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"Si fanno troppi convegni sulla pirateria, il paese ha altri problemi. La fiction I liceali, da noi prodotta, è stata trasmessa prima da Mediaset Premium, vista, scaricata, trasmessa poi dalla tv generalista e nonostante tutto ciò, una volta fatti i dvd, ne abbiamo venduti tantissimi. La pirateria è un problema molto marginale, basterebbe pagare forse lo 0,50. Ben vengano i ragazzi che scaricano. La cultura va divulgata, è un bene che vi si possa accedere facilmente".
La persona che ha pronunciato queste parole non è né Richard Stallman né Gottfried Svartholm, non è un fautore del no copyright, del free software, dell'open source e neppure un anarchico.
È invece una persona che nel mondo dello spettacolo ha avuto successo ed è a capo di uno dei più importanti gruppi di produzione europei, la Tao Due. È Pietro Valsecchi, il produttore delle serie televisive italiane di maggior successo, da Distretto di polizia a RIS, Karol e molte altre.
Naturalmente alla dichiarazione di Valsecchi è seguita una tempesta di risposte, dal presidente della SIAE Giorgio Assumma che ha definito le idee di Valsecchi "farneticazioni". Ricordiamo che la SIAE l'anno scorso ha chiesto migliaia di euro a un insegnante che aveva riprodotto opere d'arte su un sito a scopo didattico: siamo agli antipodi rispetto al concetto di circolazione della cultura.
La dichiarazione di Valsecchi forse è in parte provocatoria, tuttavia ci sembra ossigeno puro in una situazione che negli ultimi anni sta diventando sempre più asfissiante. La protezione del valore economico delle proprie creazione è legittima e giusta, ma negli ultimi anni sta andando molto oltre, da una parte a causa dell'ossessione della lotta alla pirateria, che si traduce non di rado in ostacoli e noie per gli stessi clienti paganti, costretti a sorbirsi lunghi spot sulla pirateria prima di poter vedere il dvd regolarmente acquistato, dall'altra per una avidità che punta a ricavare royalties per ogni qualsiasi forma d'uso dell'opera o di sue parti anche minime.
A nostro avviso le legislazioni dei paesi devono riconoscere al più presto un diritto che faccia da contrappeso, il diritto alla circolazione e alla condivisione della cultura, della conoscenza.
Che a nostro avviso fa bene alla cultura stessa, e in ultima analisi anche alle casse dei produttori.
E voi cosa ne pensate?
2 Io penso che combattere la pirateria significherebbe scontrarsi con la creatività delle persone. In qualche maniera si trova sempre il modo di diventare "pirati", soprattutto con internet (che spesso si trasforma in una specia di salvacondotto per chi non ha voglia di aspettare, per chi ha fame e sete di informazioni, e per chi si diletta con il computer). L'unica soluzione che, credo, annienterebbe i download dall'oggi al domani sarebbe la messa in onda in contemporanea (o quasi) delle serie Tv americane e inglesi sulle nostre emittenti. Altre soluzioni sono difficilmente perseguibili perché, ripeto, internet è un calderone creativo dove ognuno sfrutta la rete al meglio delle proprie possibilità, perciò una soluzione definitiva è quasi impossibile da trovare. Anche attendere un mese o due può andare bene. Perché arrovellarsi su internet a gennaio, quando a marzo ti gusti la serie Tv in italiano e in Tv? ![]()
» postato da francesco spagnuolo alle 08:44 del 05-09-2008
3 Secondo me il cosiddetto P2P andrebbe sfruttato non combattuto. Si può fare in tanti modi, io faccio alcuni esempi, solo esempi, eh: * Il produttore mi fa scaricare le puntate a bassa risoluzione con la pubblicità dentro a mezzo euro l'una. * I siti di P2P pagano una piccola tassa. * Permesso mettere un telefilm sul P2P solo dopo tre mesi dalla uscita del DVD Eccetera, eccetera... Con un po' di fantasia si possono fare un po' di regole che farebbero pagare qualcosa ai fruitori che diventerebbero legali. Le case editrici guadagnerebbero qualcosa e smetterebbero di fare la caccia alle streghe.
» postato da (Marcello Semboli) alle 09:13 del 05-09-2008
4 «Anche attendere un mese o due può andare bene. Perché arrovellarsi su internet a gennaio, quando a marzo ti gusti la serie Tv in italiano e in Tv?
»
Ognuno ha idee e gusti diversi. Per esempio, uno dei motivi per cui tutta la filiera delle serie televisive non viene messa a disposizione del pubblico internazionale è che si aspetta di avere un prodotto tradotto.
Ma la lezione del download è proprio che la gente guarda molto volentieri, anzi spesso preferisce, le versioni in lingua originale.
In America puoi vedere gratis o comprare per un paio di dollari gli episodi andati in onda il giorno prima. Se fossero in vendita anche per l'Italia, certamente una buona parte degli "scaricatori" preferirebbe acquistarla che scaricarla gratis.
Il fatto di scaricare per non pagare è una motivazione del download solo per una parte della gente che lo pratica; per un'altra parte le motivazioni principali sono comodità e disponibilità.
