Il 2026 è l’anno del centenario della science fiction, ma è anche l’anno in cui ricade il centenario della nascita di Lino Aldani (1926-2009), il più importante scrittore italiano di fantascienza, tra i fondatori della rivista “Futuro”.

Questo straordinario e visionario autore verrà ricordato il 16 aprile in un convegno dal titolo “Le carte di Lino Aldani al Centro Manoscritti. Visioni, mappe, coscienza del futuro”, che si svolgerà al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia (Strada Nuova, 65, Aula VII di Lettere, ore 18.00), a cui prenderanno parte Marco Malvestio, ricercatore in Letterature comparate presso l’Università di Padova, e Alberto Sebastiani, ricercatore e titolare del corso di Lingua e cultura italiana presso IULM. L’incontro sarà coordinato da Giuseppe Antonelli, professore di Storia della lingua italiana dell’Università degli Studi di Pavia e presidente del Centro Manoscritti

L’occasione è l’annuncio della presenza presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, tra i più autorevoli archivi italiani deputati alla conservazione e allo studio del patrimonio bibliografico dei più grandi autori del ‘900, nato per volontà di Maria Corti, delle carte di Lino Aldani, grazie all’iniziativa di Elettra Aldani, figlia dello scrittore, e di Piergiorgio Nicolazzini, agente letterario tra i più importanti a livello europeo, che gestisce per conto degli eredi le opere di Aldani.

Nel corso della sua prestigiosa carriera letteraria, Aldani è riuscito a combinare una grande inventiva a una satira attenta della società in cui viveva. Le sue opere sono state tradotte in 16 paesi e la capacità dell’autore di interrogarci sulla tendenza a iper-burocratizzare e controllare la nostra vita è più attuale che mai. Lo dimostra una nuova, ampia raccolta dei suoi migliori racconti pubblicata da Mondadori, La casa femmina (su Urania n. 100, disponibile in ebook) e una nuova edizione di una delle sue novelle più apprezzate, Trentasette centigradi, uscita per Moscabianca Edizioni con le illustrazioni di Giulia Cornaggia. Lino Aldani ha attraversato da protagonista tutta la storia della speculative fiction del ‘900, contribuendovi non solo in qualità di autore, ma anche di appassionato curatore e critico, lasciando quindi un’eredità dal valore inestimabile per appassionati e studiosi che vorranno approfondire le sue opere.