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Sullo sperma sintetico

Poche righe e considerazioni su una polemica non certo sterile, ma indicativa di quanto l’umanità sia piccola e stretta

Infine, la proposta di legge indecente di rendere possibile giuridicamente la generazione sintetica dello sperma umano, al fine di creare uno standard immune da malattie e generare — almeno per quanto riguarda i compiti maschili — nuove vite non corrotte da vizi genetici, farà presto capolino sui banchi del parlamento inglese.

La proposta è indecente, agli occhi di molti, perché si frappone esattamente a metà tra gli uomini e la volontà della Natura, di Dio, di una pletora di ideali che appartengono, tutti, a un’umanità che non è più tale. Appartengono, tutte quelle idee, a una razza biologica che si sta rapidamente evolvendo verso un qualcosa che per molteplici comodità possiamo definire postumana. Postumana perché l’ausilio della tecnologia ci porta rapidamente verso un miglioramento della nostra biologia, della nostra fisiologia e di tutto quello che riguarda la cura e la salvaguardia del nostro organismo; il prolungamento della vita è già in atto, sarà esponenziale nei prossimi decenni, e tutto ciò che siamo stati per millenni non avrà più senso in un breve volgere di tempo che va da qui alla Singolarità Tecnologica. Dovremo rivedere ogni nostro modo di vivere per non continuare più a essere dei trogloditi che cercano di sopravvivere a bordo di un’astronave aliena.

In tutto ciò, la prospettiva di una pianificazione e realizzazione, metodica e tecnica, di un campione standard e replicabile di sperma — o di sangue — in grado di rendere innocue alcune tare ereditarie, in grado di livellare verso l’alto una popolazione di individui capaci, per esempio, di andare nello spazio senza soffrire problemi di adattamento e di sopravvivenza, credo sia un auspicio a cui tendere piuttosto che una paura da cui fuggire — i costanti timori del nuovo sono troppo vecchi, nauseano ormai — ed è ora di finirla con questi richiami alle divinità che si offendono se proviamo a metterci al loro pari: stiamo acquisendo know-how tecnologico e trascendentale a ritmo elevato e inedito, la Singolarità servirà proprio a colmare uno dei tanti gap che ci dividono dall’essere — quantomeno — dei capaci demiurghi.

Ecco, se proprio dobbiamo avere un dubbio, credo che l’unico che sia giusto avere è quello che ci deve rendere guardinghi riguardo alla attuale completa funzionalità dello sperma sintetico: siamo ancora lontani dal comprendere bene tutte le implicazioni genetiche di una sequenza di geni, piuttosto che della perfetta conoscenza di ogni enzima, piuttosto che di ogni particolare proteina collocata in un determinato modo nell’elica del DNA. Abbiamo bisogno di conoscere ancora di più prima di proiettarci a velocità di curvatura sul postumano sintetico; siamo ancora dei trogloditi, ricordiamocelo, ma che almeno si abbia l’orgoglio di vedere i traguardi remoti come plausibili, non più come fantascienza. Che si abbia la volontà di affrontare questa nuova Ver Sacrum, tutta postumana e proiettata verso un ritorno a un’epoca di divinità e demiurghi — questa volta dal lato potente, dal lato divino.

Autore: Sandro Battisti - Data: 5 aprile 2008 - Fonte: Repubblica.it

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Commenti

1 la notizia fa venire effettivamente un brivido eugenetico lungo la schiena...ma se eliminiamo le imperfezioni, dove va a finire la ricerca del miglioramento?? la nostra fortuna è essere imperfetti... Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 14:02 del 05-04-2008

2 Come già anche la fantascienza ha ampliamente documentato, quando la popolazione di un pianeta inizia ad aumentare la durata standard della propria vita, s\'incorre in serissimi problemi di sovrapopolazione... e si finisce per prima uccidere il pianeta saccheggiandone le risorse, poi costringendone gli abitanti ad autoeliminarsi, per fame e per insostenibilità dell\'essere... L\'unica soluzione a quel punto sarebbe quella di emigrare su altri pianeti... peccato che come c\'insegna la scienza per ora di pianeti compatibili alla Nostra vita non ce ne sono oltre al nostro... se ce ne fossero bisognerebbe raggiungerli... e infine data la differenza isotopica è cmq probabile che ciò che cresce su un altro pianeta risulti veleno per i nostri corpi... Quindi, com\'è ovvio che sia, la cosa non sarà fattibile... a meno che l\'idea non venga utilizzata solo per creare un ristretto numero di persone... ma anche in questo caso la fantascienza (e forse anche la storia, la razza ariana ricordate?) ha mostrato che creare degli \"uomini perfetti\" porterebbe a grandi problemi...

» postato da (lee kelso) alle 16:03 del 05-04-2008

3 Bel post, complimenti! l'ho commentato in maniera più estesa qui http://galileiani.blogspot.com/2008/04/lorgoglio-degli-aspiranti-postumani.html

» postato da anisotropie alle 17:06 del 05-04-2008

4 oltre che insostenibile dal punto di vista ecologico e ambientale mi sembra un punto di vista che mi ricorda troppo il nazismo: la creazione di una popolazione che obbedisca a dei dati parametri decisi da chi ha in mano il potere tecnologico (e ovviamente economico); dal voler eliminare delle tare genetiche a voler ottenere una razza di indivudui tutti simili e perfetti il passo mi sembra troppo breve. La vita sul nostro pianeta è arrivata al livello che conosciamo grazie all'evoluzione, un processo complesso e per altri versi semplice, e il principio fondamentale dell'evoluzione è la ricombinazione genetica e la creazione di biodiversità; l'evoluzione premia la diversità, non l'omologazione che significa incapacità di adattamento a nuove condizioni ambientali. Arriveremo davvero a un mondo in cui la riproduzione non avviene più in modo naturale? Se non si inverte il livello attuale di sfruttamento delle risorse e la produzione di inquinanti l'ecosistema terrestre potrebbe anche collassare prima ci arrivare all'eliminazione delle tare genetiche...la ricerca dovrebbe puntare piuttosto alle strategie di protezione ambientale. PS: la muffa può fare anche schifetto da guardare e avere un pessimo odore e sembrare inutile...ma se un tizio un po' sbadato non avesse dimenticato una arancia ad ammuffire oggi non avremmo gli antibiotici e moriremmo ancora di influenza (altro che tare genetiche)

» postato da (debora pollini) alle 19:59 del 05-04-2008

5 Bello l'articolo e acuti i commenti. Una chiosa: andate in qualunque casa di cura e chiedete agli affetti da tare genetiche se sarebbero daccordo nell'eliminare la loro fonte di sofferenze fisiche e psichiche. Io penso che TUTTI ne sarebbero ben felici. Inoltre credete veramente che una base genetica esattamente uguale e "perfetta" (la cui fattibilità è ancora tutta da dimostrare) creerebbe individui identici? La persona deve il suo essere si ai geni ma anche, in buona parte, alle esperienze e alle scelte operate più o meno coscientemente. Quindi nessuna paura di una umanità tutta "omologata" piuttosto pensate a uomini e donne cui sia risparmiata una grande quantità di dolori e sofferenze!

