Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
La notizia era nell’aria da tempo ma è stata ufficializzata solo nell’ultimo numero del Giornale di Sergio Bonelli (in allegato ai numeri di marzo editi dalla Casa Editrice di via Buonarroti).
Il progetto dei “Romanzi a fumetti”, vere e proprie grafic novel, è finalmente pronto per sbarcare nelle edicole.
Si tratta di racconti autoconclusivi di circa 300 tavole con cui la Sergio Bonelli Editore tenta di uscire dal solito canovaccio delle serie pressoché infinite o delle miniserie proposte (con scarso successo, a dire il vero) negli ultimi anni.
Il primo volume sarà realizzato da alcune delle firme più note degli autori Bonelli: Luca Enoch (Spraylitz, Gea) e Stefano Vietti (Hammer e Nathan Never) per i testi e il romano Giuseppe Matteoni (Grandi miti greci a fumetti) ai disegni e avrà un’ambientazione di tipo fantasy, in puro stile Tolkien.
Titolo definitivo di questa prima uscita è Dragonero di cui poco possiamo dire non essendo trapelate molte indiscrezioni a riguardo, tuttavia domenica 25 marzo gli autori sono stati presenti a Cartoomics per illustrare la genesi dell'opera, dando qualche golosa anticipazione sulla trama e suoi personaggi. Era presente anche una ricca mostra di tavole, matite e studi delle tavole realizzate.
Dragonero uscirà nelle edicole italiane il 16 giugno 2007 e farà da battistrada per altre prossime uscite con cadenza semestrale: un western realizzato da Gino D’Antonio e Renzo Calegari, una storia ambientata nella Legione Straniera di Stefano Piani e Renato Polese, un thriller di fantascienza scritto da Paola Barbato e Stefano Casini, un noir scritto e disegnato da Gigi Simeoni e infine un pulp di Enoch e Andrea Accardi.
Le aspettative su questo nuovo progetto sono molto alte, dopo il fallimento (qualitativo) di Brad Barron gli appassionati di fumetti made in Bonelli fremono per leggere qualcosa di nuovo (di originale?).
Speriamo di non rimaner delusi.
2 Da quel che mi risulta la testata Bonelli naufragata è Gregory Hunter, mentre Brendon è vivo e vegeto. Quale sarebbe la fonte della notizia secondo cui Brendon sarebbe un fallimento?
» postato da zaltar alle 10:19 del 27-03-2007
3 «Quale sarebbe la fonte della notizia secondo cui Brendon sarebbe un fallimento?» L'Ansa???
» postato da Zakalwe alle 10:26 del 27-03-2007
4 «Da quel che mi risulta la testata Bonelli naufragata è Gregory Hunter, mentre Brendon è vivo e vegeto. Quale sarebbe la fonte della notizia secondo cui Brendon sarebbe un fallimento?» A parte che non è "vivo e vegeto" perché si è già concluso; come è chiaro dall'articolo, si intendeva fallimento da un punto di vista qualitativo. S*
» postato da S* alle 10:55 del 27-03-2007
5 ««Da quel che mi risulta la testata Bonelli naufragata è Gregory Hunter, mentre Brendon è vivo e vegeto. Quale sarebbe la fonte della notizia secondo cui Brendon sarebbe un fallimento?» A parte che non è "vivo e vegeto" perché si è già concluso; come è chiaro dall'articolo, si intendeva fallimento da un punto di vista qualitativo. S*» Sarò un po' tardo, ma il prossimo 13 aprile è annunciata l'uscita del numero 54 di Brandon. Intendi dire che stanno terminando di pubblicare gli episodi già pronti da tempo e che non ne vengono commissionati di nuovi? Salute!
» postato da Agent Zero alle 11:35 del 27-03-2007
6 il tentativo di Bonelli di rinnovarsi e recuperare il terreno perduto e' a dir poco commuovente e passa da un fallimento all'altro. il punto e' che la Bonelli per miopia e ottusita' una decina di anni fa ha ignorato tutti i segnali che avrebbero portato a una frattura generazionale , regolarmente manifestatasi con l'esplosione manga e comics usa, e adesso che la casa editrice di Tex & co ha una percentuale di lettori sotto i 30 anni intorno al 5% e un zoccolo duro che popola ormai gli ospedali geriatrici mi viene in mente una frase del buon Bart Simpson: "ciucciati il calzino".
» postato da il Puntorossi alle 11:38 del 27-03-2007
7 « Sarò un po' tardo, ma il prossimo 13 aprile è annunciata l'uscita del numero 54 di Brandon. Intendi dire che stanno terminando di pubblicare gli episodi già pronti da tempo e che non ne vengono commissionati di nuovi?» Ops, sorry, mi sa che mi sono confuso. Come si chiamava quello di Faraci ambientato negli anni cinquanta con gli invasori tipo Visitors? S*
» postato da S* alle 12:20 del 27-03-2007
8 « Ops, sorry, mi sa che mi sono confuso. Come si chiamava quello di Faraci ambientato negli anni cinquanta con gli invasori tipo Visitors? S*» Ma come dimenticare Brad Barron? Ricordo con nostalgia la sua tipica imprecazione: "La Malora!". Geniale! Fu proprio il secco giudizio espresso su Brad Barron a convincermi della affidabilità delle recensioni di Fantascienza.com. Salute!
» postato da Agent Zero alle 12:52 del 27-03-2007
9 «il tentativo di Bonelli di rinnovarsi e recuperare il terreno perduto e' a dir poco commuovente e passa da un fallimento all'altro. il punto e' che la Bonelli per miopia e ottusita' una decina di anni fa ha ignorato tutti i segnali che avrebbero portato a una frattura generazionale , regolarmente manifestatasi con l'esplosione manga e comics usa, e adesso che la casa editrice di Tex & co ha una percentuale di lettori sotto i 30 anni intorno al 5% e un zoccolo duro che popola ormai gli ospedali geriatrici mi viene in mente una frase del buon Bart Simpson: "ciucciati il calzino".» Da molti, troppi anni, tutti i fumetti Bonelli (forse con l'eccezione di Tex e Zagor che vivono in un mondo loro), si sono lanciati su di un canone fatto di autoreferenzialità, citazioni obbligatorie, trame banali e sempre ispirate a qualcos'altro di già pre-esistente, alternanza forzata di azione e comicità fuori luogo, stile grafico che segue il trend dell'anno... cosa fa pensare che adesso cambino marcia?
» postato da Otrebla alle 13:01 del 27-03-2007
10 «Da molti, troppi anni, tutti i fumetti Bonelli (forse con l'eccezione di Tex e Zagor che vivono in un mondo loro), si sono lanciati su di un canone fatto di autoreferenzialità, citazioni obbligatorie, trame banali e sempre ispirate a qualcos'altro di già pre-esistente, alternanza forzata di azione e comicità fuori luogo, stile grafico che segue il trend dell'anno... cosa fa pensare che adesso cambino marcia?» Forse il fatto che da anni soffrano di una lenta ma costante emorragia di lettori? A prescindere da ogni considerazione sulla qualità delle serie, oggi l'albo Bonelli inteso come format (grafico e contenutistico) non è più un richiamo come al tempo dell'esplosione di Nathan Never. Salute!
» postato da Agent Zero alle 13:15 del 27-03-2007
11 «Ma come dimenticare Brad Barron?
Ricordo con nostalgia la sua tipica imprecazione: "La Malora!".
Geniale!
Fu proprio il secco giudizio espresso su Brad Barron a convincermi della affidabilità delle recensioni di Fantascienza.com.»
Ah, giusto, Brad Barron. In effetti "Brandon" non è altro che un "Brad Barron" con qualche lettera in meno
La prima recensione stroncante di Brad Barron l'ho scritta io.
Non ricordo con nostalgia nulla di quella roba, credo che sia stato uno dei punti più bassi della decadenza bonelliana.
S*
» postato da S* alle 14:34 del 27-03-2007
12 «La prima recensione stroncante di Brad Barron l'ho scritta io. Non ricordo con nostalgia nulla di quella roba, credo che sia stato uno dei punti più bassi della decadenza bonelliana. S*» A scanso di equivoci sono pienamente d'accordo. Anzi la tua recensione l'ho segnalata e sbandierata a molti amici appassionati come me di fantascienza e fumetti. Mi auguro che il fallimentare esperimento sia servito a ridimensionare le velleità artistiche e la fama a mio avviso immeritata di Tito Faraci, scrittore da qualche anno onnipresente nel panorama fumettistico italiano (Bonelli, Disney, Marvel Italia), nonostante - a mio avviso - imbarazzanti limiti. Salute!
» postato da Agent Zero alle 15:25 del 27-03-2007
13 ««La prima recensione stroncante di Brad Barron l'ho scritta io. Non ricordo con nostalgia nulla di quella roba, credo che sia stato uno dei punti più bassi della decadenza bonelliana. S*» A scanso di equivoci sono pienamente d'accordo. Anzi la tua recensione l'ho segnalata e sbandierata a molti amici appassionati come me di fantascienza e fumetti. Mi auguro che il fallimentare esperimento sia servito a ridimensionare le velleità artistiche e la fama a mio avviso immeritata di Tito Faraci, scrittore da qualche anno onnipresente nel panorama fumettistico italiano (Bonelli, Disney, Marvel Italia), nonostante - a mio avviso - imbarazzanti limiti. Salute!» Quoto x2
» postato da Otrebla alle 15:35 del 27-03-2007
14 ««La prima recensione stroncante di Brad Barron l'ho scritta io.
Non ricordo con nostalgia nulla di quella roba, credo che sia stato uno dei punti più bassi della decadenza bonelliana.
S*»
A scanso di equivoci sono pienamente d'accordo.
Anzi la tua recensione l'ho segnalata e sbandierata a molti amici appassionati come me di fantascienza e fumetti.»
Ah! Gulp, credevo che parlassi ironicamente
ops:
Grazie dello sbandieramento, anche se in effetti all'epoca è stata parecchio criticata dai fan bonelliani.
D'altra parte se uno non aveva letto nient'altro in vita sua sembrava una serie piena di idee.
Peccato solo che erano idee altrui.
S*
» postato da S* alle 18:12 del 27-03-2007
15 ««Ma come dimenticare Brad Barron?
Ricordo con nostalgia la sua tipica imprecazione: "La Malora!".
Geniale!
Fu proprio il secco giudizio espresso su Brad Barron a convincermi della affidabilità delle recensioni di Fantascienza.com.»
Ah, giusto, Brad Barron. In effetti "Brandon" non è altro che un "Brad Barron" con qualche lettera in meno
La prima recensione stroncante di Brad Barron l'ho scritta io.
Non ricordo con nostalgia nulla di quella roba, credo che sia stato uno dei punti più bassi della decadenza bonelliana.
S*»Detto che resto d'accordo con la tua recensione come quando l'ho letta, Brad Barron NON è stato un fallimento. Potrei aggiungere "purtroppo", ma tant'è: dal punto di vista delle vendite, pur non spaccando, è andato abbastanza bene.
Insomma, la bradbarronità piace, per quanto a noi possa non piacere la cosa.
V. Oliva
» postato da Juan Galvez alle 08:48 del 28-03-2007
16 Bisognerebbe correggere l'articolo per quanto riguarda il Legionario e la storia di D'Antonio e Calegari. V.Oliva
» postato da Juan Galvez alle 08:50 del 28-03-2007
17 hmm.. son l'unico qui dentro disposto a dare una possibilità a questa "nuova" idea delle novelle grafiche? potrebbe essere una pu**anata, lo so, ma potrebbe anche essere l'inizio di una rinascita per la bonelli. in fondo basta una mezza ideuccia fatta come si deve.
no?
