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"Roma, 5 maggio 1960. L’uomo che aveva restituito all’Italia prestigio e prosperità chiuse gli occhi nel proprio letto all’alba del 5 maggio 1960. Un destino ingrato aveva deciso che quella data ritenuta doppiamente fausta, anniversario della presa di Addis Abeba nel ‘3 6 e della capitolazione germanica nove anni più tardi, si tingesse di presagi funesti per la Nazione. Furono proclamati cinque giorni di lutto nazionale, nel corso dei quali il Tricolore venne abbrunato dalle Dolomiti alle oasi del Fezzan, dalle isole dell’Egeo alle rive del Nilo Azzurro, e ovunque il genio italico avesse portato il suo messaggio di pace, giustizia e civiltà."
Inizia così il romanzo di Enrico Brizzi dal titolo L’inattesa piega degli eventi: immediatamente il lettore capisce che si sta descrivendo una Italia la cui storia ha preso una piega molto diversa da quella che tutti conoscono.
L’autore è nato a Bologna nel 1974, non ancora ventenne fa un esordio veramente clamoroso con il romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, un romanzo che oltre al successo commerciale, è stato tradotto in oltre venti paesi e ha avuto una trasposizione cinematografica, ha avuto un grande impatto sui costumi dei giovani.
A questo sono seguiti altri romanzi e una sua traversata a piedi dell’Italia da un mare all’altro si è trasformata poi in un romanzo; successivamente effettua, sempre a piedi, l’impegnativo percorso della via Francigena da Canterbury a Roma che farà da sfondo al romanzo Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (Mondadori 2007).
Con il presente romanzo conosceremo un’altra Italia ma restano sempre uguali le passioni degli italiani: calcio, amori facili e autoritarismo.
Dalla quarta di copertina: L’Italia fascista ha rotto in tempo l’alleanza con Hitler e anzi ne ha contrastato le mire, guadagnandosi nel 1945 un posto al tavolo dei vincitori. Dal conflitto, destinato a entrare nella memoria degli italiani come la Nostra guerra, il Duce esce trionfatore; anche Casa Savoia è eliminata dalla scena politica, e la nuova costituzione «laica e littoria» priva la Chiesa del suo ruolo sociale.
Per il Paese, ora rinominato Repubblica d’Italia, sono stagioni di relativo prestigio internazionale e prosperità economica, ma la vita quotidiana ristagna, avvelenata da decenni di autoritarismo: gli oppositori veri o presunti subiscono la deportazione nelle ex colonie africane, ora dotate di una formale autonomia e promosse al rango di «Repubbliche associate». Nel 1960, quindici anni dopo l’armistizio, Benito Mussolini è un uomo di settantasette anni ormai prossimo alla fine e i gerarchi si preparano a dare battaglia per la successione.
In questo scenario si svolge il viaggio in Africa Orientale del trentenne Lorenzo Pellegrini, brillante cronista sportivo che, per un’inopportuna relazione amorosa, viene depennato dalla lista dei giornalisti accreditati per le Olimpiadi di Roma e retrocesso a un incarico inatteso: dovrà seguire le ultime giornate della Serie Africa, la lega che raduna il meglio del calcio eritreo, etiope e somalo sotto l’egida della Federcalcio di Roma.
Quello che doveva essere un esilio diventa l’occasione per conoscere una terra affascinante dove lo sport catalizza tensioni sociali mai sopite.
La rivalità fra squadre «per soli bianchi» e i club interrazziali cari agli antifascisti è lo specchio di una società divisa, pervasa da un vento di riscossa che cambierà Lorenzo e, al suo ritorno in Italia, gli farà vedere con occhi diversi anche la Madrepatria.
L’inattesa piega degli eventi di Enrico Brizzi (2008), Baldini Castoldi Dalai editore, collana Romanzi e Racconti 442, pag. 513, euro 19,50.
2 Personalmente il 'what if' mi ha stancato, ma questo libro non me lo voglio perdere. Appare dalla scheda molto interessante.
» postato da Doc Moebius alle 07:07 del 05-06-2008
3 No... Veramente? Un'ucronia in cui ci si chiede come sarebbero andate le cose se qualcosa fosse andato diversamente al tempo del nazismo? Idea originale: questo sì che è puro sperimentalismo narrativo. Appena il libro esce lo compro sicuramente!