» postato da Matteo B alle 21:27 del 05-04-2008

6 «Bello l'articolo e acuti i commenti. Una chiosa: andate in qualunque casa di cura e chiedete agli affetti da tare genetiche se sarebbero daccordo nell'eliminare la loro fonte di sofferenze fisiche e psichiche. Io penso che TUTTI ne sarebbero ben felici. Inoltre credete veramente che una base genetica esattamente uguale e "perfetta" (la cui fattibilità è ancora tutta da dimostrare) creerebbe individui identici? La persona deve il suo essere si ai geni ma anche, in buona parte, alle esperienze e alle scelte operate più o meno coscientemente. Quindi nessuna paura di una umanità tutta "omologata" piuttosto pensate a uomini e donne cui sia risparmiata una grande quantità di dolori e sofferenze!» perchè evitare dolori e sofferenze?!!?ma se la gente non soffrisse e non cercasse di uscire dalla sofferenza, pernsi veramente che ci troveremmo in un mondo "migliore"?? l'uomo, come animale, come essere imperfetto e non mai completamente perfettibile, deve proprio alla sua ricerca del miglioramento lo sviluppo dell'intelligenza...arrivare al punto dove tutti i imali e le sofferenze saranno annullate, non si tratterà di una conquista, ma della fine di ogni voglia di continuare ad evolversi.. chiedilo ad un ragazzo down se vorrebbe cambiarsi con un ragazzo "normale" (poi mi devono spiegare quali sono gli standard della "normalità"...la bellezza, il qi di 300, la salute di ferro??)...non diamo per scontato che sofferenza sia assimilabile al male (poi sofferenza secondo ilnostro metro e le nostre percezioni...perchè chi è rinchiuso in un istituto non soffre per via delle atare psichiche e fisiche,ma molte volte per il "confino " obbligato al quale sono condannati dai normali... la selezione naturale ci deve essere se volgiamo che la razza umana si estingua...volenti o nolenti siamo parte di un ecosistema, che molte volte assimiliamo ad un EGOsistema! Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 22:09 del 05-04-2008

7 io sono portatore di una fastidiosa malattia genetica e vorrei, se possibile, non trasmetterla ai miei figli. Che c'è di orrendo e mostruoso in questo ? Sull'omologazione: andate in un qualunque luogo di ritrovo per giovani (e meno giovani) vedete come vestono, cosa pensano, di cosa parlano, non è quella forse l'omologazione ? Se anche fossimo tutti sani, belli, forti, ma ognuno con idee, passioni, interessi, conoscenze diverse, non sarebbe un mondo bellissimo ? La paura è una pessima consigliera

» postato da (chris c) alle 22:10 del 05-04-2008

8 Lo sviluppo dell'umanità non dipende dal proprio dna, ma dalle diverse società che abbiamo creato, oggi la selezione naturale umana non è più (in alcuni luoghi da migliaia di anni) di tipo biologico, ma di tipo sociale. Non è essendo tutti fisicamente diversi che evolveremo, ma essendo tutti socialmente e psicologicamente diversi che evolveremo davvero. I modelli vincenti non sono più quelli biologici, ma quelli sociali e culturali.

» postato da (chris c) alle 22:15 del 05-04-2008

9 «io sono portatore di una fastidiosa malattia genetica e vorrei, se possibile, non trasmetterla ai miei figli. Che c'è di orrendo e mostruoso in questo ? Sull'omologazione: andate in un qualunque luogo di ritrovo per giovani (e meno giovani) vedete come vestono, cosa pensano, di cosa parlano, non è quella forse l'omologazione ? Se anche fossimo tutti sani, belli, forti, ma ognuno con idee, passioni, interessi, conoscenze diverse, non sarebbe un mondo bellissimo ? La paura è una pessima consigliera» quest'ultima frase vale anche nel senso inverso...la tua parula, giusta e sacrosanta, è quella di trasmettere a tuo figlio la tua malattia genetica...ma io non sono sicuro che un mondo di sani farti e belli sia per forza un mondo migliore....forse perchè sono ancora attaccato alla vecchia idea della selezione naturale (è vero che l'uomo è uscito da tempo dallo stato di natura)...dura speitata e brutale, ma sicuramente più efficace di manipolazioni che portano a derive troppo incontrollabili perchè governate dall'uomo. poi qua esrpimo delle opinioni personalissime che non hanno niente a che vedere con teorie scientifiche o con esperienza personali...magari dettate veramente da una paura che un'azione eugenetica sia troppo "grande" per essere governata con giudizio dal genere umano (e purtroppo l'esempio degli esperimenti nazisti, documentati ampiamente ne è una dimpstrazione) comunque è sempre molto interessante poter discutere di questi argomenti "spinosi" con persone in grado di affronatarle senza l'odioso velo dettato da pregiudizi religiosi....questo dovrebbe essere sempre lo spirito delle discussioni...un confronto di idee diverse...che non necessariamente portano ad uno scontro, ma ad una valutazione oggettiva di punti di vista soggettivi. Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 22:23 del 05-04-2008

10 «Lo sviluppo dell'umanità non dipende dal proprio dna, ma dalle diverse società che abbiamo creato, oggi la selezione naturale umana non è più (in alcuni luoghi da migliaia di anni) di tipo biologico, ma di tipo sociale. Non è essendo tutti fisicamente diversi che evolveremo, ma essendo tutti socialmente e psicologicamente diversi che evolveremo davvero. I modelli vincenti non sono più quelli biologici, ma quelli sociali e culturali.» penso che sia una commisitone di biologia e socialità...l'uomo è un esser ociale ,ma comunque legato alle sue origini biologiche....non so perchè ma adesso sto pensando molto al fumetto di Alita, dove una società di eletti, dopo un processo di matulasemizzazione, si rintana in una specie di torre d'avorio dalla quale, quasi novello olimpo, decide di dettare legge su coloro che vengono considerati "inferiori"...naturalemtne si tratta solo di un'iopera di fantasia, ma secondo la mia opinione è insita nell'animo sociale umane la necessità di dover creare delle suddivisioni...ub esmepio per tutti è la necessità del male per definire il bene...il bello per definire il brutto...il normale per definire l'anormale... Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 22:27 del 05-04-2008

11 x cateye10. Credo che tu non abbia mai avuto per tua fortuna una persona cara gravemente malata oppure sei veramente insensibile ad un livello incredibile. Mi sembra che il discorso (molto interessante) si stia un po' troppo allargando. Il punto fondamentale, secondo me, è questo: intervenendo geneticamente è possibile ridurre enormemente alcune sofferenze (talvolta indicibili e interminabili) di ESSERI UMANI. Questo è lecito e GIUSTO? Secondo me SI!

