L'Albero della Vita - The Fountain

FANTASY, The Fountain, Usa, 2006 - regia di Darren Aronofsky - scritto da Darren Aronofsky - con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Sean Gullette, Sean Patrick Thomas, Donna Murphy - durata: 90 minuti - distribuito da Twentieth Century Fox - giudizio: mediocre

Chi ha amato Π; e Requiem for a Dream, rimarrà disorientato da questo film la cui genesi ha richiesto ben sei anni di lavoro al talentuoso e geniale regista Darren Aronofsky.

The Fountain è una pellicola che — nella migliore delle ipotesi — risulta estremamente lontana dalle aspettative del pubblico e dei fan. Un film molto complicato e pieno di sfaccettature che pur toccando l'affascinante tema dell'accettazione della morte come parte integrante della vita, lascia perplessi per la sua costruzione e il suo ritmo originali, ma anche vagamente oscuri.

Dopo che Brad Pitt e Cate Blanchett avevano forzatamente ceduto il proprio posto rispettivamente a Hugh Jackman e Rachel Weisz, il progetto è potuto partire con un budget sensibilmente più ridotto dando vita a un "fantasy da camera" in cui l'esercito di conquistadores spagnoli è composto da sei (6...) persone e in cui gli effetti visivi non sembrano né convincenti, né — tantomeno — coinvolgenti. Ma non è questo l'elemento determinante. Non sono né gli effetti, né tantomeno il numero di comparse a disposizione a costituire un problema: è la trama a lasciare sinceramente dubbiosi e perplessi: un uomo, dalla Spagna del XVI secolo, compie un epico viaggio fino al futuro per ricercare la Fontana della Giovinezza che, secondo la leggenda, offre l’immortalità. Ai giorni nostri, uno scienziato, Tommy, cerca una cura per salvare sua moglie dal cancro che l’ha colpita mentre, nelle profondità dello spazio, un astronauta (ma è veramente tale?) del ventiseiesimo secolo svelerà il mistero che ha attraversato i secoli.

Tutto questo con un legame visivo e spirituale francamente debole con una lunga serie di ripetizioni che fanno sembrare The Fountain sensibilmente più lungo di quanto sia in realtà.

Nonostante il film tragga molta forza dalla bravura dei suoi attori e dalla straordinaria partitura orchestrale del grande Clint Mansell, il film resta non solo fragile e oscuro, ma anche profondamente deludente.

Lo sviluppo di tre storie (ma sono davvero tre oppure è una sola con "dérive" spirituali tra passato e presente?) è costruito sul rapporto tra la ricerca della cura per il cancro e un albero (quello della Bibbia, del giardino dell'Eden ovvero l'albero della vita…) trovato da un missionario francescano. Difficile desumere chiaramente il senso della pellicola che punta a mostrare l'accettazione della morte come parte integrante della vita nell'ambito della ricerca dell'immortalità.

L'amore di un uomo per sua moglie lo porta ad un disperato tentativo di trovare una cura, mentre — sul libro scritto da lei — trova la storia del soldato spagnolo alle prese con una civiltà centro americana.

The Fountain soffre di un'eccessiva cura per la struttura narrativa (pulita, ma fragile) a dispetto dei contenuti che 'scivolano' fino ad arrivare ad un finale di non facile comprensione. Alla fine il film vorrebbe riflettere su come — spesso — la salvezza arriva quando è troppo tardi, ma — la sua ora e mezza di durata piena di momenti ridondanti, lascia lo spettatore se non confuso, quantomeno perplesso da una messa in scena non all'altezza delle aspettative.

Frammentario e, forse, in alcuni momenti perfino privo di vera sostanza, The Fountain è un intrigante collage di buone idee che si tengono insieme con molte difficoltà. Non divertente e — talora — foriero di un umorismo involontario, il film lega con difficoltà i tre segmenti temporali che sembrano restare fini a se stesso. Più New Age che Fantasy, più metafisico che coinvolgente, la pellicola soffre di una sceneggiatura interessante trasformata, però, in un film di scarso appeal sotto il profilo squisitamente visivo ed emotivo.

Amore e morte, vita e speranza sembrano non legarsi al meglio nella prospettiva escatologica della conquista dell'eterna giovinezza. Difficile credere che si tratti di un film davvero troppo ambizioso per un regista di talento come Aronosfky, ma anche molto complicato pensare — come chiede l'autore — di vedere il film un paio di volte prima di "capirlo"… Una è più che sufficiente per pensarne — ahimè — "male". Soprattutto perché quello che manca al film era il talento ipnotico dei due lavori precedenti e, soprattutto, la vocazione per un cinema originale e di rottura.

Densa di un simbolismo eccessivo e il più delle volte banalmente inutile, questa pellicola è una delle più grandi delusioni dell'annata cinematografica. Da un regista come Aronofsky, infatti, era giusto attendersi di più: molto, ma 'molto' di più per un progetto tanto originale quanto ambizioso nel suo farsi espressione di un cinema dell'assoluto diverso e coinvolgente.

Un vero peccato che duole al pubblico prima ancora che, evidentemente, al regista la cui determinazione fa sfociare il film in noia con lo spettatore portato a sospettare che la sua sia,forse, addirittura presunzione...

