Lucca Comics And Games

La rinascita delle scimmie

Uscito il primo trailer ufficiale per il nuovo film collegato alla saga di Il pianeta delle scimmie.

ingrandisci

Rise of the Planet of the Apes. Questo è il definitivo e chilometrico titolo del nuovo film a base di scimmie intelligenti che si ribellano all'umanità, ennesima conferma della nefasta tendenza hollywoodiana a percorrere strade collaudate, senza tentare nulla di nuovo. Il film, prodotto da 20th Century Fox e da Chernin Entertainment, è ormai prossimo all'uscita nelle sale americane, visto che debutterà il 5 agosto 2011. Come sempre, di arrivo nelle sale italiane non si parla; intanto però ci si può cominciare a fare un'idea con il primo trailer esteso, un minuto e cinquantasei secondi di azione con scene anche altamente spettacolari, che qui proponiamo.

 

Il film è un reboot della saga di Il pianeta delle scimmie, nata prima come successo letterario con il romanzo scritto nel 1963 dal francese Pierre Boulle (lo stesso autore di Il ponte sul fiume Kwai). L'affermazione cinematografica arrivò nel 1968 con l'omonimo film, grazie a un finale choccante e alle eccellenti interpretazioni di Charlton Heston e Roddy McDowall; il successo fu tale che negli anni successivi diede origine a ben quattro seguiti, nessuno a dire il vero all'altezza dell'originale. Nel 2001 ci provò il geniale Tim Burton a riscrivere la saga, ma evidentemente uscire dalle consuete atmosfere dark e gotiche non gli riuscì bene, cosicché il film rimase anonimo nonostante il budget discreto e le buone prove di Mark Wahlberg e Tim Roth. Ora la Fox ci riprova, affidandosi allo script di Rick Jaffa (Relic — L'evoluzione del terrore) e Amanda Silver, nonché alla regia del trentanovenne Rupert Wyatt.

 


ingrandisci
La storia del film parte dall'inizio, ovvero da ciò che ha dato origine alla civiltà delle scimmie descritta nel romanzo originale. Il giovane ricercatore Will Rodman è in procinto di trovare la cura genetica definitiva per il morbo di Alzheimer, una delle malattie più tremende in circolazione. L'ultima fase della ricerca riguarda la sperimentazione della cura sugli scimpanzé. Ma la cura ha come effetto collaterale l'incremento delle facoltà intellettive dei primati i quali, guidati da Caesar, il più intelligente fra loro, inizieranno un percorso che porterà alla rivolta contro la schiavitù loro imposta dagli esseri umani. Il regista Wyatt ha dichiarato recentemente: "Il film è parte della mitologia, e così dovrebbe essere visto. Non è la prosecuzione di altri film, ma è una storia originale. Quello che vorremmo fare è rinnovare l'interesse degli appassionati per la saga, sull'esempio di Batman Begins".

 


L'espressione di Caesar non promette nulla di buono... ingrandisci
E che l'intenzione sia quella di creare una nuova saga è confermato dallo stesso Wyatt: "Mi vengono in mente tutta una serie di idee per i sequel, e siamo solo all'inizio". Dal canto suo Jaffa ha dichiarato: "Spero che riusciremo a costruire una piattaforma per i futuri film. Abbiamo lasciato un sacco di spunti che contiamo di riprendere nei sequel". Come, a quanto pare, una versione modernizzata della navicella Icarus, sulla quale l'astronauta Taylor viaggiava nel film originale del 1968. Il cast è di buon livello a partire dal protagonista James Franco, a cui si uniscono l'indiana di Bombay Freida Pinto, al debutto fantascientifico; il veterano John Litgow; Tyler Labine (Reaper); e Andy Serkis, il Gollum del Signore degli Anelli che ha prestato il corpo per il motion capture di Caesar, realizzato poi in computergrafica dai maestri della Weta di Peter Jackson. Insomma, le scimmie sono in rivolta e quando si arrabbiano, come si vede nel trailer, conviene scappare alla svelta...

Video temporaneamente disabilitato

Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.

La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.

Per saperne di più

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 19 aprile 2011 - Fonte: blastr.com; collider.com

Vota questo articolo

Voti dei lettori

1 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Povero Andy Serkis, corpo manichino al servizio della computer graphic. :-(

» postato da Naismith alle 09:55 del 19-04-2011

2 per me molto molto interessante. «Povero Andy Serkis, corpo manichino al servizio della computer graphic. :-(» beh, fa il suo mestiere, lo fa bene, è ben pagato, conosciamo il suo nome. Quell'ultima immagine di Caesar è da brivido.

» postato da l'Anto alle 11:20 del 19-04-2011

3 Ma 'ste scimmie hanno rotto i maroni solo a me ? Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 14:03 del 19-04-2011

4 "Nel 2001 ci provò il geniale Tim Burton a riscrivere la saga, ma evidentemente uscire dalle consuete atmosfere dark e gotiche non gli riuscì bene". Originale come modo per descrivere una delle più grandi vaccate di tutti i tempi.