» postato da demerzel alle 21:32 del 05-06-2008
4 Che c'entra... un assunto del genere può comunque generare le ucronie più disparate... Salute e Latinum per tutti !
» postato da Kruaxi the ferengi alle 18:56 del 07-06-2008
5 «Non è certo la prima ucronia del genere, sarò comunque lettore assai interessato: adoro il 'what if'. Salute e Latinum per tutti !» io l'ho preso alla fiera di Torino!!!!!!!!!!!!!! già in lista
» postato da Jabbafar alle 20:09 del 07-06-2008
6 «No... Veramente? Un'ucronia in cui ci si chiede come sarebbero andate le cose se qualcosa fosse andato diversamente al tempo del nazismo? Idea originale: questo sì che è puro sperimentalismo narrativo. Appena il libro esce lo compro sicuramente! » In linea di principio hai ragione, ma da quanto tempo la fantascienza non crea qualcosa di veramente innovativo, io direi dal almeno 30 anni, non diamo la croce addosso a questo autore, suvvia!!! saludos
» postato da jetscrander alle 11:16 del 08-06-2008
7 «In linea di principio hai ragione, ma da quanto tempo la fantascienza non crea qualcosa di veramente innovativo, io direi dal almeno 30 anni, non diamo la croce addosso a questo autore, suvvia!!!» Non direi, temi nuovi e interessanti nella fantascienza ce ne sono tanti. Ovviamente non è detto che incontrino i gusti di tutti. Resta il fatto che può dare un po' fastidio che dopo tanti libri simili - probabilmente migliori - usciti nell'ambito della fantascienza arrivi bel bello l'autore che non ha mai scritto fantascienza usando un'idea inflazionata come se fosse una sua invenzione originale. S*
» postato da S* alle 12:02 del 08-06-2008
8 da un lato la cosa invece e' positiva: troverei divertente paragonare diversi sviluppi di uno stesso tema da parte di diversi autori ![]()
» postato da tzenobite alle 17:51 del 08-06-2008
9 Resta il fatto che alcuni periodi o avvenimenti storici sono più importanti di altri e che il loro esito ha determinato i destini di nazioni intere. Non tutti i punti di divergenza hanno lo stesso potenziale. Scenari alternativi sulla Seconda Guerra Mondiale (e su tutto il periodo in generale) coinvolgono milioni di persone e possono dipendere anche da singole decisioni di singoli personaggi storici.
» postato da Otrebla alle 22:11 del 08-06-2008
10 ««In linea di principio hai ragione, ma da quanto tempo la fantascienza non crea qualcosa di veramente innovativo, io direi dal almeno 30 anni, non diamo la croce addosso a questo autore, suvvia!!!» Non direi, temi nuovi e interessanti nella fantascienza ce ne sono tanti. Ovviamente non è detto che incontrino i gusti di tutti. Resta il fatto che può dare un po' fastidio che dopo tanti libri simili - probabilmente migliori - usciti nell'ambito della fantascienza arrivi bel bello l'autore che non ha mai scritto fantascienza usando un'idea inflazionata come se fosse una sua invenzione originale. S*» Capo citami quali sarebbero questi temi nuovi, originali ed innovativi creati nell'ambito della fantascienza letteraria in questi ultimi decenni diciamo dagli anni 80 in poi. Il resto è condivisibile visto che l'autore in effetti non lo conosco. saludos
» postato da jetscrander alle 22:20 del 08-06-2008
11 «Capo citami quali sarebbero questi temi nuovi, originali ed innovativi creati nell'ambito della fantascienza letteraria in questi ultimi decenni diciamo dagli anni 80 in poi.
Il resto è condivisibile visto che l'autore in effetti non lo conosco.»
Negli anni ottanta c'è stato il cyberpunk (gibson, sterling, ecc.) e la fantascienza neoromantica (shepard, robinson, ecc.).
Negli anni novanta il postcyberpunk, per certi versi anche più interessante (cito soprattutto stephenson), ma anche cose meno catalogabili come il ciclo di Hyperion.
Negli anni duemila c'è la brit invasion, e in generale i grandi temi del postumanesimo e della singolarità (aperti già negli anni novanta da Vinge), che (come del resto il cyberpunk) vanno ben oltre la fantascienza ma sui quali comunque la fantascienza mantiene un ruolo di guida e di avanguardia.
Penso bastino, ma se non ti bastano, ci puoi aggiungere anche il connettivismo.
S*
» postato da S* alle 22:52 del 08-06-2008
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1 Non è certo la prima ucronia del genere, sarò comunque lettore assai interessato: adoro il 'what if'. Salute e Latinum per tutti !
» postato da Kruaxi the ferengi alle 00:22 del 05-06-2008