Per la porzione restante, va considerato che 1) spesso le cose scaricate non vengono neanche "fruite", perché gli scaricatori più "forti" fanno semplicemente collezione di cose che poi non sentono o non guardano; 2) è difficile quantificare l'effettiva perdita, perché lo studente che si scarica 100 album gratis e avesse dovuto comprarli non li avrebbe certamente comprati tutti e 100. Forse ne avrebbe comprati due o tre. In questo caso quindi una persona ha avuto accesso gratuitamente a una porzione di cultura che altrimenti non sarebbe stata a sua disposizione. Grazie a questo lo studente può crescere e magari in un futuro diventare un forte acquirente di quello stesso genere di prodotti che ha "piratato" da ragazzo.
S*
» postato da S* alle 09:23 del 05-09-2008
5 «Secondo me il cosiddetto P2P andrebbe sfruttato non combattuto. Si può fare in tanti modi, io faccio alcuni esempi, solo esempi, eh: * Il produttore mi fa scaricare le puntate a bassa risoluzione con la pubblicità dentro a mezzo euro l'una. * I siti di P2P pagano una piccola tassa. * Permesso mettere un telefilm sul P2P solo dopo tre mesi dalla uscita del DVD Eccetera, eccetera... Con un po' di fantasia si possono fare un po' di regole che farebbero pagare qualcosa ai fruitori che diventerebbero legali. Le case editrici guadagnerebbero qualcosa e smetterebbero di fare la caccia alle streghe. » Sono d'accordo col concetto, anche se non con gli esempi che hai fatto. Il produttore deve dare ai clienti quello che i clienti vogliono. Finché si pensa di dare legalmente prodotti "inferiori" a quelli ottenibili in altro modo, la gente continuerà a procurarseli in altro modo. Comunque in vari paesi già accade, in USA e UK puoi acquistare i telefilm su ITunes il giorno dopo della messa in onda per due dollari. Senza pubblicità. Funziona, e se non fossero bloccati dal drm e visibili solo su Apple TV o su iPod funzionerebbe molto meglio. S*
» postato da S* alle 09:27 del 05-09-2008
6 sono d'accordo in linea di massima, ma attenzione a non ridimensionare troppo il concetto di proprietà intellettuale e copyright... nel senso che per certe cose è giusto che ci sia una circolazione anche libera della cultura, ma per altre no... esempio: non ditemi che sono autorizzato a scaricarmi liberamente un film uscito da poco al cinema "in nome della libertà di informazione e culturale" perchè è una baggianata. Il film te lo puoi andare a vedere al cinema, o prendere a noleggio, o comprare in dvd o attendere che esca in TV. Non muori se aspetti. se no legittimiamo il furto anche in altri ambiti (guidare una Ferrari è una esperienza unica, che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita... certo, non tutti se la possono permettere, ma perchè sforzarsi di noleggiarla quando posso fregarne una? ma poi la restituisco, quindi alla fine non faccio del male a nessuno...)
» postato da Andrea Pagani alle 09:53 del 05-09-2008
7 Ma alla fine chi ci guadagna dalla pirateria? 1) Sicuramente gli utenti che vedono e ascoltano cose di cui non hanno pagato il diritto per farlo (vabbè in questo caso chiamiamolo profitto) 2) Ma anche i provider che vendono connessioni sempre più veloci ma "sostanzialmete" inutili se non si può scaricare niente. Io trovo giusto tassare entrambi (chessò, 5 euro li mette il provider e 10 euro il cliente, su base mensile); con 15 euro al mese per ogni abbonamento dsl ci sarebbero fondi a sufficienza per accontentare le major?
» postato da (Super Pippo) alle 10:16 del 05-09-2008
8 In sostanza, la domanda è: quanto paghereste al mese per poter fare i comodi vostri senza paura che la finanza si presenti alla porta di casa e vi sequestri computer e tutti i gli episodi appena masterizzati di battlestar galactica proprio prima che vi accingevate a scoprire chi è l\'ultimo silone? E quindi: quanto vogliono le Major al mese per chiudere un occhio (attenzione, non leggittimare) e tornare a preoccuparsi di fare show migliori che ultimente fanno tutti abastanza cag/\re? E' possibile che non ci sia un punto di incontro?
» postato da (Super Pippo) alle 10:23 del 05-09-2008
9 «Ma alla fine chi ci guadagna dalla pirateria? 1) Sicuramente gli utenti che vedono e ascoltano cose di cui non hanno pagato il diritto per farlo (vabbè in questo caso chiamiamolo profitto) 2) Ma anche i provider che vendono connessioni sempre più veloci ma "sostanzialmete" inutili se non si può scaricare niente. Io trovo giusto tassare entrambi (chessò, 5 euro li mette il provider e 10 euro il cliente, su base mensile); con 15 euro al mese per ogni abbonamento dsl ci sarebbero fondi a sufficienza per accontentare le major? » ma anche no... se mi fai pagare per qualcosa, allora mi offri anche un servizio... mi faccio ky base, non do 10 euro per scaricare (forse) qualcosa che (forse) trovo in internet e che è registrato con una webcam al cinema...