» postato da Andrea Montesi alle 14:33 del 19-04-2011

5 Nel 2001 Tim Burton provò a distruggere la saga... e c'era quasi riuscito... (pessimo film). Ora ci riprovano... Per chi non ha visto gli originali, correte a compravi il cofanetto!!! Nessun remake o reboot potrà mai neanche uguagliarli!

» postato da (Lee Kelso) alle 16:55 del 19-04-2011

6 Evidentemente le scimmie della saga sono invulnerabili. La leggenda racconta che nel 1970 Charlton Heston, costretto a comparire nel primo (non male) sequel ("L'altra faccia del pianeta delle scimmie") avesse suggerito e ottenuto di chiudere con la detonazione nucleare che annientava la Terra, sicuro di mettere la parola fine alla storia (che detestava). Sappiamo purtroppo come è andata.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 18:46 del 19-04-2011

7 «Nel 2001 Tim Burton provò a distruggere la saga... e c'era quasi riuscito... (pessimo film). Ora ci riprovano... Per chi non ha visto gli originali, correte a compravi il cofanetto!!! Nessun remake o reboot potrà mai neanche uguagliarli!» A dire il vero direi che la serie originale era già riuscita tranquillamente da sola ad autodistruggersi. Il primo film era un capolavoro, il secondo era accettabile, dal terzo in poi erano cose indecenti. Il mio consiglio è di non correre affatto a buttare i soldi in un cofanetto. Guardatevi il primo, godetevi il "maledetti l'avete distrutta" e dimenticatevi che esiste il resto. S*

» postato da S* alle 20:44 del 19-04-2011

8 "Nel 2001 ci provò il geniale Tim Burton a riscrivere la saga, ma evidentemente uscire dalle consuete atmosfere dark e gotiche non gli riuscì bene ..." «Originale come modo per descrivere una delle più grandi vaccate di tutti i tempi.» Visto? Non gli riuscì bene.

» postato da AKKA alle 21:01 del 19-04-2011

9 «Rise of the Planet of the Apes , titolo chilometrico ...» Chilometrico ? :?: al netto di articoli e congiunzioni sono 3 parole :) Praticamente è lungo come i titoli dei 4 sequel del primo film :wink:

» postato da Il Castiglio alle 21:43 del 19-04-2011

10 «Guardatevi il primo, godetevi il "maledetti l'avete distrutta" e dimenticatevi che esiste il resto. S*» E' proprio perché il resto fa schifo che vedrei volentieri un altro tentativo. Ciò che colpisce noi umani è la possibilità che un'altra specie ci tolga il dominio sul pianeta, e chissà quanto lavora il nostro inconscio, se non la nostra razionalità, per decidere se questa non sia per caso la miglior sorte che potrebbe toccare al Pianeta. Un'altra specie, se non è aliena, è per forza scimmia antropomorfa, e qualsiasi film che utilizzasse questa idea verrebbe automaticamnete collegato al Pianeta delle Scimmie. Tanto vale fare un reboot.

» postato da l'Anto alle 22:12 del 19-04-2011

11 ««Guardatevi il primo, godetevi il "maledetti l'avete distrutta" e dimenticatevi che esiste il resto. S*» E' proprio perché il resto fa schifo che vedrei volentieri un altro tentativo. Ciò che colpisce noi umani è la possibilità che un'altra specie ci tolga il dominio sul pianeta, e chissà quanto lavora il nostro inconscio, se non la nostra razionalità, per decidere se questa non sia per caso la miglior sorte che potrebbe toccare al Pianeta. Un'altra specie, se non è aliena, è per forza scimmia antropomorfa, e qualsiasi film che utilizzasse questa idea verrebbe automaticamnete collegato al Pianeta delle Scimmie. Tanto vale fare un reboot.» Penso che chi toglierà il dominio del pianeta agli umani non sarà una specie animale, e le scimmie antropomorfe semplicemente non hanno i "numeri" (si riproducono decisamente troppo poco) per poter diventare specie dominante. Infine, purtroppo penso sia raro e difficile che un film di fantascienza fatto oggi sia in grado di dire qualcosa di più di un film degli anni Settanta. Per il resto sono d'accordo con te. We stand between the candle and the star. S*

» postato da S* alle 22:30 del 19-04-2011

12 «Penso che chi toglierà il dominio del pianeta agli umani non sarà una specie animale, e le scimmie antropomorfe semplicemente non hanno i "numeri" (si riproducono decisamente troppo poco) per poter diventare specie dominante.» Se qualcosa mette fuori gioco la razza umana (penso a pandemie importanti), ci sarà un naturale avvicendamento, che ovviamente non sarebbe facile con la razza umana pienamente in salute. L'esempio dinosauri vs. mammiferi mi pare scontato. «Infine, purtroppo penso sia raro e difficile che un film di fantascienza fatto oggi sia in grado di dire qualcosa di più di un film degli anni Settanta.» Penso che sia difficile che, sotto il peso della nostra voglia di ri-etichettare tutto, sia percepito come innovativo un film di fantascienza al giorno d'oggi, ma il difetto mi sembra più nell'osservatore e nelle sue omologanti richieste. Concordo comunque che scontiamo qualcosa di simile alle monocolture agricole: la voglia di massimizzare la resa (pubblico pagante) omologa tutti i produttori verso pochi filoni ripetitivi dalla resa quasi certa, a costo della perdita della diversificazione che sarebbe valore di per sè.

