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And the winner is

Per questo mese la parola è al direttore responsabile, per una riflessione e una proposta sui premi nel mondo della fantascienza italiana.


Silvio Sosio con i premi vinti nel 2004, decisamente troppi. Un momento imbarazzante.
Come probabilmente già sapete, alcuni giorni fa ho dovuto abbandonare il mio ruolo di segretario della WorldSF, non potendo, a mio avviso, garantire in modo adeguato la correttezza dello svolgimento del Premio Italia.

Non voglio, in questo articolo, tornare sul fatto che ha causato le dimissioni né sulla polemica che ne è ovviamente seguita. Lo scopo di questo articolo è avviare una discussione pacata sul premio Italia, sulla sua utilità e sul suo eventuale futuro.

La mia decisione è stata accolta inevitabilmente da qualche malumore, ma anche da moltissime dichiarazioni di solidarietà. Ha anche avuto l'effetto di far parlare del premio Italia molte persone che non appartengono alla ristretta cerchia che partecipa ogni anno alle convention. Il risultato è scoraggiante: molti non hanno mai sentito nominare il premio, e chi l'ha sentito nominare lo considera una pagliacciata. C'è anche chi considera un affronto il fatto che il premio Italia si arroghi l'etichetta di "ufficialità", come se rappresentasse tutti gli appassionati italiani di fantascienza, fantasy e horror.

Come dargli torto. Oggi il premio Italia è votato da un centinaio di persone, che non sono neppure lontanamente un campione rappresentativo di tutto il mondo di appassionati e di operatori della fantascienza in Italia. Se rappresenta l'Italia si può pensare che la rappresenti nel suo modo più deteriore, l'Italia della Casta.

Eppure, il premio Italia, oggi, è quello che viene chiamato un "premio popolare". Nel senso che i votanti non sono una giuria, ma un "popolo" di persone selezionate con criteri che non hanno nulla a che fare con la loro preparazione: sono i partecipanti alla convention nazionale della fantascienza e del fantastico, altra istituzione che una volta aveva una rappresentatività che oggi non ha più.

Il premio Italia non nasce con lo scopo di selezionare il meglio della fantascienza italiana e premiare l'eccellenza. Legato alle convention nazionali, ha sempre avuto uno scopo un po' autocelebrativo. Un po' come scambiarsi regali alla fine di una cena di Natale, o darsi a vicenda grandi pacche sulle spalle.

Poiché una minima parte dei votanti in genere conosce realmente ciò che sta votando, di fatto, i risultati del Premio Italia possono essere considerati interessanti solo come indice di popolarità, non di qualità. Spesso il votante non ha letto il libro ma conosce l'autore o l'editore e lo vota per primo o per ultimo a seconda della simpatia o antipatia personale.

Nelle puntate precedenti

Per anni il premio è stato gestito dagli stessi organizzatori della convention, cosa che permetteva effettivamente di riconoscere qualcosa a tutti coloro che avevano lavorato e partecipato all'organizzazione. Se non ricadevano in una categoria specifica si potevano sempre dare premi speciali.

Negli anni settanta l'Italcon era itinerante: ogni anno era organizzata da un gruppo diverso; quindi c'era alternanza anche nei premi. Con eccezioni in un senso o nell'altro: nel 1984 a Padova il club organizzatore — il CPF — si autoescluse da tutte le categorie; nel 1985 ad Amatrice i votanti risultarono oltre seimila, tutti concordi nell'assegnare i premi a una fanzine (e ai suoi articoli e racconti) che probabilmente non tirava più di due o trecento copie. Stili diversi.

Con la fine dell'era itinerante dell'Italcon, che all'inizio degli anni ottanta si stabilizzò nelle due sedi alternate di Courmayeur (anni pari) e San Marino (anni dispari), il problema dell'affidabilità del premi fu risolto facendoli gestire a un'entità terza, la WorldSF Italia.

Era la sezione italiana di un'organizzazione internazionale riservata ai soli professionisti della fantascienza: per iscriversi occorreva dimostrare di aver svolto attività pagate nel settore.

Ma la WorldSF internazionale naufragò dopo pochi anni. L'emanazione italiana continuò a vivere ben oltre la morte della casa madre, ma con attività sempre più ridotte, fino a ridursi alla sola attività di garanzia del premio Italia.

In anni recenti era stata abolita anche la restrizione sull'iscrizione e le quote erano diventate meno costose.

A questo punto pagare l'iscrizione alla WorldSF era diventato, di fatto, un modo per comprare un voto al Premio Italia.

Un premio utile

Facciamo un esperimento. Invece di chiederci "a cosa serve il Premio Italia?", chiediamoci: "potrebbe servire a qualcosa un premio nazionale dedicato alla fantascienza?"

Direi di sì.

Se è vero che la fantascienza è un mondo abbastanza chiuso in sé stesso, un premio potrebbe rappresentare un ponte verso il resto del mondo; se promosso con un'adeguata campagna stampa, potrebbe far circolare nomi di autori, opere, editori condannati altrimenti a restare perfetti sconosciuti al di fuori dalla nicchia del settore.

In effetti, già solo il fatto di far parlare ogni tanto della fantascienza italiana sarebbe un risultato positivo.

Come dovrebbe essere un premio per raggiungere questo scopo? Quattro punti fondamentali.

 

1) Semplice. Più il messaggio è semplice più ha possibilità di fare colpo, di essere trasmesso e recepito. Per capire cosa intendo, basta confrontare mentalmente l'impatto tra un comunicato che dice "X ha vinto il premio Y col romanzo Z" e un altro che dice "Sono stati assegnati i premi Italia, ecco l'elenco di tutte le venti categorie".

 

2) Focalizzato. Perché pretendere di premiare tutti i generi possibili? Premiamo la fantascienza, punto. Accettiamo il fatto che il fantasy ormai è un mondo a parte e che l'horror lo è sempre stato.

 

3) Credibile. Il voto popolare è una bella cosa, ma bisogna confrontarsi con la realtà: se i votanti sono migliaia il voto popolare può avere un senso, altrimenti no. A questo punto la credibilità va cercata per forza in una giuria ristretta e di prestigio. Magari con nomi noti del mondo della cultura, in modo da dare punti di riferimento all'osservatore esterno e uscire dalla logica del "se la cantano e se la suonano". Lo so che qualcuno ricorderà la triste esperienza con Moravia, ma io penso piuttosto a persone note del mondo della letteratura di genere, che so, Lucarelli, Dazieri, o magari personalità del mondo scientifico.

 

4) Organizzato. Che non vuol dire solo spedire e contare delle schede voto e preparare delle targhe; vuol dire curare l'immagine del premio, mandare comunicati stampa, promuoverlo nel mondo esterno. I premi sono una questione di immagine. Se nessuno cura l'immagine del premio il premio non vale nulla.

Un premio diverso

Credo sia abbastanza inutile a questo punto confrontare ciò che è venuto fuori da questi ragionamenti con l'attuale premio Italia.

Semplicemente il premio Italia nasce su basi differenti. È possibile trasformarlo in qualcosa di diverso? Avrebbe senso? Forse no.

La WorldSF rappresenta la parte professionale della fantascienza in Italia. E allora la mia proposta è che lasci perdere il premio Italia, e organizzi un vero premio professionale. Con delle basi solide, giurie di poche persone che ci mettono la loro professionalità e reputazione e che abbiano il tempo e magari anche la remunerazione per poter fare una valutazione seria dei candidati.

Il premio Italia potrà continuare a esistere come premio del fandom. Magari cambiando nome — se quest'anno dovesse andare come temo potrebbe essere ribattezzato Premio Hugo per l'Italia (chi è del giro da un po' di anni capirà la frecciatina...) — o riprendendo la denominazione "Premio Italcon" che forse è meno tradizionale ma anche meno presuntuosa e più corretta, e dedicarsi solo a categorie amatoriali. Dopotutto è il premio dei fan, che torni in mano ai fan. Avrà anche più senso.

