I padroni dell'infinito

John W. Campbell jr., I padroni dell'infinito - FANTASCIENZA - Elara - Biblioteca di Nova sf* - 2011 - traduttore: Ugo Malaguti - pagine 345 - prezzo 30,00 euro - giudizio: ottimo

La fantascienza come la conosciamo oggi è il risultato dell'opera di una moltitudine di persone, autori, editori, direttori, curatori, disegnatori, appassionati e lettori occasionali, tutti hanno dato un contributo, magari solo una piccola goccia, a questo maestoso fiume.

Solo pochi però sono riusciti a cambiarne il corso, tra loro possiamo sicuramente annoverare John Wood Campbell jr, scrittore famoso sin dall'epoca dei pulp e poi direttore di Astounding Science Fiction, la rivista che diede inizio all'età dell'oro e dominò il campo fantascientifico per almeno un decennio.

Campbell fu il catalizzatore che permise a una nuova generazione di autori di emergere, mentre scrittori già affermati cambiarono il tono delle loro opere, maturando e adeguandosi ai nuovi tempi.

Il nuovo corso della fantascienza fece tuttavia diverse vittime, e uno degli autori la cui carriera arrivò al capolinea fu lo stesso Campbell, che abbandonò la macchina da scrivere per dedicarsi completamente alla direzione di Astounding.

Eppure durante i fecondi e ribollenti anni che precedettero l'età dell'oro Campbell era considerato uno scrittore di primo piano, alla pari dei più affermati autori di space opera come E. E. \"doc\" Smith, Edmond Hamilton e Jack Williamson.

Nel volume I padroni dell'infinito Elara ha raccolto tre delle opere, sino a oggi inedite in Italia, che contribuirono a alla fama di Campbell come scrittore di superscience.

 

La sconfitta dell'atomo (When the atom failed, 1930)

Quando l'osservatorio di Monte Wilson scopre che venti enormi astronavi si stanno dirigendo verso la Terra acoppia il panico, le intenzioni dei visitatori provenienti da Marte non sembrano amichevoli, e nessuno conosce quale sia il potenziale distruttivo in loro possesso.

Gli invasori atterrano nel deserto del Navada, eliminano i ricognitori dell'aviazione e si dirigono verso San Francisco, che viene completamente distrutta: sembra che niente possa salvare l'umanità dalla sconfitta.

Ma la Terra ha un asso nella manica, una sola astronave, costruita in base alle rivoluzionarie scoperte dello scienziato Steve Warerson, affronta le forze marziane in un duello che ha per posta il destino di due mondi.

Riusciranno la Terrestria e il suo valoroso equipaggio a sconfiggere gli invasori, oppure l'umanità cadrà in schiavitù?

 

Oltre la fine dello spazio (Beyond the end of space, 1933)

Un innovativo esperimento scientifico distrugge un laboratorio universitario e causa una vittima, il professor Ran Warren viene considerato ed espulso dall'università.

Ma Warren non si dà per vinto, egli sa che i suoi studi potrebbero spalancare le porte a una immensa fonte di energia, assieme a un amico fonda una società per sviluppare le potenzialità della sua scoperta.

Ma questo rovina i piani di Thaddeus Nestor, un affarista senza scrupoli che ha manovrato per far licenziare Warren e poterlo sfruttare nelle ricerche, visto fallito il suo piano egli assolda un fisico senza scrupoli, James Atkill, per rubare le scoperte di Warren.

Dopo diversi tentativi andati a vuoto Nestor riesce a mettere le mani sui brevetti depositati da Warren, e inizia a costruire una flotta di astronavi che intende utilizzare per prendere il potere.

Ma i piani di dominio dell'avido affarista dovranno superare un ostacolo, anche Warren è riuscito a costruire una sua astronave, la Prometeus, che dovrà affrontare le dieci di Nestor in un duello impari.

Ma un aiuto insperato e l'ingegnosità dello scienziato potrebbero ribaltare il risultato di quello che sembra un duello senza speranza.

 

Incertezza (Uncertainty, 1936)

Il sistema solare è stato completamente colonizzato, pianeti, satelliti e asteroidi ospitano colonie più o meno numerose, laboratori scientifici e basi militari, da dove partono gli incrociatori della Pattuglia Interplanetaria.

I pirati sono un problema, ma quello che incontra Buck Kendall, comandante di una delle astronavi incaricate di sorvegliare le rotte per Plutone, è qualcosa di ben più letale di una nave corsara, solo lui e l'amico Rad Cole sopravvivono al "primo contatto" con una specie aliena.