» postato da Matteo B alle 22:46 del 05-04-2008

12 Alcuni di questi commenti mi ricordano i computer della fantascienza di una volta. Allora c'era l'idea dei computer come di macchine logiche: da questo discendeva per forza che fossero perfette, che non sbagliassero mai e che il solo fatto di essere logiche determinasse tutto il loro comportamento, senza neppure il bisogno di scrivere il software. Il paragone è meno campato in aria di quanto sembra, visto che il dna è una sorta di software. Già il concetto di software perfetto è un assurdo in termini. Non esiste un ideale di uomo perfetto. Esiste tuttavia la possibilità di correggere i difetti; sono sicuro che Cateye pur essendo miope non mette gli occhiali, ha i denti cariati perché non va del dentista, quando prende un raffreddore rifiuta sdegnoso l'aspirina, perché crede nella sofferenza e nell'evoluzione. Io sono un programmatore, e come tale so che il software va corretto e non finirai mai di correggerlo, ma devi tendere a farlo. Poi correggiamo iun equivoco; non è che si diventa esseri migliori non correggendo il dna. Semplicemente, ci saranno più individui con un dna imperfetto che muoiono giovani. E' così che funziona l'evoluzione: è un genocidio. Su uno migliore che fa avanzare la specie ce ne sono milioni peggiori che muiono a causa della loro sfiga. Grazie, preferisco la scienza umana alla crudele casualità divina. S*

» postato da S* alle 22:47 del 05-04-2008

13 Condivido perfettamente l'opinione di S*, mi sento però di tornare a focalizzare il discorso sul dolore e sulle sofferenze: se è possibile ridurle è giusto farlo? Io dico di si, specialmente se non si danneggia nessun altro!

» postato da Matteo B alle 22:53 del 05-04-2008

14 io mi curo quando le sofferenze ci sono, ma è dalla sofferenza che ho imparato a crescere e a vivre la mia vita...io sono stao gravemente malato e grazie alle correzioni sono guarito...ringrazio i medici che mi hanno aggiustato, ma se sono quello che sono oggi (nel bene e nel male) è grazie alle sofferenze fisiche e psicologiche che ho affrontato...non sono un eroe insensibile, ma solo un essere umano che non accetta l'idea che la sua vita sia programmata dall'inizio...io sono nato imperfetto e morirò imperfetto...quel lasso di tempo ch etrascorro tra l'alfa e l'omega è un divenire continuo attraverso momenti belli e momenti tristi, attraverso malattia e salute...las cuienza umana mi puoi aiutare ad attraversare quelli brutti, ma oggi vi posos dire con tutta sincerita che a me sono serviti...perchè quendo ti trovi davanti ad un esame istologico ch epuò cambiare la tua vita da bianco in nero...allora capisci che nulla è programmabile...e quel momento di aleatorietà mi ha fatto capire molte cose...la prima in assoluto è che per crescere si deve soffrire...magari questa mia esperienza non è emblematica e centinaia di malati terminali mi smentiranno categoricamente con la loro esperienza...ma questo sono io, essere umano imperfetto e contento di esserlo. Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 23:04 del 05-04-2008

15 «Condivido perfettamente l'opinione di S*, mi sento però di tornare a focalizzare il discorso sul dolore e sulle sofferenze: se è possibile ridurle è giusto farlo? Io dico di si, specialmente se non si danneggia nessun altro!» Ma è ciò che abbiamo sempre fatto, non è così? L'osservazione di Cateye "perchè evitare dolori e sofferenze?!!?ma se la gente non soffrisse e non cercasse di uscire dalla sofferenza, pernsi veramente che ci troveremmo in un mondo "migliore"?" è priva di logica interna: non dobbiamo cercare di eliminare le sofferenze perché altrimenti non cercheremmo più di eliminare le sofferenze. Insomma va bene tentarci ma non riuscirci. Il punto della questione non è se è lecito migliorare la condizione umana - è ovvio che lo è - ma fino a che punto è lecito spingersi per farlo. E se è lecito spinersi fino al punto di cambiare la definizione stessa di "umano". In realtà, anche questa è una distinzione fittizia. Un essere umano moderno ha ben poco in comune con un essere umano allo stato selvaggio. La parte più importante dell'essere umano non è il suo pancreas che può essere progettato meglio per evitare tumori fatali o la cornea che può essere cambiata per vedere meglio, ma la sua personalità. La personalità di un essere umano è una cosa che si forma tramite l'interazione con l'esterno. Un essere umano selvaggio è un essere completamente diverso da un essere umano civile moderno, anche se il dna è lo stesso. Siamo fatti per crescere e per migliorare. S*

» postato da S* alle 23:09 del 05-04-2008

16 sulla cura genetica di malattire ereditarie sono assolutamente d'accordo, si potrebbero eliminare decine o centinaia di malattie, gravi e meno gravi, correggendo il dna del portatore, ma NON mi piace l'idea dell'articolo per cui, correggetemi se sbaglio, si fabbricherebbe sinteticamente un dna unico, uguale per tutti? il confine tra eugenetica e progresso medico-scientifico e' sulla differenza nell'eliminare i difetti negli individui nei quali si presentano piuttosto che progettare un 'umano' artificiale ci sarebbe anche da discutere su CHI decide quale sia il dna da cui partire: wasp, magari? mah, l'articolo nn mi piace nel complesso, forse anche perche' nn condivido i discorsi su transumanesimo, singolarita' ecc, e nello specifico nn mi piace nemmeno tanto il tono... "livellare verso l'alto una popolazione di individui capaci, per esempio, di andare nello spazio senza soffrire problemi di adattamento e di sopravvivenza" nn credo dovrebbe essere prioritario rispetto l'eliminazione di malattie e tare, mi pare un discorso in un certo senso razzista... un discorso sterile (per restare in argomento) e da un punto di vista di noi occidentali privilegiati, ecco

» postato da tzenobite alle 23:22 del 05-04-2008

17 «sulla cura genetica di malattire ereditarie sono assolutamente d'accordo, si potrebbero eliminare decine o centinaia di malattie, gravi e meno gravi, correggendo il dna del portatore, ma NON mi piace l'idea dell'articolo per cui, correggetemi se sbaglio, si fabbricherebbe sinteticamente un dna unico, uguale per tutti?» Non mi pare che sia questo lo scopo. Per come l'ho capito io, l'idea è quella di tracciare un genoma modello al quale fare riferimento per evidenziare eventuali tare genetiche presenti nel dna. Una volta che sai a cosa servono i geni e sai come devono essere per evitare problemi, hai un dna di confronto. S*

» postato da S* alle 23:57 del 05-04-2008

18 in una parola : Eugenetica. Hitler & co gongolerebbero all'idea.

» postato da Angelo.Rossi alle 00:03 del 06-04-2008

19 «ma se sono quello che sono oggi (nel bene e nel male) è grazie alle sofferenze fisiche e psicologiche che ho affrontato...» Ok, ma qui si parla di evitare le sofferenze future, non quelle passate. Quello che tu hai passato e che ti ha formato nessuno te lo può togliere. Tu sei tu, in base a una sequenza di fortuite coincidenze ognuna delle quali avrebbe portato a una persona del tutto diversa. Ma questo non significa assolutamente nulla. Pensi che saresti un essere migliore se avessi avuto la tubercolosi? O se fossi cresciuto con gravi carenze alimentari? O se avessi lavorato nei campi fin dall'età di 8 anni? Sarebbero tutte esperienze che ti avrebbero formato, ma saresti un altro. Le sofferenze non sono una cosa da augurarsi per migliorare il proprio carattere, sono cosa che capitano nella vita, e che fa parte della nostra natura cercare di evitare a se stessi e agli altri. Le sofferenze e le malattie non saranno mai eliminate del tutto, anche perché solo una minima parte dipende da predisposizioni genetiche, e il mondo è quello che è. S*

» postato da S* alle 00:04 del 06-04-2008

20 «in una parola : Eugenetica. Hitler & co gongolerebbero all'idea.» Già. E' proprio questo, penso, il motivo principale per cui queste cose sono mal viste. Il fatto di collegarle a Hitler e al mito della razza superiore. C'è una lieve differenza però tra migliorare l'essere umano modificando il dna dei nascitura e selezionare la razza sterminando tutti quelli che "non vanno bene". S*

» postato da S* alle 00:06 del 06-04-2008

21 beh sicuramente se al nostro caro Adolf avessero detto che in due o tre generazioni grazie allo sperma modificato si sarebbe potuta ottenere una nazione integralmente ariana avrebbe trovato superfluo e pure antieconomico sterminare quelli che erano venuti male.