La parola, adesso, alle varie assemblee che si terranno a Fiuggi.

 

pagina 1 di 1 - (fine)
Autore: Silvio Sosio - Delos Science Fiction 112 - Data: 8 marzo 2009

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Commenti

1 E' tutto così logico e sensato che mi torna alla mente questo aneddoto: Ad un ricevimento durante la campagna presidenziale del 1952 un giornalista chiese all'ambasciatore russo un giudizio su Stevenson, avversario democratico di Eisenhower. "Troppo colto, educato, intelligente. Non potrà mai essere eletto Presidente." Da allora è trascorso più di mezzo secolo, ma il mondo non è molto cambiato. Hai tutta la mia comprensione S*.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 23:40 del 08-03-2009

2 Il Premio, così com'è, è tale per le proposte di S*. La categoria Fantasy è stata voluta da lui (ed appoggiata da molti). Che la memoria di S* si fermi a Montegrotto non mi stupisce. Eppure a Borgomanero S* c'era. Nel deserto di Amatrice, dopo che l'albergatore socialista, offeso per una barzelletta su Craxi, ci aveva sfrattato dal bar, nella camera di un tale che per modestia non nominiamo, con Gaffo, Baumer, Viviani e Muzzarelli (se non erro) stabilimmo il calendario per le Italcon a venire e definemmo le regole per il Premio Italia. E cioè che gli organizzatori non partecipassero al Premio. Nel 1986, caduta la candidatura di Terni, il ComOrg di Montepulciano non applicò la regola. Nel 1987 venne ripristinata la Giuria. La Storia dell'Italcon è in rete. Teoricamente costa poco documentarsi. Questione World SF. Nello Statuto del 1981, modificato nel 1986, non vi è cenno della dimostrazione del pagamento delle prestazioni quale requisito indispensabile per l'iscrizione. Il pagamento della prestazione era considerato una referenza adeguata per dimostrare la propria professionalità. Questa pratica dovette cessare nel 1984 per la presa di posizione della segreteria internazionale. Tenuto conto che la storia dell'uomo più o meno documentata risale a 10.000 anni fa, è corretto utilizzare la dizione "anni recenti". La quota di iscrizione alla World SF è diminuita da 30.000 lire a 15.00 Euro nel 2001. Se non vado errato la quota di 30.000 lire era in vigore dal 1991. Teoricamente costa poco documentarsi. Premio Italia e garanzia World SF. La garanzia è relativa al fatto che tutti gli aventi diritto possano votare liberamente e che i loro voti siano correttamente conteggiati. Altre considerazioni non sono possibili. Per il resto, discuteremo a Fiuggi.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 11:00 del 09-03-2009

3 «Il Premio, così com'è, è tale per le proposte di S*. La categoria Fantasy è stata voluta da lui (ed appoggiata da molti).» Non mi pare di averla proposta io la faccenda del romanzo fantasy, mi pare che fosse un'idea di Viviani, a me non è mai piaciuta gran che. Ma anche se fosse, non capisco cosa c'entri. Il Premio Italia ha sempre premiato fantascienza e fantasy, che fossero categorie distinte o no. Io faccio delle proposte per un premio diverso. «Che la memoria di S* si fermi a Montegrotto non mi stupisce. Eppure a Borgomanero S* c'era.» Me lo ricordo benissimo Borgomanero. Una delle Italcon più divertenti, la mia prima da "fan" (c'ero anche a Stresa, ma non conoscevo nessuno), certamente la convention che mi ha dato l'"imprinting" e la voglia di partecipare a quelle successive. Ho citato Padova e Amatrice per fare due esempi limite. Non ricordo se i Pentacolari si fossero autoesclusi dai premi, se col tuo intervento intendi questo è certamente così, ma dal mio punto di vista era più significativa l'autoesclusione del CPF, che allora faceva la fanzine di gran lunga più bella dell'epoca. Scusa la sincerità. S*

» postato da S* alle 11:39 del 09-03-2009

4 « Me lo ricordo benissimo Borgomanero. Una delle Italcon più divertenti, la mia prima da "fan" (c'ero anche a Stresa, ma non conoscevo nessuno), <taglio> Ho citato Padova e Amatrice per fare due esempi limite. Non ricordo se i Pentacolari si fossero autoesclusi dai premi<taglio> il CPF, che allora faceva la fanzine di gran lunga più bella dell'epoca. Scusa la sincerità. » I fatti sono fatti. Non capisco le scuse. Su TTM non ci sono discussioni. Era una bellissima fanzine. L'astensione era stata decisa di comune accordo. Di solito la gente rispetta i patti che fa. Di solito. A Stresa c'era un mucchio di gente che mi era sfuggita. Anche Corridore c'era. Ma sui miei elenchi non vi ho trovato. Vi sarete iscritti al volo.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:24 del 09-03-2009

5 «A Stresa c'era un mucchio di gente che mi era sfuggita. Anche Corridore c'era. Ma sui miei elenchi non vi ho trovato. Vi sarete iscritti al volo.» Forse ai tuoi elenchi manca qualche pagina. Mi ero iscritto parecchi mesi prima, e difatti avevo ricevuto tutti i progress report, che dovrei avere da qualche parte. Ero l'iscritto numero 298, se ti puo' essere utile. S*

» postato da S* alle 14:09 del 09-03-2009

6 Caro Silvio concordo su tutto quanto hai scritto. Io ho partecipato alle convention molto poco per vari motivi, ma ero amico di molti partecipanti e "glisso" su quanto dicevano e riferivano. Molti della mia generazione abbandonarono proprio per quanto hai scritto. I premi speciali? Perchè non farne uno per il più grande collezionista? Sto scherzando, ovviamente, ma più che speciali erano ad personam e questo la dice lunga. Ad personam smaccatamente ed a personam subdolamente... Un episodio per ridere e sdrammatizzare: il mio edicolante (amico da tanti anni) notò sulla copertina di Urania la scritta Premio Italia e mi chiese che cos'era: quando gli risposi che era un premio per la miglior rivista di SF mi chiese perchè non gli arrivavano le altre... Ciao. Bruno Baronchelli

» postato da Bruno Baronchelli alle 10:42 del 11-03-2009

7 « Per il resto, discuteremo a Fiuggi.» quando? dove ci si iscrive? mi piacerebbe partecipare ad uno di questi happening!

» postato da Adidja Palmer alle 11:26 del 11-03-2009

8 «« Per il resto, discuteremo a Fiuggi.» quando? dove ci si iscrive? mi piacerebbe partecipare ad uno di questi happening!» 26-29 marzo http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11861/eurocon-cambiano-gli-ospiti/ http://www.ds1.it/deepcon/

» postato da Otrebla alle 11:45 del 11-03-2009

9 azz costosetta solo l'entrata :o ! beh vediamo che si può fare :)

» postato da Adidja Palmer alle 12:34 del 11-03-2009

10 «Perchè non farne uno per il più grande collezionista?» Se qualcuno lo propone io lo appoggio. Considerando come vanno poi le cose, però, temo che sia tutt'altro che scontato che poi vinca davvero tu! :-D S*

» postato da S* alle 13:42 del 11-03-2009

11 «azz costosetta solo l'entrata :o ! beh vediamo che si può fare :)» Per una visita, caro Dick, fa il mio nome. Sarò lieto di farti fare un giro. Pranzo a mio carico. Se poi decidi di fermarti, bene, dovrai pagare. Come tutti del resto. Di quando in quando ho ospitato a mie spese alcuni appassionati, per ringraziare delle cortesie ricevute e per, ma raramente, scusarmi per le sgarberie involontarie.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:53 del 11-03-2009

12 ««azz costosetta solo l'entrata :o ! beh vediamo che si può fare :)» Per una visita, caro Dick, fa il mio nome. Sarò lieto di farti fare un giro. Pranzo a mio carico. Se poi decidi di fermarti, bene, dovrai pagare. Come tutti del resto. Di quando in quando ho ospitato a mie spese alcuni appassionati, per ringraziare delle cortesie ricevute e per, ma raramente, scusarmi per le sgarberie involontarie.» oh riguardo a quel per entrambi spiacevole episodio non posso che affermare che Il Vegetti sia un Signore. Quando si è capaci di fare un passo indietro e porgere le proprie scuse in nome di un avvicinamento ci sono poche chiacchiere. Per fiuggi penso che un salto al sabato o alla domenica lo farò, se non altro per fare un giro in moto, tutta prenestina e curve a gogo :lol: speriamo ci sia posto per la sola entrata!