» postato da jonny lexington alle 15:41 del 28-03-2007
18 ...io non andrò oltre la rapida sfogliata in edicola. Quoto tantissimo chi ha avuto il coraggio di scrivere dei limiti di Brad Barron e del suo creatore...mi ricordo che al tempo si arrivò quasi agli insulti anche con il Faraci in persona. Brad Barron è una c...ta pazzesca e se ha venduto è segno delle pessime condizioni culturali in cui versa il nostro paese!!
Sono stata una bonelliana della prima ora che ha comprato dal primo numero Nathan Never, Dylan Dog e Martin Myster per poi "disintossicarsene" violentemente l'anno scorso (però i primi 30 umeri x seire me li sono tenuti
) svedendoli a 30 centesimi l'uno sui Navigli !!!
» postato da katy alle 15:57 del 28-03-2007
19 non ho i dati di vendita precisi sottomano, se interessa posso provvedere, ma che io sappia Brad barron non ha avuto un buon riscontro di vendite , forse non sara' un fallimento editoriale ma da li a dire che ha venduto bene ce ne corre...
» postato da il Puntorossi alle 16:02 del 28-03-2007
20 «non ho i dati di vendita precisi sottomano, se interessa posso provvedere, ma che io sappia Brad barron non ha avuto un buon riscontro di vendite , forse non sara' un fallimento editoriale ma da li a dire che ha venduto bene ce ne corre...» ...Anche perché se avesse riscosso un indubbio successo, in Bonelli avrebbero trovato l'escamotage per pubblicare altri episodi. Salute!
» postato da Agent Zero alle 16:10 del 28-03-2007
21 «non ho i dati di vendita precisi sottomano, se interessa posso provvedere, ma che io sappia Brad barron non ha avuto un buon riscontro di vendite , forse non sara' un fallimento editoriale ma da li a dire che ha venduto bene ce ne corre...»Se per vendere bene si intendono i dati che avevano i fumetti bonelliani una decina di anni fa, non ha venduto bene. Ma nessun fumetto bonelliano ha i dati di vendita di una decina di anni fa. Nathan Never, per restare alla fantascienza, ha perduto oltre il 50% delle copie. In questa ottica, Brad Barron ha venduto bene. V.
» postato da Juan Galvez alle 08:19 del 29-03-2007
22 ««non ho i dati di vendita precisi sottomano, se interessa posso provvedere, ma che io sappia Brad barron non ha avuto un buon riscontro di vendite , forse non sara' un fallimento editoriale ma da li a dire che ha venduto bene ce ne corre...»
...Anche perché se avesse riscosso un indubbio successo, in Bonelli avrebbero trovato l'escamotage per pubblicare altri episodi.
Salute!»A parte che i motivi per cui in Bonelli una serie continua, termina, vede nuovi episodi dopo la chiusura eccetera sono insondabili e non necessariamente rispondenti a logiche economiche
, effettivamente Brad Barron avrà nuovi episodi, probabilmente una breve miniserie.
V.
» postato da Juan Galvez alle 08:21 del 29-03-2007
23 L'idea dei "romanzi a fumetti" non è certo malvagia in sè; come al solito, il discrimine è come essa venga realizzata e da chi. Da un punto di vista editoriale rende perplessi (ma è perfettamente in linea con la realtà illogica della SBE
) il fatto che l'iniziativa nasca già conclusa, ovvero che gli albi annunciati dovrebbero essere tutti quelli che vedranno la luce. Non un progetto, insomma, ma la conseguenza della necessità di far produrre pagine risolta in qualche modo.
V.
» postato da Juan Galvez alle 08:26 del 29-03-2007
24 «Se per vendere bene si intendono i dati che avevano i fumetti bonelliani una decina di anni fa, non ha venduto bene. Ma nessun fumetto bonelliano ha i dati di vendita di una decina di anni fa. Nathan Never, per restare alla fantascienza, ha perduto oltre il 50% delle copie. In questa ottica, Brad Barron ha venduto bene.» Puo' darsi che ci siano altre ragioni socioeconomicoculturali, ma anche il fatto che Nathan Never siano diventato l'ombra di se stesso, ripetitivo e sempre più spudoratamente plagio di tutta la fantascienza che si muove, penso che potrebbe aver inciso un pochino... S*
» postato da S* alle 08:43 del 29-03-2007
25 ««Se per vendere bene si intendono i dati che avevano i fumetti bonelliani una decina di anni fa, non ha venduto bene. Ma nessun fumetto bonelliano ha i dati di vendita di una decina di anni fa. Nathan Never, per restare alla fantascienza, ha perduto oltre il 50% delle copie. In questa ottica, Brad Barron ha venduto bene.»
Puo' darsi che ci siano altre ragioni socioeconomicoculturali, ma anche il fatto che Nathan Never siano diventato l'ombra di se stesso, ripetitivo e sempre più spudoratamente plagio di tutta la fantascienza che si muove, penso che potrebbe aver inciso un pochino...
S*»Non ha inciso poco, ha inciso molto
. Io ho risolto continuando a comprare solo gli albi degli autori che garantiscono quasi sempre una storia ben fatta, il che significa acquistare forse 3-4 albi all'anno.
Ma questo non cambia il fatto che il fumetto in edicola, bonelliano e non, sia arretrato come volume di copie, a prescindere da considerazioni qualitative. Vanno male non solo serie in chiaro declino, ma anche quelle dall'invidiabile livello medio (poche ma ci sono). Insomma, c'è un concorso di cause.
V.
» postato da Juan Galvez alle 08:52 del 29-03-2007
26 tra le tante cause del declino bonelliano c'e' anche il fatto che abbia ripudiato completamente il circuito distributivo delle librerie specializzate in fumetti. circuito che e' cresciuto a dismisura negli ultimi 10 anni a differenza delle vendite dei comics in edicola che sono calate, per certi versi crollate. oltretutto in un momento in cui al Lettore (quello con la L maiuscola) l'edicola stava stretta e necessitava di una realta' che lo rappresentasse meglio con un ventaglio di scelte appropriate (stile mercato anglosassone) e non come accade nelle edicole nostrane dove il fumetto e' relegato in un angolo tra le riviste coi dvd, enciclopedie e il porno. oltretutto noi abbiamo ospitato molti degli autori della loro scuderia per presentazioni di libri (non editi dalla bonelli of course) e ,al di la del successo che hanno sempre queste iniziative, si e' potuto toccare con mano che quando si possono allontanare dal format e i rigidissimi dogmi bonelliani riescono a produrre cose egregie dal punto di vista qualitativo (penso all'ottimo Termite Bianca ad esempio). insomma Bonelli non ha capito un sacco di cose che gli stavano accadendo intorno e chi e' causa del suo mal pianga se stesso.
» postato da il Puntorossi alle 10:07 del 29-03-2007
27 «insomma Bonelli non ha capito un sacco di cose che gli stavano accadendo intorno e chi e' causa del suo mal pianga se stesso.» Il grosso problema della Bonelli è l'età. Purtroppo Bonelli e Canzio hanno i loro anni sulle spalle e non hanno potuto o non sono stati capaci di creare un management giovane che prendesse il loro posto o li affiancasse. Il mondo dei fumetti è chiaramente soprattutto un mondo di giovani, come fanno due ultrasettantenni (Bonelli ha tre quarti di secolo) a star dietro alle nuove tendenze e alle evoluzioni del mercato? S*
» postato da S* alle 10:14 del 29-03-2007
28 Bonelli ha mille colpe, ma non attribuiamogli quelle che non ha
. Ad essere fallito è, sostanzialmente, il circuito delle librerie specializzate. Nelle fumetterie un titolo di successo arriverà a vendere tremila copie (un titolo di GRANDE successo), il che significa che per essere un vero successo un fumetto deve ancora andare in edicola. Da coltivare, se mai, con iniziative ad hoc, capitalizzando il successo ottenuto in edicola, era il circuito delle librerie generiche. Nel suo piccolo, la Coconino lo sta facendo, e abbastanza bene.
L'età di Bonelli non è un problema in rapporto al fatto che quello del fumetto è soprattutto un mondo di giovani (e ci sarebbe da discutere se oggi è così), il Bonelli cinquantenne che lanciò Dylan Dog era comunque ben lontano sotto ogni aspetto da quegli adolescenti che ne decretarono il successo: è un problema in sè, ormai. Ma il problema principale è che ha sempre gestito in modo personalistico l'azienda, e che non è mai esistita una struttura manageriale, nè giovane nè anziana.
V.
» postato da Juan Galvez alle 10:29 del 29-03-2007
29 «Bonelli ha mille colpe, ma non attribuiamogli quelle che non ha
. Ad essere fallito è, sostanzialmente, il circuito delle librerie specializzate. Nelle fumetterie un titolo di successo arriverà a vendere tremila copie (un titolo di GRANDE successo).»
3.000 copie ???
non vorrei offenderti ma non sai veramente di quello che stai parlando!
» postato da il Puntorossi alle 10:38 del 29-03-2007
30 ««Bonelli ha mille colpe, ma non attribuiamogli quelle che non ha
. Ad essere fallito è, sostanzialmente, il circuito delle librerie specializzate. Nelle fumetterie un titolo di successo arriverà a vendere tremila copie (un titolo di GRANDE successo).»
3.000 copie ???
non vorrei offenderti ma non sai veramente di quello che stai parlando!»Nessuna offesa
, ma mi piacerebbe scoprire quali fumetti vendono sensibilmente di più in fumetteria. E' ovvio che Rat-Man, John Doe o o Jonathan Steele vendono molto di più, ma il grosso del loro venduto (che più o meno si aggira tra un terzo e la metà di Brad Barron) viene comunque dall'edicola.
V.
» postato da Juan Galvez alle 10:44 del 29-03-2007
31 Jonathan Steele non vende un fico secco (purtroppo). i fumetti che vendono di piu' sono ovviamente i manga come Naruto , Dragonball, One Piece , ma anche l'Uomo Ragno e le testate marvel in genere hanno un ottimo successo. posso testimoniarti di aver visto coi miei occhi qualche volta arrivare in distribuzione pancali per 20.000 copie col camion che viene usato per i trasporti interni che stava per collassare, considerando che per ogni fumetteria ci stanno 500 edicole facciamo numeri infinitamente superiori con costi infinitamente inferiori di distribuzione (noi prenotiamo tutto con mesi di anticipo e di base non abbiamo il diritto di reso come hanno l'edicole, e per un editore cribbio se e' importante). un mio amico qualche anno fa fece una tesi proprio sulla distribuzione di fumetti in italia e non so se lo sai ma il Batman Play Press arrivo' ad avere il 90% di reso dalle edicole, queste sono cose devastanti per un editore.
» postato da il Puntorossi alle 10:57 del 29-03-2007
32 «Jonathan Steele non vende un fico secco (purtroppo).
i fumetti che vendono di piu' sono ovviamente i manga come Naruto , Dragonball, One Piece , ma anche l'Uomo Ragno e le testate marvel in genere hanno un ottimo successo.
posso testimoniarti di aver visto coi miei occhi qualche volta arrivare in distribuzione pancali per 20.000 copie col camion che viene usato per i trasporti interni che stava per collassare, considerando che per ogni fumetteria ci stanno 500 edicole facciamo numeri infinitamente superiori con costi infinitamente inferiori di distribuzione (noi prenotiamo tutto con mesi di anticipo e di base non abbiamo il diritto di reso come hanno l'edicole, e per un editore cribbio se e' importante).
un mio amico qualche anno fa fece una tesi proprio sulla distribuzione di fumetti in italia e non so se lo sai ma il Batman Play Press arrivo' ad avere il 90% di reso dalle edicole, queste sono cose devastanti per un editore.»Credevo stessimo parlando di fumetti italiani da edicola
.