» postato da Andrea Pagani alle 10:51 del 05-09-2008
10 C'è un altro esempio di download: esempio se voglio vedermi Nausicaa di Miyazaki, l'unico modo è Youtube. Se fosse in vendita anche a 30 € lo comprerei subito, ma non è sul mercato (in alcune nazioni c'è, ma in giapponese...), perciò per averlo e vederlo non resta che Internet. Lo stesso per alcuni vecchi racconti inediti di SF, introvabili in lingua originale anche negli USA: se ci fossero li comprerei, pagando il giusto, ma non si trovano, se non in qualche pdf o .doc che gira in Internet. Perciò download per totale assenza di alternative.
» postato da tobanis alle 11:04 del 05-09-2008
11 «C'è un altro esempio di download: esempio se voglio vedermi Nausicaa di Miyazaki, l'unico modo è Youtube. Se fosse in vendita anche a 30 € lo comprerei subito, ma non è sul mercato (in alcune nazioni c'è, ma in giapponese...), perciò per averlo e vederlo non resta che Internet. » Lo vendono su Amazon inglese a 12.98 sterline nuovo (meno se usato)... versione sottotitoli in inglese... In generale penso che si tenda a confondere (a volte come alibi) la libera circolazione delle idee, con la libera circolazione dei prodotti. Scaricarmi un film appena uscito al cinema (da noi) o appena uscito in DVD non è circolazione della cultura... ...al contrario mettere e imporre lucchetti sul 100% del "catalogo" e arrabbiarsi anche per immagini usate come citazione e quindi per diffondere la conoscenza di un prodotto... è anacronistico e ha un vantaggio solo sul breve periodo. Anche perché c'è tantissima roba gratis o "vecchia" da scaricare. Più di quanta se ne possa vedere. Nello specifico credo però che Valsecchi faccia buon viso a cattiva sorte... certo che una diffusione "controllata" ha un ritorno pubblicitario generale... così come la Grande Distribuzione vende sottocosto alcuni articoli, sapendo che guadagnerà sugli altri..
» postato da Otrebla alle 11:24 del 05-09-2008
12 ci sono anche altri modi di sfruttare il fenomeno P2P per far circolare cultura, senza infrangere leggi e, possibilmente, con un ritorno per l'autore... se, per ipotesi, io scrivessi un libro, o componessi una canzone, o facessi foto particolarmente belle di qualcosa, potrei diffonderle in maniera capillare tramite il P2P (ormai con internet "semini" e puoi riuscire a interessare una marea di persone in brevissimo tempo) quando ho migliaia di download della mia opera all'attivo, arrivo (forse) anche ai media tradizionali, alle aziende, alle persone "che contano".... potrei addirittura guadagnarci perchè ho dimostrato al mondo che sono bravo a fare una certa cosa (che ho messo a disposizione gratuitamente) e che ora qualcuno potrebbe essere disposto a pagare (il giusto) per averne altre sullo steso stile...
» postato da Andrea Pagani alle 11:40 del 05-09-2008
13 lo ammetto... sono uno scaricatore incallito... prendo dal p2p di tutto e spesso quello che prendo non lo vedo neanche o lo vedo dopo molto tempo... sono anche però uno che spende tanto in dvd e cd musicali, oltre ad essere abbonato a Sky (forse lo faccio per mettermi con la coscienza a posto)... per me il vantaggio unico ed incontrovertibile del p2p è la comodità di poter vedere o rivedere quello che voglio quando voglio e dove voglio, ciò che con i canali "tradizionali" non è possibile fare (forse solo MySky si avvicina a ciò) sarei disponibilissimo a pagare per prendere dalla rete quello che voglio e mi piace, e quando questo succederà anche da noi sarò uno dei primi ad abbonarmi ad un servizio del genere però non definerei scaricare tutto da internet un modo per divulgare la cultura... non vedo cosa ci sia di culturalmente valido nello scaricare copie piratate, magari con qualità audio/video pessime, dell'ultimo film dei Vanzina o di Spielberg... più grave ancora chi usa il p2p per scaricare programmi ed applicazioni per uso professionale... se uso un programma cad piratato sono avvantaggiato rispetto a chi ha pagato regolarmente una licenza di centinaia di euro, perchè non ho costi di ammortamento e posso così fare un prezzo migliore al cliente, danneggiando chi si comporta legalmente (epserienze personali)
» postato da ziopippi alle 12:16 del 05-09-2008
14 Replicando ad Andrea Pagani: Io non lo vedo come un servizio, ma come un risarcimento alle major. L'atto in sè rimarrebbe illegale (e non può essere altrimenti). Concordo invece con ziopippi riguardo l'uso per guadagno (come l'utilizzo di autocad in un ufficio) di prodotti coperti da copyright che secondo me rimarrebbe da perseguire.