» postato da Adidja Palmer alle 14:33 del 11-03-2009

13 Touché! Che ingenuo che sono, caro Silvio. Farei certamente la fine dei libri della Fanucci che da quando il nuovo proprietario (Fanucci figlio) iniziò a snobbare il fandom (fine alle partecipazioni e ai libri omaggio) sono letteralmente scomparsi non solo tra i premiati ma anche tra i segnalati. Resto del parere che sono stati stampati dalla Fanucci libri di fantascienza e fantasy stupendi e l'eco che hanno avuto in quel di Fiuggi & C. è una prova di quanto hai affermato sull'influenza nel voto delle simpatie e, nel caso, dell'antipatie.... Bruno Baronchelli

» postato da Bruno Baronchelli alle 09:59 del 12-03-2009

14 Caro Silvio, che dire? Hai ragione su tutta la linea. Qui da noi ci sono i premi assegnati dalla BSFA alla Eastercon, che sono generalmente rispettati, ma il premio Clarke, che e' assegnato da una giuria rotante, e' rispettato di piu'.

» postato da Anna Feruglio Dal Dan alle 00:33 del 21-03-2009

15 «Touché! Che ingenuo che sono, caro Silvio. Farei certamente la fine dei libri della Fanucci che da quando il nuovo proprietario (Fanucci figlio) iniziò a snobbare il fandom (fine alle partecipazioni e ai libri omaggio) sono letteralmente scomparsi non solo tra i premiati ma anche tra i segnalati. Resto del parere che sono stati stampati dalla Fanucci libri di fantascienza e fantasy stupendi e l'eco che hanno avuto in quel di Fiuggi & C. è una prova di quanto hai affermato sull'influenza nel voto delle simpatie e, nel caso, dell'antipatie.... Bruno Baronchelli» Accipicchia, mi ero perso questo messaggio. Vedi Bruno, la cosa è leggermente differente. Ammetto che non voto quasi mai per il premio Italia, però ti spiego la differenza che personalmente vedo nel caso particolare da te segnalato e che mi spingerebbe a non prendere in considerazione Fanucci in sede di segnalazione. Qui non è questione di simpatia o antipatia o di frequentazione o meno del fandom, anche se sono il primo a riconoscere che questo ha una sua netta importanza e che costituisce uno dei punti problematici del premio Italia. Il punto è che Fanucci non sta più pubblicando fantascienza. Ha scalpellato il termine fantascienza dalle quarte e dalle introduzioni. Siamo arrivati al punto che, per assurdo, se pubblicasse Van Vogt parlerebbe di "avant-pop" o di precursore del post-moderno guardandosi bene dal dire che si tratta di un autore di fantascienza. Ora, è evidente che non è interessato alla fantascienza, anzi, che (probabilmente giustamente) la considera un mercato troppo limitato e che quindi si tratti di un'etichetta che va accuratamente evitata, allora perché dovrei offenderlo assegnandogli un premio di fantascienza a cui sicuramente non è interessato e che anzi quasi certamente lo infastidirebbe, quando c'è altra gente che in quanto operatori di fantascienza, magari lo merita maggiormente? Oddio, adesso che mi ci fai pensare, fargli vincere un premio Italia sarebbe veramente una bella malignità! :-):-):-) Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 14:08 del 21-03-2009

16 « Oddio, adesso che mi ci fai pensare, fargli vincere un premio Italia sarebbe veramente una bella malignità! :-):-):-) » Il premio per il record della ristampa di Dick? :twisted:

» postato da Otrebla alle 22:52 del 21-03-2009

17 « Accipicchia, mi ero perso questo messaggio. Vedi Bruno, la cosa è leggermente differente. Ammetto che non voto quasi mai per il premio Italia, però ti spiego la differenza che personalmente vedo nel caso particolare da te segnalato e che mi spingerebbe a non prendere in considerazione Fanucci in sede di segnalazione. Qui non è questione di simpatia o antipatia o di frequentazione o meno del fandom, anche se sono il primo a riconoscere che questo ha una sua netta importanza e che costituisce uno dei punti problematici del premio Italia. Il punto è che Fanucci non sta più pubblicando fantascienza. Ha scalpellato il termine fantascienza dalle quarte e dalle introduzioni. Siamo arrivati al punto che, per assurdo, se pubblicasse Van Vogt parlerebbe di "avant-pop" o di precursore del post-moderno guardandosi bene dal dire che si tratta di un autore di fantascienza. » Però questo è un punto di vista che vede il premio esclusivamente come un onore tributato all'autore/editore. Secondo me, il premio prima di tutto dovrebbe ambire ad essere un giudizio critico. Conosco diversi premi attualmente attivi nel fandom - il premio Tiptree e il premio Clarke, per esempio - che sono assegnati da una giuria che cambia ogni anno, e prevedono che ogni giurato si legga tutti i nominati, che ci sia una discussione in camera, e che quindi ne emerga un vincitore che magari non sara' il migliore oggettivamente e in assoluto, ma se non altro e' stato scelto con approfondimento. A questo punto, il premio diventa una guida per il lettore, e quindi aumenta le vendite, e quindi attira interesse dell'editore e dell'autore - ma non è un premio Quanto Ssebbravo, è un riconoscimento del valore comparativo del prodotto.