» postato da Naismith alle 16:35 del 20-04-2011

13 «Se qualcosa mette fuori gioco la razza umana (penso a pandemie importanti), ci sarà un naturale avvicendamento, che ovviamente non sarebbe facile con la razza umana pienamente in salute. L'esempio dinosauri vs. mammiferi mi pare scontato.» Be', intanto nella storia della Terra non è mai esistita una "specie dominante" prima dell'homo sapiens; non si vede perché un'altra dovrebbe prendere il nostro posto per forza. Non si vede neppure quale sia la necessità che un'altra specie evolva un'intelligenza simile a quella umana. Certo, è plausibile che possa accadere, ma in tempi molto lunghi. Dubito che la Statua della Libertà sarà qualcosa più di polvere per allora. S*

» postato da S* alle 17:24 del 20-04-2011

14 « Be', intanto nella storia della Terra non è mai esistita una "specie dominante" prima dell'homo sapiens;» OT: mi capita spesso di soffermarmi a pensare che da due milioni di anni fa e fino a soli 20.000 anni fa, c'è sempre stata più di una razza Homo sul Pianeta, mentre ora siamo rimasti solo noi. «Non si vede neppure quale sia la necessità che un'altra specie evolva un'intelligenza simile a quella umana. » ah certo non è una necessità...forse è solo un timore. Pensiamo di aver fatto fuori gli altri Homo (mica vero, per quanto ne sappiamo) e temiamo forse di "essere puniti" prima o poi. Pensa a quanta gente si aspetta il Giudizio Universale o l'apocalisse Maya, o entrambi.

» postato da l'Anto alle 18:33 del 20-04-2011

15 «ah certo non è una necessità...forse è solo un timore. Pensiamo di aver fatto fuori gli altri Homo (mica vero, per quanto ne sappiamo) e temiamo forse di "essere puniti" prima o poi. Pensa a quanta gente si aspetta il Giudizio Universale o l'apocalisse Maya, o entrambi.» L'Erectus si è estinto da solo molto prima che i Sapiens arrivassero in tutti i posti dove era diffuso. E sulle nostre colpe riguardo ai Neandertaliani non ci sono a oggi prove sufficienti per una condanna. Peraltro, dubito molto che tra coloro che credono al giudizio universale e/o all'apocalisse Maya siano molti coloro che 1) sappiano cos'è un Neandertal o un Erectus 2) abbiano idee sulla loro estinzione o anche 3) possano escludere che si sono estinti perché li ha mangiati un dinosauro. S*

» postato da S* alle 23:41 del 20-04-2011

16 ««ah certo non è una necessità...forse è solo un timore. Pensiamo di aver fatto fuori gli altri Homo (mica vero, per quanto ne sappiamo) e temiamo forse di "essere puniti" prima o poi. Pensa a quanta gente si aspetta il Giudizio Universale o l'apocalisse Maya, o entrambi.» L'Erectus si è estinto da solo molto prima che i Sapiens arrivassero in tutti i posti dove era diffuso. E sulle nostre colpe riguardo ai Neandertaliani non ci sono a oggi prove sufficienti per una condanna. Peraltro, dubito molto che tra coloro che credono al giudizio universale e/o all'apocalisse Maya siano molti coloro che 1) sappiano cos'è un Neandertal o un Erectus 2) abbiano idee sulla loro estinzione o anche 3) possano escludere che si sono estinti perché li ha mangiati un dinosauro. S*» che a sua volta s'e' estinto per indigestione :lol:

» postato da tzenobrite alle 23:44 del 20-04-2011

17 ««ah certo non è una necessità...forse è solo un timore. Pensiamo di aver fatto fuori gli altri Homo (mica vero, per quanto ne sappiamo) e temiamo forse di "essere puniti" prima o poi. Pensa a quanta gente si aspetta il Giudizio Universale o l'apocalisse Maya, o entrambi.» <snip> Peraltro, dubito molto che tra coloro che credono al giudizio universale e/o all'apocalisse Maya siano molti coloro che 1) sappiano cos'è un Neandertal o un Erectus 2) abbiano idee sulla loro estinzione o anche 3) possano escludere che si sono estinti perché li ha mangiati un dinosauro. S*» Forse si riferiva a un senso di colpa inconscio derivante da memorie ataviche (maledette memorie ataviche, che mi devono far sentire in colpa per eventi successi migliaia di anni prima che io nascessi. L'unica cosa che hanno di buono è che non esistono).