» postato da Angelo.Rossi alle 00:11 del 06-04-2008

22 «beh sicuramente se al nostro caro Adolf avessero detto che in due o tre generazioni grazie allo sperma modificato si sarebbe potuta ottenere una nazione integralmente ariana avrebbe trovato superfluo e pure antieconomico sterminare quelli che erano venuti male.» Ne dubito. Anche perché lo sterminio nazista (giustificato con la follia) aveva in realtà un suo forte interesse economico, nel quale l'individuazione di un nemico interno (che fosse possibilmente anche depositario di una certa ricchezza) faceva più che gioco. Il rischio della progressione verso tecnologie postumanizzanti sarebbe semmai quello di conservare le differenze attuali e radicalizzarle, volutamente o involontariamente. L'accesso regolato alla tecnologia, insomma. E' per questo che finché ci sarà in giro un esercito o un'impresa privata fondata sul profitto non riuscirò ad essere molto fiducioso sugli effetti di una eventuale Singolarità (o Convergenza, o quello che vi pare). L'ideale sarebbe far precedere all'evento una rivoluzione sociale e culturale, in modo da pianificarne se non gli sviluppi almeno le premesse. Oltretutto, l'uso esclusivo di una tecnologia potrebbe trasformare la stessa in un'arma a doppio taglio: quando questo accade ne L'Era del Flagello, le cose miracolosamente si sistemano. Ora come ora, non me la sento di dirmi così ottimista. X

» postato da X alle 00:31 del 06-04-2008

23 « Grazie, preferisco la scienza umana alla crudele casualità divina. S*» Non posso che sottoscrivere e appoggiare in pieno tutto quello che ha detto S* in questa discussione. Questa frase poi riassume benissimo la mia posizione.

» postato da anisotropie alle 01:09 del 06-04-2008

24 «« Grazie, preferisco la scienza umana alla crudele casualità divina. S*» Non posso che sottoscrivere e appoggiare in pieno tutto quello che ha detto S* in questa discussione. Questa frase poi riassume benissimo la mia posizione.» :) Se ti piace puoi aggiungerla qui: http://www.fantascienza.com/forum/viewtopic.php?t=6255 S*

» postato da S* alle 09:12 del 06-04-2008

25 Ancora una volta esprimo la mia condivisione con S* (ma non dorme mai?...) Ancora una volta non capisco cateye10: non si parla di uomini tutti uguali ma di esseri umani senza tare genetiche che portano a enormi sofferenze e ATTENZIONE impediscono (le tare) un reale sviluppo della personalità delle persone colpite. Se poi ci saranno aberrazioni queste vanno controllate e impedite: non si doveva utilizzare la ruota perchè degli imbecilli travolgono dei pedoni con auto a 4 ruote?

» postato da Matteo B alle 09:53 del 06-04-2008

26 «Ancora una volta esprimo la mia condivisione con S* (ma non dorme mai?...) Ancora una volta non capisco cateye10: non si parla di uomini tutti uguali ma di esseri umani senza tare genetiche che portano a enormi sofferenze e ATTENZIONE impediscono (le tare) un reale sviluppo della personalità delle persone colpite. Se poi ci saranno aberrazioni queste vanno controllate e impedite: non si doveva utilizzare la ruota perchè degli imbecilli travolgono dei pedoni con auto a 4 ruote?» il problema è che sono implicitamente masochista!ehehe capisco benissimo le posizioni tue e di S*, ma da questo punto di vista sono pessimista...è un mio limite, lo capisco...ma quando si va ad intervenire su elementi delicati e ancora ampiamente sconosciuti (soprattutto per le implicazioni future) come la genetica, son sempre sul chi vive. capisco che l'intenzione è meravigliosa, ci sono delle malattie veramente orribili e dolorose che devastano famiglie e persone, eliminarle completamente è un atto stupendo. è l'applicazione in concreto di questo che mi spaventa...e come dici giustamente non è la ruota che uccide, ma chi la governa. Ciauzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 11:31 del 06-04-2008

27 «ma quando si va ad intervenire su elementi delicati e ancora ampiamente sconosciuti come la genetica, son sempre sul chi vive.» Difficile occuparsi di genetica senza stare sul "chi vive" :lol: S*

» postato da S* alle 11:37 del 06-04-2008

28 ««ma quando si va ad intervenire su elementi delicati e ancora ampiamente sconosciuti come la genetica, son sempre sul chi vive.» Difficile occuparsi di genetica senza stare sul "chi vive" :lol: S*» anche questa è da aforisma S*!ehehe oggi si rimpinza il 3d! Ciauzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 11:42 del 06-04-2008

29 in linea di principio non ho niente in contrario, non nel senso di fulmini celesti che dovranno abbattersi su di noi per elminare gli empi. ma. anch'io ho capito che vorrebbero creare uno sperma "standard", un riferimento genetico di base, e questo non mi convince. se, ipotizziamo portando agli estremi la vicenda, tra tot anni tutti i nuovi individui nascessero da questa base genetica, non sarebbe questa una violazione delle basi sulle quali si fonda la selezione naturale? intendo: come possiamo sapere che quello che definiamo "standard" sia davvero il più adatto? chi dice che la sequenza di geni che, per fare un esempio, causa la miopia è la stessa che ci permetterebbe di sopravvivere ad un fallout radioattivo (naturalmente è un esempio del tutto casuale, ma era per chiarire il concetto)? insomma, non credo che, al momento, siamo in grado di definire quale sia il dna "di base", nonostante tutto siamo ancora sottoposti a forze più grandi e fondamentalmente imprevedibili.

» postato da Piscu alle 12:56 del 06-04-2008

30 la diversità per me è un principio fondamentale e irrinunciabile. meglio morire che vivere in un mondo del genere.

» postato da Angelo.Rossi alle 15:47 del 06-04-2008

31 Che significa "eliminare le imperfezioni"? Quanto intelligente è "abbastanza intelligente", quanto veloce è "abbastanza veloce", quanto longevo è "abbastanza longevo"? Per non contareil fatto che comunità ed individui ben possono avere priorità e gusti diversi. La scelta transumanista ha perciò potenzialmente un cammino illimitato di fronte a sé, sempre che non la si riduca ad una noiosissima standardizzazione di modelli globalizzati e privi di fantasia.

