A marzo chiude la Sherlockiana, libri in saldo

Il comune di Milano non sente ragioni e la storica Libreria del giallo è costretta a chiudere. Fino a fine gennaio tutti i libri sono in vendita al 30% di sconto.

Tecla Dozio e Carlo Oliva di fronte alla vetrina della Sherlockiana (foto: Arimizi, Flickr) ingrandisci

Chi si occupa di narrativa di genere, non solo giallo e thriller ma anche fantascienza, fantasy, spionaggio, certamente ben conosce la Sherlockiana, la Libreria del giallo di Milano. Un vero e proprio centro culturale che va ben al di là del negozio di libri, diventando nocciolo caldo della promozione della letteratura, del contatto tra autore e lettore. Uno degli strumenti fondamentali che hanno consentito alla letteratura italiana di genere di farsi conoscere e apprezzare, di diventare quasi un movimento.

Grazie, naturalmente, alla passione e alla tenacia di Tecla Dozio, che tra mille difficoltà ha portato avanti per tanti anni questo progetto.

 

Meno interessato all'aspetto culturale appare essere invece il comune di Milano, che mentre da una parte fa grandi progetti per distribuire i fiumi di denaro che arriveranno per l'Expo del 2012, non riesce a fare a meno di aumentare regolarmente l'affitto dei locali della libreria fino a rendere la situazione insostenibile. Una situazione è ormai arrivata alla triste e apparentemente definitiva conclusione. La libreria chiuderà entro fine marzo.

"Questa volta la decisione è irrevocabile" dice Tecla Dozio in un post su FaceBook, dove molti appassionati e amici della libreria stanno cercando fare qualcosa per evitare la chiusura. "Non è più, come le volte precedenti, solo una questione di denaro è che non ho più le energie sufficienti. Va bene combattere, ma bisognerebbe sapere contro chi. I nemici sono troppi e, almeno un paio, imbattibili: le energie e il comune di Milano."

 

La libreria per tutto gennaio venderà i libri del proprio enorme catalogo con il 30% di sconto. Il catalogo andrà poi online anche su Maremagnum e altri siti, per dare la possibilità di ordine anche via rete.

 

A Milano questo negozio storico è un punto di riferimento per gli amanti del giallo e dell'avventura ed ha visto avvicendarsi nei suoi locali grandi scrittori come Jeffrey Deaver, Andrea G. Pinketts e tanti altri, tutti ospitati da Tecla Dozio come padrona di casa.

La Libreria del Giallo — La Sherlockiana è stata aperta il 20 maggio 1985, rilevata un pao di anni dopo da Tecla Dozio che aveva venduto il suo appartamento x rilevare la libreria allora in Corso di Porta Romana, a pochi passi dall'Università Statale.

Si è poi trasferita in via Peschiera 1, stabile dei proprietà del comune di Milano in Zona Sempione, con la promessa che vi sarebbero stati altri negozi nelle vicinanze, ma non fu così e la zona rimase un po' fuori dalle rotte dei clienti casuali.

 

Nel 2003 Giorgio Faletti, Carlo Lucarelli, Marcello Fois e altri costituirono l'associazione Giallo & Co. per ottenere i locali dal comune a condizioni più economiche e salvare la libreria dal fallimento. Ne parlò anche il Corriere della Sera. Gli appassionati contribuirono ma il Comune invece di venire incontro continuò ad aumentare l'affitto. Furono guadagnati cinque anni, ma purtroppo ora siamo daccapo, e questa volta non sembrano esserci speranze.

"All good things come to an end". Da aprile Milano e il mondo della letteratura saranno molto più poveri.

Autore: S* - Data: 4 gennaio 2009 - Fonte: FaceBook

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Commenti

1 ma.... che schifo..... tanto ci faranno un sexyshop, quello andrà sicuramente bene, vero?