» postato da (Super Pippo) alle 12:33 del 05-09-2008
15 «però non definerei scaricare tutto da internet un modo per divulgare la cultura... non vedo cosa ci sia di culturalmente valido nello scaricare copie piratate» Due punti: 1) nessuno sostiene che sia lecito scaricare tutto e il contrario di tutto perché questo significa divulgare la cultura. Il punto è che l'eccesso di difesa dei copyright è un danno per la divulgazione della cultura. 2) "cultura" significa condivisione della conoscenza. Non è in nessun modo accettabile o preferibile che qualcuno stabilisca cosa deve essere diffuso e cosa no. S*
» postato da S* alle 12:34 del 05-09-2008
16 La cosa incredibile e' che io posso registrare un film dalla TV, metterlo in DVD e poi prestarlo o regalarlo al mio vicino di casa, mentre se io e il mio vicino ce lo scambiamo via internet e' reato. Nel primo caso si e' cittadini modelli, nel secondo un fottuto-pirata-ladro da arrestare. RIDICOLO
» postato da Rodia alle 13:06 del 05-09-2008
17 Un aspetto che non considerate è che molto spesso dal P2P si possono trovare prodotti migliori di quelli ufficiali. Es. Galactica è stato trasmesso in 4/3, su Emule si trova in 16/9. I dvd sapete tutti come sono. Quello che non sapete è che si trovano gli inserti speciali sottotitolati in ita, le scene mancanti, le versioni estese degli episodi. Il paradosso è che per assurdo, per godersi Galactica al meglio bisogna rivolgersi al p2p.
» postato da cpt. Malcom Reynolds alle 13:17 del 05-09-2008
18 «Replicando ad Andrea Pagani: Io non lo vedo come un servizio, ma come un risarcimento alle major. L'atto in sè rimarrebbe illegale (e non può essere altrimenti). Concordo invece con ziopippi riguardo l'uso per guadagno (come l'utilizzo di autocad in un ufficio) di prodotti coperti da copyright che secondo me rimarrebbe da perseguire.» ciao Pippo: paghiamo già la tassa Siae, eppure siamo pirati lo stesso (a prescindere...)
» postato da Andrea Pagani alle 13:33 del 05-09-2008
19 «La cosa incredibile e' che io posso registrare un film dalla TV, metterlo in DVD e poi prestarlo o regalarlo al mio vicino di casa, mentre se io e il mio vicino ce lo scambiamo via internet e' reato. Nel primo caso si e' cittadini modelli, nel secondo un fottuto-pirata-ladro da arrestare. RIDICOLO» no, quello che hai detto tu rientra già nell'illegalità. puoi registrare e guardare a casa tua, nell'ambito del tuo nucleo famigliare. già sei con un piede nell'illegalità se sei in giro, chiami tua zia (che non abita con te) e le chiedi di registrarti un programma per poi pasare a prendere la cassetta alla sera. nel momento in cui tua zia ti dà la cassetta sei un pirata (o, meglio, lo è lei)
» postato da Andrea Pagani alle 13:35 del 05-09-2008
20 «Un aspetto che non considerate è che molto spesso dal P2P si possono trovare prodotti migliori di quelli ufficiali. Es. Galactica è stato trasmesso in 4/3, su Emule si trova in 16/9. I dvd sapete tutti come sono. Quello che non sapete è che si trovano gli inserti speciali sottotitolati in ita, le scene mancanti, le versioni estese degli episodi. Il paradosso è che per assurdo, per godersi Galactica al meglio bisogna rivolgersi al p2p.» se è per quello, si trovano soluzioni per rendere migliore la fruizione di certi servizi. Penso a quelli che comprano un videogioco per PC originale e poi gli si installano rootkit che piantano il PC (in nome della protezione del opyright) ho regalato tempo fa il cd di ramazzotti alla mia ragazza. Voleva ascoltarlo anche con l'mp3 (non ha il cd portatile) e ho provato a ripparlo. Non c'è stato nulla da fare, ho dovuto scaricarlo con e-mule (pur possedendo l'originale) altro caso: anni fa in macchina avevo il cariatore per ascoltare i CD. Mi hanno aperto il bagagliaio e fregato tutto. a casa ho le ustodie vuote (con tanto di bollino siae). Sono autorizzato a scaricarmi nuovamente quegli album? secondo loro, no. Ma allora quando comrpo un CD acquisto il supporto fisico (e allora devi darmi la possibilità di backupparlo, o meglio ancora darmi direttamente due copie) oppure la licenza di ascolto (e allora posso riscaricarmelo da dove voglio)?
