Il raggio paralizzante è realtà, o quasi

Scienziati di un'università canadese hanno condotto un primo esperimento su un piccolo verme. Possibilità di sviluppo nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci.

Raggio paralizzante...

Il raggio paralizzante o il raggio della morte è stato protagonista di molti fumetti, racconti e film di fantascienza; di solito usato attraverso una pistola il cui raggio di luce è appunto capace di bloccare il nemico in una paralisi subitanea.

 

Più realisticamente la scoperta scientifica appena fatta è un passo ulteriore verso l'attivazione e lo spegnimento di agenti biochimici, con la possibilità di grandi risultati nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci. In termini pratici lo studio condotto alla Simon Fraser University in Canada ha implicato per ora la sperimentazione su un verme: il Caenorhabditis elegans, un nematode fasmidario, che vive nel suolo delle regioni temperate ed è lungo circa un millimetro. Il Caenorhabditis è un organismo relativamente semplice, ma possiede molti dei sistemi e degli apparati presenti negli altri animali, cosa che lo rende un modello molto usato per studiare la biologia dello sviluppo e dell'apoptosi, cioè la morte cellulare programmata.

 

Per paralizzare i vermi gli scienziati hanno usato la molecola del dithienylethene che, se colpita dalla luce ultravioletta, cambia forma. Ai Caenorhabditis è stata somministrata una soluzione con la molecola. Una volta bombardati con i raggi Uv, i vermi non sono stati in grado di muoversi né di reagire a stimoli indotti. Soltanto dopo essere stati esposti di nuovo alla luce visibile i vermi sono stati in grado di muoversi, come documentano le sequenze fotografiche e il video girato dagli studiosi, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society.

 

Il comportamento della molecola di dithienylethene era già noto, ma è la prima volta che "l'effetto interruttore" è stato dimostrato in un organismo animale vivente. Il coordinatore dell'esperimento, Neil Branda, ha dichiarato alla BBC: "Non sono convinto dell'uso legittimo di uno strumento per paralizzare un organismo, ma finché qualcuno non affermerà il contrario non possiamo neanche escludere l'utilità dell'applicazione pratica di un tale strumento".

 

Per adesso possono usarlo solo contro un minuscolo verme, in futuro chissà… Supereroi, ovunque vi troviate, siete avvisati.

Autore: Adriano Muzzi - Data: 8 dicembre 2009 - Fonte: http://pubs.acs.org/journal/jacsat

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