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di S*

Person Of Interest

Abrams e Nolan mettono in piedi un incrocio tra Mission: Impossible e Ultime dal cielo. Ottima idea, grandi potenzialità, ma tutte da confermare.
PILOTI, stagione 1, episodio 1, Person Of Interest, USA, 2011 - regia di David Semel - scritto da Jonathan Nolan - con Michael Emerson, Jim Caviezel - giudizio: buono

Fan o non fan, bisogna riconoscere che oggi i due talenti che conducono il gioco nel cinema fantastico sono Christopher Nolan e J.J. Abrams. E dietro Nolan, come Abrams in realtà “frontman” di un gruppo creativo, c’è spesso il fratello Jonathan, sceneggiatore di alcuni dei suoi più famosi successi come The Prestige e Il cavaliere oscuro.

Normale quindi attendersi molto, moltissimo da questa nuova serie televisiva firmata proprio da Jonathan Nolan e J.J. Abrams. Aspettative non del tutto soddisfatte forse, anche se l’impressione di un enorme potenziale questa serie è riuscita a trasmettercelo.

L’idea alla base è notevole, ma preferiamo non svelarla per chi non abbia ancora visto l’episodio. Diciamo soltanto che un certo Mr. Finch, interpretato da Michael Emerson (Ben Linus in Lost), ottiene delle informazioni su crimini non ancora commessi. Poche informazioni: solo un numero di previdenza sociale. L’identificazione di una persona in qualche modo coinvolta: sarà l’assassino? sarà l’assassinato? sarà coinvolto in altro modo?

Mr. Finch, ormai ricco ogni ogni ambizione, chiama un ex agente, Reese (Jim Caviezel, The Prisoner) e lo convince a collaborare con lui per risolvere questi casi, salvare potenziali vittime per le quali, una volta tanto, è possibile arrivare in tempo e sventarne il destino.

 

L’idea (che non vi sveliamo) sul modo in cui arrivano le informazioni è affascinante, ma a pensarci bene il risultato non è diverso quello di Ultime dal cielo (Early Edition), la serie creata da un altro Abrams (Ian) in cui Kyle Chandler riceveva ogni mattina una copia del quotidiano del giorno dopo, e doveva darsi da fare per sventare un crimine o un incidente. O di quello della britannica Paradox, nella quale un satellite riceveva da fonte ignota fotografie che erano collegate in modo misterioso a futuri disastri.

Un “dono divino” in Ultime dal cielo, fotografie dal futuro in Paradox, qui una sorta di responso oracolare: il principio è sempre quello del poter dare un’occhiata al futuro e cercare in qualche modo di prevenirlo.

Rispetto a Ultime dal cielo, naturalmente, qui è diverso il modo in cui i protagonisti mettono in atto il loro proposito: azione, tecnologia e lavoro di squadra, una formula che non può non ricordarci Mission: Impossible. E il difetto, almeno nel pilot, è lo stesso in cui la mitica serie di Bruce Geller cadeva spesso: Reese è straordinariamente in gamba, i trucchi tecnologici di Finch sono perfetti, i due arrivano dappertutto e hanno successo quasi in ogni frangente. Lo spettatore fa fatica a identificarsi con personaggi che non sbagliano mai e vincono sempre. Si deve limitare ad aspettare di vedere di volta in volta quale trucco geniale o colpo di mano risolverà la situazione. Noi siamo abituati ormai a serie che si concentrano prima di tutto sulla psicologia dei personaggi; è curioso vedere una serie che si concentra soprattutto sulla trama.

Un’impostazione che, se vogliamo, non è rara neppure nei film di Christopher Nolan. E non è forse un caso la scelta di Jim Caviezel, che somiglia decisamente all’attore preferito dei Nolan, Christian Bale.

 

La struttura che avrà la serie è dichiarata apertamente: ogni settimana ci sarà un nuovo caso da investigare, una vittima da salvare. Apparentemente quindi una serie con una forte impostazione episodica, come del resto tendono a essere quasi tutte le serie di maggior successo della CBS (che trasmette Person Of Interest negli USA), come i vari CSI o NCIS. C’è comunque lo spazio, se l’andamento della serie lo richiederà, per imbastire una trama fil rouge che esplori più a fondo il meccanismo “oracolare” da cui provengono le informazioni. Per il momento accontentiamoci di questo risultato: abbiamo una serie di J.J. Abrams in cui non ci sono misteri cosmici inarrivabili all’orizzonte. Quello che dovevamo sapere lo sappiamo e non corriamo nessun rischio di dover arrivare all’ultima puntata per dare risposta a infinite domande (e restarne invariabilmente delusi). Per JJ è una novità: vediamo se riuscirà lo stesso a tirarsi dietro gli spettatori settimana dopo settimana.

Autore: S* - Data: 30 settembre 2011

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Commenti

1 Nolan (fratello) e J.J. Abrams insieme!? Mentre leggevo la recensione avevo brividi di adrenalina lungo la schiena... e poi Paradox era la risposta inglese a Flash Forward ed entrambe le serie mi erano piaciute tantissimo... cercherò di vedere questa nuova serie assolutamente, mi sembra fin troppo ghiotto il boccone. Solo mi dispiace, che come mi sembra di capire dalla recensione, sia andata persa la "cattiveria" di Paradox, quello che mi piaceva tantissimo di questa serie, chiusa purtroppo dopo poche puntate, very British (ambientata a Manchester), è che nonostante i personaggi ricevessero "soffiate" su eventi futuri non fosse per nulla scontato l'happy end, anzi... :o

» postato da Micronaut alle 12:46 del 30-09-2011

2 « Solo peccato, che come mi sembra di capire dalla recensione, sia andata persa la "cattiveria" di Paradox, quello che mi piaceva tantissimo di questa serie, chiusa purtroppo dopo poche puntate, very British (ambientata a Manchester), è che nonostante i personaggi avessero delle soffiate su eventi futuri non era per nulla scontato l'happy end, anzi... :o» Sì, è proprio così. La serie è statunitense fino al midollo, e direi che l'happy ending è praticamente assicurato. :D L'idea è buona e ha molte potenzialità, vedremo come si sviluppa.