» postato da Andrea Pagani alle 13:39 del 05-09-2008
21 Vedo che anche Andrea, che era partito come difensore del copyright, alla fine concorda con la mia tesi, ovvero che ci sia un eccesso di difesa del copyright. A breve sarà considerato illegale anche tenere nella propria memoria cerebrale una copia della melodia ascoltata; canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso. I "proprietari" di queste cose sono enormi zaibatsu come Warner, General Electric-NBC-Universal, News Corporation, eccetera. Già ora sta accadendo, in futuro sarà sempre di più così, che i governi non sono in grado di opporsi efficacemente al potere di queste multinazionali. Per questo la gente deve capire qual è il pericolo e opporsi fin d'ora. S*
» postato da S* alle 13:49 del 05-09-2008
22 «Vedo che anche Andrea, che era partito come difensore del copyright, alla fine concorda con la mia tesi, ovvero che ci sia un eccesso di difesa del copyright. A breve sarà considerato illegale anche tenere nella propria memoria cerebrale una copia della melodia ascoltata; canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso. I "proprietari" di queste cose sono enormi zaibatsu come Warner, General Electric-NBC-Universal, News Corporation, eccetera. Già ora sta accadendo, in futuro sarà sempre di più così, che i governi non sono in grado di opporsi efficacemente al potere di queste multinazionali. Per questo la gente deve capire qual è il pericolo e opporsi fin d'ora. S*» Silvio, più che altro non mi piacciono gli eccessi... non è corretto che ci sia gente che lavora per poi vedere che il proprio lavoro (un film, non la pagnotta) viene distribuito gratuitamente... sicuramente ora siamo all'eccesso opposto, ovvero il copyright ha la meglio su tutto, anche sui diritti del cittadino!
» postato da Andrea Pagani alle 13:54 del 05-09-2008
23 « canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso. S*» In teoria se davanti a te c'e' un pubblico ascoltante stai commettendo reato.
» postato da Rodia alle 14:25 del 05-09-2008
24 «« canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso.
S*»
In teoria se davanti a te c'e' un pubblico ascoltante stai commettendo reato.»
passa da reato civile a penale se sei stonato ![]()
» postato da Andrea Pagani alle 14:26 del 05-09-2008
25 ««« canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso.
S*»
In teoria se davanti a te c'e' un pubblico ascoltante stai commettendo reato.»
passa da reato civile a penale se sei stonato
»
in alcuni casi riabiliterei la pena di morte... ![]()
» postato da Rodia alle 14:33 del 05-09-2008
26 Mi sembra che le leggi fatichino a stare dietro alla realtà... Se mi registro un film da sky (sono abbonato), me lo porto al mare e me lo guardo, sono un pirata? direi di no. E durante iltragitto, cosa sono?E se c'è qualcuno con me al mare, divento un pirata? Copyright onanistico? Se lo regalo non va bene perchè ha un valore, ma se lo cancello non faccio niente di male, perchè non vale nulla? Servirebbero leggi più semplici, direi.
» postato da tobanis alle 14:33 del 05-09-2008
27 Tanto per alimentare la discussione vi comunico una mia esperienza. Di recente mi sono messo a scaricare il film "Nothing 2 amici alle porte del nulla". Secondo film (1993) di Vicenzo Natali, il regista di "Cube". E ho scoperto che la versione italiana (ci sono anche i sottotitoli e le tracce audio inglese) è frutto di un doppiaggio amatoriale fatto da due volonterosi che hanno usato un pc di fortuna e un microfono da pochi euro (e si scusano per questo). Ora come come va considerato questo fatto? Pirateria o diffusione di cultura? Il film è molto vecchio, e sicuramente non verrà mai editato ufficialmente in Italia. Quindi quasi sicuramente non l'avrei mai visto. Esempi di doppiaggio amatoriale: http://it.youtube.com/user/gabecowboy Ed ecco quello incriminato: http://dailymotion.alice.it/gabecowboy
» postato da cpt. Malcom Reynolds alle 14:37 del 05-09-2008
28 «Vedo che anche Andrea, che era partito come difensore del copyright, alla fine concorda con la mia tesi, ovvero che ci sia un eccesso di difesa del copyright.
A breve sarà considerato illegale anche tenere nella propria memoria cerebrale una copia della melodia ascoltata; canticchiare una canzone penso sia indirettamente classificato illegale già adesso.
I "proprietari" di queste cose sono enormi zaibatsu come Warner, General Electric-NBC-Universal, News Corporation, eccetera. Già ora sta accadendo, in futuro sarà sempre di più così, che i governi non sono in grado di opporsi efficacemente al potere di queste multinazionali. Per questo la gente deve capire qual è il pericolo e opporsi fin d'ora.
S*»
Con confondiamo la parte teorica con la parte pratica
Che la "major" abbiano avuto successo marginando al massimo è un fatto, ma che siano cattive o che siano cattivissime l'arma del consumatore è NON consumare o consumare altro... in questo modo modo il valore della preziosa merce delle major si svaluta. Consumare di sfrodo rafforza l'idea nelle major che dal loro prodotto devono comunque ricavare il massimo possibile... e quindi agiscono (disperate) di conseguenza...