» postato da StefanoVaj alle 16:20 del 06-04-2008

32 x Angelo Rossi: D'altra parte la diversità si sta già *riducendo oggi*. E, a meno che qualcuno speri nell'eliminazione della tecnologia dei trasporti o nella possibilità di ripristinare ambienti con pressioni selettive radicalmente diverse e segregazione geografiche a tenuta stagna tra le varie popolazioni, il fatto di prendere in pugno la biologia della nostra specie (e quella delle altre) è ancora la scommessa migliore perché la biodiversità umana e non possa essere protetta, ripristinata ed eventualmente aumentata. Cfr. http://www.transumanisti.it...

» postato da StefanoVaj alle 16:27 del 06-04-2008

33 nell'articolo dico di creare uno sperma sintetico, non standard. una nuova base di partenza, non l'unica. sennò, le multinazionali come farebbero a prosperare con una tale tecnologia? :)

» postato da zoon alle 17:08 del 06-04-2008

34 Un dibattito veramente interessante, purtroppo temo che si fondi su un articolo che è stato compreso in modi diversi. Sicuramente è l'estrema difficoltà dell'argomento! Credo che il fine ultimo (e realmente perseguibile) sia "solo" :) l'eliminazione di tare genetiche che sono universalmente e riconosciute tali. I pericoli di tale lavoro ci sono ma qual'è quell'attività che non ne ha? La radioattività, la tecnologia, la fisica quantistica e, nel passato, l'ibridazione e persino le religioni (plurale) hanno potenzialmente (e, purtroppo, realisticamente) sviluppi terribili ma.....

» postato da Matteo B alle 18:52 del 06-04-2008

35 Io sono completamente d'accordo con l'eliminazione di tutti i difetti dal nostro codice genetico... credo sia la personalità di una persona a renderla unica e non l'aspetto fisico... è l'esperienza vissuta a renderci speciali.. non come sembriamo... ...oltretutto è ovvio che anche se tutti partissimo con il codice genetico perfetto... alcuni trascurerebbero lo sport per la cultura... altri il contrario... ...e tutti saremmo "diversi" come lo siamo oggi... ...solo non avremmo difetti come malattie genetiche e simili... Qualcosa o qualcuno ha immesso nella nostra società una paura infondata sul cambiamento e la tecnologia... ma ricordiamo che la tecnologia è un "medium"... ed è come lo usiamo che conta, non cosa fa... x cateye... non ti preoccupare che se anche alla nascita partissimo tutti con le stesse "possibilità", nella vita ci sarebbe tutto lo spazio disponibile per affrontare un sacco di imprevisti e migliorarsi psicologicamente nel farlo... o peggiorarsi... 8)

» postato da Jonathan Frakes alle 08:48 del 07-04-2008

36 A parte il fatto che la cosa mi sembra alquanto impossibile a livello di realizzazione, magari mi sbaglierò ma la penso così, e poi comunque, io credo sia più giusto dare modo ai ricercatori di risolvere i segreti delle malattie per poi sconfiggerle con la ricerca di nuovi farmaci. Non credo che la crazione di uno sperma "perfetto" possa far si che la vita degli esseri umani si possa allungare come quelle degli elfi, o come quella dei cavalieri jedi. La vedo come una cosa innaturale.......non umana. Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.

» postato da ireth alle 09:29 del 07-04-2008

37 «Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*

» postato da S* alle 09:48 del 07-04-2008

38 Scusate, ma 3 osservazioni: 1. «nell'articolo dico di creare uno sperma sintetico, non standard. » 2. « credo sia la personalità di una persona a renderla unica e non l'aspetto fisico... è l'esperienza vissuta a renderci speciali.. non come sembriamo... » 3. anche se fosse sperma uguale per tutti... le donne sono diverse. sarebbero tutti come fratellastri, ma con madri diverse, e quindi anche geneticamente diversi.

» postato da anisotropie alle 09:54 del 07-04-2008

39 ««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Si, molto interessante. Secondo me, tutte vere tranne la prima che hai detto. Aggiungerei un "lavaggio del cervello" dei mezzi di informazione e dell'educazione, ma probabilmente potrebbe rientrare spalmato in tutti gli altri punti che citi tu. Ignoranza e superstizione insieme fanno molti danni, e sono facilmente sfruttabili da chi ne può trarre vantaggio

» postato da anisotropie alle 10:00 del 07-04-2008

40 « Ignoranza e superstizione insieme fanno molti danni, e sono facilmente sfruttabili da chi ne può trarre vantaggio» Anch'io propendo per questa risposta. :)

» postato da Jonathan Frakes alle 10:47 del 07-04-2008

41 per mia parte la genetica mi impaurisce perchè non se ne sa ancora abbastanza, e quando in passato ci sono giunte notizie di "esperimenti" su DNA anche solo virali mi è parso che toccando (migliorando? modificando?) da una parte si sono troppo spesso ottenuti effetti per lo meno inquietanti dall'altra

» postato da wintermute alle 11:26 del 07-04-2008

42 « Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie S*» perciò bisognerebbe innanzitutto cominciare da qui!!! :lol: Mah, secondo me c'è il giusto mezzo: l'uomo NON è nato per soffrire, malgrado millenni di storia vogliano fartelo credere. Benvenga il sistema per smettere di soffrire, caspita, altro che ben venga, c'è chi dedica la vita a questo!! Andare oltre, omologare l'umanità su presunti standard, è una visione miope e sbagliatissima. Se qualcuno crede sia cosa buona e giusta, gli consiglierei di leggere a) L'origine delle specie, di carletto darwin b) Gli eredi della terra, della Wilhelm Se fossimo tutti sostanzialmente uguali, siamo fottuti. La diversità è una ricchezza incalcolabile.