» postato da AKKA alle 13:57 del 21-04-2011

18 « Forse si riferiva a un senso di colpa inconscio derivante da memorie ataviche .» mi riferivo a un senso di colpa, inconscio ma anche no, però pensavo a memorie storiche: gli ultimi 5000 anni di storia sono stati imbastiti con le guerre, e molte persone sono convinte che la specie umana sia nata combattendo per la supremazia (mentre non esistono tracce di guerra fino a diecimila anni fa, e dico "guerra" in senso moderno, ovvio: non considero guerra gli scontri tra Celti, tra Germani, tra Germani e Celti, o tra Nativi Americani). OT: dove si è sviluppato il patriarcato è nata la guerra in senso moderno; dove gli umani vivono in condizioni di parità dei sessi, i maschi fanno baruffa con i vicini senza dar disturbo a donne e bambini; dove ha resistito il matriarcato (tipo i Mosuo), la parola guerra neanche esiste.

» postato da l'Anto alle 16:34 del 21-04-2011

19 « OT: dove si è sviluppato il patriarcato è nata la guerra in senso moderno; dove gli umani vivono in condizioni di parità dei sessi, i maschi fanno baruffa con i vicini senza dar disturbo a donne e bambini; dove ha resistito il matriarcato (tipo i Mosuo), la parola guerra neanche esiste.» Ad essere più precisi, dove esiste il matriarcato c'e' una maggior tendenza alla stagnazione e le strutture sociali fanno estrema fatica a superare il livello possibile con legami familiari. Non è un caso se le società matriarcali tendono ad essere marginali (non riescono ad essere sufficientemente competitive). Affinchè si parli di guerra ci deve essere una società organizzata in modo tale da poter sostenere gruppi armati relativamente grandi e con una struttura di comando autonoma e questo nelle società matriarcali è più difficile. Ma ad esempio la struttura sociale degli Apache era matriarcale, come pure gli Irochesi e loro sapevano benissimo fare la guerra con le altre tribù ecc. ecc. L'idealizzazione che viene fatta del matriarcato è sbagliata tanto quanto idealizzare il patriarcato, perchè entrambi i modelli sociali sono basati sul prevalere dell'importanza del sesso di appartenenza sulle capacità personali degli individui.

» postato da L.MCH alle 21:01 del 21-04-2011

20 «« Forse si riferiva a un senso di colpa inconscio derivante da memorie ataviche .» mi riferivo a un senso di colpa, inconscio ma anche no, però pensavo a memorie storiche: gli ultimi 5000 anni di storia sono stati imbastiti con le guerre, e molte persone sono convinte che la specie umana sia nata combattendo per la supremazia (mentre non esistono tracce di guerra fino a diecimila anni fa, e dico "guerra" in senso moderno, ovvio: non considero guerra gli scontri tra Celti, tra Germani, tra Germani e Celti, o tra Nativi Americani).» Nel tuo intervento parlavi degli altri Homo, e questo mi fa pensare a memorie preistoriche più che a memorie storiche. Per quanto riguarda queste ultime sono d'accordo con S*. La maggior parte di quelli che temono l'apocalisse Maya potrebbero sentirsi in colpa per l'affondamento di Atlantide, più che per l'estinzione delle altre specie di Homo (che poi erano solo scimmie OGM create dagli abitanti di Nibiru). Quelli che temono il giudizio universale poi di che devono sentirsi in colpa? Gli altri Homo si sono estinti a causa del Diluvio Universale ... E per colpa dei gay. Scherzi a parte, 10000 anni fa credo che non fosse stata inventata nemmeno l'agricoltura, e senza il surplus di risorse che l'agricoltura garantisce la guerra pur volendo non si può fare. Per quanto riguarda i nativi americani bisogna capire a quali ti riferisci. A che servivano agli Aztechi i loro bei Macuahuitl? Sono d'accordo che se davvero è stata la nostra specie a causare l'estinzione dell'uomo di Neanderthal, questo non è stato ottenuto con lo scontro diretto, ma, diciamo, con il metodo tradizionale (allo stesso modo in cui lo scoiattolo grigio americano sta oggi spingendo verso l'estinzione lo scoiattolo rosso. Forse un giorno anche gli scoiattoli temeranno l'apocalisse) « OT: dove si è sviluppato il patriarcato è nata la guerra in senso moderno; dove gli umani vivono in condizioni di parità dei sessi, i maschi fanno baruffa con i vicini senza dar disturbo a donne e bambini; dove ha resistito il matriarcato (tipo i Mosuo), la parola guerra neanche esiste.» Non è che la guerra sia una cosa che fai se la vuoi fare e non fai se non la vuoi fare. Anche i Moriori delle isole Chatham non conoscevano la guerra (non so se avessero la parola). Un "bel" giorno però arrivarono i Maori e ... Li trovarono impreparati. Detto questo, io penso che se c'è una cosa che ci è stata insegnata dalla storia è che l'attribuzione di una connotazione negativa a un gruppo umano non è mai una buona idea. Questo non dovrebbe valere se il gruppo in questione è l'insieme degli individui di sesso maschile? Francamente mi stupisce quanta gente oggi consideri cosa buona e giusta mettersi a teorizzare che la colpa di tutti i mali della storia è del 'maschio'. Anche le altre specie sono tirate in ballo. Vedi ad es. il "buon" (perché comandano le femmine) bonobo vs il "cattivo" (perché comandano i maschi) scimpanzé. Ma chi se lo ricorda che la fama di cattivo del lupo ha portato all'eradicazione di questa specie da vaste aree del suo areale? A me sembra piuttosto che la causa dei mali della storia sia la nostra inclinazione a ripercorrere sempre le stesse vie che in passato si sono mostrate disastrose, sperando che siano quelle a portarci alla soluzione dei nostri problemi, ma come si dice ... If you do what you've always done, you'll get what you've always got.

