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Non bisogna stupirsi se il Giappone vanta una rigogliosa produzione fantascientifica, che si può far risalire almeno alla seconda metà dell'800, quando, con l'apertura del paese all'influsso delle culture occidentali, sia Jules Verne che H.G. Wells si affacciano sulla scena letteraria del Sol Levante. Eppure per la maggior parte di noi la fantascienza giapponese si riassume nell'immagine di Godzilla e in quella di mostri bizzarri o di supereroi meravigliosi, mentre in Giappone queste creazioni sono di norma intese per un pubblico di bambini e di giovanissimi. La vera fantascienza giapponese, come la letteratura fantastica, ha radici ben più lontane, che affondano nella tradizione delle leggende e dei miti. Questa raccolta presenta al pubblico italiano gli esempi più significativi e originali di letteratura "speculativa" prodotta nel paese dagli anni '60 in poi, a partire dal drammatico atto di fondazione dell'immaginario fantascientifico giapponese del dopoguerra, il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, qui rappresentato da alcune testimonianze di sopravvissuti. Fra gli scrittori dell'antologia vi sono "i tre grandi" della fantascienza giapponese, ossia Ryo Hanmura, Shinichi Hoshi e Sakyo Komatsu, poi Kobo Abe, con il suo caratteristico tocco kafkiano, e Tetsu Yano, di cui si ricorda l'attività nel fandom giapponese in collaborazione con Takumi Shibano, curatore della leggendaria fanzine Uchujin, pubblicata per la prima volta nel 1957. Nelle loro opere sono presenti riferimenti precisi all'epoca del militarismo degli anni '30 e '40, vengono sollevate questioni importanti come l'impatto della rapida modernizzazione, l'inquinamento dell'ambiente, i pericoli di una cultura insulare, il mito della superiorità razziale, fino a visioni che coinvolgono l'identità sessuale e la possibilità di un'apocalisse prossima ventura.
La leggenda della nave di carta. Racconti di fantascienza giapponese, Introduzione di Carlo Pagetti e Ilaria M. Orsini
Traduzione dall'inglese di Ilaria M. Orsini. Collezione Immaginario Solaria, 256 pagine — 12,90 euro.
2 Molto interessante
saludos
» postato da jetscrander alle 10:04 del 17-02-2008
4 se merita ci faccio un pensierino..io adoro la cultura giapponese
» postato da Alia in nero alle 11:56 del 17-02-2008
6 mi sa che dovrò procurarmelo
giappone bello
fantascienza bella
fantascienza giapponese bella ![]()
» postato da Stefanoventa alle 13:49 del 17-02-2008
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1 Il saggio presentato dalla Fanucci rappresenta uno dei pochi esempi italiani di avvicinamento alla letteratura fantascientifica giapponese. Un peccato se si pensa a quanto velocemente questo genere si stia sviluppando nel paese del Sol Levante e a quanti potrebbero essere i termini di paragone con opere occidentali. Quest'articolo è di sicuro un buon mezzo per avvicinare gli appassionati di fantascienza alla realtà nipponica.
» postato da (Alessandra Iarrusso) alle 21:44 del 16-02-2008