» postato da Otrebla alle 14:40 del 05-09-2008
29 «Che la "major" abbiano avuto successo marginando al massimo è un fatto, ma che siano cattive o che siano cattivissime l'arma del consumatore è NON consumare o consumare altro... in questo modo modo il valore della preziosa merce delle major si svaluta. Consumare di sfrodo rafforza l'idea nelle major che dal loro prodotto devono comunque ricavare il massimo possibile... e quindi agiscono (disperate) di conseguenza...» Oh. molto bene, punto interessante. Il fatto è che non si tratta di merce qualsiasi, ma di prodotti culturali. Prendi per esempio il tennis: anni fa c'è stato un periodo che era uno sport molto popolare, tutti conoscevano tutti i tennisti, un sacco di gente giocava e c'erano anche ottimi tennisti italiani. Poi il tennis è stato praticamente comprato dalle pay tv (prima ancora di Sky, se non sbaglio). In breve tempo è diventato uno sport di nicchia, è praticato molto di meno, e ormai i tennisti italiani bravi sono rarissime eccezioni. Questo è un caso semplice ma evidente di come la restrizione della circolazione della cultura abbia effetti misurabili. S*
» postato da S* alle 15:58 del 05-09-2008
30 ««Che la "major" abbiano avuto successo marginando al massimo è un fatto, ma che siano cattive o che siano cattivissime l'arma del consumatore è NON consumare o consumare altro... in questo modo modo il valore della preziosa merce delle major si svaluta. Consumare di sfrodo rafforza l'idea nelle major che dal loro prodotto devono comunque ricavare il massimo possibile... e quindi agiscono (disperate) di conseguenza...» Oh. molto bene, punto interessante. Il fatto è che non si tratta di merce qualsiasi, ma di prodotti culturali. Prendi per esempio il tennis: anni fa c'è stato un periodo che era uno sport molto popolare, tutti conoscevano tutti i tennisti, un sacco di gente giocava e c'erano anche ottimi tennisti italiani. Poi il tennis è stato praticamente comprato dalle pay tv (prima ancora di Sky, se non sbaglio). In breve tempo è diventato uno sport di nicchia, è praticato molto di meno, e ormai i tennisti italiani bravi sono rarissime eccezioni. Questo è un caso semplice ma evidente di come la restrizione della circolazione della cultura abbia effetti misurabili. S*» oddio Silvio, mi sembra un po' forzato come ragionamento... lo condivido, ma l'esempio è un po' tirato per i capelli...
» postato da Andrea Pagani alle 16:08 del 05-09-2008
31 «, ma l'esempio è un po' tirato per i capelli...» penso sia pure un po sballato... in america lo sport è a pagamento da sempre eppure sfornano campioni a ripetizione
» postato da ziopippi alle 17:49 del 05-09-2008
32 «penso sia pure un po sballato... in america lo sport è a pagamento da sempre eppure sfornano campioni a ripetizione» L'America è un altro paese con tutt'altre caratteristiche, non vedo cosa c'entri. S*
» postato da S* alle 18:10 del 05-09-2008
33 «
Oh. molto bene, punto interessante.
Il fatto è che non si tratta di merce qualsiasi, ma di prodotti culturali.
Prendi per esempio il tennis: anni fa c'è stato un periodo che era uno sport molto popolare, tutti conoscevano tutti i tennisti, un sacco di gente giocava e c'erano anche ottimi tennisti italiani.
Poi il tennis è stato praticamente comprato dalle pay tv (prima ancora di Sky, se non sbaglio). In breve tempo è diventato uno sport di nicchia, è praticato molto di meno, e ormai i tennisti italiani bravi sono rarissime eccezioni.
Questo è un caso semplice ma evidente di come la restrizione della circolazione della cultura abbia effetti misurabili.
S*»
Ma sono anche d'accordo. Infatti la strada è gestire le cose da dare gratuitamente, non blindare tutto a doppia mandata (o come accennavi prima -e non ho riportato - la possibilità di scaricare a buon prezzo, ma DOPO la messa in onda. O la possibilità di scaricare un CD legalmente pagandolo la metà di quanto lo pagheresti in negozio etc... etc...)
La scarsa diffusione NON aiuta. Metterò un aneddoto/paragone come il tuo.
Anni fa (parlo del '93) una ditta si aggiudicò l'edizione italiana di Magic -evito i nomi -, ma evitava/limitava accuratamente di vendere le carte all'ingrosso (in particolare ai concorrenti diretti) per cercare di venderle soprattutto al dettaglio e guadagnarci il massimo... (lo so perché ero già nel settore) ebbene le vendite in generale e il successo del gioco arrivò solo dopo che iniziò una maggiore diffusione!
E visto che siamo in tema: farò un articolo sull'editoriale di Cory D. apparso su Locus che tratta del tema! Guarda come ti voglio bene! ![]()
» postato da Otrebla alle 00:37 del 06-09-2008
34 Beh, ma vogliamo ricordare e dire che la maggior diffusione di pc "ibm compatibili" (come si diceva un tempo) sui mac è dovuta al fatto che si trovava un sacco di software piratato e per gli apple non trovava un piffero? Parlo di software su dischetti, i vecchi dischetti da 1,44 (per i + giovani). Il pirataggio ha favorito le vendite di pc e in circolo virtuoso di software legale.
