Red Road

THRILLER, Red Road, Uk, 2006 - regia di Andrea Arnold - scritto da Andrea Arnold - con Kate Dickie, Tony Curran, Martin Compston, Natalie Press - durata: 100 minuti - distribuito da Fandango - giudizio: buono

Jackie lavora come operatrice in un centro di sorveglianza con telecamere a circuito chiuso. Il suo lavoro è quello di vigilare su una piccola parte della città di Glasgow, vivendo, al tempo stesso, una vita laconica e grigia tra tristissimi rapporti sessuali e una solitudine disperata. Per caso, un giorno, le appare sul monitor un uomo che lei pensava non avrebbe mai più rivisto e cui inizia a dare la caccia.

Questo l'enigmatico inizio di Red Road, thriller denso di inquietudini di matrice personale che ha per tema il controllo emotivo e la mancanza di speranza. Un film dalla forte suggestione fantascientifica e orwelliana in cui punti di vista differenti, esplorano le vite degli altri in maniera vagamente morbosa e dolorante.

Una pellicola complessa che, quieto colpo di scena dopo colpo di scena, coinvolge lo spettatore obbligandolo a volerne sapere sempre di più.

Quello della protagonista è, infatti, un viaggio verso l'inferno e ritorno, affrontando un nemico 'per caso' da sedurre e, possibilmente, distruggere.

Red Road, girato in maniera sorprendente dalla regista inglese Andrea Arnold, è un thriller molto forte che combina elementi personali ad argomenti di carattere politico, offrendo tutto questo nella prospettiva sensibile ed elegante di una donna capace di cogliere dettagli e nuances seducenti e inquietanti.

Red Road non è un film "facile", ma — soprattutto — non è una pellicola scontata o banale. Lontano dai cliché e dal melò è un film dove sesso e morte, solitudine e freddo, disperazione e un'innegabile voglia di continuare a vivere si mescolano in un impasto interessante e visivamente notevole.

La vita di una donna qualsiasi è rimasta cristallizata nel tempo e la sua voglia di reagire a questo stato di cose passa attraverso una vendetta tanto fredda quanto spietata e irresponsabile.

Un film sulla nostra cattiva coscienza, ma — soprattutto — una pellicola sul controllo e sulla mancanza di controllo sulle nostre emozioni come forma di emancipazione da noi stessi e dal nostro dolore.

Una pellicola che potrebbe essere quasi un documentario e che eppure sconfina più volte in una trama dalla forte vocazione fantascientifica.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 28 marzo 2007

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  • Red Road: recensione di Sergio Gualandi su ThrillerMagazine (voto: buono)

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