Il p2p sarà il futuro della televisione?

La MPAA all'attacco dei siti che distribuiscono telefilm. Eppure il recente successo di serie come Galactica e Droctor Who deve molto al peer to peer. E intanti gli utenti cominciano a chiedere a gran voce un file sharing legale, anche a pagamento

Le icone di alcuni tra i più diffusi programmi di file sharing peer-to-peer.

Nei giorni scorsi alcuni dei maggiori siti BitTorrent specializzati in telefilm, tra i quali il notissimi Btefnet, sono stati attaccati e fatti chiudere alla MPAA, l'ente americano che protegge i diritti delle case di produzione cinematografiche.

Secondo le stime, il download di telefilm è cresciuto nell'ultimo anno del 150%. Ormai la qualità dei telefilm scaricati via internet è sempre migliore della qualità televisiva, visto che la fonte sono i canali americani che trasmettono in alta definizione (praticamente qualità dvd). I file hanno un peso medio di 350MB, scaricabili via BitTorrent da una a tre ore, e sono generalmente disponibili in rete la mattina dopo della messa in onda del telefilm. In questo modo, appassionati di tutto il mondo riescono a seguire serie che nel loro paese verranno trasmesse soltanto dopo anni, sempre se lo saranno.

Anche se i telefilm sono un prodotto che viene generalmente trasmesso sui canali televisivi, e quindi non direttamente venduto (se non diversi anni dopo nei cofanetti di dvd, che peraltro gli appassionati comprano lo stesso anche se hanno già visto gli episodi), il download via internet rappresenta chiaramente una perdita per chi produce la serie, perché il telefilm viene visto senza che vi sia pubblicità a pagamento o un abbonamento a una rete via cavo o satellite. Ma è proprio così?

 

Recentemente vi sono stati almeno due casi di serie televisive che hanno avuto indietro con gli interessi quanto "rubato" dalla distribuzione peer to peer. Parliamo di Battlestar Galactica e di Doctor Who. La prima, prodotta da Sci Fi Channel e Sky One, andò in onda sul canale inglese alcuni mesi prima rispetto a quello americano, ma fu proprio la diffusione anche negli Stati Uniti dei file scaricati via internet a decretarne il successo. Il passaparola generato dai fan che avevano potuto apprezzare questa eccezionale serie scaricandola dalla rete fece sì che sin dal primo episodio messo in onda da Sci Fi Channel gli ascolti fossero da record per il canale tutto fantascienza americano.

Lo stesso è avvenuto di recente con Doctor Who, una serie da sempre apprezzata praticamente solo in Inghilterra la cui ultima incarnazione, con Christopher Eccleston, ha ottenuto grandissimo successo, sia nel Regno Unito che fuori. Il problema è che lo ha ottenuto ben prima che il primo episodio andasse in onda: in questo caso infatti il file della puntata era disponibile in rete un mese prima. Un disastro? Tutt'altro. L'apprezzamento dei downloader e il conseguente passaparola ha contribuito all'enorme ascolto che ha avuto la serie, ben oltre le migliori previsioni fatte dalla BBC, tanto che riesce difficile credere che l'incredibile "fuga" dell'episodio non sia stata architettata dalla produzione stessa a scopi pubblicitari.

 

Dunque il peer to peer è un mostro che distruggerà le opere di ingegno o non lo è? La televisione sta vivendo ora quello che accadeva nella musica alcuni anni fa. La soluzione non è venuta dalle minacce, dalle chiusure dei siti, dalle condanne a ragazzini che scambiavano brani musicali in rete, ma è venuta da un sistema di vendita della musica via rete che si sta avviando a diventare il mercato principale di questo settore e la vera salvezza di un mondo che non era certo in crisi a causa dei download, ma soprattutto di prezzi eccessivi e di una difficile distribuzione.

 

Oggi, per restare nella legalità, se si vogliono vedere le serie televisive bisogna aspettare anni, per poi adattarsi nella maggior parte dei casi a vedere le serie doppiate in italiano (spesso molto male), trasmesse a caso, in orari assurdi, a volta tagliate o censurate e comunque infarcite di spot pubblicitari. Oppure aspettare ancora altri anni per acquistare i cofanetti dvd, se la casa produttrice riterrà che sia il caso di pubblicarli, cosa che accade ancora abbastanza di rado (ne sanno qualcosa i fan di Xena, per esempio).

