Robot giapponesi alla conquista dello spazio

Entro il 2020 il paese del Sol Levante intende spedire bipedi robotici a fare quattro passi sul Luna. Altri robot meno fortunati si dovranno accontentare di ripulire lo spazio dai detriti umani.

Nel 2020 ci saluterà dalla Luna?

Prosegue la corsa allo spazio. Dopo la Nasa e la Esa, che iniziano a immaginarsi il primo uomo su Marte, il Giappone se n’è uscito con un’idea a cui sicuramente nessuno aveva pensato prima. L’agenzia spaziale del Sol Levante ha infatti annunciato di recente una possibile roadmap per mandare un robot sulla Luna entro il 2020. Si badi bene: un robot con due gambe. E fra appena undici anni. Un programma ambizioso, dato che gli androidi, ad oggi, riescono a malapena a farsi strada qui da noi sulla terra (in ambienti complessi, ma protetti).

 

Se in ogni caso il Giappone ce la dovesse fare, sarebbe un gigantesco passo avanti per l'esplorazione spaziale. Per ora le macchine più evolute spedite fra le stelle appartengono alla Nasa, che ha piazzato i suoi veicoli a ruote su Marte. L’agenzia spaziale statunitense sta lavorando su veicoli più evoluti, più grossi e più agili. Ne è un esempio l’Athlete rover (All-Terrain Hex-Legged Extra-Terrestrial Explorer). Assomiglia a un ragno, ha un diametro di quattro metri e viaggia su qualsiasi terreno con un carico di quattrocentocinquanta chili (anche in salita) a oltre dieci chilometri all'ora. Per dare un'idea delle proporzioni, Asimo — uno dei più evoluti


L'Athlete rover
bipedi robotici sulla faccia della terra (uscito dai centri di ricerca della Honda) — è in grado di percorrere due chilometri e settecento metri all'ora (purché non gli si metta nulla sulle spalle).

 

Davvero è possibile immaginarsi un robot con le stesse caratteristiche delle macchine a ruote entro una decina d’anni? Pare che un’apposita commissione dell’agenzia spaziale sia al lavoro per vagliare, entro la fine del mese, quali azioni intraprendere per i prossimi anni. Fra i progetti, c’è un altro robot che invece potrebbe scendere alla fermata prima di quella lunare e dedicarsi a qualcosa di molto più prosaico: ripulire lo spazio dai detriti umani (oltre 10.000), che iniziano a costituire una concreta minaccia per i nostri satelliti.

Autore: Alessandro Murč - Data: 21 aprile 2009 - Fonte: engadget.com

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