Sì, oggi come oggi i manga che vendono di più (che sono sempre di meno e vendono sempre di meno) probabilmente arrivano a ventimila copie, tra edicola e fumetteria. In passato Dragonball vendeva molto, molto di più, non ho idea quanto ma sicuramente almeno centomila copie. Ma erano i tempi in cui Tex reggeva ancora le cinque-seicentomila copie e Dylan Dog se la batteva a quel livello. In Italia il successo vero lo decreta ancora l'edicola, e l'alternativa delle librerie specializzare è fallita sostanzialmente.
Espulsi dall'edicola, i supereroi possono aggi al massimo arrivare a quel successo di nicchia che può garantire la fumetteria.
V.
» postato da Juan Galvez alle 11:06 del 29-03-2007
33 A mio parere, è soprattutto la strategia di mercato conservativa che ha da sempre caratterizzato Bonelli a decretarne oggi il declino. Sono il primo a sostenere che preservare le tradizioni in alcuni campi deve essere una necessità. Quel fantastico pecorino spadellato che mangio nel mio ristorante preferito (uguale a com'era trent'anni fa) vorrei che non cambiasse mai. Allo stesso modo, se qualcuno oggi scrivesse come Dickens alzerei tanto di cappello e diverrei il suo più affezionato lettore. Ma il fumetto è un mezzo giovane che solo da pochi decenni (con qualche eccezione naturalmente) sta dimostrando di potersi confrontare sullo stesso piano artistico delle altre forme espressive. A partire dalla seconda metà degli anni settanta (ed in Francia ancor prima) il fumetto si è evoluto un po' dovunque e gran parte di ciò che è stato fatto prima oggi ci appare ingenuo. Ma in Italia questo non è avvenuto, o meglio è avvenuto al di fuori della Bonelli che, a parte naturali aggiustamenti dovuti al ricambio generazionale ed al continuo rincorrere mode e generi (western, avventura, misteri, horror, giallo, fantascienza, fantasy), è rimasta sempre qual era. L'albo deve avere 96 pagine di quel formato, l'eroe (anti-eroe non significa proprio niente, mi spiace) deve avere una o più spalle, una imprecazione tipica, sempre lo stesso abbigliamento, in ogni storia deve comportarsi allo stesso modo, non ci sono quasi mai eventi che imprimono svolte decisive alle vite dei personaggi... Andiamo questa è Topolinia non un fumetto realistico! Ai tempi della nascita di Tex nessuno avrebbe speso una parola per difendere la dignità letteraria o artistica dei fumetti. Oggi è più semplice, perché abbiamo avuto esempi di grandi opere a fumetti e sappiamo cosa si può fare con la cosiddetta arte sequenziale. Ma non certo grazie a Tex. Anzi, in termini generali Tex ha rappresentato una vera iattura per la crescita della considerazione critica del fumetto in Italia. Per carità, se Tex continua a vendere e a piacere al pubblico, fa bene Bonelli a continuarlo a proporre sempre uguale a se stesso. Ma questa strategia contiene in sé il germe che, nel lungo periodo, non può che decreterne il fallimento e oggi stiamo assistendo ai primi sintomi della malattia. La causa non è, come lamenta il sig. Bonelli in ogni suo intervento, la scarsa presa del fumetto sulle nuove generazioni, distratte da internet, videogiochi... La causa è semmai la scarsa presa del fumetto Bonelli sulle nuove generazioni. Solo negli ultimi anni Bonelli ha tentato di cambiare rotta (numero di pagine, continuità, miniserie), ma ho la sensazione che questi cambiamenti (spesso solo formali) siano arrivati troppo tardi e non siano comunque la medicina giusta. Il romanzo a fumetti non è una idea malvagia, ma quello che vuole fare Bonelli mi sembra il solito albo speciale Bonelli, fuori serie, solo un po' più corposo. A dirla tutta, se così fosse, l'espressione Romanzi a Fumetti è meglio non usarla proprio. Salute!
» postato da Agent Zero alle 12:32 del 29-03-2007
34 «In Italia il successo vero lo decreta ancora l'edicola, e l'alternativa delle librerie specializzare è fallita sostanzialmente.
»
nel tuo primo messaggio esprimevi la tua opinione che per le migliori testate facevamo 3.000 copie
, si parla invece di picchi di 20.000 copie ma per te siamo comunque un fallimento.
credo a questo punto che anche se il nostro circuito distribuisse 200.000 copie a testata per te sarebbe uno scarso risultato.
certo siamo una nicchia, ma siamo una "grande" nicchia (fatti un salto a lucca comics per farti un idea) e saremmo potuti essere una parte importante anche del mercato Bonelliano se solo i vertici fossero stati meno vecchi e miopi.
il problema e' che il bonelli fa le tue stesse valutazioni edicolacentriche e ogni anno perde costantemente percentuali di mercato.
contento lui contenti tutti , per altre valutazioni ti rimando al mio motto in firma ![]()
» postato da il Puntorossi alle 12:43 del 29-03-2007
35 >>>e un zoccolo duro che popola ormai gli ospedali geriatrici
ma che mmmicnhia dici??
Compro Bonelli (MM per inciso..)dal 1982 e continuo a leggerlo ancora oggi...ho mollato negli anni Dylan Dog e Nathan Never per mere questioni economiche e di spazio in casa, unitamente ai vari Brendon, ecc. ecc.
Non sopporto Gea.
La pubblicazione che ho più apprezzato della Bonelli è stata "zona X".
Oltre a ciò, il mio parere è che molti non siano in grado nemmeno di capire, a livello di pura interpretazione della lingua italiana espressa, quello che viene riportato nelle nuvolette di alcuni fumetti Bonelli e, di conseguenza, si lanciano verso qualcosa di più leggero...
» postato da Giorgio_ alle 12:47 del 29-03-2007
36 ««In Italia il successo vero lo decreta ancora l'edicola, e l'alternativa delle librerie specializzare è fallita sostanzialmente.
»
nel tuo primo messaggio esprimevi la tua opinione che per le migliori testate facevamo 3.000 copie
, si parla invece di picchi di 20.000 copie ma per te siamo comunque un fallimento.
credo a questo punto che anche se il nostro circuito distribuisse 200.000 copie a testata per te sarebbe uno scarso risultato.»Aridaje
. John Doe fa circa 25.000 copie, il grosso in edicola. Quante pensi ne farà in fumetteria? Jonathan Steele farà 16-17000 copie, la maggior parte in edicola. Quante pensi ne farà in fumetteria? Anche i manga di maggior successo vendono soprattutto in edicola, e oggi come oggi non credo ci siano molti manga che vendono quanto JS, non dico John Doe. Quel che intendevo è questo, non che in fumetteria non siano presenti fumetti che complessivamente vendono ben più di tremila copie.
«
certo siamo una nicchia, ma siamo una "grande" nicchia (fatti un salto a lucca comics per farti un idea) e saremmo potuti essere una parte importante anche del mercato Bonelliano se solo i vertici fossero stati meno vecchi e miopi.
»Mi capita di conoscere Lucca, dove tra poco il fumetto sarà sfrattato definitivamente dai giochi
.
«
il problema e' che il bonelli fa le tue stesse valutazioni edicolacentriche e ogni anno perde costantemente percentuali di mercato.
»Il problema è che io non faccio le stesse valutazioni di Bonelli, e se leggessi senza vedermi come il nemico te ne renderesti conto
. E' un semplice dato di fatto che le fumetterie si sono rivelate un fallimento, a livello generale. Per molti motivi, a partire dalla distribuzione, carente sotto ogni punto di vista, per continuare con gli editori, troppo pavidi e troppo fragili per prevedere il diritto di resa, cosa che rende difficile per molti esercenti ordinare più copie di quelle prenotate.
E' un semplice dato di fatto che Bonelli, che vende 250mila copie con Tex e Dylan Dog, perfino oggi con tirature per lui così "basse", non ha convenienza a innescare una "guerra" con i distributori per andare a stornare qualche migliaio di copie dall'edicola alla fumetteria.
Bonelli ha mille colpe, dal punto di vista creativo, ma da quello economico è difficile fargli appunti: la casa editrice continua a diminuire le vendite, ma gli utili si mantengono abbastanza stabili e piuttosto pingui. Quel che vorrei, come lettore, non è certo trovare Tex in fumetteria, dove già spendo più che a sufficienza per fin troppe cose
, ma trovare in edicola un Tex migliore di quello che mi viene propinato. Quel che gli si potrebbe chiedere, è di prevedere progetti ad hoc per la fumetteria, lui che ne ha le possibilità.
A suo tempo tentai un'analisi di quello che non andava in via Buonarroti.
Qui:
http://www.ubcfumetti.com/mag/crisibonelli_1.htm
V.
» postato da Juan Galvez alle 13:57 del 29-03-2007
37 « Ma il fumetto è un mezzo giovane che solo da pochi decenni (con qualche eccezione naturalmente) sta dimostrando di potersi confrontare sullo stesso piano artistico delle altre forme espressive. »Mi scuso se mi limito a estrapolare questo tuo passaggio, al resto del tuo post in un certo senso ho risposto con il link nel mio post precedente a questo. In realtà il fumetto è ovviamente ancora oggi in evoluzione - come qualsiasi altro medium - ma sin dagli albori si è dimostrato sullo stesso piano di ogni altra forma espressiva. Certo, nelle incarnazioni migliori, quali poterono essere il Little Nemo di McCay, l'opera di Feininger, Krazy Kat di Herriman o il Popeye di Segar (per fare qualche esempio), ma le potenzialità di ogni medium le si possono giudicare dai risultati migliori. V.
» postato da Juan Galvez alle 14:03 del 29-03-2007
38 CITAZIONE: Oltre a ciò, il mio parere è che molti non siano in grado nemmeno di capire, a livello di pura interpretazione della lingua italiana espressa, quello che viene riportato nelle nuvolette di alcuni fumetti Bonelli e, di conseguenza, si lanciano verso qualcosa di più leggero...
Anche io leggevo Bonelli dal 1982...l'ho mollato in toto l'anno scorso (quello che ha retto di più è stato NN ma ero stufa dei plagi e delle idee fritte e rifritte) ma di questo ho già scritto e riscritto in altre discussioni su Bonelli Editore...
...tanto x capire mi puoi fare un paio di esempi di concetti espressi nei fumetti Bonelli così difficili da non essere comprensibili ai più e un'altro paio di esempi di quel "qualcosa di più leggero..." verso cui sarebbero migrati questi poveri ignoranti (me inclusa ovviamente)??