Questo non è più tollerabile dallo spettatore moderno, che non è più il succube della televisione che si sedeva in poltrona, accedeva l'apparecchio e guardava quello che l'emittente aveva deciso di dargli. Oggi si è abituati a scegliere, le reti generaliste perdono spettatori ogni giorno a favore di dvd, satelliti e internet. La globalizzazione dell'informazione fa sì che delle serie di successo in USA o in Gran Bretagna si parli immediatamente in tutto il mondo, e tutto il mondo vuole partecipare. Lo spettatore vuole qualcosa che il mercato non è ancora pronto a offrirgli, e non c'è nulla di strano che finisca per cercare di prenderselo lo stesso.

Il fatto che se lo prenda gratuitamente a nostro avviso non dipende da una precisa volontà di non pagare, ma soltanto dal fatto che non c'è nessuno pronto a riscuotere.

Immaginate invece di avere la possibilità di vedere sul vostro televisore l'episodio di Stargate, di Galactica o se preferite di CSI andato in onda per la prima volta negli Stati Uniti ieri sera. Alzi la mano chi pagherebbe senza problemi una cifra onesta, supponiamo due o tre dollari. Quasi tutti, ne siamo convinti.

 

Se fate un rapido calcolo, tre dollari a episodio è più o meno il prezzo che si paga per i cofanetti di dvd, ma in quel caso l'alto costo complessivo è chiaramente un deterrente all'acquisto. Oltre al fatto che un cofanetto dvd ha un costo di produzione e di distribuzione.

Insomma, ciò che vogliamo dire è che le case di produzione dei telefilm potrebbero spendere molto meglio i soldi che danno agli avvocati per sviluppare una soluzione adatta alla vendita dei telefilm via rete. E che potrebbero letterarmente coprirsi d'oro, aprendo un mercato che nel giro di pochi anni diventerebbe così importante da giustificare da solo le produzioni stesse. Ci sarà un milione e mezzo di fan di Star Trek in rete disposti a spendere tre dollari per vedere una nuova puntata di Enterprise? Probabilmente sì. E sarebbero sufficienti a coprirne il budget.

Resta solo una domanda: che diavolo stanno aspettando?

Autore: Silvio Sosio - Data: 19 maggio 2005

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Commenti

1 Signore case di produzione, vorrei comprare online le puntate dei miei telefilm preferiti il giorno dopo della prima messa in onda. Poi, l'anno prossimo, comprerò anche i DVD, perchè una cosa è vedere (subito), un'altra è collezionare (appena è possibile). Ecco la mia carta di credito. Dove devo firmare? Eliver

» postato da Eliver alle 09:38 del 19-05-2005

2 «Signore case di produzione,» IMHO qualcuno ha continuato a sussurare agli executive delle major "Internet è Male, Internet ti frega!" e questi alla fine ne sono convinti. Arriverà fra un po' qualcun altro che dimostrerà il contrario e allora "Contrordine, Compagni!". Comunque qualcosa si sta muovendo, anche se lentamente: segui il Corriere di domani. :D :D :D Ciao, luigi

» postato da Luigi Rosa alle 12:40 del 19-05-2005

3 io sono completamente daccordo suelle possibilità positive che vengono offerte, ma c'è una considerazione da fare. chi ci guadagna? chi non ci guadagnerà ? :patpat: sembra conveniente... certo, ma ci saranno meccanismi e persone che ci perderanno e finchè questi meccanismi ci saranno e saranno potenti la cosa resterà fantascienza. "meccanismi e persone" è troppo generico? le solite mie paranoie da cospirazione? :nonso:

» postato da _Kaos_ alle 12:58 del 19-05-2005

4 volevo aggiungere una cosa più seria. dvd o divx permettono anche di vedere un certo film nel momento che si preferisce, la TV invece ci rende "schiavi" della programmazione. ora se si tratta di dover vedere un film il giovedì sera piuttosto che il mercoledì pomeriggio o viceversa, cambia relativamente poco... ..ma quando si tratta di dover "SUBIRE" le politiche aziendali dell'emittente??? come la mettiamo? sono davvero solo e tutti criminali i P2P? avete presente quando a metà la serie viene interrotta per far spazio al programma di cucina del momento o alla replica del fortunatissimo show? insomma si tratta di riuscire ad offrire qualcosa di decente ad un prezzo ragionevole prima di gridare al rogo la strega. (tanto per restare in topic anche con l'altro di topic!)