» postato da (lab ) alle 10:50 del 04-01-2009

2 Abitando a Milano avrei dovuto saperne qualcosa ma ammetto di essere stato all'oscuro dell'esistenza di questa libreria fino a... un po' troppo tardi. Cioè fino a oggi quando ho letto questo articolo. Che vergogna! :oops:

» postato da Rakanius alle 14:20 del 04-01-2009

3 Credo ci sia una famosa libreria in Galleria che rischia di chiudere perché il comune ha alzato notevolmente i canone d'affitto. Molto probabilmente ci saranno quelli che diranno che è giusto che il comune abbia delle entrate dalle sue proprietà e che abbassi le tasse comunali. Ma è anche vero che se eliminiamo le librerie la città diverrà più povera. E non credo che farà una bella impressione con i turisti quando verranno per l'Expo del 2015. Palomino. ps anche se tutto andrà a quel paese nel 2012 :)

» postato da KVT Palomino alle 15:02 del 04-01-2009

4 Ecco che fine fa la cultura italiana. Certo salvare una libreria non fa andare risaltare i porci di politici che ci governano. Che schifo...

» postato da (clemente ) alle 15:35 del 04-01-2009

5 effettivamente la locazione è un po' lontana dalle rotte abituali... peccato magari riesco a farci un giro (ci apriranno un call center o un'agenzia immobiliare :evil: )

» postato da Wintermute alle 15:36 del 04-01-2009

6 Ma chi vuole prendere in giro la proprietaria. La libreria chiude perchè in Italia i lettori di libri sono pochi e con la crisi economica stanno diventando ancora di meno. Il comune di Milano è libero di aumentare il canone, loro sono liberi di andarsene da un'altra parte se lo trovano oneroso. Ma basta fare del vittimismo, per favore. Poi non vadano a lamentarsi su Facebook che ospita sostenitori dichiarati della Mafia e di Riina e dunque non è la tribuna più idonea.

» postato da (Dante Passigli) alle 09:04 del 05-01-2009

7 «Ma chi vuole prendere in giro la proprietaria. La libreria chiude perchè in Italia i lettori di libri sono pochi e con la crisi economica stanno diventando ancora di meno. Il comune di Milano è libero di aumentare il canone, loro sono liberi di andarsene da un'altra parte se lo trovano oneroso. Ma basta fare del vittimismo, per favore. Poi non vadano a lamentarsi su Facebook che ospita sostenitori dichiarati della Mafia e di Riina e dunque non è la tribuna più idonea.» Facebook è un luogo d'incontro e di contatto. Quindi non mi meraviglio che ci siano anche sostenitori della mafia. Se la proprietaria scrive hai suoi amici per parlagli del suo problema e trovare una soluzione allora che c'è di male. Non è un blog, ne un forum, ne una lettera al giornale. La natura stessa di Facebook rispetto ad altri siti di social network lo rende quasi eslusivo: ti iscrivi, ti proponi come amico e se vieni accettato entri in contatto. Quanto al Comune di Milano. Un Comune è innanzitutto un organo pubblico il cui scopo ultimo è quello di fornire un servizio comune a tutti i cittadini e governare una determinata area urbana. Una libreria strutturata come quella dell'articolo va oltre il semplice attività commerciale. Pur di sfrattare l'associazione sarda con sede in Galleria, il comune ha alzato il canone d'affitto ad un tale punto da obbligarli a lasciare la sede. Canone che sembra superiore all' hotel a sette stelle sempre in Galleria. Forse avere un occhio di riguardo per certe attività non sarebbe malvagio. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 22:05 del 05-01-2009

8 «Ma chi vuole prendere in giro la proprietaria. La libreria chiude perchè in Italia i lettori di libri sono pochi e con la crisi economica stanno diventando ancora di meno. Il comune di Milano è libero di aumentare il canone, loro sono liberi di andarsene da un'altra parte se lo trovano oneroso. Ma basta fare del vittimismo, per favore. Poi non vadano a lamentarsi su Facebook che ospita sostenitori dichiarati della Mafia e di Riina e dunque non è la tribuna più idonea.» La prima parte del tuo discorso potrebbe anche essere comprensibile, se non si conosce l'importanza della Sherlockiana come centro culturale. La seconda parte invece è del tutto inaccettabile, primo perché la Sherlockiana non si è affatto lamentata - si sono lamentati i suoi amici e sostenitori - secondo perché classificare Facebook come "quello che ospita i sostenitori della mafia" è un'affermazione di una superficialità sconcertante, che dimostra come ci sia gente capace solo di accendere la tv e spegnere il cervello. Scusa se ti sembro lievemente duro, eh. S*

