Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »

La fine è nota, recitava il titolo di un film di qualche anno fa, italico. Ed è proprio (anche) questo particolare, che non è noto, a dar pepe nel primo romanzo di Mario Gazzola: la fine particolare. Una fine anomala, che lascia piacevolmente spiazzati, con in bocca un fantastico gusto di nuovo, di creatività, di felice scelta dei tempi dei personaggi delle situazioni dei concetti da esporre delle frasi dette da personaggi convincenti…
Un esordio, ma non da esordiente.
Un esordio, ma che lascia soavemente sorpresi per l’enorme messe d’immagini neocyberpunk che sono in grado di illustrare la nostra società come sta diventando, come fa acutamente osservare Carlo Formenti nelle note di introduzione al romanzo. E poi, fantastiche trovate tecnologiche, cavalcate thriller per rendere e tenera viva l’attenzione del lettore fino alla prossima scena prossima trovata, alla prossima pagina… Pagine che si vorrebbe non finissero mai. Pagine troppo corte, che sanno sì di sf di derivazione Cyberpunk ma che odorano anche di speculazione sociale, di comprensione delle dinamiche che tendono a far accadere le novità tecnologiche; non c’è, al centro di tutto, l’uomo o il postuomo. No. Non c’è.
C’è l’evento che non considera l’uomo, c’è il cinismo che trascende dall’uomo e che è capace di trattarlo come un oggetto. C’è la voglia di infliggere dolori anche ai droni umanizzati (pure nell’aspetto) con scene asciutte ma vive di un selvaggio e di un erotico che non dimenticherete facilmente, senza però che tutto diventi splatter o eccessivo, come avviene in racconti di certi altri autori nostrani (non mi fate far nomi, sono abbastanza celebri).
Finito il romanzo, si rimane a ciclo aperto, si ha voglia di leggere ancora di quel mondo di quegli interpreti di quegli autori. Ma la fine è nota, recitava sempre quel film d’anni fa, e a arrivati a quel punto potrete davvero dire che sì, ora la fine è nota.
Libro da incorniciare, signore e signori. Davvero da incorniciare, dentro di sé e nelle protesi acustiche di un critico musicale.
2 incuriosito dalla recensione, ho comprato il libro. ammetto innanzitutto che ero un po' prevenuto, la recensione era troppo entusiasta e aveva alzato molto le mie aspettative il libro complessivamente mi è piaciuto, ci sono idee, un buon tentativo di lavorare sul linguaggio, anche se non sempre di mio gusto per qualche eccesso ma questo è un altro discorso. le 3 sezioni del libro sono diseguali come qualità, direi discendente mi incuriosisce molto la scelta dei temi delle 3 sezioni: idee innovative nella prima (che per certe cose mi ha ricordato accelerando di stross), piena di citazioni la seconda e quindi più convenzionale, quasi classica la terza anche se il finale la risolleva di prepotenza mi è piaciuto, ma sono ancora qui a domandarmi quanto.. e forse questo è un bel complimento al libro dopotutto
» postato da jericho_one alle 21:24 del 29-06-2009
3 Storia avvincente, un volo in un possibile futuro distopico nel quale è ambientata la vicenda di Les e Yorki, e finale... (no spoiler
).
Scritto bene, grande competenza nel trattare gli argomenti musicali (ma non solo), trama tenuta sotto controllo per tutto lo svolgimento della narrazione.
Ho molto apprezzato anche il fatto che il romanzo non sia solo una storia piacevole, ma sia retto anche da una precisa visione del mondo e del futuro da parte dell'autore, che tra le righe si pone (e fa riflettere, di conseguenza, il lettore) domande su tematiche che stanno diventando sempre più pressanti nel mondo odierno (la cosiddetta proprietà intellettuale, ad esempio).
Se si pensa, poi, che è un "primo romanzo"... non mi resta che fare di nuovo i complimenti a Mario!
» postato da Oedipa_Drake alle 20:34 del 01-07-2009
Puoi continuare la discussione sul forum
1 In attesa di leggerlo, un complimento a Mario. Alex
» postato da (Alex Tonelli) alle 09:59 del 26-06-2009