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Curioso destino, quello che ha conosciuto Edwin Charles Tubb nel nostro paese: ebbe un primo momento di grande notorietà quando venne pubblicato per la prima volta su I romanzi di Urania, nel lontano 1957.
Per qualche anno i suoi romanzi apparvero a ritmo serrato sia sulla rivista mondadoriana che su Galassia e su Cosmo Ponzoni, poi un vuoto di otto anni, dal 1965 al 1973, con l'apparizione di un solo racconto.
Dal 1974 l'autore inglese ricompare nelle nostre librerie, ma dal 1986 al 2005 un altro periodo di silenzio, interrotto solo da un omnibus con quattro romanzi del ciclo di Capitan Kern, sotto lo pseudonimo di Gregory Kern, e da un racconto.
Dal 2006, ad opera di Perseo/Elara, iniziano a riapparire i suoi romanzi, tra cui lo splendido ciclo di Dumarest della Terra: l'interesse attorno a questo autore sembra risvegliarsi, ora anche la casa editrice Edizioni Della Vigna gli ha dedicato un volume, che racchiude un romanzo e quattro racconti, questa la formula scelta per I posseduti.
I posseduti (The possessed, 1959)
Il romanzo che da il titolo al volume inizia con una donna, una scienziata del centro di ricerche spaziali di Kirkbreck, che cerca di fuggire dai suoi colleghi, che vede come una minaccia.
La fuga finisce con un tragico incidente, al quale assistono il giornalista Alan Conroy, al centro per una semplice intervista, e l'amico Martin Blade, che lo ha accompagnato.
Lo strano comportamento degli scienziati del centro fa scattare un campanello di allarme, Blade è un uomo abituato all'azione e alle indagini più strane, lui e i suoi compagni iniziano a investigare su quello che sta succedendo all'interno delle grigie mura del centro.
Misteriose sparizioni e strani incidenti porteranno il gruppo di amici a una verità sconvolgente, le fredde Higlands scozzesi diventeranno così il palcoscenico per un dramma che ha come posta il destino stesso dell'umanità.
Evana (Evane, 1973)
Un'astronave lanciata nello spazio, per seminare organismi terrestri e preparare i pianeti alieni alla colonizzazione umana.
A bordo un solo uomo, ma se tutto è sotto il controllo di Evana, questo il nome del supercomputer dell'astronave, qual è lo scopo della sua presenza a bordo?
J come Jeanne (J is for Jeanne, 1965)
Un sogno, o meglio un incubo, tormenta jeanne, perché non riesce a sognare altro che quel luogo terribile, sootterraneo, pervaso da un ronzio e da una vibrazione costanti, e dove lei si sente terribilmente impotente?
Astuzie d'avvocato (Legal eagle, 1956)
Il sistema giuridico di Luraria è decisamente peculiare, le cause vengono risolte da duelli sanguinosi, e quando la terrestre Armstrong & Bentley viene citata in giudizio scopre che Gallen, il campione della parte avversa, è talmente bravo che nessuno osa sfidarlo.
Non resta che dichiararsi sconfitti, ma forse c'è un modo per rifarsi, usando le leggi luraliane a proprio favore, e scegliendo uno sfidante molto particolare.
Quando morì (When he died, 1956)
Per una volta il maestro della space opera scrive un racconto dove sono i sentimenti a prevalere sulle avventure e la tecnologia, un racconto intimo e raccolto, un piccolo gioiello.
Una fantascienza vecchio stile ma estremamente piacevole, quella raccolta in questo volume, copertina e illustrazioni interne confermano questa impressione.
I posseduti richiama alla mente altre storie del genere, ma lo stile asciutto e l'equilibrio con cui vengono mescolati suspence, azione e orrore coinvolge rapidamente il lettore, il romanzo ha vinto il Premio Italia 2010 nella categoria "Miglior romanzo internazionale".
I racconti vivono sulla rivelazione finale, splendida quella di Evana, e si leggono d'un fiato, nonostante il mezzo secolo che più o meno hanno sulle spalle.
Completano il volume una prefazione (che consiglio di leggere alla fine) e una corposa bibliografia dell'autore, entrambe a cura di Riccardo Gramantieri.
Tubb si conferma abile artigiano, capace di scrivere storie appassionanti e con un ritmo che fa passare in secondo piano i personaggi stereotipati e le trame non troppo originali, dettagli poco importanti per chi apprezza le sue opere.
Questi limiti non hanno impedito a Tubb di ritagliarsi un suo spazio nel cuore degli appassionati ma, sebbene l'autore inglese fornisca sempre opere dignitose e piacevoli da leggere, non viene considerato un grande della fantascienza dalla critica, la sua sterminata produzione ha probabilmente annacquato l'effetto dei romanzi che avrebbero meritato altra considerazione.
Doveroso spendere due parole sul prodotto editoriale in sè: oltre alle illustrazioni in bianco e nero ci sono due illustrazioni a colori poste all'inizio delle due sezioni del libro, inoltre il volume mi è arrivato in una busta protettiva trasparente, completo di segnalibro riportante la quarta di copertina e l'illustazione a colori del romanzo.
Piccole cose che indicano la passione con cui opera la Edizioni Della Vigna, una casa editrice davvero molto attiva, presso il cui sito è possibile leggere le prime pagine del romanzo.
Pochi giorni fa, il 10 settembre, E. C. Tubb ci ha lasciato, la sua eredità è costituita da una produzione di oltre 300 tra romanzi e racconti e da un segno profondo nella fantascienza
2 «Quando era conosciuto, cioè negi anni '50, lessi tutti i romanzi di E.C. Tubb: sapeva raccontare ottimamente. » Anche io, da ingenuo giovinetto, rimasi affascinato dalle storie di Tubb, poi, riprendendo a leggere vecchie e nuove storie, rimasi per un poco in preda al consueto dubbio che si ha in questi casi, se cioè il piacere della lettura di un tempo fosse dovuto alla giovanile ingenuità. Dubbio che si dissipò attorno alla decima pagina di La città senza ritorno. Forse Tubb è stato solo un artigiano della fantascienza, ma uno di quegli artigiani che dava un sapore pieno alla sua categoria.
» postato da Anacho alle 14:28 del 22-09-2010
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1 Quando era conosciuto, cioè negi anni '50, lessi tutti i romanzi di E.C. Tubb: sapeva raccontare ottimamente. In particolare alcuni romanzi, per esempio "I pionieri di Marte", una serie di racconti riuniti in un romanzo che narrava un'epopea generazionale della conquista di Marte, in toni crudi e realistici davvero insoliti in quell'epoca per una storia sf. E poi anche il romanzo "La lunga morte", originalissima storia sull'apparente cadavere di un uomo ritrovato nello spazio, che alcuni scienziati riescono a risvegliare.
» postato da Vittorio Catani alle 20:19 del 20-09-2010