» postato da tobanis alle 09:46 del 08-09-2008
35 «Beh, ma vogliamo ricordare e dire che la maggior diffusione di pc "ibm compatibili" (come si diceva un tempo) sui mac è dovuta al fatto che si trovava un sacco di software piratato e per gli apple non trovava un piffero? Parlo di software su dischetti, i vecchi dischetti da 1,44 (per i + giovani). Il pirataggio ha favorito le vendite di pc e in circolo virtuoso di software legale.» Non direi, all'epoca si trovava tutto sia per Mac che per PC. Erano gli stessi negozi che per venderti il computer ti installavano quello che volevi. Ho anche lavorato in un negozio Apple per un periodo, lo so per esperienza. La maggiore diffusione del PC IBM è stata dovuta al fatto che a quell'epoca i computer erano soprattutto strumenti aziendali e l'IBM era storicamente molto più introdotta nelle aziende rispetto a Apple. Inoltre la concorrenza ha permesso ai PC di abbassare i prezzi, mentre i Mac sono rimasti per anni molto costosi. S*
» postato da S* alle 12:33 del 08-09-2008
36 Mah, io ti porto la mia esperienza (più o meno primi anni '90), per il mio 286, poi 386, poi 486 e poi Pentium, trovavo molto software, dai giochini tipo quelli della Lucas, simulatori di volo a programmini tipo l'NC per la gestione dei file. Uno degli studenti della compagnia aveva un apple, e si usavano un po' tutti e due. L'apple in molte cose era superiore, che dico, alcune cose con l'apple si potevano fare, coi pc proprio no, però guardava con invidia noi che ci facevamo doom 1 e 2 mentre il meglio che abbiamo trovato per lui era Loom (e qua sfido il ricordo di molti). Qualche programma serio lo trovava (mi ricordo un Mathematica o simile), ma nel sottoboschetto dell'illegalità circolava molto per i pc e poco per i mac, come come ricordi giustamente costavano pure una cifrona, con la quale rti potevi comprare un pc che per noi allora era fantascienza. Però ricordo che proprio per questa abbondanza di software alla fine molti si prendevano un pc e, spesso software legale. Confermo che i venditori all'epoca di installavano un po' quello che volevi.
» postato da tobanis alle 12:48 del 08-09-2008
37 «Uno degli studenti della compagnia aveva un apple, e si usavano un po' tutti e due. L'apple in molte cose era superiore, che dico, alcune cose con l'apple si potevano fare, coi pc proprio no, però guardava con invidia noi che ci facevamo doom 1 e 2 mentre il meglio che abbiamo trovato per lui era Loom (e qua sfido il ricordo di molti).» Mah, se si parla di giochi il Mac è sempre stato abbastanza inferiore. Tipicamente le future grandi iniziavano su Mac, come la ID con Wolfenstein o la Bungie con Marathon, per poi fare i veri soldi spostandosi su PC (la ID con Doom, la Bungie con Halo). Poi naturalmente il Mac è sempre stato decisamente in minoranza, soprattutto in Italia, e in epoche in cui on esisteva ancora internet era importante conoscere persone giuste, cosa più difficile in un ambiente più piccolo. S*
» postato da S* alle 14:08 del 08-09-2008
38 c'è da dire che la Apple tendeva (ora un po' meno) a tenere al proprio interno tecnologie e licenze... se volevi comprare una espansione di memoria o una scheda video diversa, dovevi andare comunque a chiederla a loro (o ai 4 gatti che avevano la licenza per realizzare quel determinato prodotto). questo ha tenuto i prezzi molto alti (pur riconoscendo a apple, almeno fino a una decina di anni fa, una netta superiorità qualitativa). ora è meno "rigida", i prezzi sono più abbordabili, ma la qualità è scesa (o comunque si è allineata). morale: secondo me, se non occorre una particolare configurazione o se non si deve fare grafica/montaggio video/audio ecc., un pc ibm compatibile è la scelta ottimale...
» postato da Andrea Pagani alle 14:40 del 08-09-2008
39 «"La fiction I liceali, da noi prodotta, è stata trasmessa prima da Mediaset Premium, vista, scaricata, trasmessa poi dalla tv generalista e nonostante tutto ciò, una volta fatti i dvd, ne abbiamo venduti tantissimi."» suppongo che il signor valsecchi si sia fatto pagare da mediaset per il lavoro svolto con questa serie (che differenza passa fra un telefilm e una fiction, scusate?), prima di andare in onda; quindi a lui non gliene frega molto se la gente scarica a manetta. diversamente, se fosse un programmatore di videogiochi, o un musicista auto-finanziato, non so se farebbe tanto il gradasso.
» postato da jonny lexington alle 17:02 del 09-09-2008
40 «suppongo che il signor valsecchi si sia fatto pagare da mediaset per il lavoro svolto con questa serie (che differenza passa fra un telefilm e una fiction, scusate?), prima di andare in onda; quindi a lui non gliene frega molto se la gente scarica a manetta. diversamente, se fosse un programmatore di videogiochi, o un musicista auto-finanziato, non so se farebbe tanto il gradasso.» Valsecchi non è un fattorino di Mediaset, è fondatore della Tao Due e credo anche azionista di Endemol, quindi gli importa eccome. S*
» postato da S* alle 20:55 del 09-09-2008
41 «Valsecchi non è un fattorino di Mediaset» eh sí, è proprio quello che avevo sostenuto io, no? io dico solo che probabilmente lui e la ditta che rappresenta non avrebbero perso soldi neppure se la vendita dei dvd fosse stata un fallimento, invece di essere un successo, altrimenti non avrebbe sostenuto quella sua posizione generosa nei confronti della pirateria. una ditta che ci campa con il lavoro che fa, non butta tutto ai quattro venti per pura filantropia, se alla fine del mese vuol pagare l'affitto e la corrente. a meno che non sia sicura di poter recuperare i dindi da qualche altra parte. o forse sono io che sono cinico; chissà.