» postato da _Kaos_ alle 16:36 del 19-05-2005

5 «io sono completamente daccordo suelle possibilità positive che vengono offerte, ma c'è una considerazione da fare. chi ci guadagna? chi non ci guadagnerà ?» BINGO! Il problema e' anche (non solo) la resistenza di chi non ci guadagnerebbe piu'. La struttura americana attuale e' collaudata: le major producono un prodotto, vendono i diritti ai netwirk (facendo subito cassa); i network trasmettono velocemente il prodotto (l'hanno pagato e vogliono rientrare), che guadagna con gli introiti pubblicitari. Con una distribuzione via Internet si crea un cortocircuito tra le major e il pubblico e viene bypassato il network, con tutte le conseguenze del caso. Bisogna creare un modello di business ex novo, con stravolgimenti mica da ridere, ma fra un po' qualcuno dovra' bere per non affogare. Ciao, luigi

» postato da Luigi Rosa alle 21:21 del 19-05-2005

6 «ora se si tratta di dover vedere un film il giovedì sera piuttosto che il mercoledì pomeriggio o viceversa, cambia relativamente poco... ..ma quando si tratta di dover "SUBIRE" le politiche aziendali dell'emittente???» Questo e' l'atro punto. Trent'anni fa il modello di vita era diverso e la gente aveva altri tipi di abitudini, molto piu' legate all'ambiente domestico. Ora ci sono molte persone che "non hanno orari" o hanno un sacco di impegni extra-casalinghi. Se aggiungi che la tecnologia rende possibile l'asincronia della visione di uno spettacolo, e' lecito che la gente cominci a chiedersi perche debba rispettare gli orari imposti da un responsabile del palinsesto (manco fosse il colonnello di una caserma). Ciao, luigi

» postato da Luigi Rosa alle 21:25 del 19-05-2005

7 wow grazie di aver specificato il mio generico. :wink:

» postato da _Kaos_ alle 21:42 del 19-05-2005

8 io mi chiedo: perchè registrare film/telefilm con vhs non è reato mentre scaricare lo stesso da internet e metterlo su dvd rischi il carcere?? che ci siano interessi sotto? mah?

» postato da Jabbafar alle 23:09 del 19-05-2005

9 «La struttura americana attuale e' collaudata: le major producono un prodotto, vendono i diritti ai netwirk (facendo subito cassa); i network trasmettono velocemente il prodotto (l'hanno pagato e vogliono rientrare), che guadagna con gli introiti pubblicitari.» Sinceramente non penso che ci sia qualcuno laggiu' che pensi davvero che la vendita dei telefilm possa dare fastidio ai network. I numeri sono - soprattutto nelle loro teste - di ordini di grandezza ben diversi. Se mai secondo me hanno paura a investire perché pensano che il mercato sarebbe troppo piccolo e non rientrerebbero. Poi c'è da considerare che è sempre la stessa gente. I soldi che non guadagna il network li guadagna la casa di produzione, che è dello stesso gruppo del network. La Sony produce film, ma produce anche videoregistratori per registrarsi le copie, e ottimi masterizzatori dvd, e ottime videocamere per riprendere il film quando sei al cinema... insomma, alla fine *qualcosa* nelle loro tasche entra sempre :-)

» postato da S* alle 23:19 del 19-05-2005

10 «perchè registrare film/telefilm con vhs non è reato mentre scaricare lo stesso da internet e metterlo su dvd rischi il carcere??» Su VHS puoi registrare solo una copia personale, è illegale venderla/prestarla/regalarla ad altri. S*

» postato da S* alle 23:20 del 19-05-2005

11 mi sorge una domanda misto provocatoria/popolare, ho la pretesa di credere che questa sia una domanda che molti si potrebbero fare:"Ma se prima non pagavo, anche se era illegale, perchè ora dovrei?"