» postato da Anna Feruglio Dal Dan alle 00:32 del 23-03-2009

18 «« Accipicchia, mi ero perso questo messaggio. Vedi Bruno, la cosa è leggermente differente. Ammetto che non voto quasi mai per il premio Italia, però ti spiego la differenza che personalmente vedo nel caso particolare da te segnalato e che mi spingerebbe a non prendere in considerazione Fanucci in sede di segnalazione. Qui non è questione di simpatia o antipatia o di frequentazione o meno del fandom, anche se sono il primo a riconoscere che questo ha una sua netta importanza e che costituisce uno dei punti problematici del premio Italia. Il punto è che Fanucci non sta più pubblicando fantascienza. Ha scalpellato il termine fantascienza dalle quarte e dalle introduzioni. Siamo arrivati al punto che, per assurdo, se pubblicasse Van Vogt parlerebbe di "avant-pop" o di precursore del post-moderno guardandosi bene dal dire che si tratta di un autore di fantascienza. » Però questo è un punto di vista che vede il premio esclusivamente come un onore tributato all'autore/editore. Secondo me, il premio prima di tutto dovrebbe ambire ad essere un giudizio critico. Conosco diversi premi attualmente attivi nel fandom - il premio Tiptree e il premio Clarke, per esempio - che sono assegnati da una giuria che cambia ogni anno, e prevedono che ogni giurato si legga tutti i nominati, che ci sia una discussione in camera, e che quindi ne emerga un vincitore che magari non sara' il migliore oggettivamente e in assoluto, ma se non altro e' stato scelto con approfondimento. A questo punto, il premio diventa una guida per il lettore, e quindi aumenta le vendite, e quindi attira interesse dell'editore e dell'autore - ma non è un premio Quanto Ssebbravo, è un riconoscimento del valore comparativo del prodotto.» Naturalmente, ma il premio Italia così come è strutturato non potrà mai essere una comparazione tra prodotti. Io mi limitavo a rispondere all'esempio pratico di Baronchelli riguardo al discorso simpatia antipatia. Il premio come lo intendi tu richiede per l'appunto una giuria (anche senza camera di consiglio, che può essere logisticamente difficile) e quella sarebbe secondo me l'unica possibilità di avere qualcosa di attendibile: una giuria in cui qualcuno ci mette la faccia e il proprio nome e se necessario si becca gli insulti. Ti dirò di più. io sarei favorevolissimo alla pubblicazione dei punteggi finali dei singoli giurati. Se uno non ha il coraggio di dire: "Io la penso così", non dovrebbe fare il giurato. Ma siamo molto molto lontani, per prima cosa servirebbe una selezione attendibile delle opere in concorso (e questa servirebbe già attualmente al premio Italia). Pensa che al momento attuale si fa una prima votazione per selezionare le opere che vanno in finale. Già qui non c'è alcuna lsta del votabile, il fan deve fare lui uno sforzo di memoria per ricordare cosa è uscito (e magari qualcosa uscito il primo mese dell'anno viene attribuito nel ricordo all'anno precedente e scartato e con il problema che magari cose di nicchia o un po' più strane sfuggono al ricordo e all'attenzione) e soltando dopo viene verificato se quanto uscito dalle segnalazioni ha i requisiti, da qui esclusioni improvvise perché l'opera non raggiunge il numero minimo di pagine o in effetti era dell'anno prima o per qualche altro motivo. Partecipo a una lista in cui all'inizio delle operazioni di votazione è tutto un fiorire di "ma questo quando è uscito? "E quello?". E poi magari ci si dimentica qualcosa di fondamentale. In ogni modo, tra il momento in cui viene terminata la fase eliminatoria e si stabilisce su cosa poi si va a votare passa troppo poco tempo e non c'è la possibilità materiale che il fan volenteroso anche soltanto tiri giù i libri dallo scaffale per dargli un'occhiata approfondita comparativa o magari, se è veramente volenteroso, cerchi di procurarsi qualcosa che non ha acquistato. E questo è soltanto il primo particolare. Secondo me la partecipazione "passiva" al premio dovrebbe per prima cosa essere volontaria. L'autore chiederebbe di partecipare con le opere pinco e pallo (senza alcuna preclusione di numero), ma sarebbe lui a doverle indicare (e forse a lungo andare si avrebbe anche una responsabilizzazione da parte dell'autore che magari avendo due racconti o due articoli potrebbe voler decidere se lasciarli tutti e due o spingere maggiormente quello a cui tiene maggiormente) lo stesso farebbe l'editore per le sue collane, i gestori dei siti per i siti e così via. Persino in una categoria alla persona dovrebbe essere il singolo a stabilire se vuole essere votato o meno per quell'anno (un traduttore o un artista potrebbe benissimo sapere di non aver svolto un buon lavoro nel corso di un anno, no? No, al momento attuale ogni tanto si sente quello che si schermisce e dice agli amici: "No, dai, quest'anno non votatemi, votate tizio che ha fatto un buon lavoro";), si stende l'elenco, vengono verificati i requisiti e si fa l'eliminatoria in base a quello. Questo sia per il premio Italia come è strutturato attualmente sia per un ipotetico premio futuro con diverse caratteristiche. Adesso si vota completamente alla cieca fidando della capacità della propria memoria ecomunque entrano in lizza cose per cui l'autore magari non è interessato (io, quando mi gira, sono uno scrittore, non ho mai voluto essere premiato per la saggistica e sono stato premiato, detta proprio tutta, per un articolino alquanto imbarazzante rispetto alle altre cose in lizza quell'anno, scritto con la sinistra, che proprio non meritava alcun premio e che mai mi sarei sognato di candidare), o addirittura il premio viene visto come un insulto dal premiato. Mi pare sia accaduto l'anno passato, no? Naturalmente, tutto ciò richiede qualcuno che se ne occupi veramente, che riceva le candidature, stenda gli elenchi, li pubblichi con un certo anticipo e che non si limiti a contare i voti e certificare quello che dicono i fan facendo fare a loro tutto il lavoro. Quindi, il premio Italia così come è attualmente ha tutte le caratteristiche possibili e immaginabili per essere inattendibile. Che sia un giuria o rimanga l'aspetto "popolare" come è ora, se vuole diventare minimamente attendibile dovrebbe essere ripensato dalle basi. Non basta dire "giuria" o "referendum", quello è soltanto lo stadio finale. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 08:39 del 23-03-2009

19 « Ma siamo molto molto lontani, per prima cosa servirebbe una selezione attendibile delle opere in concorso (e questa servirebbe già attualmente al premio Italia). ... Secondo me la partecipazione "passiva" al premio dovrebbe per prima cosa essere volontaria. L'autore chiederebbe di partecipare con le opere pinco e pallo (senza alcuna preclusione di numero)» Anch'io pensavo a una cosa del genere, ma dal mio punto di vista dovrebbero essere gli editori a iscrivere le opere. Non più di una per editore, e pagando una quota di iscrizione non simbolica (che so, cento euro per esempio). In questo modo l'editore farebbe già una selezione sui suoi titoli e si accumulerebbe un gruzzoletto per pagare i giurati. Inoltre, il numero delle opere candidate sarebbe contenuto, e probabilmente verrebbero tagliati fuori tutti gli autori autopubblicati da editori finti: magari l'autore "vanity" i cento euro ce li metterebbe anche, l'editore difficilmente. « Naturalmente, tutto ciò richiede qualcuno che se ne occupi veramente, che riceva le candidature, stenda gli elenchi, li pubblichi con un certo anticipo e che non si limiti a contare i voti e certificare quello che dicono i fan facendo fare a loro tutto il lavoro. Che sia un giuria o rimanga l'aspetto "popolare" come è ora, se vuole diventare minimamente attendibile dovrebbe essere ripensato dalle basi. Non basta dire "giuria" o "referendum", quello è soltanto lo stadio finale. » Interessante. In effetti ora il premio Italia è basato esclusivamente sulla matematica, non c'è alcuna partecipazione "concettuale" da parte dell'organizzazione, se non nella valutazione della rispondenza dei candidati proposti alle regole del premio. S*

» postato da S* alle 09:03 del 23-03-2009

20 «« Ma siamo molto molto lontani, per prima cosa servirebbe una selezione attendibile delle opere in concorso (e questa servirebbe già attualmente al premio Italia). ... Secondo me la partecipazione "passiva" al premio dovrebbe per prima cosa essere volontaria. L'autore chiederebbe di partecipare con le opere pinco e pallo (senza alcuna preclusione di numero)» Anch'io pensavo a una cosa del genere, ma dal mio punto di vista dovrebbero essere gli editori a iscrivere le opere. Non più di una per editore, e pagando una quota di iscrizione non simbolica (che so, cento euro per esempio). In questo modo l'editore farebbe già una selezione sui suoi titoli e si accumulerebbe un gruzzoletto per pagare i giurati. Inoltre, il numero delle opere candidate sarebbe contenuto, e probabilmente verrebbero tagliati fuori tutti gli autori autopubblicati da editori finti: magari l'autore "vanity" i cento euro ce li metterebbe anche, l'editore difficilmente. » Non sono d'accordo. A parte che non approvo il concetto della tassa (se ci sono delle spese da sostenere dovrebbero allora essere sostenuti da tutti e non solo dagli editori), ma l'editore potrebbe tranquillamente non essere interessato. Tu naturalmente pensi a editori dell'ambiente. Ma io potrei anche aver pubblicato un romanzo o un saggio presso un editore serio, diciamo Bulzoni, o Rizzoli (e comunque ci sarebbe a stabilire la fine dell'autopubblicazione e l'inizio dell'editoria) e magari a una mia richiesta sia Bulzoni che Rizzoli potrebbero rispondermi che loro non solo non cacciano 100 euro, ma non fanno nemmeno la fatica di scrivere la lettera. Suppongo poi che tu faccia riferimento a una tua idea in cui limiti fortemente le categorie. Io no. Quindi la stessa cosa dovrebbe avvenire per la pubblicazione su fanzine o per altre categorie. In ogni modo, io autore potrei anche non voler partecipare al premio mentre il mio editore sì. Come ci mettiamo? « Interessante. In effetti ora il premio Italia è basato esclusivamente sulla matematica, non c'è alcuna partecipazione "concettuale" da parte dell'organizzazione, se non nella valutazione della rispondenza dei candidati proposti alle regole del premio. S*» Sì, ma come ribadisco, non dovrebbero essere gli appassionati a scervellarsi per stabilire cosa è uscito e cosa no. Dovrebbe essere un lavoro fatto dal gestore del premio a monte. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 09:34 del 23-03-2009