» postato da Lord of Chaos alle 13:44 del 30-09-2011

3 Anch'io rimpiango Paradox, invece non rimpiango assolutamente Flash Forward. Quando c'è un confronto diretto tra serie USA e UK secondo me non c'è storia. Ho adorato le prime 3 stagioni di Torchwood, mentre l'americanizzazione della quarta me l'ha resa inguardabile :cry: Stesso discorso per i remake come Being Human o altri ...

» postato da Il Castiglio alle 20:18 del 30-09-2011

4 Aggiornamento. Nel secondo episodio assistiamo a un deciso cambiamento nel personaggio di Mister Finch, che diventa decisamente più interessante. Non è più il ricco e potente che gira con i gorilla armati imponendo la sua presenza. È sempre ricco, ma preferisce passare inosservato, nascondersi, non apparire. Inoltre zoppica. Mentre nel pilot sembrava che avrebbe diretto le cose dal di fuori (alla "Charlie" -- a proposito: davvero pessimo il nuovo Charlie's Angels) ora si mette in gioco personalmente correndo anche dei rischi. S*

» postato da S* alle 18:40 del 01-10-2011

5 Confermo il miglioramento percepibile al secondo episodio. Aggiungo che anche Reese si rivela meno chucknorristico rispetto al pilot, accusando il colpo almeno un paio di volte, 'sto giro. E' vero: confortante una serie episodica con solo uno sfondo di mitologia. E poi vedere Ben Linus assoldare Gesù Cristo vale il prezzo del biglietto :) F.

» postato da Faramir alle 23:10 del 01-10-2011

6 Sì, anche a me il secondo episodio è piaciuto decisamente di più. Ha giusto quel pizzico di visione del futuro - alla Dick - da rendere ogni puntata originale e potenzialmente molto intrigante.

» postato da Lord of Chaos alle 14:58 del 03-10-2011

7 una piacevole sorpresa, spero regga la battaglia dell'audience

» postato da ziopippi alle 12:59 del 04-10-2011

8 vista la terza, si conferma secondo me molto molto ben fatto ma credo che sia anche costosetto, nn solo per caviziel, che in originale mi sembra un briciolo monocorde, ma soprattutto per la postproduzione mi pare, da banalissimo spettatore, molto molto accurata (le riprese tipo cam, le grafiche sovrapposte eccetera) vero, la questione del rapporto tra i due e' completamente cambiata, sono soci alla pari, anzi caviziel spunta un briciolo di piu' spero regga alla distanza, anche se forse e' troppo autoconclusiva, dall'altra parte spero che nn incasinino tutto alla lost (o alla jarod il camaleonte, di cui vedo una leggerissima traccia qua e la')

» postato da tzenobrite alle 19:22 del 09-10-2011

9 bello! :) per ora ho visto solo la prima, ma mi sembra già convincente. meno male, non ne potevo più dei vari Alphas, Terra Nova e compagnia bella!! (E meno male che c'è Fringe che resiste imperterrito....!!)

» postato da Dr. Weir alle 12:54 del 10-10-2011

10 «vista la terza, si conferma secondo me molto molto ben fatto ma credo che sia anche costosetto, nn solo per caviziel, che in originale mi sembra un briciolo monocorde, ma soprattutto per la postproduzione mi pare, da banalissimo spettatore, molto molto accurata (le riprese tipo cam, le grafiche sovrapposte eccetera) vero, la questione del rapporto tra i due e' completamente cambiata, sono soci alla pari, anzi caviziel spunta un briciolo di piu' spero regga alla distanza, anche se forse e' troppo autoconclusiva, dall'altra parte spero che nn incasinino tutto alla lost (o alla jarod il camaleonte, di cui vedo una leggerissima traccia qua e la')» Più che Jarod punterei su "Human Target". Serie interessante. Non ero rimasto cosi colpito dal pilot, ma lentamente sta' trovando una sua forma. Da notare come in tante serie il veterano di Iran ed Afganistan è oramai una presenza fissa. E quasi sempre con una certa nota critica. Palomino.

» postato da Palomino alle 14:28 del 10-10-2011

11 «Da notare come in tante serie il veterano di Iran ed Afganistan è oramai una presenza fissa. E quasi sempre con una certa nota critica.» I veterani del Vietnam ormai sarebbero troppo vecchi. S*

» postato da S* alle 17:22 del 10-10-2011

12 ««Da notare come in tante serie il veterano di Iran ed Afganistan è oramai una presenza fissa. E quasi sempre con una certa nota critica.» I veterani del Vietnam ormai sarebbero troppo vecchi. S*» e ogni tanto ripetono il vietnam, tanto per restare allenati, e poi dopo serve la tv per ricordarglielo

» postato da tzenobrite alle 19:25 del 10-10-2011

13 La serie comincia a diventare molto interessante dal punto di vista narrativo. Gli autori vogliono raccontare le storie in modo diverso e il finale sospeso dell'ultima puntata ne è un esempio. Da una parte sai cosa succederà dopo. Sembra inevitabile, ma sotto sotto speri che ci sia un cambiamento nel protagonista. Palomino.

» postato da Palomino alle 20:51 del 20-10-2011

14 Devo ancora vederla, non lo so non mi convince, adoro Emerson, ma non so, forse parto troppo prevenuta...

» postato da NonnaZoe alle 14:45 del 16-11-2011

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