![]()
» postato da katy alle 14:09 del 29-03-2007
39 «Mi scuso se mi limito a estrapolare questo tuo passaggio, al resto del tuo post in un certo senso ho risposto con il link nel mio post precedente a questo. In realtà il fumetto è ovviamente ancora oggi in evoluzione - come qualsiasi altro medium - ma sin dagli albori si è dimostrato sullo stesso piano di ogni altra forma espressiva. Certo, nelle incarnazioni migliori, quali poterono essere il Little Nemo di McCay, l'opera di Feininger, Krazy Kat di Herriman o il Popeye di Segar (per fare qualche esempio), ma le potenzialità di ogni medium le si possono giudicare dai risultati migliori. V.» Quello che intendevo dire è che il fumetto si è diffuso e affermato nella prima metà dello scorso secolo. La letteratura, la scultura, la pittura, la musica hanno, quantomeno nelle loro forme embrionali, qualche millennio sul groppone. L'umanità le coltiva da sempre e questo ha fatto sì che in quei campi abbiamo visto nascere i primi capolavori già alcuni secoli fa. Le potenzialità espressive del fumetto sono state esplorate solo di recente. Storie e personaggi maturi e non necessariamente rivolti all'infanzia, tecniche di illustrazione e di narrazione innovative (come, ad esempio, le didascalie fuori contesto rispetto alla narrazione principale, l'uso di dipinti o di tecniche miste, i collage), sono conquiste più o meno recenti e sono state queste a far emergere il fumetto dai suoi angusti territori di origine. In Italia si è cominciato a parlare di letteratura disegnata grazie a Hugo Pratt, non certo grazie al Capitano Miki. Torno a ripetere che di tutto questo Bonelli non sembra essersi mai accorto o meglio, a Bonelli questo non è mai interessato. Volendo forzare il paragone, Tex (ed il medio albo Bonelli) sta al Fumetto (inteso nella sua massima potenzialità) come i primordiali dipinti rupestri stanno a Michelangelo. Dopo Michelangelo semplicemente non puoi accontentarti dei dannati dipinti rupestri, benché pregevoli e fondamentali per lo studio delle prime espressioni artistiche degli uomini. Visto il tuo nick, mi viene da chiederti se pensi che quello che alcuni autori facevano in Argentina cinquant'anni fa sia paragonabile a quello che fa Bonelli nel 2000. Salute!
» postato da Agent Zero alle 14:44 del 29-03-2007
40 « E' un semplice dato di fatto che Bonelli, che vende 250mila copie con Tex e Dylan Dog, perfino oggi con tirature per lui così "basse", non ha convenienza a innescare una "guerra" con i distributori per andare a stornare qualche migliaio di copie dall'edicola alla fumetteria. » il dato di fatto piu' evidente e' che Bonelli ha perso oltre il 50% del suo mercato negli ultimi 10 anni , molto ma molto di piu' se si considerano gli ultimi 15-20 (col boom nathan never- dylan dog), mentre la crescita dei manga e del fumetto usa specie tra i teen ager e' enorme. ancora fa il bello e cattivo tempo in italia dalla sua posizione dispotico egemonica derivata da 40 anni di monopolio dell'editoria fumettistica, ma la discesa e' inesorabile: tu prendi 100 ventenni che leggono i fumetti oggi , quanti di loro fanno Bonelli? forse 5 , 10 a ad essere gentili. La sua testata che vende di piu' (Tex) ha come lettori solo quarantenni e oltre, e qualche trentenne con voglie vintage. quindi il suo e' un mercato destinato inevitabilmente a deperire e' solo questione di tempo , forse non domani ma gia' tra 5 anni ne riparleremo in tutti altri termini. poi i famosi dati della bonelli vorrei proprio vederli "ripuliti" dai resi, sono convintissimo siano molto diversi.
» postato da il Puntorossi alle 15:25 del 29-03-2007
41 curioso, anche io in un'altra discussione avevo fatto un paragone tra bonelli e qualche cosa...del tipo: bonelli sta al fumetto come i quattro salti in padella al cibo vero.
Sono buoni anche quelli se si ha poco tempo, così come leggersi un bonelli al bagno, in treno o sotto l'ombrellone non ha mai ucciso nessuno...se poi voglio leggere un FUMETTO non passo nemmeno dall'edicola ma vado in fumetteria. ![]()
» postato da katy alle 15:27 del 29-03-2007
42 >>>>tanto x capire mi puoi fare un paio di esempi di concetti espressi nei fumetti Bonelli così difficili da non essere comprensibili ai più e un'altro paio di esempi di quel "qualcosa di più leggero..."
Se leggevi MM non penso ci sia bisogno di esempi...
>>>verso cui sarebbero migrati questi poveri ignoranti (me inclusa ovviamente)?
E che ne so? io leggo, anzi leggevo ma leggerei ancora potendo, o fumetti della Bonelli...dimmelo tu.... ![]()
» postato da Giorgio_ alle 17:27 del 29-03-2007
43 «Il romanzo a fumetti non è una idea malvagia, ma quello che vuole fare Bonelli mi sembra il solito albo speciale Bonelli, fuori serie, solo un po' più corposo.»
anche perchè a quanto mi sembra di capire, ha intenzione di usare i soliti noti dello staff bonelliano per fare questi "romanzi". magari (io spero) gli darà un po' più di briglia sciolta del solito. però.... un po' ne dubito.
ps: discussione interessantissima questa. ![]()
» postato da jonny lexington alle 17:47 del 29-03-2007
44 «Oltre a ciò, il mio parere è che molti non siano in grado nemmeno di capire, a livello di pura interpretazione della lingua italiana espressa, quello che viene riportato nelle nuvolette di alcuni fumetti Bonelli e, di conseguenza, si lanciano verso qualcosa di più leggero...
Se leggevi MM non penso ci sia bisogno di esempi...»
spero di interpretare il tuo pensiero correttamente: MM è sempre stato un fumetto dotto e ricco di citazioni interessanti. sotto quell'aspetto, nessuno degli altri albi regolari bonelli è paragonabile. e c'é da aspettarsi che molti giovani e giovanissimi che oggi leggono "dragonball" non avrebbero mai la pazienza di perdere tempo con le relazioni del dottor mystere sull'espansione dei franchi dell'europa pre-medioevale. fin qui ci siamo, no?
però dai, non vorrai davvero dirmi che secondo te molti scelgono di leggersi fumetti al di fuori del circuito bonelli perché non capiscono MM, o NN, o tex?
tu dici che le trame e il modo in cui (non) si evolvono i protagonisti non può essere una causa?
» postato da jonny lexington alle 17:53 del 29-03-2007
45 aggiungerei anche le grosse carenze di disegno, la poca cura nel creare delle immagini "realistiche" o almeno coerenti...quante volte MM viaggiava su aerei che in una inquadratura avevano due motori e in un'altra 4...o comunque cambiavano modello? Certe volte poi facevano sedere le persone in aereo come se fossero su un treno...assurdo...
» postato da katy alle 18:05 del 29-03-2007
46 comunque gli albi bonelli mi hanno accompagnato per anni e anni a scuola, al lavoro e in vacanza e mi spiace intervenire sempre x sottolinearne i tremendi difetti...li ho amati molto; finito tale amore nessuno mi ha obbligata a comprarli ancora.
![]()
» postato da katy alle 19:04 del 29-03-2007
47 «
Oltre a ciò, il mio parere è che molti non siano in grado nemmeno di capire, a livello di pura interpretazione della lingua italiana espressa, quello che viene riportato nelle nuvolette di alcuni fumetti Bonelli e, di conseguenza, si lanciano verso qualcosa di più leggero...»
Bè... posso darti in parte ragione.
Molti dei manga che ho letto in questi anni erano davvero scarsi e ripetitivi e per nulla ai livelli di Mystere o Never o Dog dei tempi migliori.
Come in tutte le mode, se certe cose sono veramente popolari vengono prese per oro colato anche le stupidaggini.
Però ci sono tantissimi manga e graphic novels di altissimo livello.
E da qui a dire che chi non legge Bonelli lo fa perchè non ha la pazienza o l'intelletto per farlo.... ce ne corre
.
» postato da Ommadawn alle 19:58 del 29-03-2007
48 «Visto il tuo nick, mi viene da chiederti se pensi che quello che alcuni autori facevano in Argentina cinquant'anni fa sia paragonabile a quello che fa Bonelli nel 2000.
Salute!»Oesterheld faceva fumetto seriale, serialissimo, su rivistacce di quart'ordine. Non confondere i risultati con le situazioni. I risultati li ottengono gli autori di talento, a dispetto di qualsiasi situazione.
E in Italia, a parte l'iniziale Eternauta disegnato da Breccia, i lavori di Oesterheld sono stati presentati principalmente sulle riviste dell'Eura, roba molto più "da battaglia" degli albi bonelliani.
«In Italia si è cominciato a parlare di letteratura disegnata grazie a Hugo Pratt, non certo grazie al Capitano Miki.
Torno a ripetere che di tutto questo Bonelli non sembra essersi mai accorto o meglio, a Bonelli questo non è mai interessato.
Volendo forzare il paragone, Tex (ed il medio albo Bonelli) sta al Fumetto (inteso nella sua massima potenzialità) come i primordiali dipinti rupestri stanno a Michelangelo.
Dopo Michelangelo semplicemente non puoi accontentarti dei dannati dipinti rupestri, benché pregevoli e fondamentali per lo studio delle prime espressioni artistiche degli uomini. »Cominciamo col dire che Capitan Miki non era bonelliano, ed è stato reso obsoleto proprio dal fmetto bonelliano per eccellenza, Tex. Aggiungiamo che Bonelli portò Pratt in edicola negli anni '70, ma il pubblico lo schifò o quasi.
Il paragone pitture rupestri/Michelangelo, sul piano grafico, semplicemente non regge (ammesso che regga quello primario
). Lo staff grafico di Tex, semplicemente, non ha rivali al mondo. Prova a chiedere a dei disegnatori quale sia il loro parere tecnico su Ticci, Villa, Font, Ortiz e oggi anche Garcia Seijas. Sul piano dei testi non è questione di pitture rupestri, ma dell'assurda conduzione della testata da parte di Sergio Bonelli. Quando, ormai sempre più raramente, Mauro Boselli può scrivere con una certa libertà, Tex resta un fumetto notevole. Perchè è un personaggio oggi di aurea classicità, esattamente come lo è Batman quando è scritto da chi sa farlo. E come ogni classico è aggiornabile ai tempi correnti.
V.
» postato da Juan Galvez alle 20:21 del 29-03-2007
49 ««
E' un semplice dato di fatto che Bonelli, che vende 250mila copie con Tex e Dylan Dog, perfino oggi con tirature per lui così "basse", non ha convenienza a innescare una "guerra" con i distributori per andare a stornare qualche migliaio di copie dall'edicola alla fumetteria.
»
il dato di fatto piu' evidente e' che Bonelli ha perso oltre il 50% del suo mercato negli ultimi 10 anni , molto ma molto di piu' se si considerano gli ultimi 15-20 (col boom nathan never- dylan dog), mentre la crescita dei manga e del fumetto usa specie tra i teen ager e' enorme.»Se vuoi rimbeccarmi forse è meglio se fai considerazioni che io non abbia già fatto
. Ho già detto che il calo bonelliano è stato rilevantissimo. Più o meno come quello dei manga stessi, per altro. Un fenomeno come Dragonball è lontano nella memoria più o meno come le 500mila copie di Tex, e nessun manga oggi è lontanamente prossimo alle cifre di un Dampyr, per fare un titolo. Men che meno i comics.
Continui a vedermi come il nemico
, ma io non sto "difendendo" Bonelli, vorrei solo vederlo accusare di colpe che ha. Il suo assurdo fatalismo, che lo porta a lasciar andare in malora le testate perché tanto "è destino"; le più bislacche imposizioni agli autori, in special modo quelli delle testate più diffuse, fino a soffocarne la creatività; l'inerzia assoluta su Tex, dove da oltre un decennio è stato lasciato scrivere un autore che chiaramente non ha nulla dire e quel nulla lo dice in modo pessimo. E altre simili.
«
ancora fa il bello e cattivo tempo in italia dalla sua posizione dispotico egemonica derivata da 40 anni di monopolio dell'editoria fumettistica, ma la discesa e' inesorabile: tu prendi 100 ventenni che leggono i fumetti oggi , quanti di loro fanno Bonelli?
forse 5 , 10 a ad essere gentili.