» postato da S* alle 13:25 del 06-01-2009

9 E aggiungo: ha fatto bene Facebook a rispondere che non farà nessuna censura. Dio ci scampi dalla censura dei benpensanti che non sanno di cosa parlano. S*

» postato da S* alle 13:26 del 06-01-2009

10 beh beh beh ho sentito in tv (per cui magari prendetelo con le pinze, eh) che feisbuc AVREBBE censurato foto di donne che allattano al seno perche', ehm, sessualmente esplicite

» postato da tzenobite alle 14:58 del 06-01-2009

11 «beh beh beh ho sentito in tv (per cui magari prendetelo con le pinze, eh) che feisbuc AVREBBE censurato foto di donne che allattano al seno perche', ehm, sessualmente esplicite» Ma è ben peggio: http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/05/972264-facebook_mette_censura_alle_mamme.shtml mentre questo si? e questo pure? Io non censurerei nulla anche se si leggono di quelle cose che dire abominevoli è poco...

» postato da Adm.Adama alle 16:36 del 06-01-2009

12 c'è da dire che in Galleria molti negozi pagavano affitti ridicoli, simbolici... portandoli a livelli "di mercato" i negozianti si sono sentiti rapinati... anzichè ringraziare per la "beneficenza" fino a ieri sono capaci giusto di lamentarsi... per quanto riguarda la libreria, sono d'accordo sul fatto che vadano incentivate iniziative culturali, ma ricordiamoci che la Sherlockiana non è una onlus e funziona anche per fare profitto. sono curioso di sapere se il loro affitto era simile a quello dei negozi in galleria Vittorio Emanuele (molto basso e portato ultimamente ai valori di mercato) oppure se effettivamente si tratta di una esagerazione da parte del comune di Milano. Non voglio fare polemiche, vorrei solo capire come stanno le cose... comunque sia, buona fortuna a Tecla e Carlo: i soldi girano, le energie potrebbero tornarvi... e magari la Sherlockiana potrebbe risorgere da qualche altra parte ;) Andrea

» postato da Andrea Pagani alle 22:51 del 06-01-2009

13 «per quanto riguarda la libreria, sono d'accordo sul fatto che vadano incentivate iniziative culturali, ma ricordiamoci che la Sherlockiana non è una onlus e funziona anche per fare profitto. » Non so con precisione, ma credo che l'affitto sia intestato all'associazione Giallo & Co, che è un'associazione senza scopo di lucro. Comunque conoscendo un attimo di storia di Tecla e di ciò che ha fatto, appare evidente che il termine "scopo di lucro" è applicabile solo da un punto di vista tecnico, perché quello che Tecla ha messo dentro questa attività, in termini di soldi e di energie, non è certamente proporzionale a quello che ha guadagnato con l'attività commerciale. Se avesse aperto la libreria a scopo di lucro sarebbe veramente un pessima affarista. Peggiore persino di chi apre una casa editrice per pubblicare libri di fantascienza, che ne conosco qualcuno! Invece ha dato un'apporto enorme alla cultura della letteratura di genere, e in definitiva anche alla città di Milano, anche se ovviamente non sono cose quantificabili. Quando vale sul bilancio del comune il fatto che ogni settimana ci siano due o tre presentazioni di libri, che i maggiori autori internazionali vengano e tornino a Milano a incontrare i lettori, che gli autori italiani e milanesi abbiano una vetrina e un luogo di confronto? Lo può dire solo uno che conosce un po' l'ambiente culturale. Certo, non è stato il Comune a chiedere di fare queste cose ed è suo diritto comportarsi come crede. Io tanto non ho votato per loro questa volta e non voterò per loro neanche la prossima... S*

» postato da S* alle 09:01 del 07-01-2009

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