» postato da AKKA alle 22:24 del 21-04-2011

21 «OT: dove si è sviluppato il patriarcato è nata la guerra in senso moderno; dove gli umani vivono in condizioni di parità dei sessi, i maschi fanno baruffa con i vicini senza dar disturbo a donne e bambini; dove ha resistito il matriarcato (tipo i Mosuo), la parola guerra neanche esiste.» Certo, può essere vista così. Oppure può anche essere vista che si parla di guerra solo quando gli scontri raggiungono certe dimensioni e certe dimensioni le raggiungono solo quando sono condotti da gruppi sociali di successo e dimensioni molto superiori a quelli raggiunti da società matriarcali. Lo stesso principio può essere applicato all'altra teoria secondo cui la guerra è nata con l'agricoltura, mentre i nomadi-cacciatori al massimo si postavano un po'. Molto semplicemente, maggiore è la posta, maggiore è l'organizzazione sociale, maggiore è la violenza. S*

» postato da S* alle 23:21 del 21-04-2011

22 « Non è un caso se le società matriarcali tendono ad essere marginali (non riescono ad essere sufficientemente competitive).» vero, le donne non sono, per natura, competitive. «Ma ad esempio la struttura sociale degli Apache era matriarcale, come pure gli Irochesi e loro sapevano benissimo fare la guerra con le altre tribù ecc. ecc.» vero anche questo, ma non contraddice ciò che dicevo sopra, perché non si tratta di "guerra" come la facciamo noi: le tribù nordamericane non tendevano a soggiogare le altre. «L'idealizzazione che viene fatta del matriarcato è sbagliata tanto quanto idealizzare il patriarcato, perchè entrambi i modelli sociali sono basati sul prevalere dell'importanza del sesso di appartenenza sulle capacità personali degli individui.» uh..non è esattamente così. In effetti parlare di matriarcato non è corretto, perché le donne, come dicevamo, non hanno la tendenza ad imporsi. La definizione corretta è matrilinearità. « Nel tuo intervento parlavi degli altri Homo, e questo mi fa pensare a memorie preistoriche più che a memorie storiche. » dicevo che le memorie storiche ci hanno fatto credere che nella preistoria funzionasse alla stessa maniera. «Sono d'accordo che se davvero è stata la nostra specie a causare l'estinzione dell'uomo di Neanderthal, questo non è stato ottenuto con lo scontro diretto, ma, diciamo, con il metodo tradizionale » secondo me no, neanche quello. Chiaro comunuqe che non lo sappiamo. «Francamente mi stupisce quanta gente oggi consideri cosa buona e giusta mettersi a teorizzare che la colpa di tutti i mali della storia è del 'maschio'.» ma no, ma cosa c'entra. La guerra (e gli scontri tribali) la fanno i maschi, e non è, almeno non sembra essere, una cosa buona. Ma senza i maschi, e pure senza la guerra, non saremmo arrivati nello spazio, no? accade ciò che deve accadere :) « Oppure può anche essere vista che si parla di guerra solo quando gli scontri raggiungono certe dimensioni » parlo di guerra quando ci vanno di mezzo i civili, e quando i civili vengono chiamati a combattere, e quando la gente finisce affamata. Parlo delle guerre di conquista. Son cose che in Europa non esistevano prima dell'arrivo dei Romani. (Akka, non prnderla nel verso sbagliato :) : ho molto rispetto per i Romani antichi, per l'ideologia che hanno portato in Europa e che è proseguita per l'America e che, mi ripeto :D, ci ha portati sulla Luna) « Molto semplicemente, maggiore è la posta, maggiore è l'organizzazione sociale, maggiore è la violenza. S*» ...ci penserò su. Per ora ho in mente la storia del paese dove vivo, che è una frazione di un altro paese. Nel medioevo erano quattro gatti in tutto, e i due paesini si facevano guerra. Alla fine quello a valle conquistò quello a monte, che divenne, appunto, una sua frazione. E' come nelle fiabe, quando si parla del "regno confinante". Dieci km di distanza :roll:

» postato da l'Anto alle 23:54 del 21-04-2011

23 «« Lo stesso principio può essere applicato all'altra teoria secondo cui la guerra è nata con l'agricoltura, mentre i nomadi-cacciatori al massimo si postavano un po'. Molto semplicemente, maggiore è la posta, maggiore è l'organizzazione sociale, maggiore è la violenza. S*» Per poter fare una vera guerra c'è bisogno di un'organizzazione sociale abbastanza complessa, e per ottenere questa occorre che ci sia una sovrapproduzione alimentare, in modo tale che un gran numero di persone possa vivere con cibo prodotto da altri. Questo è possibile se c'è l'agricoltura. Non credo lo sia altrettanto in una società che vive di caccia e di raccolta.

