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Ecco la classifica delle pagine del numero 29 di Delos più lette e la classifica assoluta dal numero 19 in poi. La classifica tiene conto soltanto del sito su WWW.Fantascienza.Com, quindi non sono inclusi i lettori del mirror su MC Link né, naturalmente, tutti coloro che scaricano Delos in ftp o che la ricevono attraverso la mailing list.
Per quanto riguarda il download dei numeri "zippati" di Delos, resta in testa alla classifica il numero 29 che abbatte il muro dei 1000 download (1014), seguito dai numeri 25 (904 copie), 26 (809) e 28 (796). Il numero scorso (30) segue con 718. Il conteggio dei download è iniziato col numero 21. Durante il mese sono state scaricate complessivamente circa 2000 copie di Delos.
Subject: Astronave Orion, Prisoner ecc.
Date: 16-10 13:18
From: stanz, stanz@iol.it
To: Delos Science Fiction, delos@fantascienza.com
Carissimi, complimenti per la vostra SPLENDIDA web-zine. E' MAGICO aver potuto leggere finalmente di The Prisoner e dell'Astronave Orion (Delos 28): ora però avrei una umilissima richiesta da farvi. Perchè non fate un MERAVIGLIOSO NUMERO MONOGRAFICO su "A Come Andromeda", sul "Segno del Comando", su "Belfagor", su "Ritratto di Donna Velata", su "ESP", su "La Traccia Verde" e su "Gamma" ;-))?
Complimenti ASSOLUTI vivissimi di nuovo e
"Non dimenticate noi italiani" :-)
Ciao - stànz
Quando si dice capire i desideri dei lettori...
Subject: Complimenti
Date: 27-10 23:06
From: Daniele Forghieri, dforghi@tin.it
To: Delos Science Fiction, delos@fantascienza.com
Durante una ricerca con AltaVista sono stato mandato su "Delos" (che non
ricordavo esistesse dalle mie vecchie letture su MC) ed è stata una
PIACEVOLISSIMA sospresa.
Complimenti!
E' stato un piacere leggere un'articolo sull'Astronave Orion o su The
Prisoner, pensavo di essere tornato bambino.
Sono serie che mi ricordo vagamente dalla mia infanzia (circa, sono nato
nel 1967). Sono sicuro che la serie di The Prisoner esiste perché anche
gli Iron Maiden hanno fatto un pezzo dedicato alla serie (I'm' number
One, You are number Six, ...) (Da una ricerca fatta con il vostro search
engine sembra che non ve siate accorti...). Quando parlo dell'
Astronave Orion (o dei ThunderBirds) ai miei amici mi prendono per pazzo!
Mi sembra di stare vagando (e di rendere la mail un pelo pesante) ma è
veramente un piacere trovare persone appassionate di fantascienza e che
ricordano certe serie, serie che hanno significato il mio ingresso nella
fantascienza (insieme al Buon Dottore, naturalmente).
Per concludere, visto che voglio ripetermi, vi rifaccio i miei migliori
complimenti.
Daniele 'Danny' Forghieri
*SIGH* -- siamo commossi!
Subject: Ma come fai?
Date: 11-10 17:52
From: Mick, mmiki@pobox.it
To: Silvio Sosio, delos@fantascienza.com
Ciao Silvio, mi chiamo Michele Migliorini e da un po di tempo sono collegato alla Mailing List di Fantascienza.com e scarico regolarmente i numeri di
Delos. Approposito complimenti.
Volevo chiederti come può una rivista come Delos che è no profit a
continuare a vivere?
A parte il costo del server che ti ospita ci sono soprattutto molte ore
di lavoro uomo.
Già che ci sono, un' altra domanda. A quando un nuovo libro di Delos?
ciao saluti Mick.
Be', in effetti il costo del server è relativo, nel senso che comunque viene utilizzato per scopi commerciali che lo ripagano (dalla ACME, società che produce siti web per aziende della quale anch'io faccio parte). Per quanto riguarda il lavoro, da una parte c'è un'eccellente ottimizzazione che lo riduce al minimo indispensabile, dall'altra la collaborazione di parecchie persone. Alla fine dei conti, io personalmente preparo un numero di Delos in tre o quattro giorni al massimo. Lo si fa per passione, naturalmente.