21 « <taglio> Io mi limitavo a rispondere all'esempio pratico di Baronchelli riguardo al discorso simpatia antipatia. » Tanto per la storia: Fanucci partecipò per l'ultima volta nel 2000, a Courmayeur. Promise un grosso aiuto per Torino 2001, ma non rispose alle sollecitazioni del Comitato Organizzatore quando giunse il momento. Che io sappia Fanucci, nemmeno ai tempi di Pilo, ha regalato niente. Fanucci non è uso rispondere, né alle lettere, né alle lettere elettroniche. Non ho avuto il piacere di ricevere in omaggio il libro di Dick dove è apparsa la mia bibliografia dell'autore (di solito gli editori mandano almeno una copia omaggio ai collaboratori). Fu una sorpresa trovarla in appendice... Bruno l'ho incontrato la prima volta nel 1981 a Roma, ad una delle tante manifestazioni che allora organizzavano Malaguti e Cozzi. La sua prima partecipazione ad una ItalCon risale al 2005, dove fu mio ospite (così come nel 2006), per ringraziarlo per la splendida e generosa ospitalità sua e di Isabella nelle due occasioni in cui mi mise a disposizione la sua immensa biblioteca, mensa (ottima e abbondante) e letto. Il Catalogo, deve molto a Baronchelli. Da piccolo contribui alla bibliografia con quella eccellente di Heinlein (1981) e con diversi contributi apparsi su FamZine di Dionisio Castello. « <taglio>Pensa che al momento attuale si fa una prima votazione per selezionare le opere che vanno in finale. Già qui non c'è alcuna lista del votabile, il fan deve fare lui uno sforzo di memoria per ricordare cosa è uscito (e magari qualcosa uscito il primo mese dell'anno viene attribuito nel ricordo all'anno precedente e scartato e con il problema che magari cose di nicchia o un po' più strane sfuggono al ricordo e all'attenzione) e soltando dopo viene verificato se quanto uscito dalle segnalazioni ha i requisiti, da qui esclusioni improvvise perché l'opera non raggiunge il numero minimo di pagine o in effetti era dell'anno prima o per qualche altro motivo. <taglio> » A parte lo scorso anno, è sempre stato disponibile in rete l'elenco di quanto uscito l'anno precedente. Nel Catalogo. Se poi uno non conosce il Catalogo o non lo vuole usare, libero di farlo. Quando l'eleggibilità era biennale furono preparati degli elenchi ad hoc per le pubblicazioni professionali, ma in finale andarono solo i testi segnalati dai vari gruppi. Fatica sprecata. Tutti i gruppi che mi han fatto avere le loro segnalazioni, hanno avuto la mia consulenza tecnica. Chi non l'ha fatto, si è trovato le indicazioni scartate. « E questo è soltanto il primo particolare. Secondo me la partecipazione "passiva" al premio dovrebbe per prima cosa essere volontaria. » È sempre possibile chiedere di non partecipare. Mai nessuno lo ha fatto da quando c'è la doppia fase: segnalazione e votazione finale. È anche possibile, se se ne ha titolo, rinunciare al Premio. Finora lo ha fatto solo Ugo Malaguti, nel 1972, respingendo il terzo posto di Il palazzo nel cielo ed il secondo posto per Nova SF*. Le quattrocento schede raccolte dalla Libra tramite un notaio, non furono accettate dal Comitato Organizzatore. « <taglio> o addirittura il premio viene visto come un insulto dal premiato. Mi pare sia accaduto l'anno passato, no? » No. Aldilà delle assurde accuse a me di aver manovrato per far vincere Uraniamania in modo che Doralys potesse ritirare il premio, il Premio è stato regolarmente consegnato da Doralys agli aventi diritto. È disponibile la documentazione fotografica. Evidentemente il gestore del sito non aveva i titoli per reclamare (teoricamente gli amministratori sono tre). La notizia fu comunicata a S* che non ritenne importante l'avvenimento e non ne diede notizia. Nel corso della polemica il sito fu Devegettizzato (è disponibile la documentazione sul mio sito personale) e l'accessibilità al sito fu per qualche tempo riservata esclusivamente agli utenti registrati.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 11:13 del 23-03-2009

22 «« E questo è soltanto il primo particolare. Secondo me la partecipazione "passiva" al premio dovrebbe per prima cosa essere volontaria. » È sempre possibile chiedere di non partecipare. Mai nessuno lo ha fatto da quando c'è la doppia fase: segnalazione e votazione finale. È anche possibile, se se ne ha titolo, rinunciare al Premio. » Interessante, vediamo se capisco bene: Io di mia sponte debbo comunicare alla World SF di non voler partecipare? Quando magari neanche in mille anni qualcuno mi voterebbe? Cavolo che bella arroganza da parte mia. "Egregi signori, visto che qualcuno potrebbe votare il mio articolo "......" non intendo partecipare alle fasi di assegnazione del Premio.". Altrimenti, attendo di vedere i risultati della prima fase (incidentalmente, adesso non ricordo, questi sono a disposizione di chiunque, belli pubblici o soltanto ai votanti alla seconda fase?). A questo punto, dopo aver scoperto che sono entrato in classifica, scrivo alla World SF (magari mentre sono già in corso le procedure di voto, dicendo che ritiro il mio articolo "Di Tricchete e Tracchete" dalla competizione. Quindi i casi sono due, o viene stopppato tutto e si fa salire il successivo in classifica e a questo punto dovrebbero essere annullati i voti di chi eventualmente avesse già concluso la seconda fase o si va avanti comunque e viene penalizzata l'opera successiva che avrebbe ogni diritto di entrare in finale. Altrimenti, visto che i risultati della finale non vengono comunicati, aspetto che Vegetti in Convention faccia il mio nome vado al microfono e anziché prendere la targa dico che l'articolo in questione era un'opera poverina poverina che proprio non era il caso di votarlo e che non mi sento degno di accettare cotanto onore. Suppongo che a questo punto me lo terrei. Scusa, ma non sarebbe più semplice che chi vuole partecipare dichiari prima di volerlo fare? E chissà che così facendo non si ridurrebbe il numero dei materiali in concorso? «« <taglio> o addirittura il premio viene visto come un insulto dal premiato. Mi pare sia accaduto l'anno passato, no? » No. Aldilà delle assurde accuse a me di aver manovrato per far vincere Uraniamania in modo che Doralys potesse ritirare il premio, il Premio è stato regolarmente consegnato da Doralys agli aventi diritto. È disponibile la documentazione fotografica. Evidentemente il gestore del sito non aveva i titoli per reclamare (teoricamente gli amministratori sono tre). La notizia fu comunicata a S* che non ritenne importante l'avvenimento e non ne diede notizia.» Beh, se magari i responsabili del sito avessero dovuto fare un passo esplicito per chiedere che il sito in questione fosse valutato, come dico io, non ci sarebbe stata una situazione che, comunque sia finita, mi pare sia stata per alcuni giorni imbarazzante se non ridicola e che in ogni modo non ha certo giovato al prestigio di un premio. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 12:39 del 23-03-2009

