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Il bibliotecario di New York

Nel secondo numero della collana Chrono, il romanzo d’esordio di Nathan Larson. Una distopia che ci trasporta in una New York letteralmente in ginocchio.

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Nata in casa Fanucci alla fine di giugno, la collana Chrono presenta il secondo volume dal titolo Il bibliotecario di New York (The Dewey Decimal System, 2011), romanzo d'esordio di Nathan Larson. In merito a questa nuova collana l'editore dichiara: "Chrono, una collana di narrativa dedicata alla fantascienza e al fantastico in una tradizione che va da La svastica sul sole di Philip K. Dick a Il complotto contro l'America di Philip Roth".

 

Saranno pubblicati romanzi distopici, come quello di Larson, gialli d'avventura, polizieschi e storie alternative. Il bibliotecario di New York è il primo volume della serie Decimal Dewey. Il secondo è già nelle librerie Usa, ed è intitolato The Nervous System.

 

Il romanzo si svolge in una New York di un prossimo, molto prossimo futuro. La città è stata flagellata da una pandemia influenzale, da un grande e devastante attacco terroristico e infine c’è stato il crollo totale di Wall Street. In pratica la città è ridotta a un'ombra di se stessa.

 

Le autorità e i cittadini rimasti cercano faticosamente di rimetterla in sesto. In questo caos generale, un uomo senza né nome né memoria, forse un ex-militare con un amore ossessivo-compulsivo nei confronti dei libri decide di andare a vivere presso la sede principale della New York Public Library, situata nella 42esima strada. È ossessionato dalla voglia di riorganizzare la biblioteca e di catalogare per bene tutti i volumi in essa contenuta, e per questo è stato soprannominato "Decimale Dewey".

 

Il suo desiderio è passare tutto il tempo nella tranquillità della biblioteca, ma il suo lavoro ogni tanto deve essere interrotto in quanto Rosenblatt, un procuratore corrotto e senza scrupoli, gli chiede di eseguire per lui lavori molto particolari. E il nuovo lavoro che gli viene richiesto farà finire il nostro protagonista in un groviglio di violenze, sangue, strane alleanze, vecchie vendette, costringendolo ad affrontare il buio del suo passato e la questione della sua identità sepolta.

Un brano dal testo

Forse è la morfina che rende tutto un po' confuso, ma il fatto che abbia menzionato il nome da nubile di questa donna mi suona un po' strano. Tuttavia, risalire al perché non mi è possibile. Non riesco nemmeno a formulare un pensiero compiuto.

«Decimal?»

«Sì, ci sono ancora.»

«Okay. La missione quindi rimane la stessa. L'obiettivo è Shapsko. È lui che vogliamo. Subito. Non appena sarai tornato operativo. Conto su di te. Non c'è nessun altro idoneo per questa cosa.»

«Ho capito.» Un altro pensiero. «Signore, non vorrei che si offendesse, ma ho come l'impressione che possa aver sentito il bisogno di farmi pedinare.»

«Eh? Primo: mi offendo eccome. E, secondo: cosa ti ha portato a questa conclusione del cazzo?»

«Mi ha trovato in meno di un secondo. Sa, giù nel Queens.»

Il procuratore tira su col naso. «Cazzo, Decimal. Non ti puoi permettere di sollevare dubbi sui tuoi superiori. I tuoi fottuti angeli custodi. Non me ne starò certo qui a farmi insultare da una nullità come te. Chiaro?»

«Cristallino.»

«Questa è una linea sicura?»

Lancio un'occhiata al dottore o all'infermiere o a qualunque cosa sia, comunque un tipo asiatico, dalla cui radiotrasmittente sto parlando.....

L'autore

Nathan Larson, nato nel Maryland nel 1970, ha una personalità eclettica: scrittore, compositore, musicista e produttore, è noto soprattutto per le sue pluripremiate colonne sonore. Attualmente vive con la moglie a New York e di tanto in tanto non disdegna rifugiarsi in Svezia. Il bibliotecario di New York è il suo romanzo d'esordio.

La quarta di copertina

Dopo un'epidemia, un grave attacco terroristico e il crollo di Wall Street, New York è in ginocchio. Mentre la città tenta faticosamente di risollevarsi, fa la sua comparsa un misterioso veterano senza nome e senza memoria, Dewey Decimal, che decide di vivere nella biblioteca pubblica sulla Quarantaduesima. Dopo aver scelto l'edificio come sua dimora, si è assunto l’incarico di archiviare l'intera collezione bibliografica, sprofondata nel caos in seguito al collasso della rete informatica. Un grande amore per la letteratura e una certa ossessività maniaco-compulsiva fanno sì che il più forte desiderio dell'uomo sia poter riorganizzare il magazzino della biblioteca. Il suo impegno nella catalogazione dei libri viene occasionalmente turbato da un procuratore corrotto, Rosenblatt, che lo contatta ogniqualvolta abbia del lavoro sporco da sbrigare.

Ora la sua missione è uccidere Yakiv Shapsko, il leader della comunità ucraina a New York, ma Dewey verrà presto risucchiato in una spirale di crimini, tradimenti e antiche vendette che lo costringeranno ad affrontare il buco nero del suo passato e a fare i conti con la sua vera identità.

 

Nathan Larson, Il bibliotecario di New York (The Dewey Decimal System, 2011)

Traduzione Federico Lopiparo

Fanucci Editore, collana Chrono, pagg. 278, euro 12,90

Autore: Pino Cottogni - Data: 18 dicembre 2012

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Commenti

1 Questo pezzo di testo risulta scritto piuttosto male, peccato l'argomento sembrava interessante!

» postato da rouges17 alle 12:14 del 18-12-2012

2 Sono in completo disaccordo. Mi trovo invece molto bene con le "presentazioni " di Cottogni. Infatti a me non piacciono le " recensioni" che sono frutto di opinioni assolutamente personali. Le presentazioni devono essere proprio, a mio parere, il più possibile asettiche. Se poi mi interessa l'argomento compro il libro. :D

» postato da marta capuano alle 12:13 del 19-12-2012

3 «Sono in completo disaccordo. Mi trovo invece molto bene con le "presentazioni " di Cottogni. Infatti a me non piacciono le " recensioni" che sono frutto di opinioni assolutamente personali. Le presentazioni devono essere proprio, a mio parere, il più possibile asettiche. Se poi mi interessa l'argomento compro il libro. :D» Non credo che rouges17 ce l'avesse con l'articolo di Cottogni, ma piuttosto col brano del romanzo riportato nell'articolo. Almeno, così ho capito io. S*

» postato da S* alle 18:18 del 19-12-2012

4 Ho cominciato a leggere il romanzo e anche io trovo che non sia scritto granché bene. Noioso, freddo e impersonale. Vero è che descrive un universo solipisistico e certi microcosmi sono proprio così, ma accidenti... :-(

» postato da ammiraglio_naismith alle 09:43 del 20-12-2012

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