Bari, fantascienza al Borgo Antico

Qualche giorno fa nel capoluogo pugliese una curiosa manifestazione multimediale alla chiesa ortodossa S. Giovanni Crisostomo, con letture di racconti di fantascienza

Una chiesa ortodossa barese dedicata a San Nicola

Alle 20,30 di venerdì 6 ottobre si è dato a Bari Paesaggio urbano. Un percorso ad ostacoli, spettacolo multimediale allestito dall’associazione culturale Il Borgo delle Arti per la regia di Pino Cacace; realizzazione grafica e scenografica di Valeria Pinto. L’evento, imperniato sui temi dello handicap e della diversità, comprendeva letture drammatizzate e proiezioni di brani da film sull’argomento, nonché brevi interventi solistici dal vivo del violinista Gabriele Ceci e del violoncellista Alessandro Mazzacane. Voci recitanti: Giordano Cozzoli, Eugenio Ragone, Beppe Rossini e Lisangela Sgobba; testi tratti da opere di Beppe Rossini, Giuseppe Pontiggia, Stefano Benni, Edgard Lee Masters, nonché da due storie di fantascienza: Fiori per Algernon di Daniel Keyes e In attesa di Aline di Vittorio Catani, entrambi letti da Eugenio Ragone. Il regista Pino Cacace non è nuovo all’ambiente fantascientifico: alcuni lo ricorderanno in anni trascorsi, invitato ad alcune convention per leggere gli incipit dei racconti vincitori del Premio Italia.


Daniel Keyes
Gli estratti da film alternati alle letture drammatizzate erano ripresi da Perdiamoci di vista (con Carlo Verdone, 1994); Rain Man (con Dustin Hoffman, 1988); Willy Signori, e vengo da lontano (con Francesco Nuti, 1989); Piovono mucche (2003); Le chiavi di casa (con Kim Rossi Stuart, 2004). L’evento rientrava in un’iniziativa promossa dal Comune di Bari, “Paesaggi di Città”, comprendente numerose altre iniziative distribuite sul territorio nell’arco di un paio di settimane. Insolito il luogo della manifestazione di cui parliamo: S. Giovanni Crisostomo — una delle due chiese ortodosse di Bari — che per l’occasione ha gentilmente messo a disposizione i suoi spazi. Per fortuna: perché per avvenimenti del genere — e specie quando si parla di teatro — siamo ancora all’arte di arrangiarsi. Comunque: una chiesa (interessantissima) piccola ma stipata di gente, per uno spettacolo vario — anche fantascientifico — e di qualità.

Autore: Vittorio Catani - Data: 18 ottobre 2006

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