La sua testata che vende di piu' (Tex) ha come lettori solo quarantenni e oltre, e qualche trentenne con voglie vintage.»Ecco, Angelo, se si parla seriamente, allora parlare di posizione dispotico egemonica derivata da 40 anni di monoplio dell'editoria fumettistica ti squalifica il discorso. La sua posizione dominante Bonelli l'ha acquisita sul lungo periodo, e anche solo 25 anni fa era lungi dall'essere un monopolio dispotico. Bonelli è semplicemente stato più bravo di tantissimi suoi competitori, scomparsi dalle edicole per la loro incapacità, per lo scarso rispetto del lettore, per l'infimo livello delle loro pubblicazioni. Essere più bravi non è una colpa. Restare fissi su se stessi, sì.
Ma il declino bonelliano, in fondo potrebbe essere solo la normale parabola di un'azienda che entra in crisi con l'entrare in crisi del suo dominus. Il problema è che nessuno in Italia appare avere le qualità per sostituirsi a lui come elemento trainante del mondo fumettistico. Che in futuro, con ogni probabilità, diverrà una florida e splendida nicchia e non più un grande fenomeno popolare. A meno di non trovare il nuovo Bonelli, inteso come l'imprenditore che con (tantissima) fortuna e (tanto) fiuto ha portato il fumetto seriale italiano alle sue massime potenzialità.
Infine è vero che i ragazzi sono più attratti in genere dall'efficacia immediata dei manga - soprattutto - e dalla chiccosità dei comics, ma è ancor più vero che sono limitati ben più dei lettori monobonelliani. Quando mi capita di incrociarne in fumetteria qualcuno con l'occhio più vispo, a volte provo a tentarli con qualcosa di diverso. E per diverso intendo sempre manga: Taniguchi, Tezuka, Oshino, Tatsumi, Oda e altri che stanno arrivando anche in Italia. Ma semplicemente non sembrano appartenere al "canone" di quel che si deve leggere.
La vera colpa di Bonelli è che non intenderà mai tentare di approcciarsi a questa realtà.
V.
» postato da Juan Galvez alle 20:50 del 29-03-2007
50 ««Visto il tuo nick, mi viene da chiederti se pensi che quello che alcuni autori facevano in Argentina cinquant'anni fa sia paragonabile a quello che fa Bonelli nel 2000.
Salute!»Oesterheld faceva fumetto seriale, serialissimo, su rivistacce di quart'ordine. Non confondere i risultati con le situazioni. I risultati li ottengono gli autori di talento, a dispetto di qualsiasi situazione.
E in Italia, a parte l'iniziale Eternauta disegnato da Breccia, i lavori di Oesterheld sono stati presentati principalmente sulle riviste dell'Eura, roba molto più "da battaglia" degli albi bonelliani.
«In Italia si è cominciato a parlare di letteratura disegnata grazie a Hugo Pratt, non certo grazie al Capitano Miki.
Torno a ripetere che di tutto questo Bonelli non sembra essersi mai accorto o meglio, a Bonelli questo non è mai interessato.
Volendo forzare il paragone, Tex (ed il medio albo Bonelli) sta al Fumetto (inteso nella sua massima potenzialità) come i primordiali dipinti rupestri stanno a Michelangelo.
Dopo Michelangelo semplicemente non puoi accontentarti dei dannati dipinti rupestri, benché pregevoli e fondamentali per lo studio delle prime espressioni artistiche degli uomini. »Cominciamo col dire che Capitan Miki non era bonelliano, ed è stato reso obsoleto proprio dal fmetto bonelliano per eccellenza, Tex. Aggiungiamo che Bonelli portò Pratt in edicola negli anni '70, ma il pubblico lo schifò o quasi.
Il paragone pitture rupestri/Michelangelo, sul piano grafico, semplicemente non regge (ammesso che regga quello primario
). Lo staff grafico di Tex, semplicemente, non ha rivali al mondo. Prova a chiedere a dei disegnatori quale sia il loro parere tecnico su Ticci, Villa, Font, Ortiz e oggi anche Garcia Seijas. Sul piano dei testi non è questione di pitture rupestri, ma dell'assurda conduzione della testata da parte di Sergio Bonelli. Quando, ormai sempre più raramente, Mauro Boselli può scrivere con una certa libertà, Tex resta un fumetto notevole. Perchè è un personaggio oggi di aurea classicità, esattamente come lo è Batman quando è scritto da chi sa farlo. E come ogni classico è aggiornabile ai tempi correnti.
V.»
Evidentemente faccio fatica a spiegarmi.
Ci provo di nuovo.
1. L'Eternauta di Oesterheld è a mio avviso superiore a tutto il fumetto seriale Bonelli. Non sto discutendo del fumetto seriale, infatti, ma del fumetto Bonelli rispetto al fumetto mondiale.
2. Quando l'Eura pubblica L'Eternauta o i Maestri dell'Orzo o La Casta dei Metabaroni, possiamo discutere quanto vuoi della qualità del supporto cartaceo, ma il contenuto resta superiore al fumetto Bonelli.
3. Capitan Miki, come Blek, il Comandante Mark o altri epigoni hanno rappresentato né più né meno quello che ha rappresentato Tex, vale a dire un fumetto popolare di mediocre valenza rispetto a quello che è stato fatto dopo (e pure rispetto al quasi contemporaneo sopra citato Eternauta).
4. Che lo staff grafico di Tex non abbia eguali al mondo mi sembra una affermazione alquanto iperbolica, così come volutamente iperbolico era il mio paragone tra pitture rupestri e Michelangelo. In ogni caso è una tua opinione e ci può stare. Solo che questo non basta. Anzi aggrava il problema: se hai grandi disegnatori (e indubbiamente Ticci e Villa lo sono, Font e Ortiz, mi si perdoni, sono un'altra cosa) e fai loro disegnare le storie di Nizzi... bè... stiamo parlando di fumetti, non di illustrazioni.
5. Che Bonelli dimostri una assurda conduzione della testata è esattamente quello che sto tentando di scrivere dall'inizio, riferendomi però non solo a Tex, ma a tutta la sua casa editrice.
6. Tex non è aggiornabile ai tempi correnti perché Bonelli non vuole farlo. Che sia in astratto aggiornabile è indubbio, ma questo conta poco; che Bonelli voglia tenerlo così com'è è altrettanto indubbio... salvo perdere lettori e lamentarsene.
7. Mi spiace ma se citi Batman ti esponi al massacro. OK a parte l'idea originale il Batman di Bob Kane lascia alquanto a desiderare, OK c'è stato il Batman camp... solo che dopo abbiamo avuto Steve Englehart, Frank Miller, Grant Morrison, Alan Moore, Brian Azzarello... (per citarne alcuni). Ti chiedo: Bonelli permetterebbe mai a un qualsiasi scrittore di fare a Tex quello che Grant Morrison ha fatto a Batman in Arkham Asylum (e non mi sto solo riferendo alla manata che il Joker gli appioppa sull'oscuro fondoschiena)?.
Salute!
» postato da Agent Zero alle 21:22 del 29-03-2007
51 Vediamo se riesco io a spiegarmi
«
1. L'Eternauta di Oesterheld è a mio avviso superiore a tutto il fumetto seriale Bonelli. Non sto discutendo del fumetto seriale, infatti, ma del fumetto Bonelli rispetto al fumetto mondiale. »L'Eternauta è uno di quei 3-4 fumetti che spiccano al di sopra degli altri. Perché Oesterheld era un autore come ne nascono pochi in un secolo. Ovvero non è un termine di paragone che abbia molto senso, Bonelli o no. Se parliamo di contenuti, a me pareva si parlasse di strutture editoriali
Per continuare...
«
2. Quando l'Eura pubblica L'Eternauta o i Maestri dell'Orzo o La Casta dei Metabaroni, possiamo discutere quanto vuoi della qualità del supporto cartaceo, ma il contenuto resta superiore al fumetto Bonelli.»Lasciamo fuori come detto l'Eternauta. Nei molti decenni della sua vita editoriale, la Bonelli ha pubblicato tantissime cose superiori tanto ai Mestri, che sono un superbo feuilleton ma non certo un capolavoro (Van Hamme fa fumetto seriale seriale), che agli stessi Metabaroni. E a scanso di equivoci io amo entrambi. Però Storia del West, Ken Parker, I Protagonisti del West, i periodi aurei di Tex, Mister No, Martin Mystère, Dylan Dog, e oggi Magico Vento e Julia non hanno davvero nulla a che invidiare. Sclavi, Berardi, D'Antonio, Manfredi e i due Bonelli sono scrittori complessivamente superiori a Van Hamme e Jodorowsky, fatto salvo il ciclo dell'Incal.
«
3. Capitan Miki, come Blek, il Comandante Mark o altri epigoni hanno rappresentato né più né meno quello che ha rappresentato Tex, vale a dire un fumetto popolare di mediocre valenza rispetto a quello che è stato fatto dopo (e pure rispetto al quasi contemporaneo sopra citato Eternauta). »Ecco mi dispiace, ma sei in una prospettiva storica completamente errata. Tex nacque come la risposta adulta ai personaggi storici della EsseGesse (Mark venne vent'anni dopo Tex). Il linguaggio di Tex, testuale e fumettistico, si distaccava completamente da Miki e Blek, Bonelli usava dialoghi duri, fortemente coloriti, profondamente innovativi rispetto non solo al fumetto italiano suo coevo, e le storie erano adulte nei contenuti, con un protagonista che all'inizio si presentava ambiguo, caratteristica che ha lasciato in eredità a Tex la sua insofferenza per la lettera della legge. Se mi paragoni Miki a Tex è quasi come se mi paragonassi il Topolino pastorizzato di oggi con Authority, e mi fai capire tante cose
«
4. Che lo staff grafico di Tex non abbia eguali al mondo mi sembra una affermazione alquanto iperbolica, così come volutamente iperbolico era il mio paragone tra pitture rupestri e Michelangelo. In ogni caso è una tua opinione e ci può stare. Solo che questo non basta. Anzi aggrava il problema: se hai grandi disegnatori (e indubbiamente Ticci e Villa lo sono, Font e Ortiz, mi si perdoni, sono un'altra cosa) e fai loro disegnare le storie di Nizzi... bè... stiamo parlando di fumetti, non di illustrazioni.
»Credo di dirlo da un bel pezzo prima di te
, e mi pare di averlo detto anche in questo thread: Bonelli è dissennato nella sua conduzione di Tex (e non solo di Tex). Comunque, Font non è un'altra cosa, è uno dei più validi disegnatori in giro, ed è anche uno scrittore straordinario. Sbaverei perchè Bonelli gli lasciasse realizzare le sue storie da sé.
«
5. Che Bonelli dimostri una assurda conduzione della testata è esattamente quello che sto tentando di scrivere dall'inizio, riferendomi però non solo a Tex, ma a tutta la sua casa editrice.»Anche questo mi pare di averlo già detto, anche nel mio articolo che ho linkato prima
«
6. Tex non è aggiornabile ai tempi correnti perché Bonelli non vuole farlo. Che sia in astratto aggiornabile è indubbio, ma questo conta poco; che Bonelli voglia tenerlo così com'è è altrettanto indubbio... salvo perdere lettori e lamentarsene.»Continui a scrivere cose che ho detto anche io come se mi ribattessi gli argomenti
. Questo fatto specifico è evidente in come è stato progressivamente compresso l'operare di Boselli su Tex.