» postato da rodman alle 23:55 del 19-05-2005

12 «mi sorge una domanda misto provocatoria/popolare, ho la pretesa di credere che questa sia una domanda che molti si potrebbero fare:"Ma se prima non pagavo, anche se era illegale, perchè ora dovrei?"» Questo e' uno dei dubbi che viene sollevato dai detrattori dell'idea di vendere gli episodi dei telefilm, ed e' anche la teoria dei detrattori di iTunes. La domanda e' piu' che mai legittima e la risposta certa non ce l'ha nessuno; credo che dipenda dalla singola persona e di come ciascuno percepisca il termine "illegale". Ciao, luigi

» postato da Luigi Rosa alle 06:48 del 20-05-2005

13 «Poi c'è da considerare che è sempre la stessa gente. I soldi che non guadagna il network li guadagna la casa di produzione, che è dello stesso gruppo del network.» Non e' sempre cosi'. Secondo un articolo di taglio economico che avevo letto in merito, i primi a farne le spese sarebbero, ovviamente, i piccoli network. Inoltre, con il tempo, questa tecnologia potrebbe passare dalla nicchia al mainstream, erodendo molte quote pubblicitarie ai network. Attenzione che i network avrenno lo stesso padrone, ma sono comunque ditte con dei dipendenti e una propria autonomia economica. Guarda, per esempio, il casino che sta succedendo con le assicurazioni online: hanno cortocircuitato la distribuzione, le grandi compagnie assicurative guadagnano come prima (se non di piu') e gli assicuratori sul territorio l'han preso in... tasca (non che mi dispiaccia, in molti casi). Ciao, luigi

» postato da Luigi Rosa alle 06:57 del 20-05-2005

14 «Inoltre, con il tempo, questa tecnologia potrebbe passare dalla nicchia al mainstream, erodendo molte quote pubblicitarie ai network. Attenzione che i network avrenno lo stesso padrone, ma sono comunque ditte con dei dipendenti e una propria autonomia economica. Guarda, per esempio, il casino che sta succedendo con le assicurazioni online: hanno cortocircuitato la distribuzione, le grandi compagnie assicurative guadagnano come prima (se non di piu') e gli assicuratori sul territorio l'han preso in... tasca (non che mi dispiaccia, in molti casi).» Be', nonostante il fatto che iTunes venda cento milioni di canzoni ogni tre mesi quando vado da Ricordi in piazza Duomo vedo ancora una folla a comprare dischi: non penso siano in vista a breve termine licenziamenti per gli impiegati. Non vorrei apparire cinico (anche se lo sono :twisted: ) ma credo che il passaggio da un mercato all'altro sarà comunque abbastanza graduale da consentire a chi resterà tagliato fuori di cercarsi un altro posto di lavoro, magari in una compagnia di distribuizione via web... S*

» postato da S* alle 09:04 del 20-05-2005

15 «perchè registrare film/telefilm con vhs non è reato mentre scaricare lo stesso da internet e metterlo su dvd rischi il carcere??» perchè chi lo ha messo sull'internet non aveva il diritto di farlo: ha comprato o registrato una singola copia per uso strettamente personale, ma l'ha messa a disposizione del pubblico. il canale televisivo che invece ti fa vedere un film/telefilm alla televisione, ha pagato per poterlo fare, e sicuramente era un prezzo un tantino più alto dei 15 euro di un dvd. :idea:

» postato da jonny lexington alle 09:41 del 20-05-2005

16 «ho la pretesa di credere che questa sia una domanda che molti si potrebbero fare:"Ma se prima non pagavo, anche se era illegale, perchè ora dovrei?"» perchè prima o poi potresti "stancarti" di compiere un'azione illegale e ti andrebbe di fare le cose in regola, visto anche che prima potevi avere la scusa che certe cose non erano disponibili legalmente sull'internet e che quindi non avevi scelta, mentre ora.... :roll: magari quando eri un pischello scavalcavi i cancelli per andare a vederti partite e concerti gratis; adesso che sei più grandicello, invece, paghi il biglietto ed entri come tutti i cristiani. le cose cambiano. ;)

» postato da jonny lexington alle 09:45 del 20-05-2005

17 johnny secondo me la fai troppo semplice. troppo troppo. ma non voglio tornare a litigare..