» postato da tobanis alle 11:40 del 07-04-2008

43 ««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Probabilmente è insito nel fatto che si vogliono trasmettere i "propri" geni. Pensiamo alla diversità tra il fare un figlio proprio e l'essere padre del figlio di qualcun altro. Questa seconda eventualità, sostituisce la prima a cuor leggero soltanto se la prima è impossibile. Chi mai direbbe: "la mia compagna ha già un figlio di suo dal primo marito e io quindi mi astengo dal volere un figlio mio"? Certo, può accadere, ma sono casi rari. Mediamente è "Io accetto e voglio bene a suo figlio, ma ne voglio anche uno mio". Notare poi che tra alcuni animali, il nuovo maschio dominante, sconfitto il vecchio capo, a volte ne uccide la prole in modo da avere la femmina immediatamente disponibile. La trasmissione dei propri geni è quindi un imperativo naturale. Allora, con dei geni artificiali, quanto un figlio sarebbe ancora mio? Vengono tolte delle malattie, ma posso ancora dire che mio famiglio è portatore dei geni che vengono dalla mia famiglia? Credo che l'istinto giochi una parte importante in tutto questo. Vi è poi un problema legato alla considerazione eugenetica. Nazisti a parte, che comunque hanno dato un bel colpetto all'immaginario collettivo, si pone il problema della possibile esistenza di una classe di superuomini, divisi non per censo, ma per geni, in cui quindi non è possibile entrare nemmeno ipoteticamente. I nazisti hanno soltanto rimesso in pratica, magari teorizzandolo qualcosa che esiste dai primordi dell'umanità. Il conquistatore non considera allo stesso livello, in quanto razza, il conquistato. Il razzismo non è certo un'invenzione nazista, nell'antichità molti erano i popoli che si ritenevano superiori ai popoli assoggettati e quanto spesso, anche in persone apparentemente aperte, si nota oggi un certo fastidio nel vedere una coppia mista? Alla stessa stregua di conquistatore e conquistato, il nobile, si distingue dal pezzente, non per i soldi, ma per il lignaggio, per il sangue. E infatti, soltanto a fatica il borghese, nel corso della storia riesce a entrare nella nobiltà comperando il titolo, ma in qualche modo la sua famiglia viene legittimata nella sua nobiltà soltanto quando il borghese riesce a sposare e quindi accoppiarsi con una nobile, anche se economicamente decaduta. Quindi, servono i geni della nobile per assegnare la prole alla nobiltà. Nel pasticciamento dei geni in fondo, sia pure molto teoricamente, sia pure molto accademicamente si ripone il problema di società divise e chiuse, dove non è possibile, anche se più teoricamente che altro, passare da una classe all'altra tramite il proprio lavoro come in democrazia. Questo è un po' il senso di molti romanzi di fantascienza aventi per protagonista il superuomo o comunque il mutante. Da un lato c'è il puro e semplice problema del diverso, dall'altro, la paura che il diverso, essendo superiore, possa prendere il controllo a livello sociale, relegando i normali in lavori di bassa qualità o comunque sottomettendoli. Ma se lui ha il controllo allora probabilmente avrà anche una supremazia nei processi di riproduzione, e quindi potrebbe finire per essere lui a sovrascrivere i geni della specie umana, facendola diventare un relitto storico come l'uomo di Neandertahl. Abbiamo quindi un problema che si pone su due piani differenti, quello biologico e quello sociale. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 11:59 del 07-04-2008

44 Giustissime le riflessioni di Lanfranco. (caspita, sei *quel* lanfranco fabriani? se si complimenti, mi piacciono molto i tuoi libri!) Senza voler fare propaganda a nessuno, questo è proprio il tema caro a Campa, il presidente dell'associazione italiana transumanisti. Lui dice: se oggi l'operaio invidia il borghese che ha il SUV, quando la differenza sarà che l'operaio vive 80 anni di cui 55 bene e il resto vecchio, mentre il borghese ne vive 150 in perfetta salute, allora l'operaio prenderà il fucile e sparerà (ma per davvero, non come per le schede elettorali). Proprio per questo motivo bisogna riuscire a governare in modo socialmente equo il progresso. Non solo genetico, anche tecnologico... come nel caso di possibili nanobot che curano dal di dentro. Chiaramente però questo ragionamento non deve essere un motivo per fermare il progresso. Una certa disparità iniziale c'è sempre. Quando sono usciti i primi pc mica tutti potevano permetterseli... lo stesso dicasi per le automobili, ad esempio. Mi raccontano che mio nonno ha comprato un'automobile con gli stessi soldi che gli sarebbe costata una casa (eh, le scelte intelligenti... :? ). Credo che sia indispensabile trovare il modo di governare il progresso in modo socialmente utile specialmente adesso e nel prossimo futuro, ma non sarei così pessimista (anche a voler essere un po' pessimisti: le case farmaceutiche non hanno interesse a produrre un farmaco inaccessibile al 99% della popolazione. Magari lo faranno costare il massimo che la gente comune si può permettere, ma lo faranno raggiungibile). Anche per quanto riguarda i geni hai ragione, ma un conto è un figlio con un patrimonio genetico di un altro, un altro discorso è prendere il tuo patrimonio genetico e cambiare 2-3 pezzetti... tuo figlio non ha il tuo stesso patrimonio genetico, ma uno mischiato e possibilmente migliore. Se il nostro istinto fosse quello di trasmettere intatto il nostro patrimonio genetico, avremmo una istintiva adorazione per la clonazione umana.

» postato da anisotropie alle 16:40 del 07-04-2008

45 Quando sento che in seguito a notizie del genere riesce fuori lo spauracchio dell' eugenetica ho sempre più l' impressione che ci stiamo addentrando in un nuovo medioevo, durato per chi non lo ricordasse diversi secoli grazie anche ai tribunali dell' inquisizione che stabilivano cosa si poteva scrivere, parlare e studiare. E vi domando: il diritto alla salute è ancora tale oppure sta diventando un privilegio per soli ricchi? A me non interessa filosofeggiare su transumanesimo, postumanesimo o quant' altro i miei problemi sono più quotidiani e mi chiedo solo se sia giusto tutte le volte colpevolizzare le persone affette da patologie genetiche solo perchè vogliono che i loro figli non soffrano ciò che hanno passato loro. Insomma se io ho una malattia genetica ho quella altra ha la fibrosi cistica lo abbiamo o no questo diritto, senza sentirci dare dei nazisti, anche se siamo dei poveracci? In quest' ottica sono perfettamente a favore di qualunque tipo di tecnologia possa migliorare la qualità della vita a tutti quanti, per cui ben venga uno sperma sintetico che funga da modello per stabilire come intervenire a livello cellulare per evitare malattie genetiche o ancora per curare problemi di sterilità, che ricordo colpiscono una percentuale sempre maggiore della popolazione, probabilmente anche a causa dell' inquinamento. :cry:

» postato da Sigfrid alle 23:09 del 07-04-2008

46 ... e forse ritorniamo al solito discorso... e cioè che questi argomenti ci fanno molto discutere in Italia poichè abbiamo avuto (e abbiamo tuttora) la Santa Inquisizione qui di fianco a casa...

» postato da Jonathan Frakes alle 08:48 del 08-04-2008

47 ««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Mah....difficile dire le cause che mi portano ad avere delle paure. Probabilmente tutte quelle che hai elencato possono essere causa delle mie paure....(a parte il discorso della religione). La mia paura maggiore è che questa "variazione" possa comunque creare dei problemi. Probabilmente mi sbaglierò, ma se è quello che ho capito, questo sarebbe una cosa creata chimicamente, quindi non avendo nulla di naturale sicuramente anomalie ne potrà avere. Però...dibadisco....è un mio pensiero.

» postato da ireth alle 12:25 del 08-04-2008

48 « Probabilmente mi sbaglierò, ma se è quello che ho capito, questo sarebbe una cosa creata chimicamente, quindi non avendo nulla di naturale sicuramente anomalie ne potrà avere. Però...dibadisco....è un mio pensiero.» Perchè le cose naturali non hanno anomalie?

» postato da Jonathan Frakes alle 12:30 del 08-04-2008

49 «««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Si, molto interessante. Secondo me, tutte vere tranne la prima che hai detto. Aggiungerei un "lavaggio del cervello" dei mezzi di informazione e dell'educazione, ma probabilmente potrebbe rientrare spalmato in tutti gli altri punti che citi tu. Ignoranza e superstizione insieme fanno molti danni, e sono facilmente sfruttabili da chi ne può trarre vantaggio» Si.....può essere anche un "lavaggio del cervello" e ignoranza da parte di persone come me che hanno paura dei cambiamenti innaturali, però è anche vera un'altra cosa.....chi mi garantisce che "l'esperimento" possa andare a buon fine? Chi mi dice che questi esperimenti non creino persone con non solo anomalie genetiche, ma anche con problemi di altro tipo...anche fisici? Ricordiamoci che purtroppo in Italia non abbiamo una cultura aperta nei confronti dei considerati "diversi". Ancora oggi vvengono isolati, anche persone normali come gli omosessuali.

