Verso la frontiera dell'invisibilità

Ingegneri della Duke University hanno perfezionato alcuni materiali in grado di deviare la luce attorno a un oggetto, rendendolo così invisibile.

Chi non ha mai sognato, anche solo per un istante, di essere invisibile? Fino a qualche tempo fa l'idea stessa di poter celare alla vista l'immagine di un oggetto era solo un bel sogno relegato ai libri di fantascienza e ai ladri più maldestri a cui certamente avrebbe fatto comodo. Ma la realtà riesce spesso a raggiungere e a volte superare la fantascienza. Da qualche anno, infatti, un team di ricercatori della Duke University tenta di mettere a punto un materiale in grado di rendere invisibile qualunque cosa lo avvolga. Non si parla di mimetizzazione, ma di invisibilità vera e propria.

 

Già da qualche tempo si parlava di questo progetto. Nel 2006 era stato addirittura realizzato un prototipo di "mantello dell'invisibilità", in grado di rendere trasparente alla luce visibile chi lo indossa, ma recentemente i ricercatori della Duke hanno fatto sapere di essere riusciti a perfezionare il prototipo, allargando lo spettro di frequenze che il materiale riuscirebbe a mascherare.

 

Il motivo per cui noi vediamo un oggetto è dato dal fatto che, quando la luce incide su un corpo, una frazione di essa viene assorbita, mentre l'altra viene riflessa indietro. La gamma di frequenze luminose riflesse cambia a seconda delle proprietà del materiale di cui è composto il corpo ed è per questo motivo che i nostri occhi percepiscono colori diversi.

 

I passi avanti nella frontiera dell'invisibilità sono stati possibili mediante l'introduzione di una serie di algoritmi matematici utili a guidare la progettazione di materiali in grado di deviare la luce attorno alla loro superficie e di farla uscire dall'altra parte, come se non avesse attraversato alcun corpo. Una sorta di "miraggio ingegnerizzato", come lo ha definito David R. Smith, uno degli autori dello studio. Il primo prototipo di mantello dell'invisibilità ha richiesto quattro mesi di lavoro ed era in grado di garantire l'invisibilità solo in uno spettro molto ristretto di frequenze. Oggi invece si è in grado di produrre dispositivi più perfezionati e sensibili a uno spettro più ampio in soli nove giorni.

 

Le applicazioni possono riguardare i dispositivi wireless e schermi elettromagnetici, ma ce n'è abbastanza per stimolare la fantasia di qualsiasi appassionato di fantascienza. Siamo a un passo dall'entrare in un'era governata da silenziosi e schivi uomini invisibili? Vedremo.

Autore: Gianluca Malato - Data: 22 gennaio 2009 - Fonte: Le Scienze

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Commenti

1 yeaahh questa si che è una notizia haha

» postato da (morens morensino) alle 16:45 del 05-03-2009

2 che bufala!!!!

» postato da (guido ) alle 22:22 del 18-01-2010

3 «che bufala!!!!» Ti sei preso un bel disturbo per una notizia che ha quasi un anno di vita..

» postato da Botolo alle 23:00 del 18-01-2010

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