«
7. Mi spiace ma se citi Batman ti esponi al massacro. OK a parte l'idea originale il Batman di Bob Kane lascia alquanto a desiderare, OK c'è stato il Batman camp... solo che dopo abbiamo avuto Steve Englehart, Frank Miller, Grant Morrison, Alan Moore, Brian Azzarello... (per citarne alcuni). Ti chiedo: Bonelli permetterebbe mai a un qualsiasi scrittore di fare a Tex quello che Grant Morrison ha fatto a Batman in Arkham Asylum (e non mi sto solo riferendo alla manata che il Joker gli appioppa sull'oscuro fondoschiena)?.
Salute! »Purtroppo lo ha fatto, ovviamente in negativo. Perché il Tex di Nizzi è diametralmente opposto al Tex di Gianluigi Bonelli, è un completo rivolgimento del personaggio. Comunque, io stavo parlando in generale, e mi pareva fosse chiaro: Perchè è un personaggio oggi di aurea classicità, esattamente come lo è Batman quando è scritto da chi sa farlo. E come ogni classico è aggiornabile ai tempi correnti.
. Più precisamente, però, parlavo di aggiornare, e non di modificare radicalmente: operazione più sottile e molto più difficile. Il modello per pensare a Batman, è il Year One, che insieme a Killing Joke mi pare il risultato migliore mai ottenuto sul personaggio.
V.
» postato da Juan Galvez alle 22:42 del 29-03-2007
52 « Continui a vedermi come il nemico
»
ricorda che il bonelliano anche se critico nei confronti di bonelli resta sempre un bonelliano
io quando c'era Zagor e Cico leggevo Pazienza e Frigidaire , invece che il parrucchino di Mister No mi sparavo Metal Hurlant, quando impazzivate per quella boiata di Dylan Dogs io mi facevo di Watchman , quando strabuzzavate per Nathan never mi tuffavo nell'oceano dei manga per non uscirne piu'.
no non sei un nemico, nessuno lo e', sei solo l'opposto.
» postato da il Puntorossi alle 23:14 del 29-03-2007
53 Su, su... il fumetto italiano ci ha comunque deliziato con tante perle in passato...
http://www.internationalhero.co.uk/t/tiramolla.jpg
Tiramolla (1952) è ben precedente Mr. Fantastic...
Salute e Latinum per tutti ! ![]()
» postato da Kruaxi the ferengi alle 23:35 del 29-03-2007
54 e Geppo a Daredevil! http://www.mizi.it/fumetti/altri/geppo/cop_geppo.gif
» postato da il Puntorossi alle 02:39 del 30-03-2007
55 «« Continui a vedermi come il nemico
»
ricorda che il bonelliano anche se critico nei confronti di bonelli resta sempre un bonelliano
io quando c'era Zagor e Cico leggevo Pazienza e Frigidaire , invece che il parrucchino di Mister No mi sparavo Metal Hurlant, quando impazzivate per quella boiata di Dylan Dogs io mi facevo di Watchman , quando strabuzzavate per Nathan never mi tuffavo nell'oceano dei manga per non uscirne piu'.
no non sei un nemico, nessuno lo e', sei solo l'opposto.»Ah, ho capito, ho capito. Tu sei molto più figo, mi inchino reverente
.
Io però le cose che tu elenchi le ho lette tutte, sai? E mi sono piaciute tutte. Be', non proprio tutte a dire il vero, perchè anche i Moebius hanno fatto le loro puttanate. E per un Tezuka o un Koike il Giappone produce dieci praticoni. Così come la Francia, gli Stati Uniti, l'Argentina e l'Italia e tutto il mondo. Ho letto anche parecchio fumetto sindacato, e lì puoi trovare Krazy Kat come Cino e Franco. Così come ho letto e apprezzato un mare di fumetto bonelliano. E un mare non l'ho apprezzato. L'aurea legge di Sturgeon vale anche nel fumetto, sai? E a me piace ricercare e scoprire il 10% ovunque si trovi, imparando a riconoscerlo ovunque si trovi; ma naturalmente è più che legittimo accontentarsi di un solo 10% e bearsi del restante 90% a rimorchio. Quindi se sei contento va bene.
V.
» postato da Juan Galvez alle 08:00 del 30-03-2007
56 Il consiglio costruttivo (che do anche a me) è di ricordarsi di separare i gusti personali dall'analisi... anche perché credo che stiamo dicendo tutti le stesse cose semplicemente vedendole dal proprio punto di vista...
Bonelli ha imposto e condizionato il fumetto italiano in maniera massiccia a partire dagli inizi degli anni '80 in una situazione particolare, seguendo all'inizio i gusti del pubblico per poi finire per condizionarli in un meccanismo tipo "cane che si morde la cosa".
Il genere dei "neri" (alla Satanik) era tramontato o ridotto ai soli appassionati, i supereroi erano ancora in esilio, i manga non c'erano ancora, Metal Hurlant e le cose sudamericane erano nicchie, i tentativi di proporre il materiale franco-belga (con la serie di Pilot proprio di Bonelli) non avevano successo.
Se ci pensate Tex, Zagor, Mister No e lo stesso MM avevano trame (magari ripetitive) prive però di tutti quei problemi di sceneggiatura di cui stiamo parlando.
Lo spartiacque è purtroppo Dylan Dog, un fumetto che a me personalmente non è mai piaciuto e che ritengo forse uno dei peggiori in assoluto che siano mai stati fatti.. Questo è personale, ma le conseguenze credo che siano oggettive. Il suo successo enorme spinse Bonelli a lanciarsi completamente su serie non più con temi classici western/avventurosi, ma horror, SF etc... e con elementi ripetitivi che erano una spruzzata di sesso, un poco di sangue, la spalla comica (anche se Cico è precedente), la consuetudine di citare tutto il citabile (soprattutto film), le storie in albi autoconclusivi, una sceneggiatura totalmente ingabbiata in un certo modo, un certo stile di disegno....
Bonelli clonava sé stesso, il pubblico apprezzava e la clonazione proseguiva. Il pubblico appassionato apprezzava talmente che tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 apparve una quantita enorme di fumetti prodotti in Italia che si rifacevano a Bonelli (i cosidetti Bonelliani), spesso di vita breve, ma tutti impostati nello stesso modo.
Di fatto ha impedito una evoluzione del fumetto italiano o la sua trasformazione in qualcos'altro.
E le nuove generazioni di lettori sono passati così ai ben più appetibili supereroi e manga, mentre le vecchie, una volta stufe, sono passate ai cartonati.
Ho lavorato nella distribuzione a fumetti proprio in quegli anni e queste cose le ho viste proprio con i miei occhi...
Tornando all'articolo e premettendo che dell'albo Dragonero so solo quello che ho letto o visto qui... sono purtroppo pronto a scommettere che sarà pieno di riferimenti stereotipati (copiati
) dal Signore degli Anelli...
» postato da Otrebla alle 12:37 del 30-03-2007
57 « L'Eternauta è uno di quei 3-4 fumetti che spiccano al di sopra degli altri. Perché Oesterheld era un autore come ne nascono pochi in un secolo. Ovvero non è un termine di paragone che abbia molto senso, Bonelli o no. Se parliamo di contenuti, a me pareva si parlasse di strutture editoriali
»
Non capisco che vuoi dire. Per me ha pienamente senso paragonare il fumetto Bonelliano all'Eternauta, come a qualunque altro fumetto, anzi il senso di tutta questa discussione è stato proprio quello di paragonare la Bonelli al resto del panorama fumettistico. Il paragone con l'Eternauta mi è venuto in mente perché tu omaggi la serie con il tuo nick e mi è servito ad evidenziare che con i fumetti si può (e a mio avviso si dovrebbe) tentare di fare letteratura disegnata. Oesterheld è stato un genio, siamo d'accordo, ma è proprio ai geni che si dovrebbe guardare. Solo questo intendevo dire. Anche Authority (gestione Ellis e Millar), che citi più avanti, è un fumetto di fantascienza ben diverso dall'Eternauta, ma comunque di qualità decisamente superiore al fumetto Bonelli.
« Lasciamo fuori come detto l'Eternauta. Nei molti decenni della sua vita editoriale, la Bonelli ha pubblicato tantissime cose superiori tanto ai Mestri, che sono un superbo feuilleton ma non certo un capolavoro (Van Hamme fa fumetto seriale seriale), che agli stessi Metabaroni. E a scanso di equivoci io amo entrambi. Però Storia del West, Ken Parker, I Protagonisti del West, i periodi aurei di Tex, Mister No, Martin Mystère, Dylan Dog, e oggi Magico Vento e Julia non hanno davvero nulla a che invidiare. Sclavi, Berardi, D'Antonio, Manfredi e i due Bonelli sono scrittori complessivamente superiori a Van Hamme e Jodorowsky, fatto salvo il ciclo dell'Incal. »
Ho sparato le prime cose che mi sono venute in mente, ma continuo a sostenere che Hermann, Breccia, Gimenez, Altuna, Jodorowsky e lo stesso Van Hamme abbiano prodotto fumetti di qualità mediamente superiore al fumetto Bonelliano. Cavoli, mi sento davvero scemo a ribadire una simile affermazione (con chiunque abbia discusso di fumetti negli ultimi vent'anni la mia è una opinione largamente condivisa), ma se il tuo gusto è diverso, per carità, niente da dire. Però è il tuo giudizio, non la verità rivelata (che i due Bonelli siano stati scrittori complessivamente superiori a Van Hamme e Jodorowsky è davvero un tuo giudizio personale che rispetto per un verso e mi ripugna per un altro). Inoltre, continui a sottintendere che per me la serialità equivalga a porcheria. Sto tentando - evidentemente invano ahimè - di sostenere il contrario. Se uno scrittore scrive fumetto "seriale seriale" (come dici tu riferendoti a Van Hamme) non c'è niente di male: benché non un capolavoro (anche io la penso così) i Maestri è stato un ottimo esempio di fumetto seriale, in cui è evidente l'intento degli autori di voler scrivere e disegnare un fumetto con delle seppur minime pretese letterarie.
« Ecco mi dispiace, ma sei in una prospettiva storica completamente errata. Tex nacque come la risposta adulta ai personaggi storici della EsseGesse (Mark venne vent'anni dopo Tex). Il linguaggio di Tex, testuale e fumettistico, si distaccava completamente da Miki e Blek, Bonelli usava dialoghi duri, fortemente coloriti, profondamente innovativi rispetto non solo al fumetto italiano suo coevo, e le storie erano adulte nei contenuti, con un protagonista che all'inizio si presentava ambiguo, caratteristica che ha lasciato in eredità a Tex la sua insofferenza per la lettera della legge. Se mi paragoni Miki a Tex è quasi come se mi paragonassi il Topolino pastorizzato di oggi con Authority, e mi fai capire tante cose
»
Non ho mai inteso effettuare una analisi storiografica dei personaggi e delle serie che ho citato. Stai davvero rispondendo ad altro. Quello che volevo dire è che, a prescindere dalle diversità tra le serie sopra citate, nessuna di essa può dirsi Letteratura disegnata. La tua affermazione finale lascia intendere una certa supponenza da parte tua: sulla base di un paragone che tu fai dici di capire il mio modo di intendere il fumetto (fa acqua da tutte le parti). Spero di aver capito male. Comunque, per chiudere, Tex e Miki non sono tra loro uguali, ma entrambi allo stesso modo profondamente diversi da quello che per me dovrebbe essere il Fumetto.