» postato da ireth alle 12:32 del 08-04-2008

50 «« Probabilmente mi sbaglierò, ma se è quello che ho capito, questo sarebbe una cosa creata chimicamente, quindi non avendo nulla di naturale sicuramente anomalie ne potrà avere. Però...dibadisco....è un mio pensiero.» Perchè le cose naturali non hanno anomalie?» Certamente, però comunque si tratta sempre di una cosa creata chimicamente.....chi mi garantisce che "gli esperimenti" di questo tipo andranno a buon fine?

» postato da ireth alle 12:34 del 08-04-2008

51 «Certamente, però comunque si tratta sempre di una cosa creata chimicamente.....chi mi garantisce che "gli esperimenti" di questo tipo andranno a buon fine?» Ireth, abbiamo capito il concetto anche se non lo ripeti tre volte :-) Il tuo punto è che di una cosa artificiale non ti fidi perché non sai se funziona bene, mentre secondo te una cosa naturale funziona bene. Sinceramente, anche se è un'osservazione che dal punto di vista pratico ha la sua importanza, non mi sembra il punto. S*

» postato da S* alle 12:37 del 08-04-2008

52 «««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Mah....difficile dire le cause che mi portano ad avere delle paure. Probabilmente tutte quelle che hai elencato possono essere causa delle mie paure....(a parte il discorso della religione). La mia paura maggiore è che questa "variazione" possa comunque creare dei problemi. Probabilmente mi sbaglierò, ma se è quello che ho capito, questo sarebbe una cosa creata chimicamente, quindi non avendo nulla di naturale sicuramente anomalie ne potrà avere. Però...dibadisco....è un mio pensiero.» molte persone che si dichiarano anticlericali o anti-religione qualsivoglia, o cmq anticonformiste, hanno tutt'ora, per es., timore dei serpenti (io poer prima), oppure non riescono a abbracciare il figlio neonato ancora coperto di caseina (mmm, che bella sensazione :) )... razionalmente asseriscono convinzioni che poi nella "pratica" cadono.. non lo so, si chiama condizionamento? che è una cosa subdola, peggio della nicotina..

» postato da stef nigula alle 12:48 del 08-04-2008

53 ««««Però logicamente è il mio punto di vista e oltretutto a dirvela tutta questa è una cosa che mi mette i brividi.» Questo è un tema interessante da sviluppare secondo me. Perché a molte persone parlare di genetica mette i brividi? - è una paura insita nel dna delle variazioni della specie - è un fenomeno culturale legato al trauma nazista - rientra nella paura generica verso ciò che non si conosce (come la paura per il nucleare o simili) - è una cosa legata alla religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) - è una cosa atavica che ha riflessi anche nella religione, la paura di andare fuori dai limiti concessi all'essere umano (vedi mela di adamo ed eva eccetera) che ne pensate? S*» Mah....difficile dire le cause che mi portano ad avere delle paure. Probabilmente tutte quelle che hai elencato possono essere causa delle mie paure....(a parte il discorso della religione). La mia paura maggiore è che questa "variazione" possa comunque creare dei problemi. Probabilmente mi sbaglierò, ma se è quello che ho capito, questo sarebbe una cosa creata chimicamente, quindi non avendo nulla di naturale sicuramente anomalie ne potrà avere. Però...dibadisco....è un mio pensiero.» molte persone che si dichiarano anticlericali o anti-religione qualsivoglia, o cmq anticonformiste, hanno tutt'ora, per es., timore dei serpenti (io poer prima), oppure non riescono a abbracciare il figlio neonato ancora coperto di caseina (mmm, che bella sensazione :) )... razionalmente asseriscono convinzioni che poi nella "pratica" cadono.. non lo so, si chiama condizionamento? che è una cosa subdola, peggio della nicotina..» No...aspetta...io non mi dichiaro anticlericale, tutt'altro. Ho solo un altro punto di vista delle cose, ignoranza o non ignoranza, atea o no.

» postato da ireth alle 14:15 del 08-04-2008

54 Leggo: Credo che il fine ultimo (e realmente perseguibile) sia "solo" :) l'eliminazione di tare genetiche che sono universalmente e riconosciute tali. In realtà, e lo dico perché sia anti-transumanisti che transumanisti sappiano bene da che parte stanno, non ci saranno mai confini precisi tra "aggiustare" e "migliorare", come è facile vedere ad esempio nella questione di quanto basso deve essere uno per essere considerato ufficialmente un nano ed avere perciò accesso a certe terapie. Per cui, o accettiamo che una mutazione (negativa ed invalidante) va benissimo se "naturale", mentre una modificazione (almeno sperabilmente positiva, salvo errori, effetti imprevisti, etc.) va male perché artificiale; oppure accettiamo che come gli uomini da millenni si sforzano di modificare il proprio corpo con farmaci, allenamento, alimentazione, chirurgia, cosmesi, etc., così oggi è plausibile che possano (tentare di) intervenire sul loro DNA nelle direzioni reputate a ragione o a torto più opportune. Anzi, l'Associazione Italiana Transumanisti ritiene che l'accesso alle tecnologie in questione costituisce qualcosa per cui per molti è certamente più importante lottare che, poniamo per l'abolizione dei tickets del Servizio Sanitario Nazionale. Cfr. http://www.transumanisti.it/1.asp?idPagina=3

» postato da StefanoVaj alle 14:16 del 08-04-2008

55 Se si parla di migliorare, come non essere d'accordo (vaccino) l'idea di non soffrire ed essere perfetti non mi spaventa per nulla, ansi (c'è comunque diversità). Se si parla però di 'riprogettare' il dna dico di no, perchè prima penso sia troppo complesso azzardare un'impresa del genere e secodo penso che il dna di una persona sana 'standard' sia buono già così (perchè curarsi se si gode di ottima salute?) Questo è pero un discorso teorico! Se si va sul pratico ci sono tantissime implicazioni, già citate, l'accessibilità a tutti, il costo e l'inesorabile complicazione sociale in cui si creerebbero delle caste, nonchè il rischio di far danno al dna. Non è una questione religiosa, ma la storia c'insegna che per ogni invenzione e scoperta c'è il rovescio della medaglia, questo non vuole essere un discorso anti tecnologia (me ne guarderei bene), viva le scoperte e il crescere provando, ma quando si parla del mio corpo sono molto più prudente. Se Qualcuno, che conosce per filo e per segno il dna ed è in grado di fare questo lavoro come se fosse un gioco per bambini, assicurandomi che posso migliorare ancora(chi ci dice che l'invecchiamento non sia una malattia genetica?) BEN VENGA!