» postato da AKKA alle 00:00 del 22-04-2011

24 « vero anche questo, ma non contraddice ciò che dicevo sopra, perché non si tratta di "guerra" come la facciamo noi: le tribù nordamericane non tendevano a soggiogare le altre.» Perchè non avevano ne i numeri e ne l'organizzazione per farlo. Ma se ti consideravano un loro nemico, in genere era meglio non farsi prendere vivi, non so se mi spiego. :twisted: Noi facciamo la guerra in un certo modo e secondo certe "regole", perchè abbiamo le strutture sociali, il know how ed i metodi di rappresaglia a lunghissimo termine per farlo in quel modo. Ma non è l'unico.

» postato da L.MCH alle 00:31 del 22-04-2011

25 «« Non è un caso se le società matriarcali tendono ad essere marginali (non riescono ad essere sufficientemente competitive).» vero, le donne non sono, per natura, competitive. » Attenzione. Questa frase potrebbe essere data come risposta a chi sostiene che è per via di una sistematica discriminazione che le donne sono meno rappresentate degli uomini ai vertici aziendali o della politica. Da parte mia io non credo che le donne siano meno competitive degli uomini. C'è che mi aspetto che una società primitiva, che sia retta da uomini o da donne, alle sue prime esperienze belliche mandi comunque in campo gli uomini. In seguito, gli uomini che hanno imparato la guerra non ci metteranno molto a prendere il potere. Insomma, mi sembra più credibile che la società patriarcale sia un effetto della guerra, piuttosto che viceversa.

» postato da AKKA alle 00:42 del 22-04-2011

26 ««Lo stesso principio può essere applicato all'altra teoria secondo cui la guerra è nata con l'agricoltura, mentre i nomadi-cacciatori al massimo si postavano un po'. Molto semplicemente, maggiore è la posta, maggiore è l'organizzazione sociale, maggiore è la violenza. S*» Per poter fare una vera guerra c'è bisogno di un'organizzazione sociale abbastanza complessa, e per ottenere questa occorre che ci sia una sovrapproduzione alimentare, in modo tale che un gran numero di persone possa vivere con cibo prodotto da altri. Questo è possibile se c'è l'agricoltura. Non credo lo sia altrettanto in una società che vive di caccia e di raccolta.» Esatto, era proprio ciò che intendevo. S*

» postato da S* alle 10:22 del 22-04-2011

27 «[Attenzione. Questa frase potrebbe essere data come risposta a chi sostiene che è per via di una sistematica discriminazione che le donne sono meno rappresentate degli uomini ai vertici aziendali o della politica. Da parte mia io non credo che le donne siano meno competitive degli uomini. » Be', gli uomini tendono a fare branco, cosa che nelle donne non accade, questo perché nella società umana primeva l'uomo va a caccia mentre la donna accudisce alla prole. L'effetto branco mitiga la competitività maschile o comunque la organizza. S*

» postato da S* alle 10:25 del 22-04-2011

28 « Attenzione. Questa frase potrebbe essere data come risposta a chi sostiene che è per via di una sistematica discriminazione che le donne sono meno rappresentate degli uomini ai vertici aziendali o della politica.» Già. Che per far politica o per dirigere un'azienda ci voglia competizione è una visione.."maschile". Se i "capi" sono uomini (in Italia lo sono), è richiesta competizione, e quindi il numero delle donne che tentano di entrare in politica è inferiore, perché poche si sentono portate per l'ambiente. Una volta ho lavorato in una ditta in cui eravamo tutte donne dalla direttrice alla fattorina (il proprietario era un uomo, ma non si vedeva mai, c'era una commercialista che faceva da tramite), e si lavorava "in cerchio". Una collega andò poi a lavorare in un altro ufficio di donne dove però il direttore era uomo: diceva che era un disastro, e che le ragazze facevano le galline per avere l'approvazione del gallo, e si scannavano tra loro. « Insomma, mi sembra più credibile che la società patriarcale sia un effetto della guerra, piuttosto che viceversa.» Più tardi (ora non ho tmpo) recupero un libro e ti copio un passaggio in cui si spega la visione della moderna antropologia riguardo al passaggio dalla matrilinearità al patriarcato.