Kendall è convinto che chi ha spazzato via il suo equipaggio tornerà per sottomettere l'intero sistema solare, egli ha visto l'astronave nemica partire per lo spazio esterno superando la velocità della luce, ed è consapevole per la prima volta l'umanità si trova di fronte a una razza intelligente, ostile e scientificamente più avanzata.

Convinto il comando della Pattuglia a concedergli carta bianca Kendall inizia a studiare le contromisure, studi e preparativi procedono rapidamente, e quando la minacciosa flotta aliene si presenta ai confini del sistema l'umanità è pronta a combattere per la propria libertà.

 

Molto tempo fa mi emozionai leggendo le avventure di Aarn Munro il gioviano, quando per la prima volta ho avuto in mano questo volume mi sono chiesto se le storie avrebbero suscitato in me la stessa emozione, o se sarei rimasto deluso.

La magia di un tempo non è tornata completamente, ma il giudizio è comunque ampiamente positivo.

Il primo romanzo ha tutti i difetti delle opere prime, Campbell racconta la stessa vicenda narrata da H. G. Wells ne La guerra dei mondi, ma risolve la situazione a suon di armi, senza scomodare i batteri, in definitiva una storia che ha poco di memorabile.

Più complesso e interessante il secondo romanzo, dove il nemico è umano e lo strano contrasto tra una civiltà molto avanzata e bande di gangster stile anni ruggenti rappresenta un buon motivo di interesse.

La storia dell'attacco alieno raccontato in Incertezza è articolata e complessa, inoltre Campbell usa una tecnica narrativa che ci mostra anche il punto di vista degli abitanti di Mira Ceti, e mostra i motivi dell'invasione.

Un romanzo appassionante, con scene grandiose e una tensione costante, forse la migliore delle opere di superscienza firmate da Campbell, in sei anni il miglioramento rispetto a La sconfitta dell'atomo è quasi incredibile.

I tratti che accomunano i tre romanzi sono le invenzioni mirabolanti e la presenza di un coraggioso scienziato, ricco o con amici ricchi, che mette in gioco tutte le proprie risorse per uno scopo nobile ed eroico.

Quello che mi ha un po' stupito è il modo con cui vengono considerati gli alieni, convinto assertore della superiorità umana Campbell conclude il primo romanzo con una pace seguita da una fruttuosa collaborazione, mentre nella storia conclusiva i Cetani, costretti a conquistare nuovi mondi per sopravvivere, sono tratteggiati in modo da renderli simpatici.

Alla fine il nemico più cattivo e spregevole dei tre romanzi è Nestor, un umano spinto dall'ambizione e dalla sete del potere, vero mostro senza pietà.

Anche le trame e la caratterizzazione dei personaggi, ambedue tagliate con l'accetta, accomunano i tre romanzi, è evidente che a Campbell interessava raccontare la storia, piegando tutto, anche l'accuratezza scientifica, alle necessità narrative.

Personaggio complesso e a volte sorprendente Campbell ebbe, come scrittore, una carriera tutto sommato breve, divisa tra storie di superscienza, storie più complesse come  Martirio lunare (The Moon is hell!, 1950) e racconti poetici come Crepuscolo (Twilight, 1934), anche se oggi la sua fama resta legata al celebre La cosa da un altro mondo (Who goes there?, 1938), più volte portato sul grande schermo.

Proprio quando sembrava poter entrare in una fase ancora più feconda Campbell seppellì lo scrittore per dedicarsi a una nuova carriera, dove spesso le sue idee nutrirono un folto gruppo di scrittori che sarebbero diventati famosi e che avrebbero traghettato, nel bene  e nel male, la fantascienza verso gli anni della corsa allo spazio.

Un volume dal grande valore storico, che arriva da un periodo ormai molto lontano, ma che riesce ad appassionare ancora adesso. 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 11 giugno 2012

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Commenti

1 Non posso dimenticare il primo Urania dedicato a Campbell, "Avventura nell'iperspazio": negli anni '40/50 l'autore giocava con concetti quali l'iperspazio (appunto) e con una valanga di trovate fanta-scientifiche (ma legate alle conoscenze dell'epoca) riuscendo a dare alla narrazione avventurosissima non solo un taglio vivace (tranne qualche dissertazione fanta-tecnica, che però in me destava molta curiosità e ammirazione) e soprattutto riuscendo a creare un'atmosfera particolare e molto personale di grandiosità, avventure, sorprese, mistero. Bellissimi e originali anche molti suoi racconti. Certo non mancavano i momenti deboli, ma il giudizio sui suoi lavori, almeno il mio, era sempre positivo. Anche Campbell è stato un Grande.

» postato da Vittorio Catani alle 00:19 del 25-08-2012

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