23 «<taglio> Io di mia sponte debbo comunicare alla World SF di non voler partecipare? Quando magari neanche in mille anni qualcuno mi voterebbe? Cavolo che bella arroganza da parte mia. <taglio> Altrimenti, attendo di vedere i risultati della prima fase (incidentalmente, adesso non ricordo, questi sono a disposizione di chiunque, belli pubblici o soltanto ai votanti alla seconda fase?). <taglio>» Sull'arroganza, non discuto. I dati delle segnalazioni, al termine della prima fase, sono pubblici ovviamente. Su siti con non scarsa visibilità, ma non siamo ancora arrivati a farci leggere obbligatoriamente. Le rinunce possono essere inoltrate anche all'organizzazione dell'Italcon. Ovviamente la World SF è garante dell'aspetto formale e normalmente attenta alle esigenze di tutti. Quindi puoi indirizzarti anche alla World SF. Oppure rivolgerti alla Polizia Postale. Sistema un poco scomodo, ma vedi tu.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:19 del 23-03-2009

24 Il mio parere di lettrice e votante (interessa?) è che Lanfranco ha ragione, punto per punto.

» postato da l'Anto alle 13:26 del 23-03-2009

25 «Non sono d'accordo. A parte che non approvo il concetto della tassa (se ci sono delle spese da sostenere dovrebbero allora essere sostenuti da tutti e non solo dagli editori), ma l'editore potrebbe tranquillamente non essere interessato. Tu naturalmente pensi a editori dell'ambiente. » In effetti stiamo parlando di due cose un po' diverse, io pensavo alla mia idea di "premio strega" della fantascienza esposta nell'editoriale, che come dicevo avrebbe una categoria sola. Dal mio punto di vista, l'editore deve essere interessato. Il premio è fatto per favorire le vendite e la promozione del libro e dell'autore, oltre che della fantascienza, tutte cose che vanno prima di tutto a vantaggio dell'editore. Se l'autore ci tiene al premio si informerà con l'editore se acconsente a partecipare prima di pubblicare. Può sempre scegliere un altro editore. Sulla faccenda del ritirarsi dal premio Italia: a mio avviso, visto che il premio è popolare e premia cose "pubbliche", l'autore non ha nessun diritto di ritirarsi, perché non è lui che si è candidato. Secondariamente, il premio per un'opera - ma anche per un artista, o per un traduttore - non premiano solo il premiato. Premiano anche l'editore o il curatore che l'ha scelto. Quindi così come l'editore a mio avviso non ha diritto a ritirare le sue cose dal premio - tentazione che ho avuto - perché farebbe un torto agli autori, vale anche il contrario. Nulla toglie naturalmente che al momento della consegna l'autore possa dire "tenetevi il premio non lo voglio", a quel punto è una scelta del tutto personale. Questo, naturalmente, dal punto di vista di principio secondo la mia opinione. Il regolamento immagino sia diverso. S*

» postato da S* alle 14:06 del 23-03-2009

26 Cavolo come siamo ......! Qualche piccola precisazione su quanto ho letto fino ad ora. All'amico Vegetti dico che ha ragione sul suo catalogo ma torto sulle mie partecipazioni fisiche: ad esempio ricordo che a Stresa andai in macchina con Pilo e Fusco e a Matrice divisi la stanza con lo stesso Pilo (li cito come testimoni visto che altrimenti non vengo creduto). Comunque non capisco la puntualizzazione su questo fatto, cosa c'entri con l'oggetto del dibattito e a chi cosa possa importare. Misteri della fantascienza! Sul resto ognuno ha le sue fonti e , spero, nessuno abbia la presunzione di avere la verità assoluta. A Lanfranco posso solo dire che un'opera è o no di fantascienza a prescindere in che collana l'editore la collochi e come la pubblicizzi (guarda cosa ha pubblicato questo mese Il Giallo Mondadori!). Qui mi sembra, senza offesa, che si rischi di essere troppo ingenui.Vi risultano collane di fantascienza (oggi, meglio precisare) nei cataloghi della Feltrinelli Einaudi, Baldini, Sperlig, Sonzogno, ecc. ecc.? Infine mi scoccia molto difendere la Fanucci , con la quale non ho nessun contatto (i libri me li compro in libreria), ma come si può dire che non pubblichi o non abbia pubbicato fantascienza negli ultimi, diciamo, cinque anni? La verità (che fa male... lo so) è che si è riciclata come una casa editrice, diciamo, non specializzata, e come tale (purtroppo per noi a cui non fa schifo la parola fantascienza) si comporta. Ora vi dico cosa mi sembrò veramente assurda e dove per me si toccò il fondo: non mi ricordo se due o tre anni fa, tra i cinque finalisti da votare apparve un libro di una torinese (non mi ricordo il nome ma penso sia per voi semplice risalire a chi sia) stampato da una casa editrice di Torino (da me e dalle librerie romane) mai sentita. Ovviamente mi sono messo in caccia per acquistarlo ma la casa editrice non esisteva neanche su internet. Ho chiesto aiuto al torinese Tarditi (altro testimone, non si sa mai..) che riuscì a procurarmelo ben dopo le votazioni di Fiuggi. Ora vi chiedo : quanti voti di segnalazione può avere avuto il libro per entrare nella cinquina finale?Se il libro non era distribuito, come e dove lo hanno acquistato i proponenti (mi rifiuto di pensare, in questo mondo di onesti, che l'autrice conoscesse personalmente tutti gli aventi diritti e che poi a tutti sia piaciuto così tanto da proporlo per il premio!)? Che giudizio serio si poteva esprimere par la scelta finale se era materialmente impossibile procurarselo? Per favore, siamo meno ipocriti se vogliamo (meglio: volete) costruire una cosa seria.

» postato da Bruno Baronchelli alle 11:41 del 24-03-2009

27 « Ora vi dico cosa mi sembrò veramente assurda e dove per me si toccò il fondo: non mi ricordo se due o tre anni fa, tra i cinque finalisti da votare apparve un libro di una torinese (non mi ricordo il nome ma penso sia per voi semplice risalire a chi sia) stampato da una casa editrice di Torino (da me e dalle librerie romane) mai sentita. ... Che giudizio serio si poteva esprimere par la scelta finale se era materialmente impossibile procurarselo? Per favore, siamo meno ipocriti se vogliamo (meglio: volete) costruire una cosa seria. » Se non ricordo male era un libro di Anna Maria Bonavoglia. Be', immagino che la gente che l'aveva votato potesse aver letto altre cose della Bonavoglia e quindi la considerasse un'autrice valida o comunque da sostenere. A essere realisti, credo che capiti quasi sempre così anche nel caso di libri più reperibili. Non puoi ragionevolmente pensare che un libro che riceve sessanta segnalazioni su cento votanti sia stato letto da tutte quelle sessanta persone. S*

» postato da S* alle 11:56 del 24-03-2009

28 "Se non ricordo male era un libro di Anna Maria Bonavoglia. Be', immagino che la gente che l'aveva votato potesse aver letto altre cose della Bonavoglia e quindi la considerasse un'autrice valida o comunque da sostenere...." (scusatemi ma non sono capace di rendere graficamente immediato quello che ha scritto S*). Bene. Sono andato sul catalogo Vegetti e la Bonavoglia ha pubblicato ben 7 (sette) racconti dal 1994 al 2007 su riviste di grandissima tiratura tipo Space Opera della defunta Kelta. Ho appena provato a vedere se almeno ora è possibile acquistare questo capolavoro giunto nella cinquina finale del prestigioso Premio Italia ma, purtroppo è ancora impossibile: IBS, LIBRERIAUNIVERSITARIA ecc. lo indicano come sconosciuto pur avendo in catalogo qualche titolo della fantomatica editrice Triskel che non risulta avere un sito proprio. Caro Silvio, quello che poi aggiungi non minimizza quanto ho voluto dire - tra le righe - con l'esempio di SHAN ma eventualmente lo rafforza. All'inizio di questo forum citi, senza nominarla, SF.ERE, e forse potrei confermare quanto fai capire come potrei raccontare tante altre "stranezze" accadute negli anni (a prescindere se il mio corpo fosse presente o meno nelle Convention) ma ti assicuro che un caso come SHAN è veramente fuori concorso per manifesta superiorità.