« Credo di dirlo da un bel pezzo prima di te
, e mi pare di averlo detto anche in questo thread: Bonelli è dissennato nella sua conduzione di Tex (e non solo di Tex). Comunque, Font non è un'altra cosa, è uno dei più validi disegnatori in giro, ed è anche uno scrittore straordinario. Sbaverei perchè Bonelli gli lasciasse realizzare le sue storie da sé.
« 5. Che Bonelli dimostri una assurda conduzione della testata è esattamente quello che sto tentando di scrivere dall'inizio, riferendomi però non solo a Tex, ma a tutta la sua casa editrice.»Anche questo mi pare di averlo già detto, anche nel mio articolo che ho linkato prima
« 6. Tex non è aggiornabile ai tempi correnti perché Bonelli non vuole farlo. Che sia in astratto aggiornabile è indubbio, ma questo conta poco; che Bonelli voglia tenerlo così com'è è altrettanto indubbio... salvo perdere lettori e lamentarsene.»Continui a scrivere cose che ho detto anche io come se mi ribattessi gli argomenti
. Questo fatto specifico è evidente in come è stato progressivamente compresso l'operare di Boselli su Tex. »
Bravo, lo dici da un bel pezzo prima di me. Siamo d'accordo, la prossima volta sto zitto.
« Purtroppo lo ha fatto, ovviamente in negativo. Perché il Tex di Nizzi è diametralmente opposto al Tex di Gianluigi Bonelli, è un completo rivolgimento del personaggio. Comunque, io stavo parlando in generale, e mi pareva fosse chiaro: Perchè è un personaggio oggi di aurea classicità, esattamente come lo è Batman quando è scritto da chi sa farlo. E come ogni classico è aggiornabile ai tempi correnti.
. Più precisamente, però, parlavo di aggiornare, e non di modificare radicalmente: operazione più sottile e molto più difficile. Il modello per pensare a Batman, è il Year One, che insieme a Killing Joke mi pare il risultato migliore mai ottenuto sul personaggio. »
A mio modesto avviso stai continuando a parlare d'altro. Tex è sempre quello, uno stravolgimento del personaggio sarebbe fare a Tex quello che Miller ha fatto con il Cavaliere Oscuro, fargli ammazzare il figlio e condurlo in una spirale di vendetta contro gli assassini, trasformare il Western alla John Wayne in quello alla Sergio Leone (sono i primi esempi che mi sono venuti in mente). Di questo sto parlando. Se Tex continua a dire "Per tutti i fulmini" (o quello che diavolo dice, non me lo ricordo) ad ogni balloon, fare sempre le stesse cose, vestirsi allo stesso modo ed andare in giro con i suoi Pards (mi fa ridere anche solo scriverla una cosa del genere), stiamo parlando sempre dello stesso Tex, quello che vuole Bonelli e, oramai, sempre meno lettori oltre a lui.
Comunque, se siamo d'accordo non capisco di cosa abbiamo parlato sin'ora.
Per finire, vorrei solo segnalare, a chi non lo sapesse già, che pare, dico pare, che Bonelli si stia muovendo in nuove e inaspettate direzioni. Mi riferisco al progetto di far realizzare a Roberto Recchioni (Detective Dante) e Massimo Carnevale (da un paio d'anni anche copertinista di Y, The Last Man della Vertigo) storie a colori di Dylan Dog in albi a 32 pagine (formato comic book, forse?). Staremo a vedere.
Che ne pensate?
Salute
» postato da Agent Zero alle 13:08 del 30-03-2007
58 «« L'Eternauta è uno di quei 3-4 fumetti che spiccano al di sopra degli altri. Perché Oesterheld era un autore come ne nascono pochi in un secolo. Ovvero non è un termine di paragone che abbia molto senso, Bonelli o no. Se parliamo di contenuti, a me pareva si parlasse di strutture editoriali
»
Non capisco che vuoi dire. Per me ha pienamente senso paragonare il fumetto Bonelliano all'Eternauta, come a qualunque altro fumetto, anzi il senso di tutta questa discussione è stato proprio quello di paragonare la Bonelli al resto del panorama fumettistico. Il paragone con l'Eternauta mi è venuto in mente perché tu omaggi la serie con il tuo nick e mi è servito ad evidenziare che con i fumetti si può (e a mio avviso si dovrebbe) tentare di fare letteratura disegnata. Oesterheld è stato un genio, siamo d'accordo, ma è proprio ai geni che si dovrebbe guardare. Solo questo intendevo dire. »Per carità, avevo capito quel che intendevi, ma non puoi paragonare uno dei vertici del fumetto mondiale con una produzione media. Puoi farlo con i risultati migliori di quella produzione. Ad esempio - ne prendo qualcuno possibile - con una delle migliori storie di Ken Parker, Adah, o con il volume di Albertarelli su Wild Bill Hickock, o ancora con Memorie dell'invisibile di Sclavi e Casertano. E quelli reggono il paragone (poi dipende dalla sensibilità personale). Altrimenti io posso prendere L'uomo di Tsushima di Bonvi, guardare al complesso dei lavori di Robin Wood e Ricardo Ferrari e concludere che il fumetto sudamericano fa pena a paragone di quello bonelliano.
«
Anche Authority (gestione Ellis e Millar), che citi più avanti, è un fumetto di fantascienza ben diverso dall'Eternauta, ma comunque di qualità decisamente superiore al fumetto Bonelli.»Superiore a molti fumetti bonelliani, e inferiore a molti altri. Maledetta galassia di Bonvi e Cavazzano , per esempio. Per essere chiari, non sto diminuendo Authority, lo considero un fumetto eccellente (Ellis e Millar, chiaramente).
«
« Lasciamo fuori come detto l'Eternauta. Nei molti decenni della sua vita editoriale, la Bonelli ha pubblicato tantissime cose superiori tanto ai Mestri, che sono un superbo feuilleton ma non certo un capolavoro (Van Hamme fa fumetto seriale seriale), che agli stessi Metabaroni. E a scanso di equivoci io amo entrambi. Però Storia del West, Ken Parker, I Protagonisti del West, i periodi aurei di Tex, Mister No, Martin Mystère, Dylan Dog, e oggi Magico Vento e Julia non hanno davvero nulla a che invidiare. Sclavi, Berardi, D'Antonio, Manfredi e i due Bonelli sono scrittori complessivamente superiori a Van Hamme e Jodorowsky, fatto salvo il ciclo dell'Incal. »
Ho sparato le prime cose che mi sono venute in mente, ma continuo a sostenere che Hermann, Breccia, Gimenez, Altuna, Jodorowsky e lo stesso Van Hamme abbiano prodotto fumetti di qualità mediamente superiore al fumetto Bonelliano. »Alla media bonelliana probabilmente sì (non Van Hamme, magari, Gimenez e Altuna come scrittori SICURAMENTE no
; Breccia è uno dei massimi disegnatori della storia del fumetto ma come autore originale ha prodotto pochissimo), alla media di Berardi o D'Antonio, per dirne due, ancora no. Al livello di Berardi e Jodorowsky - o di Sclavi e Goscinny la discriminante è il gusto personale. Io, possibilmente, non mi faccio mancare nessuno di loro, e ciascuno di loro per le peculiarità che ha.
«
Cavoli, mi sento davvero scemo a ribadire una simile affermazione (con chiunque abbia discusso di fumetti negli ultimi vent'anni la mia è una opinione largamente condivisa), ma se il tuo gusto è diverso, per carità, niente da dire. Però è il tuo giudizio, non la verità rivelata (che i due Bonelli siano stati scrittori complessivamente superiori a Van Hamme e Jodorowsky è davvero un tuo giudizio personale che rispetto per un verso e mi ripugna per un altro). »Io invece non mi stupisco della tua opinione. Ho spesso riscontrato come un fumetto a colori e "francese" sia automaticamente ritenuto superiore a uno in bianco e nero, e pure bonelliano
. Una posizione speculare, ad esempio, a quella dei cultori del "fumetto d'autore" che non prenderebbero in mano un manga neppure se pagati in oro, benché poi Tezuka o Otomo siano ben superiori al 99,99% per cento di quel che leggono. Il fumetto transalpino soffre di serialità come quello italiano, solo di un tipo diverso. Ma non meno cialtrone, a volte. Van Hamme è un eccellente artigiano, e amo molte cose sue, ma al suo meglio non vale davvero la grande avventura dei due Bonelli. Jodorowsky sì, e l'ho detto: l'Incal è un'opera profonda e affascinante. Il resto della sua produzione non ci si avvicina.
«
Inoltre, continui a sottintendere che per me la serialità equivalga a porcheria. Sto tentando - evidentemente invano ahimè - di sostenere il contrario. Se uno scrittore scrive fumetto "seriale seriale" (come dici tu riferendoti a Van Hamme) non c'è niente di male: benché non un capolavoro (anche io la penso così) i Maestri è stato un ottimo esempio di fumetto seriale, in cui è evidente l'intento degli autori di voler scrivere e disegnare un fumetto con delle seppur minime pretese letterarie.»Ma io sono d'accordo con te
. Sei tu che continui a vedere in negativo ogni cosa bonelliana solo perchè è bonelliana
«
« Ecco mi dispiace, ma sei in una prospettiva storica completamente errata. Tex nacque come la risposta adulta ai personaggi storici della EsseGesse (Mark venne vent'anni dopo Tex). Il linguaggio di Tex, testuale e fumettistico, si distaccava completamente da Miki e Blek, Bonelli usava dialoghi duri, fortemente coloriti, profondamente innovativi rispetto non solo al fumetto italiano suo coevo, e le storie erano adulte nei contenuti, con un protagonista che all'inizio si presentava ambiguo, caratteristica che ha lasciato in eredità a Tex la sua insofferenza per la lettera della legge. Se mi paragoni Miki a Tex è quasi come se mi paragonassi il Topolino pastorizzato di oggi con Authority, e mi fai capire tante cose
»
Non ho mai inteso effettuare una analisi storiografica dei personaggi e delle serie che ho citato. Stai davvero rispondendo ad altro. »Tutt'altro. Sei tu che hai paragonato tra loro quelle serie, e io ti ho detto perchè non possa ritenersi un paragone fondato. Chiunque le abbia letto lo vede benissimo da sè. Non puoi fare un marchiano errore storico e critico e poi rinfacciarmi che ritengo invalido il tuo paragone
«
Quello che volevo dire è che, a prescindere dalle diversità tra le serie sopra citate, nessuna di essa può dirsi Letteratura disegnata. »Letteratura disegnata è solo un altro modo di dire fumetto.
Comunque ho capito quel che intendi, e a maggior ragione ribadisco che basta leggere le serie che che citi per rendersi conto che hai torto. Il Tex del periodo aureo di Gianluigi Bonelli è uno dei fumetti epici-avventurosi più belli mai scritti. Per la caratterizzazione dei personaggi, il respiro delle storie, il ritmo della narrazione, la forza d'impatto dei dialoghi.
«
La tua affermazione finale lascia intendere una certa supponenza da parte tua: sulla base di un paragone che tu fai dici di capire il mio modo di intendere il fumetto (fa acqua da tutte le parti). Spero di aver capito male. »Veramente è sulla base di un paragone che TU fai. E come TU stesso mi dici, ho capito benissimo:«
Comunque, per chiudere, Tex e Miki non sono tra loro uguali, ma entrambi allo stesso modo profondamente diversi da quello che per me dovrebbe essere il Fumetto.»
«
« Purtroppo lo ha fatto, ovviamente in negativo. Perché il Tex di Nizzi è diametralmente opposto al Tex di Gianluigi Bonelli, è un completo rivolgimento del personaggio. Comunque, io stavo parlando in generale, e mi pareva fosse chiaro: Perchè è un personaggio oggi di aurea classicità, esattamente come lo è Batman quando è scritto da chi sa farlo. E come ogni classico è aggiornabile ai tempi correnti.
