Rivelando della relazione sentimentale tra Albus Silente, beneamato preside della Scuola di magia di Hogwarts, e il mago Gellert Grindelwald, l’autrice J.K. Rowling ha messo in atto un vero e proprio outing riguardante uno dei personaggi da lei inventati. La rivelazione, della quale si sono già occupati in modo esauriente i colleghi di Fantasy Magazine è emersa a seguito della domanda di uno dei fan intervenuti alla Carnagie Hall di New York per ascoltare la scrittrice leggere alcuni brani dell’ultimo libro della serie, Harry Potter e i doni della morte.

Nella comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) la notizia è stata recepita generalmente in modo positivo, dando atto all’autrice di aver voluto mandare un messaggio di inclusione, sebbene non sia mancato anche chi avrebbe preferito se il riferimento al passato amoroso di Silente fosse emerso direttamente dalle pagine dei romanzi, piuttosto che aggiunto come post-scriptum a voce dell’autrice, ma a questo c’è chi risponde filosoficamente con un semplice: meglio tardi che mai. Un portavoce dell’associazione GLBT britannica Stonewall ha commentato che “è stato grande che JK abbia detto questo. Dimostra che non c’è limite a cosa gay e lesbiche possano fare, anche essere dei presidi maghi.”

Prevedibili le reazioni avverse negli ambienti della destra religiosa e di alcune espressioni associazionistiche evangeliche, che già in passato avevano accusato la Potter-saga di promuovere la stregoneria e che ora sono indignate per il fatto che un personaggio positivo e amato dai giovani lettori di tutto il mondo possa essere associato con l’essere omosessuale. L’outing di Silente avrà anche reso ancora più indigesto il successo della serie a Josepeh Ratzinger, che quando era ancora cardinale in un suo scritto aveva sostenuto che tali libri contengono “subdole seduzioni, che agiscono inosservate” e “distorcono profondamente la Cristianità nell'anima prima ancora che essa possa crescere correttamente.” Ora che è uscita alla luce del sole anche l’omosessualità di uno dei personaggi principali, che si sarebbe preferito lasciare inespressa, è legittimo supporre che Ratzinger (incluso quest’anno da Human Rights Watch tra le tre personalità che hanno più contribuito a promuovere attivamente il pregiudizio contro le persone omosessuali, bisessuali e transgender) o chi per lui avranno un ulteriore motivo per sconsigliare ai loro seguaci i libri della popolare serie.