» postato da l'Anto alle 10:30 del 22-04-2011

29 «« Questo è possibile se c'è l'agricoltura. Non credo lo sia altrettanto in una società che vive di caccia e di raccolta.» Esatto, era proprio ciò che intendevo. S*» ah, su questo son d'accordo con voi, certo.

» postato da l'Anto alle 10:34 del 22-04-2011

30 « Ma se ti consideravano un loro nemico, in genere era meglio non farsi prendere vivi, non so se mi spiego. :twisted: » mentre toglievo le ragnatele dal soffitto mi son ricordata che non avevo risposto a questo. Nel mondo animale ci sono milioni di esempi di "difesa del territorio". Non è "guerra".

» postato da l'Anto alle 12:35 del 22-04-2011

31 « Già. Che per far politica o per dirigere un'azienda ci voglia competizione è una visione.."maschile". Se i "capi" sono uomini (in Italia lo sono), è richiesta competizione, e quindi il numero delle donne che tentano di entrare in politica è inferiore, perché poche si sentono portate per l'ambiente. » Sarà che io sono maschio e non riesco a guardare le cose da un punto di vista diverso da quello maschile, ma il fatto che per dirigere un'azienda o ottenere una posizione politica occorra competizione deriva dal fatto che questi sono giochi a somma zero. Vi sono un numero limitato di posizioni al vertice, e se una di quelle la ottengo io, vuol dire che qualcun altro non la otterrà. In tal caso se mi interessa ottenere quella posizione mi interessa competere. E' ineluttabile. Anche se non sono conscio di competere. Magari penso solo che se ottengo ciò che desidero è perché so fare bene il mio lavoro. Ma non è vero. Cioé, lo è, ma non è sufficiente. Non è solo perché lo faccio bene. E' perché lo faccio meglio degli altri. D'altra parte se tutti quelli che competono avessero ben in mente il fatto di essere in competizione, non vedo che senso avrebbe prendere precauzioni perché le persone non copino nelle prove dei concorsi. Se io partecipo a un concorso per un numero limitato di posti di lavoro e lascio copiare il mio vicino, mi sto dando la zappa sui piedi. Eppure, se ci si dà tanta pena per evitare che ciò accada, vuol dire che evidentemente la gente lo fa. « Più tardi (ora non ho tmpo) recupero un libro e ti copio un passaggio in cui si spega la visione della moderna antropologia riguardo al passaggio dalla matrilinearità al patriarcato.» Sembra interessante.

» postato da AKKA alle 16:11 del 22-04-2011

32 « Sarà che io sono maschio e non riesco a guardare le cose da un punto di vista diverso da quello maschile, » sì, il ragionamento che fai tu è maschile, e io lo capisco benissimo perché nella società "maschile" ci sono cresciuta. Quello femminile è diverso, è un sistema "comunistico", più difficile da spiegare perché ci sono pochi esempi. IMO, sarebbe tempo che le capacità maschili e femminile venissero finalmente impiegate all'unisono. Chissà, magari in Finlandia o in Svezia o in Russia è già così. « Sembra interessante.» l'ho recuperato, ma dovrei quotare venti pagine :roll: Facciamo un'altra volta, magari faccio il riassunto infilando dei quote.

» postato da l'Anto alle 18:13 del 22-04-2011

33 «« Sarà che io sono maschio e non riesco a guardare le cose da un punto di vista diverso da quello maschile, » sì, il ragionamento che fai tu è maschile, e io lo capisco benissimo perché nella società "maschile" ci sono cresciuta. » Ahimé. Me l'aspettavo. Ma in fondo non mi posso lamentare. Se neanche una cosa come la teoria della relatività ristretta riesce ad essere qualcosa di più di un mero 'ragionamento maschile' (smascherato dal fatto che "privilegia la velocità della luce rispetto ad altre velocità che sono di necessità vitale per noi", come insegna Luce Irigaray), posso credere che un mio umile ragionamento esposto su un forum possa avere un qualche valore oggettivo? Ovvio che no, ma almeno posso ritenermi in ottima compagnia.

» postato da AKKA alle 19:39 del 22-04-2011

34 «« Ma se ti consideravano un loro nemico, in genere era meglio non farsi prendere vivi, non so se mi spiego. :twisted: » mentre toglievo le ragnatele dal soffitto mi son ricordata che non avevo risposto a questo. Nel mondo animale ci sono milioni di esempi di "difesa del territorio". Non è "guerra".» Se è per questo ci sono pure milioni di esempi di "presa del territorio altrui", anche quella non è "guerra", ma solo per la differenza di fattore di scala e di supporto logistico ed organizzativo, le motivazioni di base sono le stesse. :wink:

» postato da L.MCH alle 21:33 del 22-04-2011

35 « Se è per questo ci sono pure milioni di esempi di "presa del territorio altrui", :» uh...presa del territorio ammazzando altri? veramente no, veramente c'è un esempio solo, quelle scimmie che tanto hanno fatto discutere lo scorso anno.