» postato da Bruno Baronchelli alle 17:59 del 24-03-2009

29 Annamaria Bonavoglia è una buona scrittrice non solo di fantastico. Anzi siccome il fantastico appaga poco si da ad altri generi. Shan evidentemente è andato esaurito. Aveva pure un ISBN :P Personalmente non mi era piaciuto molto. Un buon scrittore di racconti non è detto che scriva buoni romanzi. Comunque tutto è buono per tirare conclusioni: - il giornalaio di Baronchelli non era a conoscenza del premio Italia - Palmer non ne aveva mai sentito parlare - gente che infila Premi Italia a gogò da vent'anni salta fuori a dire che qualche dubbio gli era venuto (licenza poetica) -Fanucci è diventato antipatico quando ha smesso di regalare libri agli appassionati (io devo essere sempre arrivato tardi). La fantascienza in Italia è sempre sta un piccolo paese. La mia giornalaia ha scoperto per caso, di recente, che da qualche anno pubblico regolarmente bibliografie in appendice ad Urania Collezione. La voce "Giuseppe Lippi" su Wikipedia era stata messa in discussione in quanto non avrebbe rivestito i requisiti di enciclopedicità (avete presenti quanti famosi nessuno sono presenti in Wikipedia, senza che nessuno batta ciglio?). Nonostante la situazione personale non brillante, ho accettato la visita di uno studente che sta preparando una tesi sugli illustratori di Urania dal 1952 al 1961. Benché si fosse messo in contatto con me attraverso il mio indirizzo pubblico, non aveva idea dell'esistenza del Catalogo. Il Catalogo è in rete da oltre 10 anni, ma è sconosciuto a molti appassionati e perfino ad alcuni dei collaboratori. Ho smesso di essere disturbato. Dovrei concludere che la fantascienza non esiste. Siccome a me pare antipatico parlare della notorietà dei vincitori del Premio Italia, suggerirei a qualcuno di deliziarci con altre indagini. Comunque la notorietà (o la reperibilità) non è certo il criterio con il quale vengono giudicate le opere e le persone. Se una/o è brava/o, è brava/o. Se una storia è bella è bella. PS. Mai stato a Matrice

» postato da Ernesto VEGETTI alle 10:20 del 25-03-2009

30 Continuando a seguire questa querelle con vari attori per me sconosciuti che hanno ruoli che non conosco, la mia idea si fa più vivida, anche se ovviamente assolutamente parziale, direi impressionistica se mi passate un termine pittorico. Ciò che so è che questi attori si conoscono spesso da diverso tempo, che tra loro corrono rapporti anche oltre l'interesse specifico e questo interesse specifico - la fantascienza tout court - è anche il filo conduttore della trama. Trama fatta di rancori, colpi bassi, fazioni guelfe e ghibelline con qualche anarchico bombarolo, convergenza su temi potenzialmente importanti praticamente inesistente, vecchi rancori e nuovi pregiudizi, assurde diatribe sulle regole. Al centro una immobile, maltrattata e inadeguata fantascienza. Credo che molti dovrebbero fare non uno ma diversi passi indietro, resettare un attimo la mente, magari sedersi a un tavolo con qualche salsiccia e del buon vino e discutere in nome di un comune interesse che tutti amano. Oltrettto discutere di queti temi su un forum è letale, porta a una cristallizzazione delle incomprensioni totale. Parere assolutamente terzo ed esogeno. Allo spettaore di questo film, topic, forum, la situazione non risulta edificante. Vediamo a fiuggi che aria tira.. :!:

» postato da Adidja Palmer alle 13:44 del 25-03-2009

31 « Credo che molti dovrebbero fare non uno ma diversi passi indietro, resettare un attimo la mente, magari sedersi a un tavolo con qualche salsiccia e del buon vino e discutere in nome di un comune interesse che tutti amano. Oltrettto discutere di queti temi su un forum è letale, porta a una cristallizzazione delle incomprensioni totale.» Mah, non per sminuire quello che dici, ma tutto ciò è assolutamente evidente a tutti da anni, inclusi gli attori di cui dici. Forse è per questo che quando ci sono incontri fantascientifici si finisce sempre a mangiare molto più che a parlare di fantascienza... in questi casi alla fine l'unica vittima è il livello di colesterolo ;-) S*

» postato da S* alle 14:38 del 25-03-2009

32 E' che spessissimo si notano frecciate neanche troppo nascoste che rielano maumori e rancori ampiamente sedimentati. Insomma per me - che forse sono un pò lo stereotipo di lettore nuovo che si avvicina al genere e a ciò che lo riguarda, l'ambiente "istituzionale" non risulta poi così gradevole. Non che conti molto per me, continuerò a leggere e appassionarmi, certo un pò di delusione c'è.

» postato da Adidja Palmer alle 15:16 del 25-03-2009

33 Ora mi chiamo fuori dal forum come mi sono sempre chiamato fuori dall'ambiente. Vegetti ha ragione a dire che non ho frequentato molto le convention e il motivo mi sembra palese. Ho ricominciato solo per la vicinanza di Fiuggi e la mia presenza non supera le 7-8 ore. E' la prima volta che ho partecipato ad un forum solo perchè stimo molto Sosio e il suo atto me lo ha fatto stimare ancora di più A PRESCINDERE da chi si riferisse. Ho voluto, nel mio piccolo, con un esempio avallare le sua posizione e così facendo, superficialmente, ho solo sottolineato che forse le dimissioni erano tardive. Nel mondo dell'editoria militante nella quale mi sembra siano immersi il 99% dei partecipanti alla convention (editori, traduttori, scrittori, curatori, fanzinari , catalogatori, saggisti e scusate se mi dimentico qualche categoria) non faccio parte e non ho mai fatto parte. Appartengo alla Categoria (con la C maiuscola)senza la quale le altre non avrebbero senso di esistere: la categoria degli acquirenti, dei clienti, dei fruitori del "lavoro" del 99% citato. Mia moglie dice che quando entro nei negozi mi mettono il tappeto rosso ed è vero, dall'alto dei miei 52.000 libri, in forte crescita. Nella convention ci sarà Malagati (sinceramente un'altra persona che stimo molto per quello che ha fatto per la fantascienza) e chiedetegli solo se dal primo libro pubblicato dalla Libra in poi mi sono mai permesso di chiedere uno sconto. Non mi scuso per l'immodestia mentre spero che qualcuno si scusi per quei volgari giudizi che non mi toccano ma che non accetto da chi non mi conosce. E proprio perchè essendo sempre stato fuori dall'ambiente pochi mi conoscono (esclusi gli editori ecc. dei tappeti rossi) e "mi rode" (S* ti piace l'espressione?) che i lettori d questo forum si facciano un'idea del sottoscritto basandosi sulle belle parole del sig. Palmer. E con questo chiudo.