Subject: Il cyberpunk è morto?
Date: 08-10 18:27
From: Iacopo Spalletti, yakky@bitsmart.com
To: Delos Science Fiction, delos@fantascienza.com
Un'angosciosa domanda attanaglia il mondo: il cyberpunk è morto?
Prima di porci questa domanda, dovremmo ragionare sul fatto se esista (o
sia esistito) un movimento cyberpunk, come piace pensare a Bruce Sterling,
oppure no.
Certo, in teoria pochi meglio di lui potrebbero dirlo. Agli effetti
pratici, però, alcune considerazioni mi portano a pensare che il cyberpunk non
sia mai stato un movimento (almeno come gruppo strutturato).
Mi spiego: prendendo i due esponenti maggiori di quella cosa chiamata
cyberpunk, cioè Sterling e Gibson, vediamo che, già agli inizi, nei
primissimi anni '80, scrivevano, non solo cose completamente differenti, ma
anche con stili diversi. Anche i punti di contatto con gli altri autori
sembrano troppo esigui, per giustificare la definizione di movimento.
In più, non sono stati loro stessi a definirsi cyberpunk, ma sono accorsi
alcuni anni perché questa parola nascesse, inventata da un redattore
editoriale. Quindi, i componenti stessi, non si erano accorti di essere un
movimento!
Infine, c'è da mettere in conto il gusto con cui Sterling si è
autonominato 'ideologo', cosa che ha suscitato più di un sospetto in me
(non certo sulla sua qualità, ma sulla necessità di una tale figura).
"Sì, va bene, ammettiamo pure che non esista come 'movimento'; allora,
cosa è 'sto cyberpunk?"
Io credo che il cyberpunk sia fondamentalmente un blob che, nato da un gruppetto
di persone (diciamo gli autori raccolti in Mirrorshades, che però - questa
è una mia supposizione, non ci giurerei - si sono conosciuti perché
pubblicavano narrativa simile, e non viceversa), ha poi invaso una buona
parte della fantascienza (a sentire le case editrici, oggi, tutti gli
autori di FS sono cyberpunk, cosa abbastanza ridicola, che si spiega col
fatto che ormai, il cyberpunk, come la multimedialità, è di moda, ed allora deve
essere dappertutto), contaminandola, innestando qualcosa di nuovo sulla
fantascienza anni '70 che, agli occhi di me ventenne degli anni '90, sembra
proprio stanca.
Ma cos'è che ha portato il cyberpunk nella FS?
La coscienza di essere uno strumento potente (forse il più potente), per
comprendere il futuro, di poter prendere dal presente le idee più feconde
che non le varie apocalissi nucleari, i marziani travestiti da comunisti
(no, era il contrario) eccetera. Ha fatto prendere coscienza che l'epoca
moderna industrialista era al termine e che alcuni fra i più dotati per
comprendere il mondo postmoderno erano, e sono, proprio gli scrittori, ed i
lettori, di fantascienza.
Insomma, il cyberpunk, detto in soldoni, non è affatto infarcire i
racconti di 'cazzo' e 'merda', prendere uno spostato (preferibilmente under
18) e metterlo davanti ad un computer a navigare nel cyberspazio per rubare
soldi alle multinazionali. E' una tecnica di analisi del presente in
funzione del futuro; un'analisi in grado di sviscerare le problematiche vere
che di qui a pochi anni domineranno le scene e di cui già adesso sentiamo
le prime influenze.
Detto questo cerchiamo, dopo questa lunga lettera, di arrivare in fondo.
Dal momento che il movimento cyberpunk non è mai nato, non è neppure morto, ma
piuttosto direi che partendo dagli autori che hanno per primi applicato
questa tecnica il cyberpunk ne ha conquistati talmente tanti, che ormai scrittori
che scrivono solo cyberpunk non esistono più (e per questo è corretto dire che
il cyberpunk è morto), ma in compenso quasi tutti non possono fare a meno di
rapportarsi ad esso, di utilizzarlo per scrivere cose completamente
differenti.
Saluti -- I.S.
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