a fatica a uscire dopo anni di sofferenze e gavetta.
Disperato per aver perso tutto, diffamato dallo stesso boss che è rimasto impunito a causa della sua potenza economica, Matt scopre che la scienziata Caitlyn Corr (Naomi Ackie) sta compiendo delle ricerche per dei trattamenti con nanotecnologie che potrebbero ricostruire il suo volto sfigurato. Matt riesce a convincere la donna a sottoporlo al trattamento nonostante ella lo avvisi che il si tratta di una metodologia mai sperimentale e dagli esiti incerti. Nanobiotecnologie governate da AI dai risultati imprevedibili. Cosa può andare storto?
I trattamenti hanno su Matt un effetto dirompente, trasformando il suo corpo e restituendogli inizialmente l'aspetto di un tempo. Ma hanno anche degli effetti collaterali, drammatici per certi versi, ma con alcuni aspetti positivi, come dei poteri che gli consentono di intraprendere un piano di vendetta nei confronti di coloro che lo hanno rovinato. Ma, oltre all'aspetto esteriore, il trattamento fa emergere lati oscuri della psiche di Matt, che lui aveva seppellito per anni, che adesso emergono con drammatici esiti.
Clayface è il primo film dedicato dedicato a un antagonista della gestione Gunn/Safran del DCU al cinema. Si tratta di un nemico storico di Batman, che ha avuto diverse versioni nel corso dei decenni. Questa versione sceglie la chiave horror per raccontare il personaggio, con alla regia James Watkins, che la materia l'ha trattata sin dai suoi esordi. Chiave di lettura rafforzata dalla scelta come sceneggiatore dell'alfiere dell'horror moderno Mike Flanagan, in collaborazione con Hossein Amini, storico sodale del regista, con cui ha ideato McMafia.
Questa collaborazione chiarisce come entrino, sia pure non tutti sviluppati allo stesso modo, vari temi nel film.
Da un lato la chiave body horror, la più visibile, quella su cui punta l'estetica del film per colpire come uno schiaffo lo spettatore. Il tema di come la trasfigurazione del corpo sia strettamente connessa a quella dell'anima, tanto da essere indistinguibili a un certo punto, è tipico della poetica di Flanagan, ed è sviluppato anche in modo empatico rispetto al personaggio. Oltretutto Tom Rhys Harries interpreta bene questo dramma, in modo credibile e convincente.
Dall'altro lato ci sono i temi della spietatezza dello star system, del mondo della criminalità e degli affari, che letterlamente macinano e sputano i più ingenui che entrano nel loro mirino. Qui invece il film mostra le corde, riducendo il versante sociale e critico al minimo indispensabile, senza veri approfondimenti che rendano il film un horror di denuncia, di cui The Substance è solo uno degli ultimi esempi.
In filigrana quindi Clayface è un buon intrattenimento. Una storia pulp con un mostro che prima era un uomo buono, una bella ragazza che stavolta è anche la scienzata della situazione, dei cattivi efferati su cui vendicarsi, scene d'azione e jumpscare ben dosati, con effetti speciali credibili.











