Un nuovo sceneggiatore per George Orwell

Scelto l'autore che riscriverà la distopia di 1984, uno dei classici della fantascienza mondiale.

La locandina della prima trasposizione del romanzo ingrandisci

Si riparla di George Orwell e del suo 1984, romanzo capolavoro che racconta in chiave fantascientifica gli orrori di una dittatura che tutto controlla e tutto dirige dei suoi cittadini. Scritto nel 1948 e pubblicato l'anno seguente, il romanzo fece presto il giro del mondo, imponendosi per la sua carica critica forte e l'immaginazione dei suoi contenuti. Al cinema ci arrivò già nel 1956 (Nel 2000 non sorge il sole), dopo un primo adattamento televisivo della BBC, e successivamente proprio nel 1984, con un film da titolo omonimo e interpretato da John Hurt (Alien, V for Vendetta, Melancholia). Da anni si parla di una nuova trasposizione, e ora sembra che il progetto si stia muovendo.

 

Infatti la Imagine Entertainment, casa di produzione già coinvolta nel non esaltante Cowboy & Aliens, ha annunciato di aver trovato e ingaggiato l'autore che scriverà la sceneggiatura del film. Si tratta di Noah Oppenheim, giovane autore proveniente dal mondo televisivo e che finora si è cimentato in serial come Today e The Buried Life. Un'esperienza non esaltante, in termini di quantità e (forse) anche di qualità, ma che comunque potrebbe portare un nuovo punto di vista nel rappresentare la storia. Almeno secondo le speranze di Brian Grazer, produttore a capo di Imagine e già coinvolto nel progetto del serial 24.

 

È il caso di ricordare brevemente la vicenda? Poiché si tratta di un libro, e di un bel libro, è sempre un bene parlarne. Nel romanzo di Orwell il mondo è diviso in tre superstati totalitari, Oceania, Eurasia ed Estasia, perennemente in guerra tra loro e sempre attenti nel mantenere il giogo sui rispettivi cittadini. Nello stato di Oceania il Socing tiene a bada la popolazione attraverso il Grande Fratello, occhio onnipresente in ogni abitazione e in ogni momento dell'esistenza, attraverso i giochi, il Bispensiero e la Neolingua, con i quali manipola la popolazione riscrivendo in continuazione la realtà per censurare ogni minimo aspetto che non sia confacente alle direttive del regime. In questo contesto il giovane Winston, addetto proprio alla riscrittura di libri e articoli, si innamora di Julia e insieme entrano in un'organizzazione clandestina di resistenza, capeggiata da O'Brien. Ma O'Brien è in realtà un agente del governo e Winston alla fine sarà costretto a rinnegare Julia e ad allinearsi definitivamente al regime.

 

La potenza del romanzo di Orwell è stata tale che, oltre agli adattamenti citati, sono innumerevoli le sue citazioni di cui sono infarciti film, romanzi, serie televisive, opere d'arte, canzoni rock e persino videogiochi. Un messaggio, quello di Orwell, che conserva la sua attualità. Sarà curioso quindi vedere come, nel ventunesimo secolo inoltrato e in un'epoca di internet e reti globali, Oppenheim riuscirà ad adattare il romanzo mantenendo inalterata la carica del suo messaggio.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 22 giugno 2012 - Fonte: scificool.com

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Commenti

1 La fantascienza sociologica, per quanto metta in luce possibili e potenziali minacce per la persona e la sua libertà, l'ho sempre digerita male; la nostra realtà spesso è pesante e ho sempre rivolto il mio interesse a sf più d'avventura e se proprio dell'evoluzione di una società di deve parlare, che sia almeno molto distante (come ad es. per il Cilco della Fondazione di Asimov); adattare "1984" al 21° secolo, la vedo dura; già ora nelle nazioni con molta censura, è abbastanza facile svicolare dai filtri informatici (proxy, video con cellulari, twitter).

» postato da mikronimo alle 10:12 del 22-06-2012

2 1984 è uno dei miei libri preferiti, quindi tifo per la sua trasposizione cinematografica. :wink:

» postato da epicurus alle 12:09 del 22-06-2012

3 1984 è uno dei miei libri preferiti, quindi NON tifo per la sua trasposizione cinematografica. :P

» postato da HAL 9000 alle 17:04 del 23-06-2012

4 1984 è uno dei miei libri preferiti e sarà in grado di uscire indenne da ogni nuovo adattamento cinematografico, anche il più discutibile... Casomai,,, è triste pensare che, per l'italiano medio, il 'Grande Fratello' sia soltanto uno show televisivo... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 01:56 del 24-06-2012

5 Su questo concordo. Non è che sia ostile verso questo adattamento, semplicemente mi è indifferente come quello già realizzato.

» postato da HAL 9000 alle 13:52 del 24-06-2012

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