Autore: Marco Spagnoli - Data: 11 marzo 2007

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Commenti

1 The Fountain è un film difficile da definire... Complicato, pieno di interrogativi, di temi da affrontare, di dubbi (purtroppo non tutti risolti), strabordante di simbologie e di concetti, colmo d'amore e di morte, organizzato su tre livelli temporali che si compenetrano e si interscambiano in continuazione, si uniscono e poi implodono e si sfaldano. La ricerca di una cura alternativa per il cancro oggi e quella di un albero narrato dalla Genesi del giardino dell'Eden ovvero l'albero della vita, diventa metafora per parlare di amore, di sentimenti che legano indissolubilmente due persone, in ogni luogo e in ogni spazio. Ma ci trasmettono anche la paura dell'ignoto, l'immortalità, il dramma dell'impotenza davanti alla malattia terminale, la fragilità dell'uomo, la paura di una fine, il trascorrere del tempo e il destino. Insomma, mica robetta. Ma da un regista come Darren Aronofsky che ha all'attivo solo 3 ( :!: )film e che fin dall'esordio con Pi greco – Il teorema del delirio si interrogava sulla "decodificazione" del divino e dell'infinito, non ci si poteva aspettare che un tema come la vita eterna. E' vero che c'è molto da capire, ma la scelta di parlare di temi importanti attraverso diversi stili e forme visive, dal cinema d'avventura, al melodramma, alla fantascienza, in una commistione di generi e di forme, tra filosofia e cinema popolare, è davvero bella. Tutto questo debordare di avvenimenti è compresso nell'arco di poco più di un'ora e mezza. Vantaggi? Non ci si annoia vista la quantità di argomenti trattati, il film non diventa prolisso, si evitano elucubrazioni e troppi momenti ridondanti (che comunque non mancano). Svantaggi? Purtoppo sono molti di più. Tutti gli interrogativi rimangono senza un vero nerbo, senza un nucelo centrale, ci si appassiona alla vicenda d'amore contemporanea tra Tommy e Izzie, ma molto meno agli altri due segmenti che sono sviluppati con troppa rapidità. Il soggetto è pretenzioso, bisogna ammetterlo. Ed è indubbio che rispetto al già citato Pi greco e al ruvido ed esasperante Requiem for a dream (per me, il suo film migliore), The Fountain sia un'opera riuscita a metà. Manca il vero tema ipnotico e il coraggio della rottura. Stefano Disegni nella sua "recensione-parodia" a fumetti fa dire ai suoi personaggi: -Non capisci, guarirai! -Capire è una parola grossa in questo film! :lol: :lol: :lol: Questo per indicare quali reazioni può suscitare questa pellicola.... The Fountain o lo si ama o lo si odia. Ma è anche assurdo dire che da un regista come Aronofsky non ci si aspettavano dei giudizi del genere. Si alternano recensioni negative e positive che mettono in luce le stesse motivazioni, viste sia come tocchi di inventiva e di capacità visionaria, sia come esasperazioni kitsch o pomposità new age gratuite. La verità... è che è così! Ad esempio, il delirante viaggio finale, che occupa l'ultimo quarto d'ora, in bilico tra passato, presente e futuro, tra sogno e realtà, sbanda ma sorprende. E' esasperato, ma anche necessario in qualche modo. Bellissimo il continuo rimando alle forme circolari, forma geometrica perfetta: la morte, la vita e l'amore siano in realtà una cosa sola, indissolubile come un semplice oggetto geometrico, come un seme che viene piantato nella terra e un anello che funge un po' da filo conduttore tra la Spagna, la casa e l'universo, e racchiude metaforicamente tutto il significato del film, anello dato al conquistador, perso, e poi tatuato, tondo come la bolla che trasporta l'uomo del futuro verso Xibalba o come lo scudo che lo protegge nell'antico tempo Maya. Grandioso il lavoro fatto sulla scenografia, per non parlare delle splendide vibranti musiche di Clint Mansell che accompagnano il viaggio attraverso i vari mondi, con una partitura orchestrale da Oscar, senza esagerare. La fotografia di Matthew Libatique, già collaboratore ai due precedenti film di Aronofsky, lascia sbalorditi e concorre in maniera determinante all'inquietante spiritualità delle immagini sullo schermo. I due attori protagonisti sono convincenti e hanno un'alchimia non comune, Hugh Jackman emotivo, fragile, disperato, e Rachel Weisz, compagna del regista nella vita reale, splendida ed emozionante, radiosa anche se condannata. Non è del tutto riuscito The Fountain, ma è così pieno di sfaccettature, ha un'ambizione che lo deve far rivalutare. Il viaggio così "delirante" tra tempo e spazio non è purtroppo il potenziale capolavoro che sarebbe potuto essere, ma, come ho letto, è uno di quei film che saranno rivalutati a pieno in un futuro, e davvero insieme agli altri lavori di Aronofsky avrà (forse) l'aura di cult.

» postato da neodie alle 04:26 del 30-03-2007

2 « Stefano Disegni nella sua "recensione-parodia" a fumetti fa dire ai suoi personaggi: -Non capisci, guarirai! -Capire è una parola grossa in questo film! » Non c'entra un cavolo, ma ne approfitto per dire: Odio Stefano Disegni con tutto il cuore. Grazie. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 06:33 del 30-03-2007

3 Ahahahahah! Io vado a periodi... però quella battuta mi aveva fatto ridere, riferita al film! :lol: :lol: :lol:

» postato da neodie alle 09:17 del 30-03-2007

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