» postato da jonny lexington alle 16:16 del 11-09-2008
42 « io dico solo che probabilmente lui e la ditta che rappresenta non avrebbero perso soldi neppure se la vendita dei dvd fosse stata un fallimento, invece di essere un successo, altrimenti non avrebbe sostenuto quella sua posizione generosa nei confronti della pirateria. una ditta che ci campa con il lavoro che fa, non butta tutto ai quattro venti per pura filantropia, se alla fine del mese vuol pagare l'affitto e la corrente. a meno che non sia sicura di poter recuperare i dindi da qualche altra parte. o forse sono io che sono cinico; chissà.» Senti, tu hai le tue idee e fai bene a sostenerle, ma sostenere che gli altri parlano a vanvera non è un modo accettabile. Valsecchi come qualunque autore e in particolare coma azionista delle aziende di produzione prende dei soldi per ogni dvd venduto, questo mi pare evidente. Era questo che intendevo, mi sembrava chiaro. Inoltre ha detto esplicitamente che la pirateria non ha causato danni alle vendite, quindi che non sta bittando ai quattro venti proprio niente. Magari rileggiti quello che ha detto, così puoi fare obiezioni più centrate sull'argomento. Mi sembri Cicchitto, che qualunque obiezione gli pongano risponde sempre dicendo che chi l'ha detto non capisce niente. S*
» postato da S* alle 16:55 del 11-09-2008
43 «Inoltre ha detto esplicitamente che la pirateria non ha causato danni alle vendite, quindi che non sta bittando ai quattro venti proprio niente.» ma è proprio questo il mio punto sin dall'inizio: che lui fa un discorso generale a favore della pirateria perché in fondo non ci perde nulla - lui. non ha detto "scaricatevi solo i miei prodotti a manetta"; ha detto "ben vengano i ragazzi che scaricano. la cultura va divulgata". un discorso generale che si può permettere di fare lui, non un povero diavolo programmatore di videogiochi, o un regista auto-finanziato. ecco tutto. comunque vista l'aria che tira, per me l'argomento è chiuso qua.
» postato da jonny lexington alle 17:22 del 11-09-2008
44 Finche' in Italia abbiamo una Mediaset che fa causa a Youtube per aver messo in rete spezzoni di trasmissioni (motivo: danno da mancati introiti pubblicitari
anche se i motivi veri potrebbero essere altri, e va be') siamo ben lontani da una mentalita' di buon senso e accomodamento. E' chiaro che l'intento qui da noi e' sempre spremere al massimo e speculare al centesimo, (lo si vede anche nelle tariffe telefoniche e in molto altro) figurarsi venire incontro alla comodita' e alle esigenze del pubblico, considerato alla stregua di mandrie di pecoroni e non di invididui pensanti con dei diritti...E noi siamo anche piuttosto abituati a farci considerare cosi'.
Io sono abbastanza contraria al download di film appena usciti quando aspettando qualche mese si possono noleggiare a poco prezzo, per tutto il resto convengo che ci potrebbero essere soluzioni ragionevoli. Basterebbe volerlo.
Riguardo la musica, a parte il discorso del prezzo esorbitante dei cd, ricordo che anche ai miei tempi (vocina da vecchietto del far west) ci si scambiava i dischi e si registravano, e nessuno si scandalizzava cosi' tanto. Come e' stato gia' detto, se io comunque posso permettermi e comprerei tre dischi, che danno e' se ne ascolto anche altri dieci?
» postato da dued alle 17:32 del 11-09-2008
45 «ma è proprio questo il mio punto sin dall'inizio: che lui fa un discorso generale a favore della pirateria perché in fondo non ci perde nulla - lui. non ha detto "scaricatevi solo i miei prodotti a manetta"; ha detto "ben vengano i ragazzi che scaricano. la cultura va divulgata". un discorso generale che si può permettere di fare lui, non un povero diavolo programmatore di videogiochi, o un regista auto-finanziato.» Jonny, scusa se puntualizzo ancora un pochino: il punto non è "scaricate pure perché anche se ci perdiamo un po' non fa nulla", il punto è "scaricare in realtà non crea un vero danno, perché diffonde la conoscenza del prodotto che compensa ampiamente le perdite teoriche". Tant'è che proprio i registi autofinanziati il più delle volte diffondono gratis le proprie produzioni, e i "poveri diavoli" di programmatori usano lo strumento dello shareware. S*
» postato da S* alle 19:27 del 11-09-2008
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1 Clap clap clap clap. (cit.)
» postato da Rodia alle 00:41 del 05-09-2008