» postato da _Kaos_ alle 22:12 del 20-05-2005

18 bisognerebbe anche considerare il progetto di fare TV e INTERNET in un tutt'uno. vedere la tv sul pc rende non facile, ma ancora piu' facilissimo :wink: , codificare i programmi e redistribuirli. insomma la piega che sembra stia prendendo la società è questa secondo me. :!:

» postato da _Kaos_ alle 22:15 del 20-05-2005

19 «johnny secondo me la fai troppo semplice.» riguardo alla pirateria mediatica sull'internet? mah, in realtà ci potrei fare su delle congetture ben più aggrovigliate, ma questa non è la discussione giusta. :mrgreen: e poi io cercavo solo di dare una risposta plausibile al semplice quesito di rodman.

» postato da jonny lexington alle 12:54 del 23-05-2005

20 io mi riferivo al concetto di illegalità :roll:

» postato da _Kaos_ alle 13:09 del 23-05-2005

21 «io mi riferivo al concetto di illegalità :roll:» beh, perchè ti fermi lí allora? vai avanti; esponi; delinea, amplia. :mrgreen: :arrow:

» postato da jonny lexington alle 13:39 del 23-05-2005

22 Ciao a tutti, riprendendo un discorso che facevo con S* e con Luigi Rosa, e che già ronzava da un po' nel nostro giro, ho scritto una mail un po' provocatoria al Forum di Aldo Grasso, l'esperto di TV del Corriere della Sera, che ha più volte dimostrato di affrontare in modo serio il tema delle serie tv (telefilm). Vi allego il testo della lettera. _________________________________________________________ Caro Grasso, lavoro nel mondo di Internet e la parola "Canali diretti" ce l'ho nelle orecchie dalla mattina alla sera, dalle assicurazioni online all'abbigliamento. A questo punto, come appassionata di telefilm, mi viene spontaneo fare una riflessione: perchè non esistono i "canali diretti" anche per le produzioni televisive? Perchè devo essere costretta ad aspettare i tempi (spesso biblici) di trasmissione delle reti per poter vedere i miei TF preferiti? So bene che esisistono vie considerate illegali di procurarsi una puntata trasmessa il giorno prima in USA o UK, ma io - potendo scegliere - sceglierei la legalità. Voglio che le major mi vendano online l'ultima puntata di Lost trasmessa in prima visione il giorno prima (in lingua originale, ovviamente), voglio poter seguire i serial televisivi in diretta, non in differita. Voglio discuterne sui forum quando il tema è ancora caldo, non un anno dopo (se va bene!)... E non sono la sola, da quello che sento dire in giro e in rete. Esiste una domanda, ma non esiste l'offerta. Voglio comprare una cosa, ma nessuno me la vuole vendere. Ecco la mia carta di credito, signore Major! Dove devo digitare il numero? Vendere le puntate online a un prezzo ragionevole riverserebbe un bel gruzzolo nelle casse delle Major e non toglierebbe niente al mercato dei DVD: la qualità video è minore, e poi il vero appassionato prima guarda una serie e poi compra anche i DVD, per collezionarla. E' possibile che non ci sia nessuno seriamente disposto a intraprendere questa strada? Ho letto che la BBC starebbe sperimentando una soluzione basata sul P2P legale, ma chissà quali saranno i tempi di realizzazione... Lei cosa ne pensa? _________________________________________________________ Speriamo che venga pubblicata e che magari Grasso mi dia anche una risposta. Mi piacerebbe creare un po' di "movimento" su questo problema: chissà che magari le major non si accorgano di quanto $$$ stanno perdendo e decidano di seguire l'esempio dell'iTunes Music Store, che ha rivoluzionato il mercato della musica. Per il resto, voi cosa ne pensate? Qualcuno ha già detto che non scucirebbe una lira per pagare qualcosa che oggi è - di fatto - gratis sulle reti P2P. Io, ovviamente, spererei nella nascita di un mercato legale dal Produttore al Consumatore, senza doversi piegare a tempi e palinsesti delle TV, che sono sempre + lontane dai gusti dei giovani. Ciaociao, Eliver