. Più precisamente, però, parlavo di aggiornare, e non di modificare radicalmente: operazione più sottile e molto più difficile. Il modello per pensare a Batman, è il Year One, che insieme a Killing Joke mi pare il risultato migliore mai ottenuto sul personaggio. »
A mio modesto avviso stai continuando a parlare d'altro. Tex è sempre quello, uno stravolgimento del personaggio sarebbe fare a Tex quello che Miller ha fatto con il Cavaliere Oscuro, fargli ammazzare il figlio e condurlo in una spirale di vendetta contro gli assassini, trasformare il Western alla John Wayne in quello alla Sergio Leone (sono i primi esempi che mi sono venuti in mente).»Alla Sergio Leone?
Cioè esattamente quello che Gianluigi Bonelli ha fatto con Tex quindici anni prima di Leone. Posso chiederti - senza supponenza - quanti Tex hai letto?
«
Di questo sto parlando. Se Tex continua a dire "Per tutti i fulmini" (o quello che diavolo dice, non me lo ricordo) ad ogni balloon, fare sempre le stesse cose, vestirsi allo stesso modo ed andare in giro con i suoi Pards (mi fa ridere anche solo scriverla una cosa del genere), stiamo parlando sempre dello stesso Tex, quello che vuole Bonelli e, oramai, sempre meno lettori oltre a lui.
»Ah, per te un paio di modi di dire sono più caratterizzanti delle caratteristiche profonde di un personaggio, tipo la trasformazione di un eroe in un codardo, di un uomo sagace in ottuso.
Al Tex di Nizzi ho dedicato un articolo anni fa, da allora la situazione è diventata anche peggio e il cambiamento è ancora più radicale, ma va bene lo stesso:http://www.ubcfumetti.com/tx/poll2002b.htm
«
Per finire, vorrei solo segnalare, a chi non lo sapesse già, che pare, dico pare, che Bonelli si stia muovendo in nuove e inaspettate direzioni. Mi riferisco al progetto di far realizzare a Roberto Recchioni (Detective Dante) e Massimo Carnevale (da un paio d'anni anche copertinista di Y, The Last Man della Vertigo) storie a colori di Dylan Dog in albi a 32 pagine (formato comic book, forse?). Staremo a vedere.
Che ne pensate?
Salute»Gli albi non saranno di 32 pagine, ma di foliazione superiore, e conterranno un certo numero di storie brevi, realizzate da vari autori. Con una storia nel primo volume di questa nuova collana annuale Roberto Recchioni inizia la sua collaborazione a Dylan Dog.
V.
» postato da Juan Galvez alle 14:02 del 30-03-2007
59 @ Juan Galvez OK forse ora ci siamo chiariti. Ci sono alcune cose che non mi convincono affatto ma, pazienza. Vorrei solo ribadire che io non ho mai paragonato Topolino ad Authority, come tu sostieni (a questo mi riferivo) e comunque, ripeto: Tex e Miki NON sono uguali, l'ho detto e ridetto, non li sto raffrontando l'uno con l'altro. Se ti fa piacere, va bene Tex è meglio di Miki. Secondo il mio personale giudizio, è una lotta tra pulci. Quest'esempio forse può chiarire meglio il mio pensiero: la distanza che separa Capitan Miki e Tex è di gran lunga inferiore rispetto a quella che separa Tex da Corto Maltese. Se poi mi vieni a dire che Corto Maltese non è paragonabile con nessuno (come L'Eternauta) perché Hugo Pratt era un genio, allora davvero non so più che dirti. Io fin dall'inizio ho tentato di sostenere che il Fumetto dovrebbe ambire, quanto ai risultati artistici, a Corto Maltese e non a Tex. Lo Spaghetti-Western inventato da G.L. Bonelli? WOW! In effetti ora che mi ci fai pensare Tex e i suoi Pards sono decisamente gli antesignani di Sentenza, il Biondo, il Tuco, il Monco... L'ultima bistecca che vorrei mettere al fuoco è questa. Visto che sei così convinto della oggettiva qualità di alcune delle serie Bonelliane o quantomeno (come dici) di alcuni periodi di esse, ti chiedo coma sia possibile che il fumetto Bonelli sia così poco noto agli autori e lettori del panorama mondiale. Quando leggo interviste a questo scrittore o a quel disegnatore, in pochi conoscono i fumetti Bonelli. Salvo eccezioni (in Sudamerica soprattutto), il tentativo di esportare il fumetto Bonelli all'estero è sempre miseramente naufragato. Al contrario, Moebius, Gimenez, Solano Lopez, Breccia, Hermann, Pratt, Toppi li conoscono un po' tutti ed anzi sono diventati gli esempi da copiare (pensa solo all'influenza di Sergio Toppi in alcuni disegnatori americani). In molti possono dire di essere stati influenzati dalla visione fantascientifica di Moebius e Jodorowski, o dalle tavole di Druillet. Quanti possono dire di essere stati influenzati dalla visione western di G.L. Bonelli? Per me la ragione è proprio quella che sin dall'inizio di questa discussione ho tentato di spiegare. Bonelli è rimasto ancorato ad una visione del fumetto superata da tutto quello che succedeva in altri panorami. In Italia, per una singolarità spazio-temporale, Bonelli ha avuto un successo commerciale tale da rendere inaccettabile anche solo il pensiero che qualcosa dovesse cambiare. Sono d'accordo sul fatto che anche in Bonelli ci sia stato qualche autore che abbia tentato di sollevare il livello medio (citi anche tu D'Antonio, alcune cose di Berardi, soprattutto alcune cose di Castelli), ma questo non è bastato al cambio di rotta. Negli ultimi anni solo Napoleone mi è parso vivere di una vita a sé nella schiera Bonelli, e questo perché Bonelli stima Ambrosini e gli ha lasciato ampi margini creativi (basta dire che ha fatto esordire in un albo Bonelli Paolo Bacilieri). Però, per tornare ad un altro esempio, prendiamo Julia. Mi pare di capire che tu la consideri tra le serie che alzano il livello. Bene, Julia è più o meno un classico giallo (o noir) con una criminologa come protagonista. È davvero difficile, a mio parere, sostenere che in quel genere Julia possa fare scuola. Al contrario, Detective Dante dell'Eura, pur con alcuni limiti, è la dimostrazione che si può tentare di fare qualcosa di diverso con un noir (per carità, anche Detective Dante non inventa niente, ma almeno non è fermo al paleolitico). Probabilmente sto annoiando tutti e quindi la chiudo qui. Per finire, però, ci tengo a sottolineare che in questo forum è buona regola di tutti i partecipanti non scrivere mai "hai torto" (come hai fatto tu). Poiché non stiamo parlando di matematica ma delle nostre idee e dei nostri gusti in fatto di fumetti, ciascuna opinione, purché non sia una assoluta castroneria e sia espressa con educazione, è legittima e va rispettata. Io ritengo di non aver scritto castronerie e di non aver offeso nessuno. Salute!
» postato da Agent Zero alle 15:45 del 30-03-2007
60 Ci penseranno i fumetti di csi a metter tutti daccordo!! http://www.thrillermagazine.it/notizie/4187/ a parte gli scherzi volevo ringraziare i vari "espertoni" di fumetto che con le loro disquisizioni anche in contrasto tra loro hanno accesso una discussione davvero interessante x me. Mi hanno fatto tornare nostalgicamente ai tempi in cui in edicola compravo i vari bonelli insieme a Nova Express, Akira (che non finiva mai...), Alien e quella rivista di fumetti noir durata un'annetto di cui non mi ricordo neanche il titolo (anche se sicuramente c'è in libreria da qualche parte)...
» postato da katy alle 16:31 del 30-03-2007
61 «Ci penseranno i fumetti di csi a metter tutti daccordo!! http://www.thrillermagazine.it/notizie/4187/ a parte gli scherzi volevo ringraziare i vari "espertoni" di fumetto che con le loro disquisizioni anche in contrasto tra loro hanno accesso una discussione davvero interessante x me. Mi hanno fatto tornare nostalgicamente ai tempi in cui in edicola compravo i vari bonelli insieme a Nova Express, Akira (che non finiva mai...), Alien e quella rivista di fumetti noir durata un'annetto di cui non mi ricordo neanche il titolo (anche se sicuramente c'è in libreria da qualche parte)...» Era forse NERO della Granata Press? Ma quanti hanni sono passati...? Salute!
» postato da Agent Zero alle 16:53 del 30-03-2007
62 credo di sì...sta sera controllo....fine anni 80 inizio anni 90?
» postato da katy alle 17:10 del 30-03-2007
63 Torpedo...ecco come si chiamava!! Comunque controllerò ![]()
» postato da katy alle 17:44 del 30-03-2007
64 « @ Juan Galvez
OK forse ora ci siamo chiariti.
Ci sono alcune cose che non mi convincono affatto ma, pazienza.
Vorrei solo ribadire che io non ho mai paragonato Topolino ad Authority, come tu sostieni (a questo mi riferivo)»Mai detto. Ho detto che paragonare Miki a Tex è come paragonare il Topolino odierno ad Authority. E' un concetto MOLTO diverso.
«
e comunque, ripeto: Tex e Miki NON sono uguali, l'ho detto e ridetto, non li sto raffrontando l'uno con l'altro. Se ti fa piacere, va bene Tex è meglio di Miki. Secondo il mio personale giudizio, è una lotta tra pulci. Quest'esempio forse può chiarire meglio il mio pensiero: la distanza che separa Capitan Miki e Tex è di gran lunga inferiore rispetto a quella che separa Tex da Corto Maltese. Se poi mi vieni a dire che Corto Maltese non è paragonabile con nessuno (come L'Eternauta) perché Hugo Pratt era un genio, allora davvero non so più che dirti. Io fin dall'inizio ho tentato di sostenere che il Fumetto dovrebbe ambire, quanto ai risultati artistici, a Corto Maltese e non a Tex.»La Ballata è una delle storie a fumetti che amo di più, e anche Corte sconta. E diverse delle storie brevi. Ma molte delle ultime storie di Corto sono sciatte, e sicuramente più intellettualistiche che di reale spessore. Corto Maltese non è un feticcio, è un fumetto con degli splendidi alti e più di un basso. Come non è un feticcio Tex, con i suoi splendidi alti e i suoi orrendi bassi (nizziani, soprattutto). Il fumetto deve tendere alla Ballata o a Il Giuramento, modi diversissimi di fare fumetto, e diversamente efficaci, potenti, emozionanti e letterariamente validi. Tra l'altro, Pratt e Bonelli padre hanno incarnato al meglio i due grandi aspetti della narrativa di avventura, quello romantico e quello epico. Il tardo Bonelli (o molto peggio Nizzi) è dimenticabile, come però avrei fatto a meno di Mu e di qualche altra storia di Pratt, che quando voleva sapeva rifilare patacche a tutti
«
Lo Spaghetti-Western inventato da G.L. Bonelli? WOW! In effetti ora che mi ci fai pensare Tex e i suoi Pards sono decisamente gli antesignani di Sentenza, il Biondo, il Tuco, il Monco...»E già, sono sorprese che capitano se lo si legge ![]()
1 Riporto: In realtà la storia di Piani e Polese è uscita da diversi mesi, al di fuori della collana, così come al di fuori della collana uscirà quella di D'Antonio e Calegari.
» postato da Vincenzo Oliva alle 08:44 del 27-03-2007