» postato da l'Anto alle 22:22 del 22-04-2011

36 « Ahimé. Me l'aspettavo. » non ho capito cosa ti aspettavi. Ho confermato quello che dicevi tu.

» postato da l'Anto alle 22:23 del 22-04-2011

37 «« Se è per questo ci sono pure milioni di esempi di "presa del territorio altrui", :» uh...presa del territorio ammazzando altri? veramente no, veramente c'è un esempio solo, quelle scimmie che tanto hanno fatto discutere lo scorso anno.» Anche in guerra i nemici non vengono ammazzati se possono ritirarsi per tempo e la situazione gli permette di farlo. Quello che fa la differenza è che raramente tra gli animali ci sono contese territoriali in cui la fuga è un opzione troppo negativa nel caso le cose si mettano male. Inoltre la capacità di fare danno all'avversario non è comparabile, persino le popolazioni primitive possono utilizzare armi potenzialmente letali al primo colpo che non richiedono combattimento ravvicinato (es: frecce e lance) e questo alza enormemente le possibilità che anche in una semplice scaramuccia ci scappi il morto.

» postato da L.MCH alle 00:39 del 23-04-2011

38 «« Se è per questo ci sono pure milioni di esempi di "presa del territorio altrui", :» uh...presa del territorio ammazzando altri? veramente no, veramente c'è un esempio solo, quelle scimmie che tanto hanno fatto discutere lo scorso anno.» Il fatto di ammazzare gli altri è semplicemente un prodotto dell'intelligenza. A differenza degli altri primati, l'uomo è in gradondi rappresentare nella sua testavla previsione del futuro, quindi uccide l'avversario perché prevde che altrimenti tornerà. A un certo punto l'intelligenza diventa così sofisticata da uccidere anche i bambini. Scusa il cinismo, ma purtroppo è così. s*

» postato da S* alle 15:51 del 23-04-2011

39 «. A differenza degli altri primati, l'uomo è in gradondi rappresentare nella sua testa la previsione del futuro, quindi uccide l'avversario perché prevde che altrimenti tornerà. » già. Solo che nel mondo animale non succede così: un leone che sia battuto da un altro, non ci riprova. Forse anche il riprovarci è segno di intelligenza? fatto sta che solo gli umani (e quel gruppo di scimmie che bisognerebbe scriverci un film ) si massacrano tra di loro. Sono curiosa, anzi, sono ansiosa, di vedere come proseguirà. «A un certo punto l'intelligenza diventa così sofisticata da uccidere anche i bambini. Scusa il cinismo, ma purtroppo è così. s*» "distruggete anche le uova e non avremo più pidocchi". Lo disse qualche militare o politico americano riferendosi ai bambini dei nativi americani. Che distruggere il diverso sia segno di intelligenza ho qualche dubbio.

» postato da l'Anto alle 17:27 del 23-04-2011

40 « Il fatto di ammazzare gli altri è semplicemente un prodotto dell'intelligenza. A differenza degli altri primati, l'uomo è in gradondi rappresentare nella sua testavla previsione del futuro, quindi uccide l'avversario perché prevde che altrimenti tornerà. A un certo punto l'intelligenza diventa così sofisticata da uccidere anche i bambini. Scusa il cinismo, ma purtroppo è così. s*» Possiamo mettere nel piatto anche la strategia del leone maschio, che quando si impadronisce di un nuovo branco uccide tutti i piccoli generati dal precedente maschio dominante in modo tale che le femmine ritornino fertili? Lì a farglielo fare è l'intelligenza, per così dire, evolutiva.

» postato da AKKA alle 20:02 del 23-04-2011

41 «"distruggete anche le uova e non avremo più pidocchi". Lo disse qualche militare o politico americano riferendosi ai bambini dei nativi americani. Che distruggere il diverso sia segno di intelligenza ho qualche dubbio.» Credo che i primi siano stati gli Assiri. Devi disgiungere il giudizio morale per valutare queste cose da un punto di vista etologico. Uccidere i bambini del tuo nemico è un atto intelligente perché è la conseguenza di una narrazione interna in cui i bambini crescono e diventano a loro volta nemici. È innegabilmente logico ed è un livello di ragionamento che è alla portata solo degli esseri umani. S*

» postato da S* alle 21:59 del 23-04-2011

42 «« Ahimé. Me l'aspettavo. » non ho capito cosa ti aspettavi. Ho confermato quello che dicevi tu.» Mi aspettavo che non avrei ottenuto una risposta diretta ai miei ragionamenti. Quello che ho detto era semplicemente un modo di mettere le mani avanti.

» postato da AKKA alle 00:02 del 24-04-2011

43 « Devi disgiungere il giudizio morale per valutare queste cose da un punto di vista etologico. ... È innegabilmente logico ed è un livello di ragionamento che è alla portata solo degli esseri umani. S*» eh, però anche il giudizio etico è alla portata solo degli esseri umani :)

» postato da l'Anto alle 08:30 del 24-04-2011

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.