» postato da Eliver alle 13:54 del 30-05-2005

23 anche io penso che un P2P legale sia la soluzione migliore, Certo al mondo esisteranno sempre persone che non vogliono pagare per definizione. Adesso so che Alice ha messo la possibilità di vedere ondemand dei film, non ultime uscite, a dei prezzi accettabili. Se questa idea prende campo potrebbe essere un pirmo passo avanti. La Rai ha comprato tutta Voy ma non me la vuole mettere su un canale Rai?, bene me la vedo sul Pc tramite l'ondemand. Per i film/telefilm scambiati a livello mondiale penso che la cosa possa essere un po' lenta, infatti forse molti giovani conoscono bele l'inglese /americano da potersi gustare un telefilm in originale, io personalemente necessito almeno dei sottotitoli, quindi secondo me ci dovrebbe essere pur sempre qualcuno che spende almeno per sottotitolare. Fino ad ora le spese di doppiaggio, se non erro, erano a carico di chi comprava la serie Tv (la7, Rai, mediaset..), ma se tutto rimane in mano alle Major chi ci assicura che vogliono spendere per dei sottitolatori, anche se immagino che la cosa non costi più di tanto e nonrichieda nemmeno tantissimo tempo per essere fatta

» postato da ICamaleonte =^_^= alle 14:20 del 30-05-2005

24 ««io mi riferivo al concetto di illegalità :roll:» beh, perchè ti fermi lí allora? vai avanti; esponi; delinea, amplia. :mrgreen: :arrow:» ha già spiegato tutto Eliver, la questione che ponevo in generale era quella. si deve dividere chi non vuole pagare per definizione da chi è "costretto" a non pagare per vedere un film/telefilm/ecc con sicurezza e in un tempo ragionevole. :arrow: poi se qualcuno pensa di fare un film stupido ed si aspetta che vengano comprati i dvd.... ma questa è un'altra questione. ..è il motivo per cui ho smesso di comprare dylan dog ormai da anni, ma se lo trovo a casa di un amico nessuna legge morale mi frena dal leggerlo e magari da trovare qualche tavola divertente o ben disegnata. penso di essermi spiegato di più ..no? :shock:

» postato da _Kaos_ alle 15:01 del 30-05-2005

25 «penso di essermi spiegato di più ..no? :shock:» sì, ora ti sei spiegato. e sono d'accordo. sono inoltre d'accordo anche con quanto scritto da eliver. è curioso che ci sia una domanda, ma non un'offerta. credo che non sia ancora stato fatto solo perchè le majors stanno analizzando la cosa, per essere sicure che non ci sia il rischio di smenarci soldi. in fin dei conti quello di fare soldi è il solo motivo per cui loro sono nel business.

» postato da jonny lexington alle 15:21 del 30-05-2005

26 che bello per una volta non ci siamo scannati! :wink:

» postato da _Kaos_ alle 16:29 del 30-05-2005

27 ««penso di essermi spiegato di più ..no? :shock:» sì, ora ti sei spiegato. e sono d'accordo. sono inoltre d'accordo anche con quanto scritto da eliver. è curioso che ci sia una domanda, ma non un'offerta. credo che non sia ancora stato fatto solo perchè le majors stanno analizzando la cosa, per essere sicure che non ci sia il rischio di smenarci soldi. in fin dei conti quello di fare soldi è il solo motivo per cui loro sono nel business.» Il business dele cosidette major risiede tutto nel vendere un pacchetto, poi l'utilizzo che di questo viene fatto a loro non interessa più.Le nostre televisioni, sia commerciali che pubbliche, possiedono i diritti di moltissime serie di telefilm e cartoni animati che magari per scarsità di ascolti hanno deciso di troncare oppure di mettre ad orari indecenti. Ma una volta che i diritti sono venduti nessuno può obbligare il detentore a trasmettere tutte le puntate, per cui la legge della domanda e dell'offerta non si instaura tra pubblico e emittenti, ma tra emittenti e major, mediante sondaggi e dati (la maggior parte delle volte falsati) provenienti da sondaggi e andamenti degli indici di gradimento...serie che hanno avuto grande successo all'estero, magari in italia sono seguiti da una percentuale bassissima, per cui vengono accantonate per ar posto a programmi che permettano di ripagare le spese già fatte...è una ruota molto complicata... La possibilità di usufruire di una canale alternativo al satellite come un P2p alla Itunes anche per serie e magari film (lo sta facendo sia alice che libero e fastweb, ma con costi non erto popolari!) sarebbe sicuramente una buona opportunità di soddisfare le esigenze di molti fan "frustati" dallo scempio che si sta perpetrando alle loro serie preferite! aridateme er Gundammmmmmmmm a un'ora decente!!!!!! Ciauzzz :lol:

» postato da cateye10 alle 16:47 del 30-05-2005

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