» postato da Bruno Baronchelli alle 09:13 del 26-03-2009

34 «Non mi scuso per l'immodestia mentre spero che qualcuno si scusi per quei volgari giudizi che non mi toccano ma che non accetto da chi non mi conosce. E proprio perchè essendo sempre stato fuori dall'ambiente pochi mi conoscono (esclusi gli editori ecc. dei tappeti rossi) e "mi rode" (S* ti piace l'espressione?) che i lettori d questo forum si facciano un'idea del sottoscritto basandosi sulle belle parole del sig. Palmer.» Caro Bruno, se nel mondo della fantascienza fossero tutti un po' di più come te sarebbe senza dubbio un ambiente molto, molto più vivibile e positivo. Oltre al fatto che si venderebbero molti più libri :-) Parlando della categoria con la C, credo che questa sia un po' una peculiarità italiana... voglio dire, vai alle convention americane e ci sono, uh, diciamo il 90% di appassionati e il 10% o meno di "addetti ai lavori". Già una ventina d'anni fa si scherzava sul fatto che alle convention italiane l'unico "lettore e basta" era il simpatico Valloggia. Tutti gli altri erano scrittori, editori, fanzinari, attivisti in questo o quell'altro modo. Da questo non può che discendere un ambiente un po' complicato, perché se nelle convention "normali" la maggior parte della gente è interessata al lavoro degli altri, in quelle italiane è sempre stata interessata anche o soprattutto al proprio. Ovviamente messa così sembra molto peggio di com'è. C'è una quantità di gente simpatica che rende comunque sempre un piacere partecipare a una convention. I difetti della situazione sono quelli che generano polemichette che comunque, a mio avviso, restano sempre una componente decisamente di secondo piano. S*

» postato da S* alle 09:31 del 26-03-2009

35 « che i lettori d questo forum si facciano un'idea del sottoscritto basandosi sulle belle parole del sig. Palmer. E con questo chiudo.» Ci deve essere un qui pro quo, o un qui quo qua. Non so per quale motivo si è sentito chiamato in causa direttamente, ma anche rileggendo non trovo alcun riferimento o citazione a Bruno Baronchelli. La mia partecipazione a questo post, ed in particolare gli ultimi interventi, voleva essere la testimonianza di un lettore che solo recentemente si avvicina al genere con passione, fuori dal giro degli addetti ai laovri, delle librerie e dei tappeti rossi. Parlo dal basso della mia settantina di libri di fantascienza(non che esporre i numeroni sia testimonianza di acutezza, sagacia o status), per cui figuriamoci se posso permettere di grassettare una persona che probabilmente ha molta più esperienza letteraria e anagrafica di me. Oltretutto non ho nemmeno parlato di collezionisti privilegiati, quindi davvero mi sfugge, ma, diceva uno sveglio: L'occhio che osseva non può osservare se stesso. Sarebbe assai presUNTuOso, per cui faccio un passo indietro. Il punto è che dico quello che penso (il rispetto anche virtuale, sempre guadaganrselo, di abbisogna) come può testimoniare il Vegetti con il quale mi sono scornato e riappacificato. Tuttavia è innegabile che in questo multiverso che ci appassiona le relazioni che intercorrono a qualsiasi livello non sono edificanti. Questo trasuda da molti intereventi in diversi Thread che ho avuto modo di sfogliare da quando sono iscritto. Magari Bruno, iscritto da meno tempo, non ha avuto modo di leggere le altre discussioni. Non che io sia iscritto da chissà quanto, per cui se questa è la media, statisticamente.. Come ricordavo poco sopra, ho già "litigato" con Vegetti, in una discussione assai più litigiosa in generale (quella delle dimissioni di S*) perchè affermai: «io non conosco il Premio Italia :shock: » quanto s'è arrabiato il Vegetti! :wiggle: :bye: Nonostante sia fermamente convinto che l'inteligenza media del lettore di queste pagine binarie sia di un grado quantomeno semi senziente e/o evoluto, e che alla luce di ciò sappia scindere un attacco ad personam da una constatazione generale, non esito a porgere le mie scuse a Baronchelli, che forse un pò la coda di paglia la ha :lol: ! Si scherza Bruno.. :wink: Fernando Zarattini, un lettore.

» postato da Adidja Palmer alle 10:41 del 26-03-2009

36 « Parlando della categoria con la C, credo che questa sia un po' una peculiarità italiana... voglio dire, vai alle convention americane e ci sono, uh, diciamo il 90% di appassionati e il 10% o meno di "addetti ai lavori". Già una ventina d'anni fa si scherzava sul fatto che alle convention italiane l'unico "lettore e basta" era il simpatico Valloggia. Tutti gli altri erano scrittori, editori, fanzinari, attivisti in questo o quell'altro modo. Da questo non può che discendere un ambiente un po' complicato, perché se nelle convention "normali" la maggior parte della gente è interessata al lavoro degli altri, in quelle italiane è sempre stata interessata anche o soprattutto al proprio. S*» Questo è vero solo alle WorldCon. Alle altre con americane (e inglesi) la proporzione fra lettori e addetti ai lavori è molto simile alla nostra, anzi, visto che la fantascienza è più remunerativa, la proporzione di gente che ci si guadagna da vivere almeno parzialmente (non sono quasi mai scrittori...) è maggiore. Ma questo è naturale anche perchè le convention qui sono un affarre fra fan, e quindi se tiri un sasso e manchi uno scrittore, critico, editor, studioso, non puoi fare a meno di colpire qualcuno che almeno ha organizzato una convention, ha curato la newsletter di una convention, ha fatto una fanzine, o al minimo fa filk. Il problema della situazione italiana da come lo vedo io è che ahimè il campo è così piccolo, e il clima così avvelenato nella vita sociale in generale. Ciò non vuol dire che chi si avvicina al campo e ne rimane meno che impressionato possa cavarsela con un'alzata di spalle e un moto di disgusto. Anche in Italia il fandom è una comunità, e dà quello che ci si contribuisce. C'è sempre la possibilità di lavorare per il suo miglioramento.

» postato da Anna Feruglio Dal Dan alle 09:36 del 30-03-2009

37 «<taglio> Fernando Zarattini, un lettore.» E per rimanere un lettore hai snobbato Fiuggi! :cry:

» postato da Ernesto VEGETTI alle 16:17 del 30-03-2009

38 «se è vero uno, deve essere possibile l'altro,dice la LOGICA» mai sentito parlare di logiche fuzzy? :roll:

» postato da Stefanoventa alle 09:17 del 15-04-2009

39 ««se è vero uno, deve essere possibile l'altro,dice la LOGICA» mai sentito parlare di logiche fuzzy? :roll:» Scusa Stefano, non rispondere. Il signor Aldo o si iscrive al forum e posta le sue osservazioni nei forum che hanno senso, o smette di importunare. Non può scrivere a caso dove gli capita le sue provocazioni. Da questo momento le cancello sistematicamente. Non rispondete, perché cancello anche le risposte. S*

» postato da S* alle 11:06 del 15-04-2009

40 « Scusa Stefano, non rispondere. Il signor Aldo o si iscrive al forum e posta le sue osservazioni nei forum che hanno senso, o smette di importunare. Non può scrivere a caso dove gli capita le sue provocazioni. Da questo momento le cancello sistematicamente. Non rispondete, perché cancello anche le risposte. S*» Yes Master :)

» postato da Stefanoventa alle 11:17 del 15-04-2009

41 «««se è vero uno, deve essere possibile l'altro,dice la LOGICA» mai sentito parlare di logiche fuzzy? :roll:» Scusa Stefano, non rispondere. Il signor Aldo o si iscrive al forum e posta le sue osservazioni nei forum che hanno senso, o smette di importunare. Non può scrivere a caso dove gli capita le sue provocazioni. Da questo momento le cancello sistematicamente. Non rispondete, perché cancello anche le risposte. S*» nuuuuuuuuu mi ammazzi il tamagochi! cattivo :cry: ieri ho passato tutto il giorno a dargli la pastura :shock:

» postato da Adidja Palmer alle 11:59 del 15-04-2009

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