» postato da EliosPeppe alle 14:35 del 08-04-2008

56 Supponiamo per esempio che ci sia la necessità di una maggiore competitività cosmica. Supponiamo che sia possibile trovare soluzioni per viaggiare più veloci della luce e per fare altre cose che neppure ci immaginiamo, ma che semplicemente queste soluzioni siano non accessibili agli esseri umani attuali perché non dispongono di sufficienti risorse intellettuali. Sarebbe ammissibile sfruttare l'ingegneria genetica per creare esseri umani di livello intellettivo superiore, soprattutto considerando l'anternativa, che sarebbe il probabile annientamento della specie umana da parte di alieni più evoluti? S*

» postato da S* alle 14:56 del 08-04-2008

57 «Supponiamo per esempio che ci sia la necessità di una maggiore competitività cosmica. Supponiamo che sia possibile trovare soluzioni per viaggiare più veloci della luce e per fare altre cose che neppure ci immaginiamo, ma che semplicemente queste soluzioni siano non accessibili agli esseri umani attuali perché non dispongono di sufficienti risorse intellettuali. Sarebbe ammissibile sfruttare l'ingegneria genetica per creare esseri umani di livello intellettivo superiore, soprattutto considerando l'anternativa, che sarebbe il probabile annientamento della specie umana da parte di alieni più evoluti? S*» quanto questi umani di livello intellettivo superiore sarebbero lontani dal resto dell'umanità? si sentirebbero ancora nostri pari? sarebbe l'umanità o la superumanità a sopravvivere agli alieni?

» postato da wintermute alle 15:12 del 08-04-2008

58 « quanto questi umani di livello intellettivo superiore sarebbero lontani dal resto dell'umanità? si sentirebbero ancora nostri pari? sarebbe l'umanità o la superumanità a sopravvivere agli alieni?» superumanità...certo! Non vedo dov'è il problema... se mi dicessero che mio figlio potrebbe essere 100 volte più intelligente di me e 100 volte più forte e 100 volte più sano... firmerei subito. (è ovvio... stiamo parlando di un sistema di modifica del DNA testato e sicuro al 99%... non dei primi esperimenti... penso sia chiaro che prima di dare all'umanità l'eugenetica questa sarebbe testata a lungo...)

» postato da Jonathan Frakes alle 17:15 del 08-04-2008

59 «Giustissime le riflessioni di Lanfranco. (caspita, sei *quel* lanfranco fabriani? se si complimenti, mi piacciono molto i tuoi libri!) (...omissis...) Anche per quanto riguarda i geni hai ragione, ma un conto è un figlio con un patrimonio genetico di un altro, un altro discorso è prendere il tuo patrimonio genetico e cambiare 2-3 pezzetti... tuo figlio non ha il tuo stesso patrimonio genetico, ma uno mischiato e possibilmente migliore. Se il nostro istinto fosse quello di trasmettere intatto il nostro patrimonio genetico, avremmo una istintiva adorazione per la clonazione umana.» Sì, sono quel Lanfranco e grazie per i complimenti. Tengo comunque a precisare che stavo soltanto rispondendo all'elencazione proposta da Silvio e non davo un giudizio di valore sulla notizia in sé. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 09:50 del 09-04-2008

60 «Supponiamo per esempio che ci sia la necessità di una maggiore competitività cosmica. Supponiamo che sia possibile trovare soluzioni per viaggiare più veloci della luce e per fare altre cose che neppure ci immaginiamo, ma che semplicemente queste soluzioni siano non accessibili agli esseri umani attuali perché non dispongono di sufficienti risorse intellettuali. Sarebbe ammissibile sfruttare l'ingegneria genetica per creare esseri umani di livello intellettivo superiore, soprattutto considerando l'anternativa, che sarebbe il probabile annientamento della specie umana da parte di alieni più evoluti? S*» Questo è esattamente la scelta che si sono trovate di fronte le scimmie milioni di anni fa. Guarda il risultato, un calcio nel sedere e nemmeno un grazie! :-) E poi magari la nuova superumanità sarebbe composta interamente da milanisti! :-) Ciao! Lanfranco Ps: tengo a precisare che non seguo il calcio da venti anni e la mia era solo una battuta!

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 09:53 del 09-04-2008

61 la discussione è interssante e non è facile in questi ambiti prendere una decisione. Come discorso generale sono fovorevolissima allo studio del DNA in modo che in futuro si possano guarire le malattie genetiche mortali ed altamente invalidanti. Se scoprissi di essere portatrice di una malattia genetica farei di tutto per assicuarmi che mio figlio sia sano (in fatti sono a favore delle analisi preimpianto). Nel caso si potesse agire sul DNA vorrei naturalmente che fosse corretto quel pezzettino sbagliato, lasciando stare tutto il resto, quindi mi va bene correggere il problema, ma senza appiattire tutto il resto dell'elica con un modello di base, seleziona e correggi la parte della distrofia e lascia perdere il gene del culone grosso. La paura per questo genere di terapie penso che sia in un certo modo giustificata, dato che vai a toccare il fulcro della comoponente fisica dell'essere umano, il suo progetto base. Allo stato attuale delle cose poi sappiamo ancora poco sul DNA ed è facile pensare che a mettendoci le mani si fanno più danni che altro, inoltre non è che stiamo pasticciano con il motore di una macchina, che se la nostra idea non va bene si butta via tutto e chi se ne frega, qui le cavie sono esseri viventi. Certo immagino che la ricerca partirà come sempre dal basso (nel senso evolutivo), quindi il primo DNA di base sarà probabilmente quello del moscerino della frutta per avere l'uomo come ultimo livello della ricerca, quindi quando si arriverà a lui ormai saremo (spero) padroni della doppia elica. Comunque credo che quello tra gli scienziati ed il DNA sarà una gara a rincorrersi, nel senso che noi curiamo definitivamente delle malattie genetiche conosciute fino ad oggi, ma il nostro DNA subirà certamente delle minimodifiche che daranno origine a miglioramenti naturali ed a nuove malattie che devono essere curate. All'inizo credo che sarà piuttosto facile trovare un accordo su quali sono le malattie genetiche che anno la precedenza sullo studio, distrofia, tumore al seno dovuto al gene modificato, ... mentre cose tipo il daltonismo possono tranquillamente essere messe infondo alla fila (se non levate). Ma poi ci sono delle cose che sono sulla linea di confine, come ad esempio la predisposione al diabete: che fai? informi il portatore che deve fare ancora più attenzione alla dieta o ti operi per sradicare il problema alla base?

» postato da ICamaleonte =^_^= alle 12:42 del 09-04-2008

62 Discussione certamente interessante. Di tempo ne è passato da quando il mondo scientifico rimase "meravigliato" dalle doppie eliche. Oggi scandagliamo, per così dire, le regioni cromosomiche alla ricerca di mutazioni. Le tecncihe di ibridazione genomica comparativa ci aiutano per scovare le micromutazioni. Le patologie da alterazione molecolare del genoma salgono oltre 15.000. E potremmo andare avanti. Ma le questioni sul piatto sono molte. E molti i pregiudizi. Il software, come S* lo ha definito, muta; a noi il compito di seguirne l'evoluzione. Resto sintonizzato.

» postato da Doc Moebius alle 12:35 del 14-04-2008

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