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C'è chi spende milioni di dollari in effetti speciali. E chi non disponendone si fa venire in mente idee originali. Che a volte funzionano ben oltre il loro scopo. Così c'è ancora oggi gente che si ricorda vagamente dell'astronave tonda che usciva da sotto il mare — effetto realizzato in un normale lavandino per la serie Le avventure dell'astronave Orion — e altri che ancora non dormono tormentati dall'incubo di essere inseguiti da enormi palloni bianchi, apparentemente innocui ma capaci, una volta raggiunta la vittima, di soffocarla fino a farle perdere i sensi o a ucciderla.
I palloni bianchi sono un'idea che proviene dalla serie The Prisoner, anno 1967, diciassette episodi che vanno dall'originale al grottesco fino al surreale, una produzione inglese della golden age della tv fantastica britannica alla quale spetta di diritto il titolo di cult. Trama apparentemente semplice: un agente segreto dà le dimissioni. Viene rapito e portato in un luogo segreto, il Villaggio, nel quale altri agenti cercheranno di fargli confessare il motivo per cui ha dato le dimissioni. All'agente viene dato il nome "numero 6", al suo aguzzino quello di "numero 2". Non sapremo mai il vero nome di numero 6, non sapremo mai perché si è licenziato, non sapremo mai chi sono i suoi carcerieri e chi sia numero 1. Non perché la serie sia stata conclusa anzitempo, ma semplicemente perché ai produttori non interessava, tutto sommato, dare queste risposte.
Ora The Prisoner torna con un remake, termine che di per sé causa qualche irrigidimento, ma le prospettive sembrano tutto sommato essere buone: ottimi attori — James Caviezel sarà Numero 6, Ian McKellen Numero 2 — e solo sei episodi. L'arrivo in tv dovrebbe essere per metà novembre.
Abbiamo proposto il trailer e un paio di spezzoni:
Altro remake di un classico, anch'esso in arrivo in novembre, è V, ovvero Visitors, con Elizabeth Mitchell, ovvero Juliet di Lost. Anche qui un lungo spezzone. A qualcuno ricorda Independence Day?
Tornando alla perfida Albione si registrano i rapporti di amore e odio degli autori scozzesi con il mondo dello spettacolo. Per Ian M. Banks, forse il maggiore autore britannico di questi anni, si apre una prospettiva per portare sul grande schermo il suo grandioso ciclo della Cultura:
Per Charles Stross invece è il momento di confessare il suo odio per la fantascienza televisiva e cinematografica, con particolare riferimento a Star Trek:
Segnaliamo due libri, l'uscita di Futuro in trance (a.k.a. Solo il mimo canta al limitare del bosco) di Walter Tevis in Urania Collezione, uno di quei gioiellini che tutti dovrebbero leggere:
e la recensione di La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, libro dal quale è stato tratto il film con Eric Bana che qualcuno in Italia ha deciso di intitolare Un amore all'improvviso.
Leggi la recensione
Infine un paio di notizie scientifiche che hanno suscitato molto interesse: quanti sono gli universi paralleli:
e l'elettricità magnetica:
Buona lettura!
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